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Nope

La caccia dell'angelo

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È la prima cosa che pubblico qui, sono un po' in ansia:AOK: è un racconto che ho scritto moooolto tempo fa, e non so bene cosa pensarne. Mi date un parere?

Grazie <3

 

 

La prima cosa che sentì quando riprese conoscenza fu un dolore acuto alle spalle. Realizzò di essere su una sedia, con le braccia legate dietro di sé. Le tempie le pulsavano dolorosamente. Chiuse gli occhi piegando la testa in avanti, cercando di ritrovare un minimo di equilibrio; si era resa conto che la percezione dello spazio era completamente sfasata, il cervello non raccoglieva correttamente gli stimoli visivi e le mostrava una scia indistinta e confusa, contornata da macchie di vari colori.
Finalmente riuscì a mettere a fuoco il luogo dove si trovava, probabilmente una caverna al di sotto della città. Doveva avere un po’ di sangue secco sulla palpebra destra, quando la muoveva sentiva la pelle tirare.
All’improvviso capì che era stata catturata. Di nuovo. Il suo sguardo saettò da una parte all’altra della caverna, ma non vedeva nessuno. Alzò lievemente il viso, d’un tratto consapevole. Non voleva voltarsi, non voleva assolutamente, ma alla fine lo fece, slogandosi il collo. Non ci fece quasi caso. Tutto ciò che temeva e odiava era dietro di lei, e lei lo stava guardando in faccia.
Un dito gelido le sfiorò la guancia, facendola rabbrividire.
“Che c’è, Roux, sono qui per soddisfare le tue pulsioni sessuali? Non ci sono più gli angeli asessuati di una volta” sbottò. Il dito fu sostituito da un violento manrovescio che le fece voltare il capo dall’altra parte. Cassandra strinse i denti.
“Forse, e dico forse, dovresti essere un tantino meno arrogante e sfacciata, se vuoi avere qualche possibilità di uscire viva da qui” le sussurrò lui, avvicinandosi al suo orecchio.
“Sei tanto bello quanto stronzo, cazzo.” Imprecò lei, tirando su con il naso. “Ma non prendermi per stupida, so benissimo che non uscirò viva da qui. Tanto vale prendermi le mie soddisfazioni.” Si voltò di nuovo verso di lui. Stava sorridendo, quel figlio di puttana, e solo Phandros sapeva quanta voglia aveva di saltargli addosso e strappargli la carne dal viso. Ma anche di farselo. D'altronde Eros e Thanatos vanno sempre d'accordo, pensò. 
Roux si legò i lunghi capelli rossi. “Non voglio che mi siano d’intralciò” spiegò “e soprattutto non vorrei si macchiassero del tuo sangue”. Prese una coltello dalla cintura e le si inginocchiò di fronte, appoggiando la lama sulle labbra di Cassandra.
La donna teneva saldamente piantati gli occhi in quelli dell’angelo, impassibile.
“Sai che farò tutto quanto è in mio potere per guastarti la festa, vero?”
“Sai che per me non è un problema, vero?” ribatté. Si alzò in piedi e si portò di nuovo dietro di lei. Le afferrò le mani, sollevandole verso l’alto.
Porca puttana avrebbe voluto urlare mentre le giunture schioccavano dolorosamente. Sentì la lama gelida sfiorarle la pelle, e si ritrovò con le mani libere. Non riusciva a muovere le braccia, ma doveva riprendersi.
“Liberati le gambe” ordinò Roux.
Sì, cazzo, doveva assolutamente far funzionare quelle maledette braccia. Si chinò e con uno sforzo enorme riuscì a slegarsi la gamba sinistra. Le braccia le tremavano e si rifiutavano di obbedire ai suoi comandi.
Finalmente si liberò anche l’altra gamba. Si alzò in piedi e si girò verso il suo carnefice.
Cercò di allargare le braccia, ma il dolore che sentiva la fece desistere.
“Fa male?” chiese Roux, togliendosi un pugnale dalla cintura. Lo afferrò per la lama e glielo porse. “Spero di sì.”
Cassandra osservò confusa l’arma che l’angelo le stava porgendo. Lo guardò in faccia.
“Prendilo, prima che decida di piantartelo in fronte. Hai una possibilità di difenderti e fuggire, non sei felice?”
Lo guardò a bocca aperta.
“Sii serio, idiota, ti sono scappata già due volte” disse prendendo però il pugnale. “Vuoi rischiare che ti faccia fuori?”
Roux ghignò e Cassandra capì perché l’aveva liberata e le aveva messo un’arma in mano.
Finora lei era stata l’unica in grado di gabbarlo e sfuggirgli, e dato che era in trappola voleva divertirsi ancora un po’ prima di dare l’addio alla sua cara nemica. Socchiuse gli occhi e gettò via il pugnale con noncuranza.
Roux sollevò le sopracciglia.
“Che ti prende? Dov’è finita la tua combattività?” le chiese prendendole un braccio e torcendoglielo dietro la schiena. Cassandra soffocò un’imprecazione e la trasformò in una risata goffa.
“Non ti darò la soddisfazione di combattere” soffiò “non giocherai con me.”
L’angelo le sferrò una gomitata allo stomaco.
“Cassy, tesoro, volevo darti la possibilità di uscire di scena a testa alta. Non ho bisogno della tua collaborazione per divertirmi.” Si leccò le labbra e la lasciò andare. Cadde a terra, vicino al pugnale, e per un attimo lo guardò, incerta se prenderlo o meno.
Roux prese un altro pugnale e le si inginocchiò a fianco, sorridente. Cassandra digrignò i denti e meditò di sputargli in faccia. No, meglio di no. Sentì le lacrime bruciarle gli occhi e cercò di ricacciarle indietro, ma lui le vide e il suo sorriso si allargò.
“Non piangere, Cassy. Dopotutto, sei l’unica che è riuscita a scapparmi non una ma due volte. Una degna avversaria”
“Piango perché mi mancherai, figlio di puttana” lo apostrofò lei.
Roux scoppiò a ridere e, cazzo, l’avere i minuti contati non le impedì di meravigliarsi per quanto fosse fottutamente figo.
“Forse mi mancherai anche tu” le disse poi. Si attorcigliò una sua ciocca di capelli intorno a un dito e la tagliò. “Guarda come sono romantico. Terrò questa ciocca per ricordarmi di te.”
Fulminea, Cassandra afferrò il pugnale che era ancora a terra accanto a lei e lo colpì al viso. Roux imprecò ma non si mosse. La guardò furibondo, ma Cassandra sostenne lo sguardo feroce dell’angelo.
“La ciocca rischiavi di perderla. Questo te lo porterai dietro a vita.”
L’espressione di Roux si ammorbidì. Lo faceva sempre ridere, c’era da pensare che sarebbero stati ottimi amici, in altre circostanze.
Le avvicinò il pugnale alla gola.
“È proprio necessario?” chiese gettando un’occhiataccia alla lama. Roux si sedette sui talloni e la fissò.
“Scusa?”
Cassandra si rimise a sedere e lo guardò stranita. “Voglio dire… il tuo divertimento sta nella caccia. Hai cacciato, mi hai presa due volte, io sono scappata. Ti ho dato dei brividi ben maggiori di tutte le tue vittime. E mi ripaghi così?” non sapeva cosa stesse dicendo. Voleva prendere tempo, non voleva morire, e Roux era un dannatissimo, fottutissimo chiacchierone.
 “Hai altre argomentazioni?”
“Sì, certo. Vediamo… a cosa serve che mi ammazzi? Ti toglierai una soddisfazione?”
“Sì.”
“Ah, beh… e poi come farai?”
“Mh?”
“Come farai, dopo che mi avrai ammazzata?” insistette. “Sono anni che mi dai la caccia, tornare alla routine quotidiana sarà avvilente”
Roux la guardò con sufficienza. “Mi stai deludendo, Cassy.”
“Oh, cazzo, non voglio morire! Prenditi qualcun'altra da sacrificare, porca puttana!”
L’angelo sollevò le sopracciglia. “E che dovrei, secondo te? Liberarti?”
“Ma che ne so… tienimi come schiava sessuale” buttò lì.
“Cassy, ti sto per uccidere.”
“Ma dai, ti sono più utile come schiava sessuale.”
“Non ne sono sicuro.”
“Proviamo?”
Roux la guardò in silenzio con aria indefinibile. Cassandra gli si avvicinò e gli mise le braccia attorno al collo. Cazzo, quant’era bello quell’uomo… no, quell’angelo. Lo baciò con circospezione, ma dopo un istante Roux le passò un braccio intorno alla vita e ricambiò il bacio.
“Non sono convinto che la scelta mi convenga” sibilò staccandosi. Cassandra socchiuse gli occhi e lo spinse a terra, salendogli a cavalcioni.
“Vediamo se riesco a farti cambiare idea.”

“Certo che è ridicolo.” Commentò Cassandra rivestendosi. Roux sollevò le sopracciglia.
“Sei stata tu a proporlo. Fosse stato per me eri già morta da un pezzo.”
“Non ho detto che mi dispiace” precisò, piccata “ho solo detto che è ridicolo. E comunque continui a essere un dannato figlio di puttana.”

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On 4/4/2019 at 19:07, Nope dice:

“Che c’è, Roux, sono qui per soddisfare le tue pulsioni sessuali? Non ci sono più gli angeli asessuati di una volta”

Manca il punto a fine frase.

 

On 4/4/2019 at 19:07, Nope dice:

“Forse, e dico forse, dovresti essere un tantino meno arrogante e sfacciata, se vuoi avere qualche possibilità di uscire viva da qui”

Idem come sopra

 

On 4/4/2019 at 19:07, Nope dice:

La donna teneva saldamente piantati gli occhi in quelli dell’angelo, impassibile.

Questa frase la rivedrei così:

Impassibile, la donna teneva gli occhi saldamente piantati in quelli dell'angelo.

On 4/4/2019 at 19:07, Nope dice:

Roux prese un altro pugnale e le si inginocchiò a fianco, sorridente.

Ne aveva già uno in mano

 

On 4/4/2019 at 19:07, Nope dice:

“E che dovrei, secondo te? Liberarti?”

Forse manca ilverbo "fare".

Bene, finite le pulci passiamo al commento.

Se volessi liquidarti velocemente ti direi di scrivere un seguito di questa storia o di riscriverla con qualche dato in più ma non sono sicuro che tu abbia voglia di farlo.

Il testo è accattivante ma manca veramente di indizi, sarebbe bello sapere chi è Cassandra (per un attimo ho pensato alla Cassandra fatta prigioniera da Agamennone dopo la guerra di Troia) e chi Roux (o magari sono l'unico che non ha capito chi sono :asd: ); dove si trovano, come mai un angelo (creatura alla quale siamo un po' tutti abituati a pensare come a un essere buono per definizione) sia pronto a sgozzare una donna che ha cacciato per ben due volte. Ma soprattutto: dopo l'amplesso che fanno? Lei gli da del figlio di puttana, lui non si capisce se la vuole ancora ammazzare (e nemmeno perché): forse il senso è semplicemente "Omnia vincit sexus"?

Sono curioso di leggere altro da parte tua (magari commenti a quanto di già presente).

Ciao.

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2 minuti fa, Russotto dice:

Forse manca ilverbo "fare".

 

In effetti :sgrat:

3 minuti fa, Russotto dice:

sarebbe bello sapere chi è Cassandra (per un attimo ho pensato alla Cassandra fatta prigioniera da Agamennone dopo la guerra di Troia) e chi Roux (o magari sono l'unico che non ha capito chi sono :asd: ); dove si trovano, come mai un angelo (creatura alla quale siamo un po' tutti abituati a pensare come a un essere buono per definizione) sia pronto a sgozzare una donna che ha cacciato per ben due volte. Ma soprattutto: dopo l'amplesso che fanno? Lei gli da del figlio di puttana, lui non si capisce se la vuole ancora ammazzare (e nemmeno perché): forse il senso è semplicemente "Omnia vincit sexus"?

Vorrei avere una risposta per le tue domande, ma temo di saperne esattamente quanto te :asd: Immagino di aver avuto le idee leggermente più chiare quando l'ho scritto (ma si tratta di almeno dieci anni fa), anche se non di molto: il mio problema è che interrompo le cose e non riesco a portarle avanti :blush: 

Magari stare qui mi darà un po' di sprint e riuscirò a fare qualcosa di più utile. 

Intanto grazie mille! 

 

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Ciao @Nope.
Vorrei concentrarmi, più che su aspetti stilistico-formali o di trama, sul contenuto rappresentativo del racconto e sul significato che produce. Quello che hai messo in scena è il tentativo di stupro da parte di Roux nei confronti di Cassandra. Parliamo di un tema estremamente delicato e serio, che richiede di essere affrontato con un certo impegno. Qui mi sembra trattato con troppa leggerezza, purtroppo.
L'elemento imprescindibile in un rapporto sessuale tra due (o più) persone è il consenso. Se c'è consenso si può fare tutto, viceversa non si deve fare nulla. E il primo problema sta proprio qui: Cassandra accetta di avere un rapporto sessuale con Roux perché questi non la uccida. Il suo consenso è condizionato, non libero.
Il secondo problema risiede nelle motivazioni per cui Cassandra accetta quella che è a tutti gli effetti violenza: perché il tipo è figo. Che il tipo sia bello o brutto, una molestia rimane sempre una molestia. Anche se si prova attrazione per una persona, non per questo la sua violenza è legittima.
Il pericolo, soprattutto quando il finale del racconto vuole strappare un sorriso, è la legittimazione della violenza.
Sono sicuro che non fosse questo il tuo obiettivo, ma rimane l'ambiguità del contenuto. A dire la verità, la dinamica relazionale che hai rappresentato non è nemmeno eccezionale, perché mi sembra che sia tipica di molti libri young adult degli ultimi anni: lui figo ma cattivo/molesto/violento, lei gli si concede nonostante venga trattata come un oggetto. Risultato di una cultura fortemente patriarcale e della rape culture dominante.
Riscriverei il racconto proprio a partire dal modello interazionale tra i due protagonisti. Se deve esserci violenza, allora ci sia, ma che venga rappresentata in quanto tale.
Bisogna fare attenzione a ciò che si dice, a come lo si dice e a quali effetti di realtà producano le parole.

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Gigiskan, sono d'accordo fino a un certo punto con la tua analisi: è vero che il rapporto sessuale non parte con buone premesse e se parliamo di legge è ovviamente stupro, se però prima di applicare leggi (anche morali) seguiamo la dinamica della seppur non troppo solida trama, è chiaro che per la protagonista è più conveniente proporre e accettare il rapporto sessuale che morire male.

Credo che il problema del racconto sia proprio qui: se la relazione tra i due protagonisti è fumosa, tanto da non potersi dire se sia (rubando la terminologia alle fanfiction) non-con o dub-con, la caratterizzazione psicologica o almeno la volontà dei protagonisti dovrebbe essere resa un po' più esplicita: quanto Cassandra è padrona della situazione? Quanto è succube e quanto invece manipola l'angelo? Nel primo caso descriverei la cosa come una violenza (anche nel finale), nel secondo lavorerei più su un gioco seduttivo da parte di Cassandra nella parte centrale del racconto (in questo caso, piccolo suggerimento: l'atmosfera diverrebbe di certo più leggera se nel finale scoprissimo che non è la prima volta che una situazione simile, tra i due, finisce in questo modo e che quindi da nemici mortali i due hanno reso i loro incontri una specie di gioco erotico).
 

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