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Russotto

Naufragando in un mare di parole e incomprensioni. (Seconda parte)

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http://ultimapagina.net/forum/topic/742-la-dolce-e-bella-violante/?do=findComment&comment=10086

Alida Ana, dimmi cosa c’è in cucina!

Ana E’ orribile mamma.

Alida ANA! Non te lo ripeto più! Cosa c’è in cucina?

Ana (dopo un attimo di esitazione) Un topo.

Alida si porta le mani alla faccia e prende un lungo respiro, guarda la figlia poi il pavimento, torna a guardare la figlia poi a qualche passo allontanandosi nervosa.

Alida Ana, tesoro mio, tu vorresti dirmi che hai fatto tutta questa scena per un… aspetta; cos’hai detto che c’è?

Ana Un… topo.

Alida Un topo? Ma porca miseria! Ma io dico! (comincia ad agitarsi e vagare per la scena toccando, spostando e riposizionando qualsiasi cosa le si trovi a portata di mano) Ma tutte a me! Ma come si fa? Come si fa? Ma è mai possibile? Io-io non lo so! Io uscirò pazza. Io… basta, non ho parole. Non so che dire.

Ana (impaurita) Mammina, io ho paura dei topi.

Alida fissa la figlia come se volesse ucciderla.

Alida (urlando a squarciagola) OCTAV!

Octav (entrando da destra) Mi hai chiamato, cara?

Alida No, ho urlato il tuo nome così, per dichiararti il mio amore.

Octav Amore mio, anche io ti amo… (si interrompe vedendo la moglie che lo incenerisce con lo sguardo) Cosa c’è cara?

Alida Un problema, Octav. Un grosso problema.

Octav Che genere di problema, se è lecito?

Alida Octav non ti ci mettere anche tu.

Octav A fare cosa?

Alida Octav!

Octav Amore, non capisco cosa mi vuoi dire.

Alida Oggi arriva il tuo amico.

Octav Il mio amico?

Alida Sì!

Octav Quale amico?

Alida Il TUO amico.

Octav (gesticola esprimendo disperazione) Alida, cara. Potresti essere più chiara? Quale dei miei amici arriva oggi?

Alida IL-GIORNALISTA!

Octav Ah, sì. (comincia a camminare) Be’ al telefono è stato molto coriale ma definirlo amico lo trovo quantomeno prematuro, per quanto non sia da escludere che all’incontro di oggi possa fare seguito una sincera… amore perché mi guardi così?

Alida Se non sbaglio poco fa ti ho detto che abbiamo un grosso problema.

Octav Sì, sì, credo che tu lo abbia detto. Anzi, ne sono quasi sicur… no, sono certo che tu hai detto che… sì stavamo giust’appunto parlando del fatto che abbiamo un grosso problema. Prego cara. Cosa posso fare per risolvere questo problema del quale, se mi permetti, mi hai parlato in maniera un po’ marginale?

Alida Topo.

Octav (sbuffa esausto) Moglie, ti sarei infinitamente grato se ti decidessi a esprimerti in maniera più comprensibile.

Ana Papà, c’è un topo in cucina.

Octav Ana, piccola mia, lasciami risolvere un problema per volta.

Alida Octav, il problema è quello.

Octav Basta io me ne vado! (si dirige verso la quinta di destra)

Alida Dove pensi di andare?

Octav e Alida parlano contemporaneamente.

Octav Non ne posso più! Ogni volta che mi trovo a interloquire con te mi sembra di dover risolvere un enigma; è mai possibile che tu non riesca a esprimerti con chiarezza senza costringere i tuoi uditori a prodigarsi in estenuanti sforzi di interpretazione allo scopo di comprendere dei concetti tanto banali da poter essere enucleati con frasi di semplice costruzione ma, purché sia, complete?

Alida Ecco! Ogni volta che ti si chiede di fare qualcosa tu trovi sempre il modo di cambiare discorso e, guarda caso, cosa tiri fuori? Le tue solite storie di grammatica, sintassi e ortografia e tutte quelle cose che capisci solo tu! Mai che ti si possa chiedere di fare qualcosa di pratico in questa casa. Dimmi quando mai è capitato che ti ho chiesto qualcosa e tu l’hai fatto senza fare storie.

Octav Cosa vuoi che faccia?

Alida C’è un topo in cucina!

Octav Sì. Questo me l’ha già detto Ana.

Alida Octav! Fai sparire quel mostro prima che arrivi il tuo amico giornalista per intervistarti!

Octav Ti rammento che non è mio amico. Non so nemmeno che faccia abbia.

Alida (isterica) Fai sparire quel topo!

Octav Va bene, va bene! Basta che la smetti di urlare! (si avvicina alla quinta di sinistra) Teodor? Figlio caro?

Teodor (entra e con passo frettoloso si dirige verso la quinta destra) Ciao a tutti, I’m busy. See you later.

Octav Teodor ci sarebbe…

Teodor (al limite della scena) Devo essere da Casian asap. Bye.

Octav (di nuovo verso la quinta) Estera, in cucina c’è…

Estera (entrando terrorizzata) Un topo! Un topo! (si ferma al centro della scena, gli altri presenti la fissano. Lei si rivolge a Octav) Signore, la prego. Ho paura dei topi io.

Tutti si voltano verso Octav.

Octav Va bene, pare che l’ingrato compito di accompagnare l’ospite indesiderato alla porta sia stato affidato al sottoscritto. (si avvia verso la quinta sinistra)

Alida Magari fagli una lezione di letteratura. Così lo tramortisci.

Octav si ferma davanti alla quinta e si volta intento a rispondere, Ana lo interrompe.

Ana Va bene papi! Forse ora è meglio che ti prepari, fra un po’ dovrebbe arrivare il tuo amico.

Octav Ancora con questa storia?

Alida (ironica) Non è suo amico, dai vieni che prepariamo qualcosa di dolce da offrire al signor Tataru.

Escono Octav, Alida e Ana. Suona il campanello, Estera si precipita ad aprire la porta uscendo dal lato destro della scena. Subito dopo rientra seguita da Iustinian.

Estera Prego si accomodi. (si avvicina alla quinta sinistra e urla) Professore, è arrivato il suo amico.

Octav (rientrando) Estera, per favore. Almeno tu evita… (nota Iustinian) Iustinian, carissimo. Buongiorno.

Iustinian Sono giunto in un momento non opportuno?

Octav Ma certo che no, la tua presenza in casa mia è sempre gradita. (lancia un’occhiataccia a Estera che esce da sinistra) Prego, accomodati.

Iustinian Un attimo fa mi sei sembrato nervoso. Cosa è successo?

Octav Nulla di che, è la solita tendenza di mia moglie a vedere la realtà debitamente modificata in virtù del suo umore del momento, abitudine che la conduce spesso a tenere comportamenti basati più su questa sua personale percezione che sul reale aspetto delle situazioni che si trova a vivere. Tutto qui.

Iustinian … chiaro, chiaro. Certo. (si guarda attorno imbarazzato)

Octav Tu, piuttosto, come stai?

Iustinian Bene, grazie. Come tutti i week end sono un po’ stanco ma…

Octav Fine settimana.

Iustinian Scusami?

Octav No, non è il caso che ti scusi.

Iustinian No, volevo dire… non importa. Comunque sto bene. Oggi avevo un po’ di tempo libero e ne ho approfittato per passare a salutarti. Sempre se non ho tolto del tempo a qualche tua occupazione.

Octav No, anzi, ti dirò che se vorrai trattenerti qui per un po’ ne sarei felice. Tra non molto dovrebbe arrivare un giornalista che lavora per Emoții Literare, una rivista mensile che tratta di letteratura.

Iustinian Ah, collabori con quella rivista?

Entra Alida, da sinistra, con Ana.

Alida ...e per favore non fate come vostro solito, ok?

Ana In che senso?

Alida Ana, non fare finta di non capire. Mi raccomando. Mi-raccomando. (vede Iustinian) Iustinian, carissimo. Come stai?

Iustinian Ciao Alida. Bene e tu?

Alida Ah, guarda. Qui ce n’è sempre una. Oggi abbiamo un ospite. Te l’ha detto il professore?

Iustinian Me lo stava dicendo adesso.

Alida Allora resta qui con noi. (guarda Octav) E’ probabile che avremo bisogno di aiuto.

Octav Aiuto? E per cosa, se è lecito?

Alida Certo che è lecito! Lecitissimo! (Esce a destra)

Ana Papà, hai fatto?

Octav No, tesoro. Non ancora. Come puoi notare da te c’è mi sto intrattenendo con Iustinian che è appena arrivato. Poi penserò anche al resto, magari dopo l’intervista.

Ana Papà, io ho paura.

Octav Tranquilla, non c’è nulla di cui aver paura. Comunque ribadisco: dopo l’intervista sistemiamo tutto.

Ana Va bene, io vado in camera mia. Fra un po’ dovrebbe venire Madalina; dammi un alert quando arriva. (esce da sinistra)

Octav si copre la faccia con le mani.

Iustinian Octav, se avete altri… cioè ero passato solo per… non voglio togliere tempo a…

Octav No, no. Iustinian caro, non ti preoccupare. L’altro ospite può attendere e ti assicuro che non ha alcuna fretta di essere ricevuto. (ridacchia maliziosamente) Orsù, ti stavo raccontando dell’intervista. Di fatto si tratta, come potrai immaginare, del mio cognome…

Iustinian Il tuo cognome? Perché? Cos’ha?

Octav Amico mio, forse sei uno dei pochi che non hanno notato l’omonimia con il celebre poeta.

Iustinian Quale poeta?

Alida (rientrando) Octav, non dimenticarti di quell’altra faccenda.

Octav Sì, cara. Lo dicevo poco fa ad Ana. Dopo l’intervista me ne sbarazzo.

Alida E vedi di fare un lavoro pulito. Non come l’altra volta che l’hai seppellito in giardino; mi viene da vomitare ancora oggi se ripenso a quanto puzzava.

Iustinian si irrigidisce.

Iustinian Ma… di cosa si trattava.

Alida Un ospite indesiderato. Come quello di oggi.

Iustinian Ah, capito. Beh, ora credo proprio che… perché mi è venuta in mente… mi sembra che Ilinca mi avesse detto…

Alida Ilinca! Bravo Iustinian. Fa’ venire anche lei. Così vi fermate anche per cena. Dille che se rifiuta mi offendo.

Iustinian Va… bene. Vado a chiamare Ilinca.

Iustinian esce spedito da destra.

Octav Devo dire che il comportamento che Iustinian ha tenuto durante questa sua breve visita è stato alquanto insolito. Non trovi, cara, che il suo modo di esprimersi sia, talvolta, poco comprensibile?

Alida Professor Eminescu, non può certo pretendere che tutti abbiano la sua impeccabile dialettica…

Octav guarda Alida incuriosito, lei scuote la testa.

Suona il campanello.

Alida Chissà chi è?

Octav Sarà Madalina. Ana ha detto che sarebbe arrivata a breve.

Alida Grazie! (si avvia verso la quinta di destra)

Octav (divertito) Prego. Ah, forse tu volevi che andassi io ad aprire.

Alida rientra seguita da Madalina.

Octav Vedi? Ho indovinato.

Alida Fami il piacere. Vai.

Octav Dove?

Alida A chimare Ana! C’è qui la sua amica! Penserai mica che sia venuta qui per te?

Octav Mah, forse voleva delle ripetizioni di letteratura.

Alida Non credo, è giovane e bella, gode di ottima salute, non ha problemi esistenziali e non ha scritto nessuna lettera di addio.

Octav Cosa c’entra la lettera di addio? Quella si scrive prima di… (offeso) Vado a chiamare Ana.

Octav esce da sinistra mentre Alida e Madalina si guardano e ridacchiano.

Alida E’ così divertente farlo arrabbiare!

Madalina Ho notato, anche se non mi oserei mai. Comunque, se dovessi chiedere ripetizioni a qualcuno credo proprio che le chiederei a suo marito.

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Ciao Russ: finalmente la seconda parte...

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Alida si porta le mani alla faccia e prende un lungo respiro, guarda la figlia poi il pavimento, torna a guardare la figlia poi a qualche passo allontanandosi nervosa.

Penso sia "fa qualche passo"

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Be’ al telefono è stato molto coriale ma definirlo amico

cordiale

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

sì, credo che tu lo abbia detto. Anzi, ne sono quasi sicur… no, sono certo che tu hai detto che…stavamo giust’appunto parlando del fatto che abbiamo un grosso problema. Prego cara. Cosa posso fare per risolvere questo problema del quale, se mi permetti, mi hai parlato in maniera un po’ marginale?

Virgola dopo il sì.

Octav lo adoro! Mi piace da morire la sua flemmatica maniera di rispondere alla moglie che è decisamente più schizzata: una coppia esilarante.

Molte divertente anche l'arrivo dell'amico che temo abbia frainteso le intenzioni dei coniugi rispetto all'ospite inatteso quanto indesiderato... non oso pensare a cosa succederà nella prossima parte

Bene, non fari aspettare troppo la terza parte, però

:mazza:

 

 

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On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Basta che la smetti di urlare!

il prof lo metterebbe un congiuntivo 

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Alida Esce a destra.

 dovrebbe andare come didascalia non come parlato

 

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Come puoi notare da te c’è mi sto intrattenendo con Iustinian che è appena arrivato.

qualcosa manca qui

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Alida Fami il piacere. Vai.

refuso

 

 

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

se non mi oserei mai

refuso

 

L'incomunicabilità continua a trionfare allegramente. I personaggi e lo scenario si definiscono un po' meglio, nominando gli oggetti di scena e li rendi vivi e visualizzabili.

C'è un bel po' di agitazione anche nei successivi allontanamenti e rientri in scena, quindi non ci si annoia e cresce l'azione

Comincio a orientarmi tra i tanti personaggi, per modo di esprimersi sono individualbili.

Qualche traccia di descrizione però non guasterebbe, magari poche pennellate giusto per chiarirne età e aspetto.

 

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Ciao Viola e ciao Mari,

grazie per i vostri commenti. Mi fa piacere che il testo vi piaccia.

12 ore fa, Violaliena dice:
On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Alida Esce a destra.

 dovrebbe andare come didascalia non come parlato

Hai ragione e chiederei a te o Mari, se fosse possibile, di riformattare questa frase. E' una cosa che succede quando incollo il testo e rimuovo la formattazione (ho provato a usare il carattere indicato ma qualcosa non ha funzionato). Di fatto devo rimettere tutti i corsivi alle didascalie e ogni tanto qualcuno mi sfugge. Il testo originale, ad ogni modo, è a posto.

 

12 ore fa, Violaliena dice:
On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

se non mi oserei mai

refuso

Forse è un'espressione troppo legata al linguaggio parlato; la frase intera era:

 

On 16/3/2017 at 22:32, Russotto dice:

Ho notato, anche se non mi oserei mai.

Qui sarebbe sottinteso che Madalina non oserebbe mai far arrabbiare Octav come ha appena detto Alida. Trovi veramente che suoni male?

@Mari

Anche in questa commedia, come nelle due precedenti, c'è un personaggio che mi sta piacendo più degli altri per come sta venendo fuori, in "Una notte a Londra" era il matto Abel, qui è Octav. Sono contento che piaccia anche a te.

13 ore fa, Mari dice:

Bene, non fari aspettare troppo la terza parte, però

farmi (refuso) :asd:

Grazie ancora a tutte e due, ci sentiamo presto con la terza parte e, come direbbe Teodor, stay tuned!

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Il senso della frase di Matalina era chiaro, ma "Osare" non dovrebbe avere un uso riflessivo. Credo sia meglio adoperare "permettere" in tal senso. 

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Avevo letto a suo tempo la prima parte e mi era sembrata molto giocata sui diversi registri linguistici adottato dai vari personaggi, da chi usa uno stile fin troppo forbito alla ragazza dal linguaggio moderno e ricco di neologismi superflui.

Mancava un po' di dinamicità, e credo sia arrivata, o sia in arrivo, grazie a questo gioco degli equivoci creato dall' "ospite inatteso" di cui c'è bisogno di sbarazzarsi.

Un bel gioco degli equivoci tipico delle commedie teatrali. Infatti credo che sia il mix di situazioni classiche ed elementi moderni sia un punto a favore della storia. 

Nella mia testa, anche se non hai messo nessuna descrizione vera e propria in merito ai personaggi, Ana filtra come una ragazza quindicenne e il professor Octav come un uomo sui cinquanta. Credo sia dovuto al fatto che, molto più degli altri, mi sembrano "eccessivi" nel loro modo di esprimersi, quasi fossero simbolo dell'uomo di un'altra epoca un po' incapace di accettare i cambiamenti e la ragazza che usa un certo linguaggio sopratutto perché "fa figo". Temo che continuerò a visualizzarli in questo modo almeno fin quando non inizierai ad aggiungere elementi che mi inducano a pensarla diversamente. Mi è anche venuto in mente come, più degli altri, la contrapposizione tra moderno e antico, espressa soprattutto attraverso il linguaggio forbito o giovanilistico, sia già presente in numerosi sketch comici di vari personaggi televisivi, e come questa contrapposizione in un certo senso abbia ormai sostituito le "maschere" di cui una volta il teatro aveva bisogno affinché gli spettatori intuissero la caratterizzazione del personaggio prima ancora di farlo muovere sulla scena (oltre che per rendere più udibili i dialoghi).

Quindi il linguaggio ormai, nel teatro come in altre forme letterarie, ha un po' assunto il compito di caratterizzare un personaggio già alle prime battute e anche in questo il tuo lavoro mi è sembrato convincente, mixando in maniera efficace dialoghi ed espressioni che al tempo stesso possano risultare tanto moderni quanto ormai divenuti "classici" facilmente riconoscibili.

Un equilibrio difficile da mantenere ma finora, a mio avviso, ci sei riuscito piuttosto bene.

Mi spiace non poterti essere più utile, ma non conosco abbastanza il teatro per aggiungere considerazioni che possano aiutarti a migliorare il testo e ho dovuto limitarmi alle impressioni che mi hanno lasciato la lettura dei due episodi.

Può darsi - ma non garantisco - che leggendo i prossimi mi venga qualcosa da aggiungere.

 

 

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On 20/3/2017 at 00:35, Eudes dice:

Mi spiace non poterti essere più utile, ma non conosco abbastanza il teatro per aggiungere considerazioni che possano aiutarti a migliorare il testo e ho dovuto limitarmi alle impressioni che mi hanno lasciato la lettura dei due episodi.

Grazie Matt, hai già fatto abbastanza. Dopo il tuo commento ho cominciato a camminare a tre metri da terra, se continuo così va a finire che prenoto un biglietto per Stoccolma :asd:.

Scherzi a parte, grazie per il tuo commento. Ho pronta la terza parte, devo trovare il tempo per commentare e per caricarla (sì, anche per caricare le parti mi ci va un attimo).

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