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Gas

Risolvere un fastidioso problema che concerne il viaggio lungo il tempo

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Artigianale, come una volta

Riccardo Lanciani arrivò alla fine del Tempo e vi trovò una gelateria.
La strada di fermioni accelerati sul bordo della struttura negaquantica terminava proprio a ridosso di un locale di modeste dimensioni con l'insegna sagomata di un cono gelato e la dicitura '50 Gusti'.
Non era esattamente quello che il Crononauta si aspettava di trovare alla fine del Tempo, quindi si avvicinò con fare sospetto.
Dopo aver varcato la porta, si trovò in una vera e propria gelateria, e non mancavano i cinquanta gusti, ciascuno in contenitori refrigerati di metallo. Coni da 2, 3 o 4 euro, volendo coppetta.
-Buongiorno-, disse lui il signore canuto che stava armeggiando con la calcolatrice, dietro la cassa. -Un attimo e arrivo.-
Riccardo Lanciani premette il pulsante apposito, in modo che l'esoscheletro cronomantico si aprisse, consentendogli di vedere coi propri occhi e non attraverso i sensori.
-Questa è una gelateria-, disse.
-Non è un concessionario di automobili. Pensavo si capisse anche da fuori-, replicò il signore, spingendo la calcolatrice a lato. -Cosa desidera? Il bagno è guasto.-
-Ok. Il bagno è guasto-, scandì Riccardo, incredulo. -Questa cosa sarebbe? Un'influenza di tachioni sul flusso mnemonico?-
-Credo sia stracciatella, se si riferisce a quello che ha davanti-, ipotizzò il gelataio. -E' sicuro di sentirsi bene?-
Riccardo azionò il servomeccanismo. L'esoscheletro si aprì come il guscio di un gamberetto e fu libero di scendere. Indossava una tuta da iperlavoro, con le insegne dell'Agenzia O.U.M. e i gradi di FeldMaresciallo.
-Non sono sicuro di sentirmi molto bene, adesso. Posso sedermi?-, chiese, indicando al tavolino nell'angolo.
-Prego. Però non facciamo servizio ai tavoli.-
-Va bene lo stesso-, si spicciò Riccardo, lasciandosi andare sulla sedia. Borbottò. -E' tutto molto reale. Verosimile. Deve trattarsi di una sorta di reflusso negaquantico. Questo è solo l'assioma percettivo di un luogo familiare creato a partire dalle mie onde alfa.-
Il gelataio, a braccia incrociate, piegò la testa da un lato.
-E va bene, è una gelateria-, concesse Riccardo. -Una gelateria alla fine del Tempo.-
Il FeldMaresciallo era avvinto di emozioni contrastanti, come la rabbia, l'euforia, l'istupidimento, l'allegria. Colpì il tavolo con la mano.
-Dodici anni di addestramento. Accettare il paradosso quantistico. Tre anni di iperspazio che nemmeno un coma sarebbe così noioso. E tutto per trovarmi in una gelateria.-
-Con 50 gusti.-
-Esatto, 50 gusti. Eh, no, che mi frega, potevano essere anche 20 soli. O un milione. Il punto non è questo. E' che non doveva esserci una gelateria artigianale, qui!-
Il gelataio si rabbuiò.
-Voleva una di quelle catene in franchising? Sa con cosa lo fanno il gelato, quelli?-
Riccardo scosse il capo.
-Mi aspettavo una qualche risposta. Una verità. Una soluzione. Cose del genere, di quelle che trasformano il mondo.-
-Magari un cono Malaga potrebbe avre lo stesso effetto? Malaga e Pistacchio. Io suggerirei anche-
-La smetta!-, si spazientì il crononauta, alzandosi in piedi. L'altro assunse un'espressione che si traduceva in 'che maniere!'.
-Quale è il segreto?-
-Latte fresco e molte uova.-
-Il segreto del Tempo! Come funziona! Sono stato scagliato come un sasso sul fondo dell'oceano del Tempo per capire da cosa nasce. Qui non c'è nulla!-
La frustrazione era diventata prevalente. Lanciani, per dare significato a una vita scialba e densa di delusioni, aveva accettato di partire nonostante le conseguenze quantistiche. Tre anni per lui, ma oltre milleduecento per il pianeta Terra. Al rientro, ogni persona che conosceva sarebbe stata morta da un pezzo. Le città polverizzate e riedificate. La civiltà umana forse neppure si sarebbe ricordata di averlo fiondato laggiù. Che senso aveva quel sacrificio, se non riportava indietro qualcosa di valore con lui?
Puntò il dito al gelataio, che ne fu sorpreso.
-Cosa sei tu? Un'intelligenza sovradimensionale? Sei per caso... Dio? Dimmi chi sei!-
L'uomo canuto indicò alla spilla appuntata alla propria camicia. Recitava 'Faliero'.
-Oh beh, questo spiega tutto. Chi non conosce l'onnipotente Faliero. Sto impazzendo!-, concluse Riccardo Lanciani, le mani nei capelli (nei tre anni di iperspazio si erano allungati molto).
Faliero il gelataio sfilò un cono medio da una pila, quindi usando uno strumento piatto cavò della materia dolce da una vaschetta. La spalmò sul bordo e la riprese, così tre volte, per ammorbidirla. La pose sul cono di biscotto. Ne aggiunse una verde e quindi una rossa, intensa. Porse il risultato verso Riccardo, dall'altro lato del bancone.
-Su. Glielo offro.-
Riccardo prese l'oggetto con incertezza. Aveva il peso, la sostanza e l'aspetto di un cono gelato a tre gusti (tre dei cinquanta offerti).
-Non conosco nulla al mondo che rimetta in sesto più di questo. Per quanto la vita si accanisca contro di noi, un bel gelato artigianale, come una volta, è tutto quel che serve a ripartire.-
Riccardo sporse la lingua di pochi millimetri, e con essa saggiò la materia verde disposta sul cono. Era fredda e sapeva di pistacchio e latte.
-E' gelato al pistacchio-, sentenziò.
-Non le sfugge nulla-, ammiccò il gelataio.-Per questo l'hanno fatta generale?-
-FeldMaresciallo-, specificò Riccardo, assaggiando quello che aveva consistenza, sapore e densità di gelato ai frutti di bosco.
-Ora mi dica: è o non è meglio di quello che si trova nelle catene franchising? Eh? Tutta chimica, quella.-
Riccardo Lanciani, Crononauta, ammise che il gelato era delizioso. Abbondante. 
Per un attimo si dimenticò dove si trovava e perché. La sua attenzione era tutta rivolta all'effetto che il gelo aveva sulle papille gustative, che venivano quindi predisposte alla carezza del latte che si liquefaceva e al gusto addizionale (fruttato o cremoso) che a quel modo si spargeva in tutto il cavo orofaringeo. Era un'esperienza assieme gustativa, cinestetica e organolettica. 
Il tempo si fermò.
A causa di questo, Riccardo, come legato a un lungo elastico teso lungo la direttrice cronologica, schizzò indietro a velocità folle. Ripercorse tutti i tre anni di iperspazio e fermioni accelerati in un baleno. Atterrò sui piedi presso la rampa di lancio dalla quale, tre anni prima, si era imbarcato vero i confini dello scibile.
Con un gelato in mano.
-Che ci fa lei con un gelato in mano? Dove lo ha preso? Dov'è il suo esoscheletro?-, sbraitò l'UberGenerale andandogli incontro sulla piattaforma. Il viaggio, per tutti gli altri, non era mai avvenuto. Di punto in bianco le cose non quadravano coi piani costosi e misurati dell'operazione.
Prima di dare una qualunque risposta, Riccardo mangiò una porzione al gusto Malaga, chiuse gli occhi e piegò la testa indietro, con espressione di infinito piacere. Era tornato bambino.

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Cita

Riccardo Lanciani arrivò alla fine del Tempo e vi trovò una gelateria.

Incipit figo, chapeau!

Cita

-Buongiorno-, disse lui il signore canuto

Preferirei: gli disse.

Cita

indicando al tavolino nell'angolo.

 indicando il.

Cita

Questo è solo l'assioma percettivo di un luogo familiare

Nel resto del testo usi parole inventate (o quasi). Qui invece parli di assioma, che è un concetto matematico ben definibile. Non trovo molto calzante il significato, ma magari è un problema mio.

Cita

Il FeldMaresciallo era avvinto di emozioni contrastanti,

da

Cita

Riccardo Lanciani, Crononauta, ammise che il gelato era delizioso. Abbondante.

Metterei una virgola al posto del punto tra delizioso abbondante. A meno che il tuo intento non fosse quello di sottolineare l'abbondanza del gelato, ma non credo.

Cita

Atterrò sui piedi presso la rampa di lancio dalla quale, tre anni prima, si era imbarcato vero i confini dello scibile.

 Refuso: verso.


Ciao, Gas :)
Mi è piaciuto molto il tuo racconto e direi che è assolutamente aderente al tema della raccolta. Mi sembra che tu abbia gestito bene l'utilizzo dei termini pseudo-scientifici, che riescono a divertire senza stancare, nella giusta dose. È chiaro il riferimento a Douglas Adams (con cui non vado d'accordo, però).
Compliments! :flower:

(Per me il racconto già bene così, sentiamo gli altri)

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