Come e perché lasciare Amazon KDP per StreetLib

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lasciare amazon kdp per streetlib
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Dopo il post in cui raccontavo di aver lasciato Amazon KDP in favore di Streetlib, diverse persone (Linda) mi hanno chiesto di scrivere un confronto più dettagliato. Eccolo.

Prima di iniziare, una premessa necessaria: su Streetlib ho un account selfpublisher attivo dal 2010, quando la piattaforma si chiamava ancora Simplicissimus e il mondo dell’ebook italiano era poco più di un esperimento. Nel tempo mi è stato offerto un upgrade ad account editore, su loro invito e a loro discrezione. Non sono un editore, sono un’autrice con un account potenziato e ci tengo a dirlo perché alcune funzionalità che ho a disposizione potrebbero non essere accessibili a tutti (e per cortesia non scrivetemi per come averlo a vostra volta, se vogliono offrirvelo vi scrivono loro). Detto questo, posso comunque descrivere le differenze rispetto ad Amazon nella versione selfpublisher standard, che è quella che interessa alla maggior parte di voi.

Il costo

Amazon KDP è del tutto gratuito e questo è il suo principale punto di forza. Gratuito in ogni fase: caricamento, revisione, pubblicazione. Vi viene assegnato automaticamente un codice ASIN (un identificativo interno valido esclusivamente su Amazon, privo di qualsiasi valore al di fuori del suo ecosistema) per ebook e cartacei, e un ISBN per cartacei e cartonati. Chiunque può pubblicare su KDP e nel giro di 24/72 ore avere il libro online. La semplicità è un altro punto di forza e non va sottovalutata. Il rovescio della medaglia è che tutti i formati pubblicati tramite KDP vengono venduti esclusivamente su Amazon.

Streetlib è gratuito per gli ebook, a cui vengono assegnati codici ISBN (non ASIN, con tutto quello che ne consegue in termini di riconoscibilità e portabilità del titolo). Esiste un limite di 5 ebook pubblicabili al giorno e 100 in totale, pensato per scoraggiare gli abusi, ma superabile su richiesta una volta raggiunti i 100 titoli. Gli ebook pubblicati tramite Streetlib vengono distribuiti su tutti i principali store: Amazon, Kobo, Apple Books, IBS, LaFeltrinelli, Mondadori Store e altri. Una differenza sostanziale rispetto alla distribuzione esclusiva di KDP.

Per i cartacei la situazione cambia: Streetlib richiede una fee una tantum di 49 euro a titolo, che include il codice ISBN e l’invio tramite protocollo ONIX dei metadati arricchiti a MetAlice. I libri cartacei vengono quindi distribuiti su tutti i canali collegati a Streetlib, incluso il servizio POD interno chiamato Totem, e tramite Fastbook è possibile ordinarli in libreria fisica. Non è un dettaglio di poco conto: un libro ordinabile in libreria ha una visibilità e una percepita legittimità completamente diverse rispetto a un titolo disponibile solo su Amazon. Inoltre è più facile convincere un libraio a fare una presentazione con libri non acquistabili dal sistema Amazon Librerie (che schifano tantissimo) e che siano invece disponibili da un distributore/grossista presente sul loro gestionale di ordini.

Le tempistiche di pubblicazione sono simili in entrambi i casi: dalle 24 alle 72 ore.

Sul fronte stampa, il costo unitario di Streetlib è leggermente inferiore a quello di KDP, anche se le spese di spedizione sono un po’ più alte. Ma la qualità di stampa di Streetlib è nettamente superiore: le copertine non si imbarcano non appena le tirate fuori dalla scatola, che non è un dettaglio estetico secondario se state cercando di vendere un prodotto fisico di cui andate fieri. Chiedetemi come lo so, sigh.

I formati

Amazon KDP permette di pubblicare in tre formati: ebook, cartaceo con copertina flessibile (di qualità francamente deludente) e cartaceo con copertina rigida (questa molto buona perché è dura imbarcare tre millimetri di cartone pressato, ma mai mettere limiti alla provvidenza). Non è possibile pubblicare audiolibri su Audible direttamente, ma solo tramite ACX, un servizio riservato ai residenti di Regno Unito, USA e Nuova Zelanda. Se siete italiani, di fatto non esiste una strada ufficiale per autopubblicare un audiolibro tramite Amazon (e per cortesia non date retta ai guru del self-publishing con le loro stronzate su fare società di comodo in altri paesi).

Streetlib permette invece di pubblicare ebook, cartacei con copertina flessibile e audiolibri, e in questo momento sono l’unica vera opzione concreta per un autore italiano che voglia autopubblicare in formato audio. Ho avuto modo di parlare con i rappresentanti di Streetlib e so che stanno lavorando per aggiungere altri formati, tra cui la copertina rigida classica e la flessibile con alette. Quest’ultima in particolare sarebbe una killer application non da poco e spero davvero che riescano a concretizzarla.

La distribuzione 

Amazon KDP vende solo su Amazon. È il cuore del suo modello: concentrazione totale su un unico ecosistema (grazie ai lettori Kindle), in cambio di velocità e visibilità all’interno di quello stesso ecosistema. I cartacei stampati con KDP sono disponibili su Prime e vengono consegnati il giorno successivo all’ordine, il che è un vantaggio competitivo enorme per i lettori abituati ai tempi di Amazon.

KDP offre anche il programma Kindle Unlimited (KENP), che permette agli autori di cedere l’esclusiva dell’ebook ad Amazon in cambio della visibilità all’interno del catalogo KU, il servizio in abbonamento che consente ai lettori di leggere un numero illimitato di titoli. È un sistema che ha sostenuto economicamente molte autrici di romance, soprattutto durante il Covid, quando le lettrici cercavano storie in quantità industriale e KU era il posto giusto dove trovarle.

Detto questo, il meccanismo di remunerazione di KU ha dei problemi strutturali che nel tempo si sono fatti sempre più evidenti. Il compenso per pagina letta non è fisso: dipende dal Fondo Globale mensile, un importo che Amazon decide e comunica ogni mese via mail, e che viene diviso tra tutti gli autori iscritti in proporzione alle pagine lette. Tradotto: se gli iscritti a KU diminuiscono o se aumenta il numero di autori che vi partecipano, il compenso per pagina scende. Post-Covid è successa esattamente questa cosa, con una contrazione progressiva del Fondo che ha penalizzato proprio chi su KU aveva costruito una parte consistente dei propri introiti. Il meccanismo ricorda molto quello di una valuta che perde potere d’acquisto man mano che si stampa più moneta.

Con Streetlib, i cartacei sono disponibili su tutti gli store online e ordinabili in libreria, ma i tempi di consegna sono mediamente di una decina di giorni dall’ordine: un gap rispetto ad Amazon che per alcuni lettori può fare la differenza. Per gli ebook non è possibile accedere a programmi in abbonamento come KU o Kobo Plus (disponibili invece per gli editori), ma la distribuzione su più store bilancia in parte questa limitazione.

Gli analytics delle vendite e le date di pubblicazione

KDP permette di visualizzare i dati di vendita praticamente in tempo reale: unità vendute, pagine lette su KU, preordini. È uno dei suoi punti più forti dal punto di vista operativo. Ultimamente però capita con una certa frequenza che le royalties non corrispondano all’importo corretto (è capitato che venisse applicata la percentuale sbagliata) e, anche se il problema viene quasi sempre risolto, non è esattamente rassicurante scoprirlo a posteriori sul proprio estratto conto.

Streetlib dichiara di avere dati giornalieri dagli store, ma nella mia esperienza il refresh non è sempre puntuale. Non è una cosa che mi pesa enormemente, posso aspettare uno o due giorni, ma è corretto segnalarlo. Quello che invece mi dà più fastidio è l’impossibilità di visualizzare i preordini attivi sui singoli store: vengono conteggiati tutti il giorno dell’uscita ufficiale, il che rende difficile avere una percezione chiara di come sta andando la campagna di prevendita.

Sul fronte delle date di pubblicazione, KDP permette di programmare l’uscita di un ebook in una finestra che va dal giorno successivo a un anno di distanza, generando automaticamente un preordine non appena si preme “pubblica”. Per i cartacei non esiste il preordine vero e proprio, ma è disponibile la pubblicazione programmata con un massimo di quattro mesi di anticipo.

Streetlib permette invece di mettere in preordine tutti i formati, inclusi cartacei e audiolibri, con la possibilità di specificare anche la data a partire dalla quale il preordine deve essere visibile negli store. Non esiste un limite massimo di anticipo. In entrambe le piattaforme è possibile ordinare le copie autore anche quando il libro non è ancora disponibile al pubblico, purché sia già in fase di pubblicazione programmata o preordine.

La questione KU, l’IVA e la fiducia persa

Capisco perfettamente chi non se la sente di abbandonare KU, soprattutto nel romance. Le lettrici romance sono lettrici bulimiche di storie e stanno quasi tutte su Kindle Unlimited: rinunciare a quella fetta di pubblico è una scelta che ha un costo e non ha senso minimizzarlo.

Però restare su Amazon sta diventando sempre più complicato, per ragioni che vanno oltre il semplice confronto tra piattaforme. Ho già raccontato nel mio articolo precedente dell’aumento improvviso e non comunicato dell’IVA dal 4% al 22% su alcuni titoli in cartaceo. Ma la cosa che trovo più grave è la prassi di chiudere account senza preavviso, senza spiegazione chiara e senza possibilità reale di ricorso. Amazon non manda una mail per segnalare un problema: semplicemente rimuove l’account, trattiene le royalties non ancora versate e non risponde. E l’assistenza, sempre più affidata a sistemi automatizzati, non aiuta: dove Amazon è estremamente reattiva nel risolvere i problemi dei clienti finali, per gli autori le cose funzionano in modo molto diverso.

Nulla di tutto questo può succedere su Streetlib. Non nel senso che è perfetta (nessuna piattaforma lo è), ma nel senso che l’assistenza è composta da esseri umani che rispondono, che spiegano, che cercano una soluzione. Un aumento arbitrario dell’IVA sarebbe fantascienza nel loro modello. E il fatto che dietro a ogni risposta ci sia una persona, non un bot addestrato a scoraggiarti con risposte generiche fino a che non ti arrendi, per me vale tanto.

Cosa scelgo, quindi?

Entrambe le piattaforme hanno senso e la scelta giusta dipende da cosa state cercando. Se scrivete romance e KU è il vostro canale principale, capisco la difficoltà di allontanarsene. Se invece volete distribuire su più store, avere un ISBN riconosciuto a livello internazionale, poter mettere in preordine anche i cartacei e lavorare con un’assistenza umana, Streetlib offre qualcosa che KDP non può più dare (e che non darà mai più, siamo onesti).

La mia scelta è stata anche etica, oltre che pratica. Al lettore non cambia molto dove compra il mio libro. A me cambia sapere che la piattaforma su cui lavoro non ha interesse a sostituire le persone con bot per ridurre i costi e che se qualcosa va storto trovo qualcuno con cui parlare per risolvere il problema senza rimpalli infiniti. Preferisco aspettare qualche giorno in più, sapendo che dall’altra parte c’è ancora qualcuno di vero e non un bot che ha fatto perdere il lavoro a delle persone.

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