Se nelle ultime settimane avete fatto acquisti su IBS e store affini, potreste aver visto un messaggio riguardante il webreader tolino.
Oppure avete ricevuto la comunicazione per email negli ultimi giorni: prenderla per l’ennesima mail truffa che comunica cose a caso per far cliccare su link fasulli sarebbe un errore!

Dal 18 maggio 2026 il servizio tolino sarà davvero dismesso, per chi acquistava tramite i servizi Feltrinelli. Proprio del tutto: webreader, cloud personale e supporto ai dispositivi.
In partenza
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In soldoni: se avete comprato ebook su IBS o Libraccio negli ultimi anni e li avete lasciati comodi sul cloud tolino, avete un paio di mesi per scaricarli. Dopo quella data, verranno cancellati definitivamente. Niente recupero, niente assistenza, niente.
Ma che è tolino, esattamente?
Tolino nasce in Germania nel 2013 dall’alleanza tra Deutsche Telekom e alcune delle principali catene librarie tedesche, per cercare di arginare il dominio di Amazon nel mercato degli ebook. L’idea era semplice, forse un po’ naif: tenere il mercato del libro digitale nelle mani delle librerie, non delle big tech.
IBS entra nell’alleanza nel 2014, diventando il primo punto di accesso italiano all’ecosistema. Per qualche anno ha funzionato discretamente: il webreader permetteva di leggere direttamente dal browser senza installare nulla, il cloud sincronizzava la libreria su più dispositivi, e i lettori tolino erano un’alternativa concreta al Kindle.
Nel 2017 tolino viene acquistata dalla nippo-canadese Rakuten Kobo ed è qui che ha inizio l’inghippo per l’Italia. Nello stesso anno, Feltrinelli ha acquistato IBS tramite una joint venture con Messaggerie, diventando partner di Tolino tramite IBS… mentre era già partner diretto di Kobo.
Dopo alcuni anni in cui la holding ha gestito una distribuzione doppia, nel 2022 IBS e Libraccio sono uscite dall’alleanza con le librerie tedesche, migrando i propri servizi solo sulla piattaforma Kobo.
Insomma, il 18 maggio 2026 è il residuo finale di quel trasloco: webreader e cloud erano rimasti attivi per gli utenti iniziali, ma adesso si chiude baracca.
Cosa fare adesso (la parte pratica)
Vale la pena fare una premessina: tolino non sta morendo. I dispositivi non esploderanno alla mezzanotte del 18 maggio, e se acquistate da altri partner tedeschi dell’ecosistema, webreader e cloud resteranno funzionanti.
Quella che si conclude è la specifica partnership con l’Italia. Che è quella che ci tocca più da vicino, quindi, che fare?
Se avete ebook acquistati su IBS o Libraccio, accedete al vostro account e scaricateli, salvandoli in locale. Così almeno sapete che ci sono.
…e poi potete usare Calibre, o le app Kobo o qualsiasi altra applicazione per spostare quello che volete sull’ereader, lasciando il resto al sicuro sul pc o su un disco esterno. Basta che non resti in cloud.
Il vero problema: non possedete davvero i vostri ebook
La vicenda tolino è un buon momento per mettere sul tavolo una questione che il mercato digitale continua ad aggirare con eleganza: quando si compra un ebook con DRM (Digital Rights Management), non si acquista un file – si acquista una licenza per accedervi, finché il servizio esiste e finché il fornitore lo ritiene opportuno.
Il webreader che sparisce è la dimostrazione più concreta di cosa significhi affidarsi a un ecosistema chiuso: i libri cartacei non smettono di esistere quando fallisce una libreria.
Gli ebook, a quanto pare, sì.
Sì, è la scoperta dell’acqua calda, ma è anche un aspetto su cui alcune persone non riflettono abbastanza: tutto ciò che non viene scaricato e salvato, ma viene solo distribuito e/o lasciato in un ambiente online chiuso, potrebbe un giorno sparire. Puff!
Uno sguardo più largo
La storia di tolino, poi, si inserisce in un mercato ebook che non è mai stato particolarmente stabile. Basta ricordare quante piccole piattaforme di vendita ebook sono nate e morte nel giro di pochi anni, ma anche al caso di Anobii di cui abbiamo già parlato, una piattaforma di tracciamento letture comprata da Mondadori nel 2013 con grandi ambizioni e poi abbandonata. L’Italia… fa queste cose. Oggi la maggior parte degli ebook acquistati in Italia passa da Amazon/Kindle; e gli ebook sono ancora una percentuale piccola del mercato. È anche l’assenza di una reale massa di acquirenti alle spalle a creare ostacoli alle potenziali alternative, che non hanno modo di reggere nel tempo contro il colosso statunitense.
La chiusura del webreader tolino non è una catastrofe, ma è un promemoria utile: i libri digitali sono spesso affittati, non di proprietà. Bisogna tenerlo a mente quando si sceglie dove comprare – e soprattutto dove conservare – i propri libri.




