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Emy Ristovic

La regina dei Monti Pallidi - prima parte

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La notte cala lentamente tra i sussurri del vento. Nel cielo oscuro domina una luna sorridente i cui raggi illuminano la montagna incantata. I due innamorati, mano nella mano, si guardano negli occhi promettendosi l’amore eterno.

 

Un vecchio e una bambina passeggiano per le vie affollate. Trento, nel periodo di feste, è piena di turisti da ogni angolo del mondo. Le diverse lingue si accavallano, la piccola gira la testa di continuo sorridendo allegramente. Tutto quel chiasso la diverte, ma anche stanca. 

Dopo un bel girovagare tra le bancarelle, i due fanno una sosta nell’unico bar in piazza che ha le sedie ancora fuori. L’uomo ordina una cioccolata calda per la ragazzina e un caffè d’orzo per sé. In lontananza si vedono le montagne imbiancate che sovrastano la città.  

«Tu sai come chiamano le nostre Dolomiti, nonno?» domanda Luna, gli occhi azzurri brillano di curiosità e fantasia. Il vecchio, i capelli corti brizzolati, il viso marcato dalle rughe di saggezza, sorride e accarezza la testa della bambina.

«Ci sono vari nominativi, ma c’è uno in particolare che mi è sempre piaciuto e che incanta tua madre. Mentre era in dolce attesa, si faceva raccontare la storia di continuo. È uno di motivi per cui ti aveva chiamato come la principessa.»

«Quale principessa, nonno?»

L’arrivo della cameriera interrompe per un attimo il racconto del vecchio. 

«Attenta a non scottarti! La principessa illuminata. Dicono sia stata molto bella, ma anche triste fino a quando…»

Il volto della bimba si fa serio, le due manine nei guanti rosa di lana con pon pon sostengono il mento arrossato dal freddo. 

«Fino a quando?»

«Te la racconto dal principio.»

 

Era una notte di luna piena quando il regno delle Alpi Orientali accolse l’arrivo del principino. I saggi narravano che chiunque venisse al mondo illuminato dal chiarore lunare, ne sarebbe stato attratto per tutta la vita. Fu così che accadde al giovane principe, sempre con lo sguardo fisso sulla Luna e un sogno ricorrente: trasferirvisi in un futuro.

«Figlio mio — diceva la regina — basta con questa ossessione. Non puoi stare tutto il giorno incollato alla finestra a fantasticare. Esci a fare una passeggiata. Fuori c’è un sole meraviglioso!»

Il bimbo, seppur docile con la madre, si negava sempre. Non aveva mai voglia. Il Sole splendeva, a volte sembrava persino che gli sorridesse. Ma non era la Luna, né possedeva la sua bellezza eterea. 

La regina lasciava la stanza del figlio, protestando sconsolata tra sé e sé. Nulla che potesse dire o fare avrebbe cambiato la sorte del principe.

Il giovane viveva per la notte, quando avvolto nella coperta calda sgattaiolava dalla porta nascosta del castello e si addentrava nei boschi del regno. Camminava e pensava, immaginando come sarebbe stata la vita sulla Luna. In una delle passeggiate segrete ebbe l’incontro che gli cambiò per sempre la vita.

 

Luna batte le mani, le guance si colorano di rosso mentre esclama divertita: «Incontra la principessa, vero nonno?»

Il vecchio annuisce, l’indice destro davanti la bocca. Luna ripete il gesto ridacchiando. 

«Scusa, nonno. Non lo faccio più.»

«Non mi interrompere, tesoro. Dove eravamo rimasti, ah sì. Il principe sta per vivere un momento magico inaspettato.»

Gli occhi di Luna sono sgranati dallo stupore, la bocca macchiata dalla cioccolata aperta leggermente. Sta per dire qualcosa, ma si ricorda la promessa. La voce suadente del nonno interrompe il silenzio. 

 

L’aria invernale pizzicava il naso del ragazzino, la terra innevata sotto i piedi scricchiolava. Arrivato ai piedi di un monte, nel silenzio profondo della notte, udì delle voci indistinte. Alzando la testa, la cima della Montagna era illuminata dalla luna piena, gli sembrò di intravedere delle sagome coperte da una spessa nuvoletta bianca.

Il principe tremò dalla paura, che cedette subito posto al coraggio. Passo dopo passo era sempre più vicino alla nuvola lattea sospesa in aria; le voci diventavano sempre più chiare. Con il cuore a mille, si spostò ancora, giusto quanto bastava. Le ombre erano allora più chiare e si sorprese al scoprire che appartenevano a due esserini eterei e strani, a prima vista pacifici. 

«Nel nome del Re di queste Terre, il mio babbo, identificatevi subito! Chi siete e che fate nei nostri boschi in piena notte?»

I due omini bianchi e lucenti come l’amica del principe che gli sorrideva da lassù, si avvicinarono al giovane parlando all’unisono.

«Principe, siamo i figli della Luna in visita amichevole sulla Terra. Ci manda la nostra principessa, una sua coetanea che ama il vostro pianeta e vuole sempre averne notizie.»

Detto ciò, i due si fecero ancora più piccoli e con un tenero sorriso salutarono il futuro Re, pronti a tornare a casa loro per essere stati scoperti in esplorazione. Un guizzo di eccitazione illumino gli occhi neri del principe. Era l’occasione che aspettava da una seppur giovane vita. Non l’avrebbe sprecato per nulla al mondo. 

«Amici, venite al momento propizio! Sogno da sempre di poter visitare la Luna, so che è nel mi destino. Portatemi con voi, vi scongiuro!»

I figli della Luna furono sbalorditi. Si consultarono a lungo e alla fine decisero di accogliere la strana proposta del principe, non prima di averlo avvertito di tutte le difficoltà del caso. Entusiasta, il giovane non li ascoltò nemmeno fino in fondo, intento a raccogliere un corposo mazzo di rododendro per omaggiare la principessa lunare.

La nuvoletta si staccò delicatamente dal monte e volò rapida in direzione del cielo. Quando arrivarono sulla Luna, gli occhi del Principe furono accecati da tutta quella brillantezza che superava la sua immaginazione. Ogni cosa era bianca! I prati intorno a lui, i fiori, gli animali, le persone, persino il cibo. 

«I terrestri in visita sulla luna sono pochi, altezza — disse uno degli accompagnatori — la luce è troppo forte per i vostri occhi e porta col tempo la cecità.» Il Principe ignorò l’avvertimento, felice di aver realizzato il suo sogno. Stringeva il mazzo di rododendri colorati, il dono per la principessa della Luna che chiese subito di vedere.

Il primo incontrò avvenne un’ora più tardi. Alla vista della figura eterea, il cuore del principe smise di battere per alcuni istanti. La principessa era così bella, le mani erano un continuo tremolio mentre le porgeva il bouquet colorato. Parlarono a lungo della Terra e delle sue meraviglie. Si scoprirono simili più di quanto pensassero, il passo dal conoscimento all’amore folle fu breve. Innamorati persi decisero di sposarsi. Per accontentare il Re, il principe acconsentì di restare a vivere sulla Luna.

Le nozze furono brillanti, come il futuro etereo che sognavano. Dopo un po’ però  il principe cominciò a perdere la vista, proprio come da avvertimento. Presto sarebbe diventato cieco. La principessa decise allora di seguire il suo cuore e propose all’amato di cambiare subito la dimora. 

«Amore mio, trasferiamoci sulla Terra! L’ho sempre amata e finalmente potrò gustarne ogni bellezza come ho sempre desiderato.»

Il Re non fu d’accordo, cosciente dei rischi che correva la sua bambina, ma vederla felice lo convinse a dare loro la sua benedizione. La principessa portò con sé, come ricordo, un mazzo dei fiori lunari, sconosciuti sulla Terra. La felicità nel salire sulla nuvoletta dipinse sul suo volto un sorriso magnifico. 

 

«Scusa,  nonno. Non capisco — interrompe Luna all’improvviso — se era felice di accompagnare il principe, perché parlavi della tristezza all’inizio?»

«Luna, abbi pazienza. Arriverò presto anche a quel dettaglio. Hai finito di bere?» Al vedere la bimba annuire, il nonno sorride e si alza lentamente. «Facciamo una passeggiata prima di andare dalla mamma. Dove eravamo?» 

«La principessa viene sulla Terra.»

 

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Cita

Trento, nel periodo di feste, è piena di turisti da ogni angolo del mondo.

"Turisti provenienti da ogni angolo"

Cita

 Le diverse lingue si accavallano, la piccola gira la testa di continuo sorridendo allegramente. Tutto quel chiasso la diverte, ma anche stanca. 

Non saprei come cambiare la frase. Quel "ma anche stanca" non ha senso, comunque cerchi di rendere la frase suona male. O togli il concetto o trovi un altro modo per dirlo.

Cita

«Attenta a non scottarti! (La principessa illuminata. Dicono sia stata molto bella, ma anche triste fino a quando…»

"Attenta a non scottarti" all'inizio, secondo me, è abbastanza inutile. Lo toglierei, spezza solo il ritmo del dialogo.
"bella, ma anche triste" non mi piace. La bellezza non porta alla felicità, quell'avversativa stride molto anche in una fiaba.

Cita

Il bimbo, seppur docile con la madre, si negava sempre. Non aveva mai voglia.

"seppure docile con la madra" non mi piace. Meglio, "sebbene fosse sempre docile con la madre".
"Si negava sempre" non ha senso. Forse intendevi "si rifiutava"?

Cita

Era l’occasione che aspettava da una seppur giovane vita. Non l’avrebbe sprecato per nulla al mondo.

La "seppure giovane vita" non credo si possa dire. Il concetto è chiaro, ma non credo ci sia nemmeno bisogno di dire che sia giovane. "L'occasione che aspettava da una vita" è più che sufficiente.

 
Ciao Emy :D
La storia mi piace, sono un grande amante di fiabe e favole. Avresti potuto puntare sull'ambientazione per avere un racconto più originale: introducendo all'inizio la città di Trento, avresti potuto inserire descrizioni molto suggestive e creare un clima particolare. Secondo me, le ambientazioni caratteristiche affascinano sempre il lettore.
Dal punto di vista formale c'è qualcosa da rivedere nel ritmo della narrazione (un po' altalenante qua e là), nei dialoghi, nello stile telefonato soprattutto verso la fine. Alcune espressioni e alcune frasi (tra cui quelle che ti ho segnalato) sono da modificare.

Aspetto la seconda parte :flower:

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"Tutto quel chiasso la diverte, ma anche stanca."
Tutto quel chiasso la diverte, ma anche la stanca (?)

"Dopo un bel girovagare tra le bancarelle, i due fanno una sosta nell’unico bar in piazza che ha le sedie ancora fuori. L’uomo ordina una cioccolata calda per la ragazzina e un caffè d’orzo per sé. "
Condizioni climatiche? Trento, feste, bancarelle, immagino sia dicembre, mai stato a dicembre a Trento ma, da buon terrone, immagino ci sia veramente freddo.

"«Tu sai come chiamano le nostre Dolomiti, nonno?» domanda Luna, gli occhi azzurri brillano di curiosità e fantasia."
Ora del giorno? Immagino, non so bene perché che sia pomeriggio, in tal caso all'esterno c'è luce sufficiente a distinguere il colore degli occhi?

" Il vecchio, i capelli corti brizzolati, il viso marcato dalle rughe di saggezza 
...
 I saggi narravano "
la saggezza è comune tra i due soggetti?


"Il primo incontrò "
incontro

" Per accontentare il Re,"
quale? Ve ne sono due iuno terrestre e uno lunare.

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Ciao @Emy Ristovic

avevo già letto questo racconto in passato e mi ero ripromesso di commentarlo quando averi avuto da caricare qualcosa, quindi eccomi qui.

Non sono un amante dei racconti narrati al presente ma è solo una questione di abitudine, credo. Qui, però tu hai giocato molto bene con i tempi narrando al presente il tuo racconto per poterlo differenziare da quello del vecchio che viene raccontato al passato. Personalmente avrei approfondito la parte iniziale in cui nonno e nipote si aggirano per il centro di Trento e concordo con @Bradipone sul fatto che sarebbe interessante se descrivessi l'ambiente e l'ora in cui si svolge la storia. So che non è indispensabile ai fini narrativi ma abbellirebbe molto il racconto.

A quando il seguito?

Modificato da Russotto

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Ciao Emy,

anche se con un po' di ritardo, ecco anche un mio commento al tuo racconto.

Una storia incantevole con una trama lineare. Com’è stato notato, però, la frase "Per accontentare il Re" genera una certa confusione, perché finora si è parlato solo del re della terra.

Non sono molto convinta dell’immagine della "spessa nuvoletta bianca". L’idea dello spessore è in contrasto con il vezzeggiativo. Preferisco la "nuvola lattea sospesa in aria", che crea anche un’atmosfera misteriosa, quindi proseguirei con le immagini su questa scia.

La piccola Luna è descritta con alcuni dettagli che la caratterizzano bene e ispirano tenerezza nel lettore. Del principe conosciamo il grande sogno e la perseveranza che lo spinge a inseguirlo ogni notte. È un peccato non sapere di più della principessa, a parte il fatto che sia genericamente bella e triste.

Negli altri commenti è stata già notata qualche sbavatura sintattica e un paio di refusi. Ti segnalo anche la virgola in "I due omini bianchi e lucenti come l’amica del principe che gli sorrideva da lassù, si avvicinarono al giovane parlando all’unisono." Andrebbe tolta perché è tra soggetto e verbo.

Non sono certa riguardo all’uso delle maiuscole, per esempio per le parole "re", "sole", "montagna".

Ho inoltre notato "al scoprire", mentre avrei detto "allo scoprire". Che ne pensate?

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On 22/1/2017 at 22:39, Bradipone dice:

Tutto quel chiasso la diverte, ma anche la stanca (?)

Volevo evitare di ripetere il pronome. Ho sbagliato. 

 

On 22/1/2017 at 22:39, Bradipone dice:

Trento, feste, bancarelle, immagino sia dicembre, mai stato a dicembre a Trento ma, da buon terrone, immagino ci sia veramente freddo.

Sì, però non ci crederai, ci sono bar dove anche a dicembre puoi sedere fuori. Negli ultimi anni il clima non è così rigido. 

 

On 22/1/2017 at 22:39, Bradipone dice:

Ora del giorno? Immagino, non so bene perché che sia pomeriggio, in tal caso all'esterno c'è luce sufficiente a distinguere il colore degli occhi?

 

Questa è una bella domanda. Ammetto di non averci pensato mentre stavo scrivendo. 

 

On 22/1/2017 at 22:39, Bradipone dice:

Il vecchio, i capelli corti brizzolati, il viso marcato dalle rughe di saggezza 
...
 I saggi narravano "
la saggezza è comune tra i due soggetti?

A dire il vero no. Si ha davvero questa impressione? 

 

On 22/1/2017 at 22:39, Bradipone dice:

Per accontentare il Re,"
quale? Ve ne sono due iuno terrestre e uno lunare.

Quello lunare. Credevo si capisse. 

 

Grazie @Bradipone. Scusami tanto per la risposta tardiva. Nell'ultimo periodo ho frequentato poco il forum, mi è passato di mente di risponderti. 

 

On 13/9/2017 at 15:10, Russotto dice:

A quando il seguito?

Me ne ero scordata completamente. Domani posto il resto. 

 

On 28/11/2017 at 22:25, Artemide dice:

Ho inoltre notato "al scoprire", mentre avrei detto "allo scoprire". Che ne pensate?

Allo scoprire, ho sbagliato io. 

Grazie @Artemide per i suggerimenti. 

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