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I dati e le vendite del Premio Strega 2024

Summary:

Sono stati pubblicati (senza preavviso) i dati di vendita della dozzina dello Strega: li abbiamo analizzati e contestualizzati per voi.

È buffo ogni tanto come la realtà superi la fantasia. Ieri mi stavo scervellando su come impostare questo articolo sulla dozzina dei libri finalisti al Premio Strega 2024, quando ecco che, senza preavviso, Riccardo Cavallero pubblica i dati di vendita GFK dei finalisti e scoppia il casino. Grazie, sinceramente.

Quindi, più che raccontare chi sono i dodici finalisti del premio letterario più importante d’Italia – che tanto sono partiti in mille testate ad analizzare – vediamo insieme questi numeri e cerchiamo di capirci qualcosa. 

Innanzitutto, cos’è lo Strega e perché è così importante? 

Per chi vive sotto i sassi editoriali, il premio Strega, sponsorizzato dal liquore omonimo, nasce nel 1947 da un’idea di Maria Bellonci, che già sul finire della guerra riapre nella sua casa di Roma un salotto letterario.

“Cominciarono, nell’inverno e nella primavera 1944, a radunarsi amici, giornalisti, scrittori, artisti, letterati, gente di ogni partito unita nella partecipazione di un tema doloroso nel presente e incerto nel futuro. Poi, dopo il 4 giugno, finito l’incubo, gli amici continuarono a venire: è proprio un tentativo di ritrovarsi uniti per far fronte alla disperazione e alla dispersione”. 

Nel tempo, lo Strega diventa il premio di riferimento nel panorama editoriale italiano, anche perché contribuisce a mettere in luce diversi casi letterari: per citarne due, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Il nome della rosa di Umberto Eco. Contemporaneamente, il premio comincia a essere considerato eccessivamente focalizzato sulle grandi case editrici, tagliando fuori troppo di netto la piccola e la media editoria; così, negli ultimi anni si introducono criteri di quote “editrici indipendenti”.

Nascono anche costole del premio: lo Strega Giovani (votato dagli studenti), lo Strega Europa e, l’ultimo arrivato, lo Strega Poesia, oggi alla sua seconda edizione.

Lo Strega vale la pena? 

La slide mostrata nel corso della presentazione di ieri ci dice di sì, perché ha un effetto consistente sulle vendite per chi vince – anche se non omogeneo anno per anno. 

Il Fattore Strega: come il Premio Strega impatta sulle vendite dei titoli vincitori

Da notare, tra l’altro, che gli exploit più interessanti sono di libri che hanno vinto lo Strega Giovani – forse anche perché poi adottati nelle scuole superiori; inoltre, due titoli trattano tematiche molto attuali e delicate: Giuseppe Catozzella nel 2014 con Non dirmi che hai paura, il romanzo ispirato alla storia dell’atleta olimpica somala Samia Yusuf Omar, morta nel Mediterraneo cercando di raggiungere l’Italia, e nel 2020 Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza, sul tema della salute mentale, partendo dal TSO da lui subito negli anni ‘90. 

In ogni caso, vincere o arrivare in finale dello Strega garantisce una certa coda lunga nelle vendite ed è il motivo per cui nei prossimi mesi gli editori si affanneranno a stampare e ristampare fascette – con gran gioia dei librai – per segnalare i progressi verso la vittoria.

Tuttavia è un Premio valutato da persone, non incorona il “miglior libro dell’anno” e anche volendolo vedere in quest’ottica bisogna sempre chiedersi… “secondo chi?”. Essendo un premio dedicato alla narrativa – malgrado le sempre più forti presenze di docufiction – la valutazione rimane comunque soggettiva. 

Non a caso, dopo la vittoria ogni anno sui gruppi online di lettura cominciano a uscire le decine di post che mettono in dubbio la bontà dell’opera vincitrice, oppure suggeriscono vincitori alternativi, oppure i soliti commenti da Tre uomini una gamba “con 30.000 lire la facevo meglio”.

Anche senza pensare a cospirazioni o accordi per far vincere un editore piuttosto che un altro, ci sono tanti fattori che possono influire sulla decisione. Mi permetto un momento di cinismo: avrebbe vinto comunque Ada D’Adamo l’anno scorso, se non fosse morta proprio nei giorni dell’annuncio della dozzina? Non lo sapremo mai.

Io ho partecipato come “amica delle librerie” alla giuria popolare nel 2016. I libri che secondo me meritavano la vittoria non sono neanche entrati in cinquina, e continuo a chiedermi perché quell’anno abbia vinto Albinati con il suo fermaporta di 1.400 e rotte pagine.
Ma questa è un’altra storia.

Come ci si candida al Premio Strega?

Allo Strega possono partecipare tutti i libri usciti tra il 1° marzo dell’anno precedente e il 28 (o 29, in caso di anni bisestili) febbraio dell’anno di riferimento. Quindi, per lo Strega 2024 sono in gara libri usciti da marzo 2023 a febbraio 2024.

Non ci si candida: la prima rosa dello Strega è composta da titoli suggeriti dagli “Amici della domenica”, un gruppo di autori, professionisti editoriali, intellettuali e varie personalità che ricalca quel gruppo di amici che si riuniva a casa di Maria Bellonci negli anni ‘40.

“Da alcuni anni, ai voti degli Amici della domenica si aggiunge un numero significativo di voti singoli o collettivi espressi da lettori, circoli di lettura, associazioni attive nella promozione della cultura, scuole e università. Tra le collaborazioni più durature ricordiamo quella con l’Istituzione Biblioteche di Roma, la rete degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo e la Società Dante Alighieri.”

La domanda giusta, quindi, forse è come si diventa “amici della domenica”?

Oggi si parla di un gruppo di circa 400 persone che viene aggiornato ogni anno dal Comitato direttivo della Fondazione che cura il premio. Per questo motivo, insieme al nome e al titolo dei candidati si specifica anche chi ha proposto il libro… Sarebbe interessante vedere anche quali sono gli “amici” con più libri arrivati in dozzina, in finale o vincitori. Me lo segno per un approfondimento. 

I dati di vendita della dozzina

Arriviamo quindi ai dati dei libri e delle rispettive vendite. Ieri Riccardo Cavallero (ex direttore generale di Mondadori Libri e co-fondatore della casa editrice SEM, oggi appartenente a Feltrinelli) ha pubblicato i dati di vendita GFK dei dodici finalisti al 31 marzo 2024.

È bene ricordare che GFK a oggi è quella che diffonde i dati di vendita più completi nell’editoria italiana – ed è anche bene ricordare che i dati di vendita dell’editoria, in Italia, sono difficilmente reperibili. Questo è il motivo per cui la pubblicazione dello schemino qui sotto da parte di Cavallero ha suscitato particolare clamore: solitamente, non sono dati che vengono diffusi con facilità.

Il mini excel pubblicato da Riccardo Cavallero con i dati di vendita della dozzina del Premio Strega

E il mondo dell’editoria sull’internet l’ha presa… bene, diciamo.

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La reazione dell’internet editoriale

Quello che questa tabella non riporta, e che a mio avviso è un dato fondamentale per qualunque analisi, è la data di uscita dei finalisti. È inutile sorprendersi che un titolo di un piccolo editore uscito a gennaio sia venduto meno bene di una delle autrici contemporanee di punta di Einaudi. E, allo stesso tempo, ci sono dei numeri apparentemente “medi” o comunque importanti di grandi editori che però non sono così rosei

La seconda cosa da ricordare è che nessuno, nemmeno GFK, riesce a fare un report completo delle vendite editoriali in Italia, se non altro perché il colosso della grande distribuzione (ciao, Amazon), non rilascia i suoi dati. A nessuno. Quindi, a meno che non siano gli editori a rivelare le vendite su questo portale, non si può avere una fotografia completamente a fuoco. Ma visto che io il sabato mattina mi annoio… 1

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Questi sono i libri in dozzina allo Strega in ordine di uscita – secondo Amazon; teniamo il mese come riferimento. Già in quest’ottica le 324 copie di Adriàn N. Bravi (Nutrimenti) – forse la più piccola casa editrice in gara quest’anno – in due mesi scarsi assumono un’altra dimensione. 

L’analisi dei dati di vendita della dozzina e la differenza tra grandi e medie case editrici

La “vincitrice” dal punto di vista vendite, per ora, è Chiara Valerio, che in 40 giorni circa ha già superato le 17.000 copie: uscita lo stesso giorno dell’“avversario” Voltolini, il confronto è quasi crudele.

Certo, ora partirà il coro “Chiara Valerio ha scritto un giallo” – come se vendere gialli nel panorama iper saturo del mercato italiano fosse facile, ah! – ed è uno dei titoli di punta della stagione di Sellerio. Ma è anche un libro che ha già riscosso parecchio successo a livello di critica (non a caso era uno di quelli presi di mira dal signor “le donne scrivono solo romance”). 

I dati “negativi” o da guardare con attenzione, secondo me, sono quelli delle big: Rizzoli, Mondadori e Feltrinelli. Se tutti e tre sono nell’ordine delle migliaia di copie, infatti, sono però numeri bassi (non solo in contrapposizione con i due titoli di Einaudi), soprattutto considerando che sono libri di editori che hanno dei potenti canali di comunicazione e di vendita, come le proprie librerie. Di Paolo 2 , che sicuramente ha avuto almeno una settimana o due la sua vetrina nelle Feltrinelli, a sei mesi dall’uscita non è neanche più nella top 1000 dei Libri di Amazon pur posizionandosi in diverse classifiche più specifiche.

Interessante anche notare come La Nave di Teseo era l’editore con più libri in gara in assoluto nella prima scrematura, e che tuttavia porta solo un libro in dozzina.

Questo, forse, dimostra che pubblicare con la casa editrice big non è necessariamente sinonimo di grandi vendite. Ok, sento un grande coro di persone che si mangerebbe le mani per poter dire di aver venduto 6.000 copie. Però non stiamo parlando di 6.000 copie di Nutrimenti, ma di un editore che solo con la sua distribuzione in-house dovrebbe fare numeri molto grandi. Con la potenza di fuoco mediatica di Mondadori o Feltrinelli le vendite dovrebbero essere molto più alte, in teoria. 

Comunque, questa fotografia la teniamo e la confronteremo con i dati di vendite e le classifiche su Amazon, sia al momento dell’annuncio della cinquina che del vincitore. 

Serve vendere tanto per essere candidati allo Strega?

La risposta è, ovviamente, no: il premio sulle vendite è il Bancarella, ricordo, e il mito che “un libro di grande qualità dovrebbe per forza registrare grandi vendite”… è, appunto, un mito. Paradossalmente, basterebbe vendere o mandare la copia “giusta” all’amico della domenica che si innamora del libro e lo propone e fa poi la campagna per promuoverlo. 

Non sono però neanche d’accordo su chi dice che questi dati non andavano pubblicati: forse non andavano pubblicati così come sono usciti e senza appunto tenere o esplicitare una serie di considerazioni, insieme a quelle qui riportate. Il dato nudo e crudo se non inserito nel contesto è inutile, tuttavia contribuisce a mostrare una situazione dell’editoria italiana che non è lusinghiera – ma del resto quando mai lo è? Sono anni che si ripete ad libitum che il settore editoriale è in crisi, che non si vende più come prima e via dicendo.

I prossimi appuntamenti con lo Strega 2024

Quindi, segnatevi sul calendario i prossimi appuntamenti con lo Strega: il 5 giugno con la cinquina finale e il 4 luglio con la proclamazione del vincitore.

Intanto preparate i popcorn, che le polemiche di certo non finiscono qui.


Nota metodologica GFK ed errata corrige

Attraverso la metodologia Retail Panel, GfK rileva in maniera continuativa le vendite relative al mercato librario, musicale, videoludico e audiovisivo in Italia.

  1. Dopo alcune segnalazioni di editori amici, abbiamo chiesto una precisazione a Riccardo Cavallero che ha confermato che questi dati coinvolgono anche i numeri di Amazon forniti alla distribuzione. ↩︎
  2. Su richiesta di Paolo Di Paolo, ho verificato le classifiche del suo romanzo e mi sono resa conto di aver preso i numeri di riferimento dell’edizione Kindle, anziché di quella cartacea. Ho provveduto quindi a correggere lo schema. ↩︎
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8 commenti
  • Analisi assolutamente lucida. I dati Amazon, che da autrice indipendente, conosco bene, vanno presi con le pinze perchè alcune categorie sono molto devianti e bastano 3 copie vendute per essere primo.

    • Sì, per questo ho tenuto in considerazione la categoria “Libri” che pur essendo un mare magnum quanto meno da un’idea complessiva. La Valerio prima in “Narrativa provinciale e rurale” o Voltolini primo in “Narrativa medica” sicuramente sono meno indicativi 😉

  • brl pezzo, però all’inizio prima di “un salotto letterario” manca il verbo, tipo “teneva” 😂

  • L’analisi complessiva è illuminante. Se possibile, non condivido il giudizio sulla Scuola cattolica come fermaporte. Non sarà rivoluzionario e poteva essere più corto, ma è scritto bene e tratta di un argomento sensibile come la violenza di genere. Io magari non mi spiego com’è che abbia vinto il colibrì di Veronese.

    • Io continuo a essere molto perplessa su questo proporre e far vincere il premio a opere che non sono propriamente narrativa, dovendo dire (e sono perplessa anche su Saviano), poi dovessi dirti… sul tema della violenza delle donne c’è tanto altro da leggere.

      Per me quell’anno doveva vincere Demetrio Paolin con Conforme alla gloria, ma proprio a mani basse. Sarà che ho iniziato la lettura dei candidati allo Strega poco dopo aver terminato un libro di Boris Pahor che si chiedeva come mantenere vivo l’orrore e la tragedia dell’Olocausto, quando non ci saranno più i sopravvissuti a parlarne… È la risposta mi è sembrata questo romanzo così (giustamente) disturbante.