fbpx
Cerca
Close this search box.
Clover, il cuore del mondo, una recensione senza spoiler (o ci si prova)

Clover, il cuore del mondo, una recensione senza spoiler (o almeno ci si prova)

La nostra Gaia recensisce “Clover, il cuore del mondo” di Camilla Cosmelli

Chi scrive recensioni, anche solo le tre righette su Amazon, sa bene quanto sia complicato scriverne senza bruciare colpi di scena ai futuri, possibili lettori; ora, prendete questa difficoltà e applicatela a un libro che ha un gigantesco colpo di scena già a pagina cinque e abbracciatemi: è questo il motivo per cui parlerò relativamente poco della trama di Clover – il cuore del mondo (che esce ufficialmente il 23 Aprile alle 21:00, cioè oggi, ma più tardi…

Ok, è complicato, ma essere una beta lettrice ha dei vantaggi) e me ne scuso; proverò, invece, a parlarvi dell’esperienza di lettura. 

Do per scontato che chi è interessato al secondo volume conosca già Camilla Cosmelli e l’universo (gli universi?) che ha creato nel primo, ma eccovi un rapido riassunto (CON SPOILER!) per i distratti:

Arthur, classico romanziere con il “manoscritto del cuore incompleto” chiuso nel cassetto, sta per morire.
Gliel’ha detto un Custode – Merlino – una qualche sorta di entità che sovrintende la nascita e la crescita dei mondi. Perché, sì: la realtà che lui ha inventato nero su bianco, da qualche parte si è concretizzata divenendo davvero vera… ma il fatto che non sia mai stata completata potrebbe farla scomparire assieme al proprio Creatore.  

Come evitarlo? Semplice: entrando nella storia e spingendola nella direzione immaginata per il tempo necessario ad arrivare al termine del romanzo. 

Così Arthur si ritrova all’interno del mondo che ha inventato e di cui conosce tutto (o quasi), accanto a Rose, Will, Thorn e Hazel – i Clover – alla ricerca di un fantomatico tesoro pirata, osteggiati da un nobile disperato. E quando l’avventura termina, il suo addio…beh. È proprio l’ultimo addio. 

Il libro pare in tutto e per tutto autoconclusivo e a chi legge non resta che cercare sui social l’autrice – che è molto attiva online – e lanciarle pomodori per non averci dato un finale del tutto lieto. 

Non fosse che… 

… le avventure dei Clover non sono terminate e il loro mondo, per una serie di strani casi, non è stabile e al sicuro come dovrebbe essere. Nello specifico e nell’immediato, sono le vite di Will e Hazel a essere a rischio (Perché, perché devono sempre essere i miei preferiti a soffrire?).

I nostri quattro Clover sono quindi costretti a lasciare la vita marinaresca per partire, ancora una volta, verso una grande avventura

Prima per mare, raggiungendo Bashraht, l’isola delle streghe (dopotutto a quei quattro serve una strega. E noi ne conosciamo una, vero Ametista, amore de nonna?) e scontrandosi con la loro società chiusa e con la tecnologia futuristicamente anacronistica – e poi via terra, sotto il sole cocente, esplorando canyon aridi in cerca del “cuore del mondo”, il nucleo che permette l’esistenza stessa della loro realtà. 

Ammetto che le parti ambientate sull’isola delle streghe son le mie preferite, un po’ come lo era stato l’antro di Ametista nel primo libro: trovo davvero efficace il modo in cui Camilla è riuscita a rendere il medesimo oggetto sia progredito al limite della magia, per come lo percepiscono i personaggi “seicenteschi”, sia obsoleto, quando non vetusto, per noi del XXI secolo. 

Ho parlato di “ragazzi” e i protagonisti lo sono ancora; ma un grande merito di questo volume è aver reso in maniera, per me, molto efficace la loro crescita. Sono passati due anni dagli eventi di Clover – Il custode delle storie incompiute e un lasso di tempo così breve può comunque cambiare molte cose, quando si è giovani. Come la gestione della violenza, per esempio. 

Una delle critiche che avevo mosso al primo volume era stata una certa eccessiva pulizia – dove sono le parolacce? Dove i duelli all’ultimo sangue? Era stato il libro stesso a rispondermi: non ce n’erano per la “bontà intrinseca della trama”. In un gioco meta-narrativo, la giovane età di Arthur alla stesura del proprio manoscritto coincide con l’età dei personaggi e con quella del target a cui il volume fa riferimento, e questo fa sì che la narrazione sia più delicata di quanto faccia il fantasy d’avventura contemporaneo. 

Una critica che si è trasformata in uno dei punti forti del secondo volume

Camilla riesce, fin dalle primissime pagine, a riportare questa atmosfera di “azione pulita”, ma al contempo a far capire come i personaggi siano cresciuti e che, no: l’insita bontà della trama iniziale, adesso, non conta più. I Clover li lasciamo pronti a iniziare una vita per mare, con gli incidenti e gli assalti dei predoni a cui sopravvivere. Come potrebbero non esserne stati temprati? Vedono, ogni giorno, più violenza di quella a cui noi occidentali moderni siamo quotidianamente abituati e reagiscono di conseguenza – ma il tutto sempre senza gratuità.

E, ancora una volta, la violenza diventa la “scusa” per alcuni dei capitoli e delle riflessioni più meta-narrativi del romanzo – momenti in cui il lettore stesso viene chiamato a confrontare il libro precedente e l’attuale, i personaggi, sapendo che è tutta una finzione… forse. 

Non so se condividete con me la passione per ciò che finisce per “narrare di narrazioni”: se lo fate, questi due libri sono davvero imperdibili. 

Quindi tutto bene? Solo complimenti? Sni. 

Il libro è ben congegnato, la trama fila ed è coerente col primo volume – cosa niente affatto scontata visto quanti improvvisano seguiti per battere il ferro del successo precedente; è evidente che ci fosse già dietro l’idea di una continuazione. 

Però ho trovato che l’inizio fosse leggermente affrettato – certo, comprensibile: come dicevo all’inizio, c’è subito un grosso colpo di scena ed è normale che l’autrice avesse bisogno di introdurlo il prima possibile. E poi il focus della narrazione fa sì che un paio dei personaggi restino in ombra rispetto al volume precedente (mi sto lamentando del grande spazio lasciato a Will? No. Mi è mancato un pochino Thorn? Sì.) e quindi si capiscono i motivi di una certa “fretta”. 

Però… mi è dispiaciuto, ecco, che questi “due anni dopo” si facessero effettivamente sentire soltanto più avanti, nella personalità dei protagonisti e nello sviluppo del mondo. 

Vorrei poi sommessamente criticare l’incipit, non perché sia brutto, ma perché SONO ANCORA MOLTO ARRABBIATA. Non si spaventa così una povera lettrice. Anziana. Con le coronarie fragili. 

L’inizio è bello, ma non quanto il finale, dove… si ha davvero l’impressione che l’avventura sia conclusa nel migliore dei modi e che la storia sia finita.

Lo intendo in modo positivo e pieno di soddisfazione. Anche perché il fatto che la storia sia terminata non implica lo siano le vite dei personaggi o il mondo in cui si muovono – si avverte chiaro il sottotesto di ringraziamento per noi lettori per esserci stati, sì, ma che adesso possiamo anche mollare le pagine e lasciar andare avanti le cose per conto proprio. 


E metterci ad aspettare i prossimi libri (prequel, questa volta! Sulle avventure di Black Fang! Il pirata! Ma shhh io non vi ho detto niente) e lasciare tutti a vivere le loro vite, senza l’occhio un po’ invadente di un dio che tutto vede. 

È un finale totalmente chiuso? In realtà forse no. E non è per nulla un male. Mantiene lo stesso sapore di quella frase che Ende ci regala varie volte in giro per La storia infinita  “ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta”. 

Clover – il cuore del mondo esce ufficialmente questa sera alle 21:00 – cercate Cami Cosmelli cui social, dovrebbe pubblicare il link per il book launch party in giornata.
Oppure tenete direttamente d’occhio il suo canale TikTok, @camicc123

Leggi anche la recensione di “Cenerentola è morta”… e anche gli altri non stanno messi tanto bene

Clover - Il cuore del mondo Book Cover Clover - Il cuore del mondo
Clover
Camilla Cosmelli
Self
23 aprile 2024
Kindle
408
B0CW1DVHN9
23 aprile 2024
Clover, il cuore del mondo, una recensione senza spoiler (o almeno ci si prova) 1

Una nuova avventura nel mondo di Clover, tra magia, pirati e un mistero che riguarda tutta la dimensione.

Sono passati due anni da quando i Clover hanno trovato il tesoro di Black Fang e Arthur è andato incontro al suo destino. La Sea Wolf è tornata a solcare le acque dell’Arcipelago Minore, in cerca di nuovi tesori e avventure memorabili, ma strani eventi agitano i Clover. Ferite gravi, frammenti di una realtà alternativa, che compaiono e scompaiono nel giro di qualche minuto o una manciata di secondi. Hazel è convinta che Arthur c’entri qualcosa, ma lui ormai non c’è più. E allora come risolverle? Come sopravvivere alle continue emorragie? La risposta sembra essere nel cuore del mondo, il luogo mistico da cui la dimensione di Clover si è originata. Un luogo apparentemente introvabile, spesso legato a miti e leggende. C’è solo un modo per individuarlo: andare nella biblioteca più grande che ci sia, nella città delle streghe e cercare tra tutti i miti esistenti. Ma Bashraht non accetta esterni, a meno che una strega non decida di intercedere e convinca il Consiglio Ristretto.

E i Clover conoscono una strega.

Una nuova avventura, un nuovo conto alla rovescia, un nuovo luogo da trovare. Il tutto condito con un pizzico di magia. Vera, questa volta.

Camilla Cosmelli è nata a Roma in una piccola famiglia che le ha trasmesso la passione per i libri e i viaggi. Già da piccola dichiarava che sarebbe diventata una scrittrice, anche se lei stessa ci ha messo un po' a rendersi conto di quanto fosse seria. Ama le lingue straniere, è laureata in lingua e traduzione giapponese e torna spesso in Giappone con suo marito e, da qualche anno, il piccolo Alessandro. Ha esordito nel 2022 con il romanzo di avventura fantasy "Clover - Il custode delle storie incompiute". "Il cuore del mondo" è il secondo volume della saga, autoconclusivo proprio come il primo.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.