Si apre in una nuova scheda

Amazon stringe KDP, ma chi colpisce davvero?

Scritto da

Gaia Facchetti

Pubblicato il

amazon kdp limite due titoli settimana
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Nato contro i libri fatti con l’IA, rischia di pesare su self e piccoli editori

Se pubblichi con Amazon, sappi che il gigante statunitense ha cambiato le regole. Di nuovo. La novità è nella pagina “KDP Title Creation Limits Update” della community di KDP.

E mentre già stavamo festeggiando il colpo di giornale dato sul naso del book farming e di tutto quel materiale low content che infesta le classifiche, ci è venuto un dubbio: e se a pagare non fossero solo le book mills, ma anche self publisher, collettivi e case editrici che con l’IA non c’entrano nulla?

Quanti libri si possono pubblicare su KDP?

Dal 21 settembre 2026, due titoli nuovi a settimana per formato. Da 3 al giorno a 2 a settimana: che faccio signò, lascio?

Non è la prima volta che Amazon modifica la quantità di libri che possono essere pubblicati sulla propria piattaforma. Il primo tetto è stato messo nel 2023 (guarda caso, l’anno in cui l’IA generativa è diventata disponibile al grande pubblico) ed era di tre titoli al giorno.

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, senza alcun annuncio, il tetto giornaliero è stato sostituito, con 10 titoli pubblicabili settimanalmente. Abbiamo controllato sulla Wayback Machine: le istantanee mostrano una frase generica fino al 14 ottobre 2025

Le linee guida di KDP nell’istantanea della Wayback Machine del 14 ottobre 2025, con una frase generica sui limiti
Le linee guida di KDP nell’istantanea di marzo 2026, con il limite di 10 titoli a settimana

L’ultima stretta, quella di cui parliamo in questo articolo, arriva a due titoli a settimana: è un taglio dell’80% rispetto a quanto si poteva fare fino a dieci giorni fa. 

Amazon non lo dichiara, e come spiegazione mette un generico mantenimento di una “esperienza positiva” per chi pubblica; ma il contesto in cui questa modifica arriva è chiaro. E il fenomeno che ci cerca di arginare, anche. 

Perché Amazon ha messo il limite? I libri fatti con l’IA che intasano internet

Facendo un giro su forum e social, la lettura più diffusa è che si tratti di una misura contro lo spam generato dall’IA, che ormai non si limita più a prodotti low content come libri da colorare o con attività per bambini, diari e planner vari, raccolte di aforismi e barzellette, ma tocca saggistica, manualistica, narrativa. Esistono profili con oltre 120 manuali in vendita, dove lo stesso contenuto generato è stato poi tradotto in molteplici lingue e dove la psicologia e l’auto-aiuto si mescolano a istruzioni su come utilizzare le criptovalute per arricchirsi.

Volete deprimervi? Cercate guide per scrivere un libro con l’IA e giocate a “Quale di questi volumi non è stato scritto da un’IA?”. Non fatene un gioco alcolico: restereste troppo sobri.

Sono libri evidentemente di bassa qualità, ma quello è parte dell’obiettivo: chi li pubblica vuole creare il massimo volume con il minimo sforzo, in modo da aumentare esponenzialmente la propria visibilità per l’algoritmo di ricerca e massimizzare il guadagno. Dato il bassissimo costo e il minor impegno, bastano due, tre incauti acquisti per ciascuno dei titoli caricati per generare profitto.

Il danno collaterale: il limite vale anche per le case editrici?

Amazon ha fatto bene?
Dopo un’iniziale esultanza, come abbiamo detto all’inizio, abbiamo iniziato a fare qualche calcolo.

La modifica non riguarda libri già pubblicati, ovviamente, quindi chi ha già un catalogo di spam a livelli industriali vedrà limitate solo le pubblicazioni future, ma non la massa precedente. Vero che riceverà un enorme giro di vite; ma potrà continuare a pubblicare più di cento libri l’anno. 

Il dubbio che ci viene è che le realtà che saranno più penalizzate saranno quelle, come collettivi di artisti e alcune piccole case editrici, che si appoggiano ad Amazon per stampa e distribuzione. Se per un self, da solo, raggiungere il centinaio di libri l’anno senza aiutini è complesso, collettivi e case editrici possono raggiungere, e superare, la decina di titoli al mese, soprattutto contando che parliamo di “pubblicazioni” e nel caso di gruppi che pubblicano anche singoli racconti e novelle, si fa davvero presto.

Inoltre, viene considerata “nuovo libro”, per la piattaforma, anche una nuova edizione con una nuova copertina, e quindi la quantità di reali nuovi libri che queste realtà possono pubblicare si assottiglia. 

Si può ancora chiedere un’eccezione ad Amazon?

Di sicuro è diventato più complicato. Questo è quello che il 30 settembre 2026 si vedeva all’inizio delle linee guida di KDP:

L’inizio delle linee guida di KDP il 30 settembre 2026: non c’è più il link all’assistenza per chiedere eccezioni al limite

Per chi non vede l’immagine: è sparita l’indicazione, prima esplicita, del link per l’assistenza a cui richiedere eccezioni.

E quindi, a ben guardare, chi spamma se la caverà; ma la casa editrice che pubblica venti ebook al mese potrebbe essere costretta a pubblicarne otto, senza accordi diversi. E avrà più difficoltà a far presente il problema.

Volendo essere onesti, questo è un dubbio che abbiamo, ma che al momento non ha un riscontro certo. Delle case editrici che abbiamo contattato prima di pubblicare questo articolo, e che utilizzano Amazon per stampa e distribuzione, due ci hanno risposto.

Nessuna delle due è toccata dalla modifica: una, Future Fiction, è una piccola casa editrice che pubblica una decina di libri l’anno al massimo, e quindi non ha problemi.

L’altra, Quixote, è una casa editrice romance di medie dimensioni, che pubblica anche una ventina di volumi al mese: per loro la modifica avrebbe potuto essere un problema, ma nella settimana dopo il 21 settembre hanno pubblicato 4 titoli ebook senza conseguenze.

Quindi le case editrici sono escluse? Difficile saperlo con certezza, perché nell’unica comunicazione ufficiale Amazon non dice se esistano categorie esenti. Se avete altre informazioni, fatecele sapere, qui nei commenti ma anche in DM, se preferite.

Cosa può fare chi pubblica su KDP?

Non è che si possa far molto. 

Quando nell’aprile 2025 è emerso il problema dell’IVA cambiata a caso, una parziale risoluzione si è avuta solo per una combinazione di fortuna e conoscenze di persone reali con contatti in Amazon; chiunque abbia tentato la via dei chatbot di assistenza, ha solo potuto sbattere la testa contro un muro di gomma. 

Proprio per questo, a un certo punto, abbiamo proposto a self e editori di cambiare aria e passare da Amazon a StreetLib dove, per lo meno, ancora ci sono tracce di vera assistenza (umana). 

Ma per chi resta, per vincoli vari, in KDP: che si fa? 

I self dovranno iniziare a progettare per bene il calendario editoriale e le proprie uscite, cioè a farlo meglio di quanto già fanno, evitando di pubblicare in un unico scaglione “ a mo’ di Netflix” le proprie saghe.

Cosa che già, in realtà, avrebbero dovuto fare: un romanzo o un saggio non sono puntate di una serie tv e bruciare in un giorno l’attenzione che si potrebbe distribuire in settimane è un qualcosa che anche le piattaforme di streaming stanno smettendo di fare, tornando alla cara puntata della settimana. 

Le case editrici potrebbero non essere toccate, avendo solitamente contratti dedicati, ma se ci limitiamo a quello che Amazon ha dichiarato, in teoria pure loro sarebbero comprese nel limite di due titoli. Non resta che verificare con il proprio referente o con l’assistenza se si è soggetti al limite, e conservare ogni dichiarazione per iscritto.

Anche perché, come al solito, il gigante americano ha cambiato le regole con attuazione immediata e comunicando il minimo indispensabile, sapendo che quello che la maggior parte delle persone farà sarà adeguarsi. 

E i collettivi di self, presi in mezzo e senza la protezione che sembra esserci per le case editrici, ringraziano.

L'articolo è stato scritto da

Foto di Gaia Facchetti

Gaia Facchetti

Gaia, classe ’90, lettrice con una predilezione per fantasy-horror-weird. Fangirl nostalgica degli archivi e dei loro flames, beta-reader da sempre, feticista della narrativa mignon, collaboratrice riottosa di rassegne editoriali da oltre dodici anni.

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