La fine dell’editoria popolare: il passaggio dall’edizione economica a quella da esposizione
Un deca non ti basta neanche in libreria Nel 1965 la Mondadori fece una mossa radicale: lanciò gli Oscar, piccolo formato e prezzi bassissimi, distribuiti ovunque. Il loro primo titolo fu Addio alle armi di Hemingway, come a dichiarare cheError Code 3 – L’ambizione richiede un po’ di pazienza
Error Code 3 di Taylor Blackfyre è fantascienza italiana ambiziosa tra realtà parallele, alieni e storia d'amore cosmica. Vale la pena leggerlo?La tua voce è tua: il caso Grammarly e la difesa della voce autoriale
Grammarly ha usato nomi e stili di autori, esperti, professionisti senza che loro lo sapessero, e ci ha portato a chiederci: la voce autoriale si può rubare?E adesso i miei ebook dove li metto?! Il webreader Tolino chiude
Il 18 maggio Tolino smetterà di funzionare, in Italia. Qui vi diciamo cosa fare con i vostri ebook.Avanti i paratesti! Concept, pitch, sinossi e amici
Concept, pitch e sinossi: no, non sono la stessa cosa – e no, non sono nemmeno paratesti. Gaia fa ordine nel caos, spiega a cosa servono e a chi vanno destinati.Quel desiderio di impallinare la volpe, ovvero rileggere Il Piccolo Principe a 35 anni
Avete provato a rileggere Il piccolo principe in età adulta? Gaia sì. Non ha apprezzato l'esperienza.Quando la censura è preventiva: SLAPP, querele temerarie e il caso Penguin Random House
$ 15.000.000.000, o “Quindici miliardi di dollari”, per non dover impazzire contando gli zeri: non si tratta né dell’impressionante cachet di qualche miliardario che fa cose, né di una manovra finanziaria statale, ma della cifra richiesta da Donald Trump aiChe succede ai disegnetti? Uno sguardo al novembre 2025 del fumetto
Il fumetto italiano vive un paradosso: vendite in aumento, ma condizioni sempre più fragili per chi crea le storie. Tra IA, scelte editoriali controverse e proteste del settore, ecco cosa sta davvero accadendo dietro le quinte.Jonathan Bazzi e la povertà del lavoro culturale
Lo sfogo di Jonathan Bazzi riaccende il dibattito sulla precarietà culturale: compensi bassi, ritardi nei pagamenti, volontariato sistemico e un settore che brucia energie senza garantire stabilità. Più che puntare il dito, serve una coscienza collettiva: contratti, tutele, rispetto per










