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Russotto

Naufragando in un mare di parole e incomprensioni (nona parte)

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Iacob Bene. Pare che ci siamo tutti. Anche se, a voler essere precisi mancherebbe Casian, ma come si dice spesso: “Questa casa non è un albergo.” Quindi è normale che ora sia a casa sua, e io non ho ritenuto necessario incomodarlo. Dunque, signori. Ieri sono successe tante cose, alcune divertenti altre un po’ meno. Ma, da osservatore esterno quale sono, ho potuto notare una cosa: tutto quello che è successo ieri è dovuto alla frenesia, all’ostinazione e talvolta alla presunzione di cui sono pregne tutte le parole, i discorsi, le frasi che vengono pronunciate in questa casa… (si volta verso Iustinian e Ilinca) e anche in quella accanto. Tutto è cominciato da un topo, un bellissimo esemplare di Rattus Norvegicus, meglio conosciuto come Fancy Rat o, più semplicemente, come topo domestico.

Che altro non è se non quell’animaletto chiuso nella scatola che tiene in mano Coralia. Lo ha comprato l’altro ieri in un negozio di animali dal quale sono passato anche io, ci siamo incrociati proprio alla cassa. Lì ho sentito che avete deciso di chiamarlo Mickey Mouse. Un nome veramente originale. (reazione stizzita di Coralia) Sì, Coralia. Sono uno di quelli che giudicano il nome che viene dato ai topi domestici. Ma, come puoi vedere, mi metto in gioco. Non sto solo giudicando quello che hai fatto tu. Sto parlando, comunicando, esprimendo dei concetti. Tu ti fermi alla prima di tutte queste cose. Di’ un po’ hai mai partecipato in maniera attiva a una discussione? O ti limiti sempre a commentare quanto dicono gli altri e come lo dicono?

(prende un respiro) Signora Alida, lei è la padrona indiscussa di questa casa e, oltre che ringraziarla per l’ottima cena e per l’ospitalità, devo farle i complimenti per come la manda avanti. Purtroppo non posso dire lo stesso del modo in cui si esprime: parlare per mezze frasi, per sottintesi o metafore può andar bene quando ciò che si vuole dire è più che scontato, ma non se ne può fare uno stile di vita. E, a proposito di stili di vita, Ana, Madalina e Fiodor: l’adolescenza è un momento importante della propria vita ed è giustissimo godersela al meglio. È bellissimo che voi abbiate uno slang, un lessico tutto vostro ma pensare che quello sia il modo normale di parlare è semplicemente sbagliato. I vostri modi di dire, i neologismi nati da internet e dal linguaggio dei cellulari sono tutte cose effimere, molto presto suoneranno vecchie. La nostra lingua, il Romeno, è bellissima; ed è un patrimonio che dobbiamo preservare. Ha radici antichissime, una storia millenaria. Non possiamo buttarla via per parlare come se stessimo scrivendo un sms, ne possiamo ridurla a un groviglio di termini che assumono significati diversi a seconda del contesto o di chi li pronuncia.

E parlando di contesti si giunge al futuro manager. Teodor, I wish you the best for your life. I wish you to become a real manager. (nota l’espressione imbarazzata di Teodor) ma pronunciare qualche frase in inglese qua e la non ti servirà a molto. L’inglese lo devi imparare per davvero, e bene. Mio padre è un dirigente aziendale ma ti posso garantire che quando è a casa parla Romeno. Non gli senti pronunciare una sola parola in Inglese. E veniamo ai miei eroi, a coloro che volevano salvarmi la vita. E’ chiaro, tutto è nato da un malinteso. Però anche voi avete i vostri scheletri nell’armadio, come si suol dire. Signora Ilinca, lei parla a profusione, non ascolta e non lascia rispondere i suoi interlocutori. Così non c’è dialogo ma solo lei che dice quel che pensa e che pensa di dire il giusto. Anche se non è detto che lo sia. Iustinian, lei sembra avere troppe cose da dire in poco tempo. Non completa quasi mai una frase, questo fa sì che chi si trova ad ascoltarla abbia delle grandi difficoltà a comprendere cosa lei dice. Chiedo scusa a tutti se sono stato duro, diretto o più semplicemente sincero, ma credo proprio che dovevo farlo.

Octav Duro, diretto e sincero lo sei stato indubbiamente Iacob. Ma devo ammettere, e sono certo di parlare a nome di tutti, che avevi ragione.

Iacob Professore?

Octav Sì, anche io dovrei esprimermi con un lessico più accessibile… dovrei parlare in maniera più semplice. Iacob, la tua permanenza in questa casa è stata non poco travagliata. Ed è per questo che io e mia moglie, parlandoci mentre venivamo qui, abbiamo deciso di chiederti se vuoi unirti ancora a noi per il pranzo. E già che ci siamo, lo chiediamo anche a voi Ilinca e Iustinian.

Iacob Va bene, dopotutto ieri ho mangiato molto bene.

Alida Ilinca, ieri hai letteralmente rischiato di farti molto male. Permettimi di farmi perdonare.

Ilinca Perdonare? Siete voi che dovete perdonare noi. Vi abbiamo dato degli assassini.

C’è un attimo di silenzio poi tutti scoppiano a ridere.

Alida Allora tutti in giardino a prendere un aperitivo, mentre io ed Estera cuciniamo. Anzi ora dico anche a lei di unirsi a noi.

Escono tutti da sinistra. Iacob e Madalina indugiano e si ritrovano soli in scena. Madalina continua a guardare alternativamente Iacob e il pavimento in evidente imbarazzo.

Iacob Madalina.

Madalina (sorpresa) Sì?

Iacob Sto pensando di trasferirmi qui a Bucarest, la rivista per la quale lavoro ha sede qui. La prossima settimana tornerò per cercare un appartamento. Ti andrebbe di accompagnarmi? Sicuramente tu conosci la capitale meglio di me.

Madalina Sarebbe fighiss… volevo dire sì, volentieri, ne sarei…

Iacob Non c’è bisogno che parli come me. Alla tua età parlavo anche io così. È normale.

Madalina Eh, sì. Va… va bene. Parlerò… come si parla alla mia età che poi era la tua quando avevi la mia. Mio Dio cosa sto dicendo? Scusa, sto straparlando.

Ana (rientrando) Maddi guarda che sei inv… oh scusate. Non volevo. Me ne vado subito.

Iacob Aspetta Ana.

Ana Dimmi.

Iacob Puoi avvisare che vado a posare la valigia in macchina? Sarò di ritorno immediatamente. Madalina vuoi… ma no, forse è meglio se per ora resti qui,immagino che tu e Ana abbiate qualcosa di cui parlare.

Iacob esce da destra, Ana e Madalina aspettano che sia uscito di scena poi si guardano e Madalina comincia a saltare con euforia.

Ana Cos’è successo?

Madalina Vieni che ti racconto.

Escono da sinistra. Dopo pochi secondi suona il campanello. Da sinistra rientra Octav seguito da Estera.

Octav Estera, per favore! Ti ho detto che oggi tu sei ospite. Torna di là e prendi l’aperitivo, E dai del tu a tutti. È un ordine.

Estera esce da sinistra mentre Octav esce da destra per poi rientrare seguito da Iacob.

Octav Sai amico mio, c’è una cosa che mi è venuta in mente.

Iacob Ah sì? E cosa?

Octav Anche tu hai un difetto.

Iacob Uno solo? Allora posso vantarmi. E quale sarebbe?

Octav Tu parli sempre per citazioni, ne fai un vero abuso.

Iacob (esita intenzionalmente) Be’, come dicevano nella scena finale di “A qualcuno piace Caldo”, nessuno è perfetto.

Buio.

Sipario.

 

Salvatore Russotto

28/08/2017

 

NOTA: il titolo assegnato alla discussione era provvisorio ed è stato cambiato in "Io dico, tu intendi, egli non capisce."

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