Vai al contenuto
Russotto

Cassandra.

Recommended Posts

Il treno era partito da circa dieci minuti, l’arrivo a Losanna era previsto per le otto della sera. François osservava il panorama scorrere sui finestrini sospirando di tanto in tanto. In altri tempi non sarebbe stato nella pelle all’idea di tornare a casa. E da quando era nata Juliette, il ritorno a casa si era ancora più emozionante. Ma quella sera si chiedeva se non avrebbe fatto meglio ad andare alla cena di lavoro con il nuovo cliente e rimandare la partenza al giorno dopo.

Quando aveva saputo della relazione di sua moglie con un altro uomo anche la piccola creatura che tutte le volte gli correva incontro e gli gettava le braccia al collo gli sembrava sempre più estranea.

Il tradimento era cominciato un anno prima della nascita della bambina, del tutto inutili furono i tentativi di convincere François della sua paternità.

Il paesaggio scorreva sempre più veloce fuori dal treno mentre François pensava che, in segreto, avrebbe dovuto indagare almeno su quello, sulla figlia alla quale aveva voluto e voleva tutto il bene del mondo, ma la paura di un esito negativo lo terrorizzava.

Non sapeva nemmeno quanto e se il suo matrimonio avrebbe resistito a quella catastrofe. L’amore di Juliette verso di lui era diventato, ormai, l’unico motivo per essere contento di rientrare a casa.

Cosa sarebbe stato del legame che univa lui e la sua piccola principessina? Se fosse emerso che non c’era legame di sangue, probabilmente, non avrebbe avuto nessuna speranza (semmai ce ne fossero state) di ottenerne l’affidamento. E, comunque, la figlia avrebbe un giorno preteso di conoscere il vero padre.

Sua moglie si era gettata ai suoi piedi implorando il perdono, giurando che era tutto finito e che era iniziato da un attimo di debolezza.

Una debolezza.

Sarebbe bastato dire no! Aveva sempre pensato François. Sarebbe bastato dire no anche a Sua moglie quando gli aveva chiesto una seconda possibilità.

«È libero?»

François sussultò per lo spavento. Guardò avanti a sé e si costrinse a trattenere un’imprecazione. Dapprima vide solo la profonda scollatura di una camicia sembrava in procinto di cedere alla pressione dei seni che racchiudeva. Si affrettò ad alzare lo sguardo. La donna che gli stava davanti era bella, tanto, troppo bella, sprigionava fascino da ogni parte del corpo. Aveva lunghi capelli castani che incorniciavano un viso delicato e luminoso. Due perle azzurre brillavano da dietro una montatura nera mentre il colore del sangue sulle labbra contrastava il chiarore delle guance. Quella donna rappresentava in maniera schifosamente completa ciò che lui da uomo avrebbe voluto possedere. Proprio quello che François odiava con tutto se stesso in quel momento.

Anche Claire era bellissima, lo era sempre stata.

«No.» rispose fermamente François convinto che la bellezza di sua moglie avesse giocato un ruolo importante in quell’adulterio.

Contrariamente a quanto lui si aspettava la donna si sedette ringraziandolo e regalandogli un disarmante sorriso.

«Mi scusi, forse non mi sono spiegato.» disse sforzandosi di restare calmo.

La donna sgranò gli occhi paralizzando François sul sedile. «Mi perdoni, se non sbaglio le ho chiesto se questo posto non fosse occupato e lei mi ha risposto di no.»

«No, lei mi ha chiesto… mi scusi. Ho capito male.» François si sentì un idiota per aver giudicato una persona che non conosceva solo dall’aspetto e per aver scaricato su quella donna l’ira che provava per sua moglie.

«Quindi devo alzarmi? C’è qualcuno che deve sedere in questo posto?»

Non c’era nessuno. François realizzò in quell’istante di essere completamente solo.

«La prego, rimanga seduta. Non faccia caso a quanto le ho detto prima. Ero sovrappensiero e ho risposto senza pensare a cosa stavo dicendo.»

Sentì una vampata di calore invadergli il corpo e l’anima. Non poté fare altro che riprendere a fissare il panorama dal finestrino. Aveva appena rimediato una figura da maleducato e a quel punto avrebbe voluto andarsene lui per la vergogna. Ora quella persona persona sicuramente avrebbe cominciato…

«Mi chiamo Cassandra molto piacere.»

Francois pensò che quel viaggio sarebbe stato molto lungo. Ma quando distolse lo sguardo dal finestrino notò la mano di Isabella tesa verso di lui, non poteva mostrarsi scortese per la seconda volta. «François, dispiaciuto per l’inconveniente.» disse pensando che quanto stava per accadere era una sorta di punizione e che lui se l’era meritata. Le strinse la mano e quasi emise un gemito.

«Oops, la scossa.» esclamò imbarazzato vedendo che lei non aveva battuto ciglio.

La donna sorrise mentre lui pensò che come punizione non era niente male.

«Ti capita spesso di viaggiare in treno? François?»

«Tutte le settimane, vado a Torino il lunedì e ritorno a Losanna il venerdì sera. E tu?» rispose massaggiandosi la mano.

La donna si sporse in avanti e l’interno della sua scollatura sembrò prendere vita.

«Questa è la prima volta, e molto probabilmente sarà l’ultima.»

François cercò invano una parte di quella donna da guardare senza che i suoi ormoni impazzissero. Decise di temporeggiare guardando il corridoio tra i sedili del treno.

«Non le piace viaggiare in treno?»

Cassandra tornò ad appoggiarsi allo schienale e François ne fu al contempo rincuorato e dispiaciuto; Cassandra trasse un profondo respiro e sotto il tessuto della camicia fecero capolino due sporgenze piccole e rotonde. François deglutì.

«Non saprei, il fatto è che io non viaggio molto. A me piace la tranquillità e la sicurezza che mi dà casa mia.»

François cercò di evitare complicazioni. «Fa bene, io viaggio perché ci sono costretto.»

«O forse per scappare.»

«Come scusi?»

«Le ho chiesto cos’è che la costringe a viaggiare.»

François rimase interdetto. «Mi scusi, avevo capito tutt’altro. Comunque viaggio per lavoro. Ma questo lo avrà immaginato.»

«Dal fatto che si muove a inizio e fine settimana?»

«Sì.» rispose François «Se non per lavoro, per quale altro motivo si dovrebbe fare una simile vita?»

«Scopami!»

François trasalì, il cuore cominciò a battergli all’impazzata e lui pensò di essere impazzito. Questa volta non aveva distolto lo sguardo dal viso della donna ed era sicuro che le sue labbra non si erano mosse. Eppure aveva sentito forte e chiaro quell’imperativo e la voce era quella di Cassandra.

«E… tu? Come mai ti trovi su questo treno? Se posso chiederlo.»

Cassandra tirò indietro la folta chioma per poi lasciarla ricadere tutta davanti alla spalla destra scoprendo il collo che venne immediatamente irradiato dalla calda luce crepuscolare che entrava dal finestrino. François cedette le armi alla realtà: era impazzito e avrebbe fatto chissà cosa per possedere quella donna.

«Dovevo incontrare una persona a Torino ma non si è presentata. Ed ecco che mi ritrovo a viaggiare in treno. In pratica sto rincorrendo una persona.»

Cassandra era stata vaga ma François era certo che stesse parlando di un uomo. Un uomo che avrebbe avuto la fortuna di giacere al fianco di quella bellissima donna.

Non poté fare a meno di pensare che anche lui poteva fare lo stesso. Nonostante da un paio di mesi lui dormisse da solo, sua moglie gli faceva sempre capire che gli sarebbe bastato chiederlo.

Si chiese se non fosse tutto un gigante errore, se non valesse la pena credere al pentimento di Claire e gettarsi il passato alle spalle. Da un paio di mesi non c’era stato più alcun contatto fisico tra loro e la cosa cominciava a pesargli.

«Forse questa donna è un messaggio di qualcuno, Dio, il destino o il mio subconscio. Forse sto davvero impazzendo.» pensò «Forse la mia testa mi sta dicendo che ho una moglie bellissima e la sto trascurando per colpa del mio orgoglio ferito. Questa va a trovare il suo amante, con me è solo stata gentile, se si è fatta bella è per qualcun altro.»

«Le auguro di riuscire a raggiungerla, Cassandra.»

«In realtà si tratta solo di lavoro, nulla di personale.»

«È alquanto singolare che lei rincorra una persona, tanto più in treno. Dove la raggiungerà?»

«In un piccolo paesino vicino a Losanna. Spero di non perdermi, però. Non ci sono mai stata.»

«Se vuole la posso aiutare. Io conosco bene la zona.»

 

François si svegliò di soprassalto accecato dalla luce dell’alba. Frastornato si guardò attorno e notò un luogo estraneo alla sua memoria. Si strofinò gli occhi, osservò nuovamente ciò che lo circondava e si accorse di non essere solo. Accanto al lui giaceva una donna dal corpo pressoché perfetto e lunghi capelli castani. Immediatamente ricordò tutto, ricordò che la sera prima non aveva avvisato la moglie che sarebbe rientrato a casa disertando la cena, ricordò di averne approfittato per invitare Cassandra a cena e di averla accompagnata all’appartamento che le avevano prenotato a Prilly. E ricordò di aver accettato l’invito di Cassandra ad entrare.

Guardò ancora la donna e non riuscì a trattenersi dall’accarezzarla. Lei allontanò la mano di François con un gesto svogliato.

«Spiacente François, io con te ho finito.»

«Cosa intendi?»

«Il mio lavoro è finito, ho fatto quello che dovevo fare e adesso me ne torno a casa. In macchina.»

«E la persona che dovevi rincorrere?» chiese François cominciando a pensare di trovarsi difronte a un’opportunista.

«L’ho trovata. Quella persona sei tu.»

«Ma cos’è uno scherzo? Senti se l’hai fatto per soldi mi dispiace, non ho contanti con me. E francamente non ho nemmeno voglia di procurarmeli.»

«Non sono una puttana François. E se fossi in te eviterei di perdere tempo e fiato. La vita è breve. E nel tuo caso è brevissima.»

«Ma cosa stai dicendo? Tu sei pazza.»

«Fra qualche ora comincerai a sentirti sempre più debole. Ti restano circa trentasei ore da vivere. Cerca di sfruttarle meglio che puoi e, chissà, potrebbe anche essere che ti salvi.»

Cassandra si era ormai rivestita, François si era goduto lo spettacolo dello strip-tease al contrario senza accorgersi che lei aveva abiti totalmente diversi da quelli della sera precedente. Notò solo che la bellissima chioma della donna stava per essere coperta da una parrucca rossa.

«Quando mi hai stretto la mano, non ti ho dato la scossa. Ti ho iniettato un veleno.»

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao a tutti, ho voluto fare un giochino: ho scritto qui l'incipit di una storia, chissà se qualcuno di voi ha voglia di continuarla?

Un po' come la staffetta letteraria delle OL.

Magari @Mari o @lean saprebbero dare il loro tocco, o forse @Eudes potrebbe avere piacere di continuare da dove mi sono fermato e passare il testimone a @libero.

Magari @Matt potrebbe essere interessato ai personaggi o @Gigiskan o @Gemini potrebbero aggiungerne di altri.

Hai visto mai che @IlConteDiMontecristo non si risvegli dal letargo?

Magari @Emy Ristovic trova la cosa interessante, e chissà che @Niji non voglia tornare a trovarci? Magari facendo un'illustrazione.

Basta, credo di aver stalkerato abbastanza utenti. Ora mi fermo e attendo.

Io attendo.

Sono qui.

Azz' mi ero dimenticato @Kate!

Modificato da Russotto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy