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Mari

Il Giallo

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L’essenza del giallo consiste nell’imbattersi in fenomeni visibili
la cui spiegazione è nascosta; e questa, se ci si riflette bene,
è l’essenza di ogni filosofia.

(G. K. Chesterton)

 

Si considera il 1841 come anno di nascita del giallo, con la pubblicazione di “I delitti della via Morgue” di Edgar Allan Poe dove, per la prima volta, compare un personaggio con elevate capacità deduttive che gli consentono di risolvere molti casi, semplicemente leggendo la descrizione dei fatti accaduti sui giornali. È a questo personaggio che, in parte, si rifà anche Arthur Conan Doyle con il suo Sherlock Holmes, protagonista di “Uno studio in rosso” del 1887 che si gioca il titolo di primo romanzo giallo pubblicato con “La pietra di Luna” Di W. Collins del 1868. 

La popolarità di questo genere è aumentata grazie a moltissimi autori che hanno fatto del giallo il loro cavallo di battaglia come Agatha Christie che ha dato vita a personaggi ormai celeberrimi come Miss Marple e il commissario Poirot. Ma gli autori famosi sono innumerevoli: Georges Simenon (creatore del Commissario Maigret), Raymond Chandler, Rex Stout, James Ellroy, Charles Dickens e molti altri fino ad arrivare ai giorni nostri con Camilleri.

Una curiosità sul nome del genere: proviene dalla popolare collana editoriale Il Giallo Mondadori, pubblicata in Italia da Arnoldo Mondadori dal 1929, i cui libri hanno una caratteristica copertina di colore giallo. Il termine "giallo", che in italiano ha sostituito quello di "poliziesco", in altre lingue non è utilizzato.

Il genere giallo classico ha delle caratteristiche abbastanza comuni a tutti:

-      Un delitto o un crimine apparentemente irrisolvibile.

-      Un detective che indaga su questo misterioso delitto con approccio analitico o intuitivo. Spesso è aiutato da un altro personaggio, meno brillante di lui che però cerca di dare il suo contributo.

-      Una caratterizzazione approfondita del detective: aspetto fisico, abitudini, manie, vizi e virtù.

-      Un metodo investigativo attraverso il quale si scoprono le prove che vengono analizzate e interpretate.

-      Una rosa di sospettati tra i quali c’è il colpevole

-      La risoluzione del caso grazie alle capacità deduttive del detective.

I romanzi e i racconti gialli abbracciano tante sottocategorie:

-      Noir: che racconta il crimine e la sua risoluzione con grande attenzione alla realtà cupa, violenta e  drammatica in cui è ambientato. L’eterna lotta contro il male, che viene sconfitto solo in parte, perché il     male non è estirpabile completamente.

-      Noir metropolitano: la differenza è fatta dall’ambientazione (una metropoli) che diventa la protagonista con la sua violenza, il degrado e la criminalità.

-      Noir mediterraneo: ambientato nel sud Europa dove la bellezza scenografica del paesaggio fa da contrasto al crimine.

-      Hard boiled: è il genere giallo americano per eccellenza, quello in cui il crimine viene combattuto da un detective privato con metodi spesso violenti o poco corretti, simili a quelli usati dai colpevoli. È molto realistico e non sempre la distinzione tra i buoni e i cattivi è netta.

-      Soft boiled: le basi sono le stesse dell’hard boiled, ma il protagonista ha una buona dose di ottimismo e di humor.

-      Giallo poliziesco e police procedural: le indagini hanno un ruolo principale nella trama. I protagonisti sono le forze dell’ordine e la narrazione si focalizza sui metodi usati dalla polizia; ha un ritmo serrato e un’alta dose di suspense.

-      Giallo giudiziario: le vicende vengono trattate dal punto di vista delle procedure processuali. I protagonisti, di solito, sono giudici, pubblici ministeri o avvocati.

-      Giallo medico: ha come protagonista un medico legale che indaga utilizzando tecniche forensi per scovare il colpevole.

Ma come si scrive un buon racconto Giallo?

Per non deludere un lettore, chi scrive un racconto o un romanzo giallo deve creare una storia precisa, deve dare al pubblico tutti i mezzi per arrivare alla risoluzione dell’enigma ma non deve rendere troppo palese l’identità del colpevole.

Girovagando per il web, ho trovato il decalogo di Knox (redatto nel 1929) che mi pare dia delle direttive efficaci:

1. Il colpevole dev’essere un personaggio che compare nella storia fin dalle prime pagine; il lettore non deve poter seguire nel corso della storia i pensieri del colpevole.

2. Tutti gli interventi soprannaturali o paranormali sono esclusi dalla storia.

3. Al massimo è consentita solo una stanza segreta o un passaggio segreto.

4. Non possono essere impiegati veleni sconosciuti; inoltre non può essere impiegato uno strumento per il quale occorra una lunga spiegazione scientifica alla fine della storia.

 5. Non ci dev’essere nessun personaggio cinese nella storia.

 6. Nessun evento casuale dev’essere di aiuto all’investigatore e neppure lui può avere un’inspiegabile intuizione che alla fine si dimostra esatta.

 7. L’investigatore non può essere il colpevole.

 8. L’investigatore non può scoprire alcun indizio che non sia istantaneamente presentato anche al lettore.

 9. L’amico stupido dell’investigatore, il suo dottor Watson non deve nascondere alcun pensiero che gli passa per la testa: la sua intelligenza dev’essere impalpabile, al di sotto di quella del lettore medio.

10. Non ci devono essere né fratelli gemelli né sosia, a meno che non siano stati presentati correttamente fin dall’inizio della storia.

A parte la risata che mi ha strappato la regola numero cinque, appare ovvio che queste direttive, pur essendo utili per non uscire dal genere, non bastano a garantire la produzione di un ottimo giallo. Occorre soprattutto una trama solida, un linguaggio adeguato all’ambientazione geografica e storica. Bisogna anche cercare di convogliare sempre i sospetti su personaggi che poi si riveleranno innocenti per sorprendere il lettore. Creare dei colpi di scena che di volta in volta vadano a cambiare la prospettiva dell’intera indagine nella mente del lettore. È importante anche cercare di tenere alta la suspense con un ritmo serrato senza sacrificare i passaggi descrittivi che danno colore all’intera storia.

Comunque non esistono ricette preconfezionate, per quanto riguarda la scrittura ognuno ha i suoi metodi e suoi segreti.

La creatività è l’intelligenza che si diverte.
(Albert Einstein)

 

P.S. Siccome non sono una scrittrice di racconti o romanzi gialli, prendete questo post per quello che è: un tentativo di spiegare questo genere a parole povere. Le informazioni che ho dato sono il frutto della ricerca che ho fatto nel web, ho riassunto solo quello che ho appreso leggendo in vari blog e siti letterari. Invito chiunque abbia più conoscenze di me a correggere o a integrare quanto ho scritto.

 

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Bene, per me il giallo era giallo, adesso anche questa certezza si è frantumata davanti a una decina di sfaccettature differenti :asd: Detto questo, non ho mai provato a scriverne uno e non perché sia un genere che non mi piaccia, al contrario, amo Agatha Christie e ho letto tutti i suoi libri, ma lo ritengo davvero complicato. Mi piacerebbe comunque provarci e con questo post @Marimi hai davvero intrigata.

@Violaliena adoro Cluedo :ohh:

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Ci sono anche queste: https://it.wikipedia.org/wiki/Venti_regole_per_scrivere_romanzi_polizieschi .

Ho provato a scrivere un giallo una sola volta e l'ho lasciato incompiuto proprio per la difficoltà di scriverlo in modo sensato. Mi sembra che, più di altri generi, abbia regole non aggirabili. Anche se io tento a considerare giallo solo quelli in cui l'indagine che si dipana man mano abbia un peso prevalente su tutto il resto, lasciando al lettore le stesse possibilità di risolvere il caso concesse ai personaggi.

Magari sarebbe interessante aggiungere anche i trucchetti più usati per sviare le attenzioni del lettore sul vero colpevole.

Uno, ad esempio, trovato di frequente è: rendere il vero assassino il più sospettato, almeno all'inizio della storia. Dopodiché, fornirgli un alibi a prova di bomba. A quel punto il lettore inizia a pensare "lo sapevo, non poteva essere lui, troppo semplice" e inizia a tener monitorati tutti gli altri sospetti (fin quando le indagini stesse non li scagioneranno). 

Solo verso la fine delle storia si verrà a conoscenza che quell'alibi a prova di bomba non era poi così tanto a prova di bomba. Era falso, creato in maniera magistrale per sviare le indagini (dei lettori, prima ancora che dei protagonisti)

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Nel giallo la costruzione deve essere molto pensata e rigorosa, cosa lontana dalle mie corde. Le poche volte che ci ho provato è stato sempre in chiave umoristica o di parodia. 

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Grazie Eudes,  ho letto con piacere le regole che hai segnalato: molto precise e puntuali.

Io ho scritto un solo racconto giallo in vita mia, "costretta" da una sfida delle Olimpiadi Letterarie. Ho faticato un po' a farlo, oltre tutto avevo il vincolo dei pochi caratteri che mi impediva di creare un intreccio sufficiente per creare suspense.

Leggendo le regole mi sono accorta di aver usato uno degli espedienti sconsigliati: sono un genio a quanto pare!

 

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