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La dolce e bella violante


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Commento

 

Giulio De Giorgi era il commissario capo della stazione di Polizia più scalcinata e inoperosa di tutta Italia e forse anche d’Europa.  Continuava a guardare l’orologio in attesa dell’ora in cui avrebbe potuto chiudere la caserma e passare la linea telefonica delle emergenze a quella del paese limitrofo. 

Era stata una giornata noiosa, ma stava finalmente finendo. Squillò il telefono e De Giorgi rispose in maniera svogliata:

- Sì, pronto: sono De Giorgi

Il colore delle sue gote virò dal rosato al rosso intenso nel giro di tre secondi e poi la fronte si imperlò di sudore. Riagganciò snocciolando una decina di pittoresche quanto fantasiose imprecazioni. Prese la giacca, le chiavi della volante e fece cenno al suo sottoposto, tutto preso nella sua occupazione principale: la lettura attenta e approfondita della Gazzetta dello Sport, di seguirlo. Lui si alzò con una lentezza pari a quella di un bradipo in pieno processo digestivo. 

- Preparati Cinini, questa sarà una bega incredibile… chi cazzo me l’ha fatto fare… me lo diceva mia madre di andare a lavorare in posta come mio cugino Luigi…  ma io no, in Polizia ho dovuto entrare: imbecille che sono!

- Che è successo Commissario?

- Un morto carbonizzato all’Hotel Supramonte.

- Intendi il casolare di Violante? Addirittura?

- Già. Mai successo nulla in questo posto del cazzo e adesso sta rogna… 

Arrivarono sul posto nel giro di dieci minuti, erano solo le sei del pomeriggio, ma cominciava a imbrunire.  Carlo Minotri, il Comandante dei Vigili del Fuoco, gli si fece incontro.

- Salve De Giorgi. Siamo riusciti a domare l’incendio. Per fortuna passavo di qui per caso e ho dato subito l’allarme, altrimenti…

- Meno male Minotri. Cosa ha causato l’incendio, lo sai già?

- Non ne sono ancora sicuro, ma credo sia stato un incidente, la vittima stava fumando nel letto, abbiamo trovato parecchi mozziconi.

- Capisco. Posso andare a vedere?

Indossò i calzari e i guanti, salì al piano superiore e si avvicinò al corpo. Una donna con i vestiti e i capelli bruciacchiati era riversa su un materasso annerito dal fumo. La riconobbe nonostante le bruciature: Violante. Tutti la conoscevano in paese. Bellissima come una modella, con un carattere solare e le vedute molto aperte, e non solo quelle… tutti i maschi della città, prima o poi, avevano ricevuto un qualche servizio da lei: persino De Giorgi. Raccolse un mozzicone risparmiato dal fuoco e lo mise in una delle bustine di plastica delle prove. 

- Guarda Cinini, che ti pare?

- Una Winston, le fumavo anch’io prima di smettere. Vizio pericoloso quello del fumo.

- Già. – annuì De Giorgi - decisamente pericoloso.

Finite le pratiche del medico legale e portato via il cadavere, ebbe via libera per ispezionare come si deve la scena del crimine. La camera non era bruciata del tutto, per fortuna. C’era un gran disordine come se qualcuno avesse cercato qualcosa a lungo. Cominciò a cercare anche lui, senza sapere cosa. L’attenzione di De Giorgi fu catturata da una cartelletta annerita dal fumo, il contenuto era sparso sul pavimento: erano delle foto con i contorni deformati e bruciacchiati. Nonostante fossero parzialmente bruciate, si vedeva chiaramente Violante con molti uomini diversi. Erano tutte prese dalla stessa angolazione e non fu difficile capire che erano state scattate da una fotocamera nascosta, probabilmente degli autoscatti. Riconobbe tutti: c’era il sindaco, il direttore della Banca Centrale, il dirigente dell’ufficio postale e, dulcis in fundo, il parroco. Erano tutti in atteggiamenti intimi con la ragazza.

- Cinini, vieni a vedere che ho trovato – tuonò al suo sottoposto – te l’avevo detto che sarebbe stata una rogna!

- Questo vuol dire che non è stato un incidente. Forse stava ricattando uno di questi uomini.

- Ma perché l’assassino ha lasciato qui le foto? Solo un idiota non le avrebbe rimosse dal luogo del delitto. 

-  Solo un idiota si farebbe fotografare senza accorgersene, del resto. 

- Sei sicuro? Guarda un po’…

In fondo al plico c’erano delle foto più piccole che ritraevano altre persone del paese tra cui proprio il buon Cinini intento a ricevere un bel lavoretto dalla vittima.

- Per essere un idiota sei venuto bene in queste foto. Sorvoliamo sul doppio senso. – ridacchiò De Giorgi.

Cinini diventò paonazzo. L’imbarazzo era a un livello tale che si pentì di averlo preso in giro e gli mostrò che non era tutto. In una c’era pure lui, di spalle, a fare un bel servizio alla vittima, lo si riconosceva solo dalla giacca sulla sedia che portava appeso il distintivo e la targhetta col nome.

- Come vedi non sei l’unico idiota della città. Noi siamo uomini single, non siamo ricattabili, ma questi quattro sono tizi influenti e tutti sposati, a parte il parroco. Le loro foto sono più grandi delle altre. Potrebbe essere uno di loro.

- Andiamo in centrale, facciamo il rapporto e domani decideremo come muoverci.

Una volta a casa, non riusciva a togliersi dalla mente la visione di quella povera donna mezza carbonizzata. 

“Sarà un bel casino capire chi è stato, non credo confesseranno da soli. Povera dolce e bella Violante… chi mi scoperò adesso che non c’è più nemmeno lei?”

Pensò stappandosi una birra davanti al frigorifero. “Saranno in molti a piangerla, che imbarazzo e che risate quando mi sono scontrato col Minotri uscendo da quella casa. Ah se quei muri potessero parlare!” Tra mille pensieri e alla quinta birra, cadde praticamente in coma sul divano e si svegliò la mattina successiva. Si fece una doccia, si sbarbò e andò in caserma.

Nel primo pomeriggio arrivò l’esame preliminare del medico legale: dichiarava che la vittima era deceduta per soffocamento, ma prima dello scoppio dell’incendio.

“Dunque è veramente un omicidio. Che Dio ci aiuti!”

Fece convocare i quattro sospettati. Sembravano molto sorpresi e affranti nello scoprire della morte di Violante e tutti restarono parecchio imbarazzati nel vedere le fotografie ritrovate. 

- Che il Signore l’accolga tra le sue braccia – disse il parroco facendosi il segno della croce.

- Mancherebbe solo Lui all’appello, in effetti -  ironizzò De Giorgi, ma nessuno rise: la tensione era altissima.  

Il Sindaco, foto numero tre, dichiarò di essere stato al cinema, da solo. Il farmacista, ritratto nella foto numero uno, dichiarò di essere rimasto a casa con i figli. Il Banchiere, foto numero quattro, disse di essere stato a casa con la moglie. Il parroco invece, intento a leccare un capezzolo nella foto numero cinque, era stato in chiesa a pregare e per controllare il suo alibi avrebbe dovuto scomodare il Padre Eterno, un po’ complicata come opzione.

“Siamo punto e a capo!” disse tra sé De Giorgi. “Deve esserci qualcosa che mi sfugge, ma cosa?” Andò a casa arrovellandosi, setacciando tutte le possibilità. L’immagine della bella Violante che se ne andava tra le volute di fumo, non lo abbandonò per tutta quella tormentata nottata. 

Al rientro in centrale, l’indomani, trovò sulla scrivania il rapporto dei Vigili del Fuoco che definiva l’incendio, accidentale. 

- Cinini! Convoca i sospettati e anche il Comandante Minotri, voglio che assista.

Dopo due ore, erano tutti nella sala interrogatorio.

- Buongiorno signori, perdonate l’attesa, ma ho dovuto fare gli ultimi controlli.

Ognuno di voi aveva la possibilità e i mezzi per commettere l’omicidio e soprattutto il movente. Il parroco si dimenava sulla sedia, il farmacista si mordicchiava le unghie in maniera ossessiva, il sindaco giocherellava con il sigaro spento e il banchiere aveva la faccia tirata in un sorriso forzato.

- Ora ditemi, signori, voi tutti e ahimè pure io, conoscevamo la vittima. Secondo

voi: quante sigarette fumava al giorno la nostra Violante? - Nessuna, Commissario, che io sappia non fumava – disse il farmacista e tutti gli altri confermarono.

- Quindi la teoria dell’incendio accidentale non regge, comandante Minotri.

- Mah, magari qualcuno che era con lei aveva fumato e poi è scappato…

- Sì, probabilmente l’uomo ritratto nella foto numero due. Manca solo quella, sono tutte numerate, io sono il numero quarantadue, spero non sia una classifica. Qualcuno ha sottratto la foto numero due e ha lasciato le altre per fare incriminare uno  di voi. 

Fissò i sospettati sperando in una qualche reazione rivelatoria, poi proseguì:

- Scusatemi, facciamo cinque minuti di pausa, se non fumo una sigaretta sclero. Minotri, me ne offriresti una?

Il capitano gli porse un pacchetto di Winston blu.

- Interessante. Strana coincidenza. Come il fatto che sei stato il primo a dare l’allarme, e sei l’unico dannato uomo che non è presente su queste foto… possibile che tu non abbia mai frequentato la sua camera dell’Hotel Supramonte? Comunque appena avremo il DNA estratto dai mozziconi avremo la conferma.

Il Comandante restò impietrito per un attimo e poi cercò di scappare, ma Cinini lo attendeva dietro l’uscio con le manette in mano. Il Commissario De Giorgi sorrise compiaciuto, aveva risolto il caso in tempi da record,  guardò i quattro sbigottiti ospiti e disse:

- Voi altri potete anche andare, il caso è chiuso.   

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Ciao @Mari! Un giallo interessante, che ruota intorno a una bella donna morta in un incendio. Un incidente o un delitto? Il plot è semplice e si segue con facilità. Il classico giallo, scritto bene come al tuo solito, con i giusti indizi da seguire che portano dritto al colpevole. Ho apprezzato i personaggi, delineati bene, specie il Commissario De Giorgi, un tipo con la giusta ironia, come piace a me.  Ricordo la traccia da quale è nata la storia, sfruttata al massimo, come il personaggio femminile che n'è venuto fuori. Il ritmo della narrazione è forse un po' troppo veloce, ma delineare  un giallo in poco spazio non è facile e tu sei stata proprio brava. Complimenti! Solo due piccole osservazioni, da prendere con le pinze:

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Andò a casa arrovellandosi, setacciando tutte le possibilità.

Cercherei di evitare due gerundi ravvicinati, magari riscrivendo così: Andò a casa arrovellandosi. Setacciò tutte le possibilità senza trovare una risposta. Qualcosa di questo tipo. 

 

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

La camera non era bruciata del tutto, per fortuna. C’era un gran disordine come se qualcuno avesse cercato qualcosa a lungo. Cominciò a cercare anche lui, senza sapere cosa. 

Metterei: Per fortuna la camera non era bruciata del tutto. Mi suona meglio. 

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Cita

Prese la giacca, le chiavi della volante e fece cenno al suo sottoposto, tutto preso nella sua occupazione principale: la lettura attenta e approfondita della Gazzetta dello Sport, di seguirlo.

Questo inciso lo metterei tra i trattini.

Cita

Lui si alzò con una lentezza pari a quella di un bradipo in pieno processo digestivo. 

"La" al posto di "una" suona meglio.

Cita

- Non ne sono ancora sicuro, ma credo sia stato un incidente, la vittima stava fumando nel letto, abbiamo trovato parecchi mozziconi.

Non me ne intendo, ma davvero si può morire così? Le sigarette possono sicuramente appiccare un incendio in un bosco o su un prato, ma in casa è la stessa cosa?

Cita

Finite le pratiche del medico legale e portato via il cadavere,

Così sembra che tu stia parlando dei documenti. Magari è quello che intendi, ma non so se si compilino sul posto, in tal caso.

Cita

Cinini diventò paonazzo. L’imbarazzo era a un livello tale che si pentì di averlo preso in giro e gli mostrò che non era tutto.

"L'imbarazzo era a un livello tale che De Giorgi si pentì..."

Nella seconda frase non hai cambiato soggetto.

Cita

Il parroco invece, intento a leccare un capezzolo nella foto numero cinque, era stato in chiesa a pregare e per controllare il suo alibi avrebbe dovuto scomodare il Padre Eterno, un po’ complicata come opzione.

"E per controllare il suo alibi De Giorgi avrebbe dovuto scomodare..."

Anche qui hai dimenticato di cambiare il soggetto.

Cita

Al rientro in centrale, l’indomani, trovò sulla scrivania il rapporto dei Vigili del Fuoco che definiva l’incendio, accidentale. 

Niente virgola tra "incendio" e "accidentale".

 

Ciao Mari! :D
Non sono un esperto di gialli, spero di non dire castronerie. Alla fine della lettura, mi sono rimasti dei dubbi. La dinamica dell'omicidio non è chiarissima, secondo me: non si capisce bene se sia accidentale o no, né quale sia il movente (o meglio, si possono intuire le informazione, ma perché proprio lui e come?). Non ho capito bene nemmeno come abbia fatto De Giorgi a intuire che Minotri fosse il colpevole. Le ipotesi sono due: o ha avuto un intuizione o lo ha scoperto per caso. Nella prima ipotesi, il processo logico con cui arriva al risultato non è nemmeno accennato; nei pochi gialli che ho letto c'è perlomeno qualche indizio, se non l'intero ragionamento, che aiuta. La seconda ipotesi, invece, non credo dovrebbe essere presa mai in considerazione in un giallo, in cui il protagonista sono il detective e le sue abilità; è lecito che la fortuna dia una mano, ma non può fare tutto il lavoro sporco da sola.
La parte finale risente tanto di queste mancanze, purtroppo. È come se il testo alla fine perdesse la sua organizzazione e si facesse più confuso. La scrittura però, in generale, è molto piacevole, come al solito, e gli elementi comici sono molto efficaci e ben dosati. Costruire un giallo in così pochi caratteri è difficile, l'unico vero difetto del racconto è che avrebbe bisogno di un po' più di spazio per essere completo. Così hai un bel racconto, scritto bene e divertente, ma potrebbe essere un ottimo racconto, se lo ampliassi quanto basta.

A rileggerci :flower:

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@Emy Ristovic grazie per il commento e per le segnalazioni, vado subito a sistemare. :love:

@Gigiskan grazie anche a te per la lettura e le correzioni, vediamo se riesco a spiegare qualche punto che, evidentemente, non ho descritto bene nel racconto.

On ‎05‎/‎01‎/‎2017 at 19:36, Gigiskan dice:

La dinamica dell'omicidio non è chiarissima, secondo me: non si capisce bene se sia accidentale o no,

Pensavo che il rapporto del medico legale avesse chiarito il tuo dubbio: era morta prima che scoppiasse l'incendio, quindi l'incendio è stato appiccato per nascondere l'omicidio, ma avrei dovuto spiegare meglio questo punto, avrei potuto dire che era stata tipo strangolata, sarebbe probabilmente stato più chiaro.

 

On ‎05‎/‎01‎/‎2017 at 19:36, Gigiskan dice:

Non ho capito bene nemmeno come abbia fatto De Giorgi a intuire che Minotri fosse il colpevole. Le ipotesi sono due: o ha avuto un intuizione o lo ha scoperto per caso.

Il sospetto lo ha avuto non per caso, ma perché, tra tutte le foto trovate, non ce n'era nemmeno una con il comandante dei vigili del fuoco. Mi dirai: mica è detto che frequentasse pure lui Violante, ma lui sapeva benissimo che era così perché ricordava benissimo della volta che si incontrarono sulla porta della sua camera. Inoltre era stato lui a intervenire per primo  sul luogo del delitto "per caso" e fumava le stesse sigarette trovate... insomma qualche coincidenza l'avevo seminata, mi dispiace non siano arrivate.

On ‎05‎/‎01‎/‎2017 at 19:36, Gigiskan dice:

La parte finale risente tanto di queste mancanze, purtroppo. È come se il testo alla fine perdesse la sua organizzazione e si facesse più confuso

Hai perfettamente ragione, ma avevo un tassativo limite di caratteri da non superare e non è facile comprimere una storia che abbia un senso in poco spazio, ci metterò mano.

 

On ‎05‎/‎01‎/‎2017 at 19:36, Gigiskan dice:

Così hai un bel racconto, scritto bene e divertente, ma potrebbe essere un ottimo racconto, se lo ampliassi quanto basta.

Grazie mille Gigis, forse lo farò, ma i gialli non sono proprio il mio forte: era una sfida e ci ho provato. Temo che mettendoci mano potrei anche fare peggio di quanto abbia già fatto.

A leggerci presto.

P.S. È un po' che non leggo nulla di tuo, vedi di postare qualcosa :mazza: vanno bene anche i temi di Italiano :asd: 

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  • 3 settimane dopo ...
15 ore fa, Bradipone dice:

Sono il solo a trovare citazioni di De Andrè (hotel supramonte, Boccadirosa)?

Grande @Bradipone ; colto pienamente i riferimenti.  

L'ho scritto nell'ambito del Decathlon delle Olimpiadi Letterarie. La traccia era: scrivere un racconto giallo ispirandosi al titolo o al testo della canzone di Fabrizio De Andrè, Hotel Supraminte. Io ho deciso di fare anche un tributo a Bocca di rosa ed è uscito questo. 

Grazie per la lettura :) 

 

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  • 1 mese dopo...
  • Amministratorə

Ciao Mari!

Un bel racconto piacevole da leggere, dalle venature a tratti comiche e dalle descrizioni in grado si suscitare espressioni e atteggiamenti dei personaggi (vedasi il sorriso forzato del banchiere che mi ha fatto ridere, mi sono immaginato il meme poker face :asd: ) La trama non da cedimenti, è veloce, essenziale, dà ogni informazione e non ne dà in più. Hai costruito una bella reputazione alla povera Violante con il suo giro di visite :asd:  Mi sono piaciuti i dialoghi, sono in attinenza come stile con il testo, nel senso del parlato.

Non ho molto da segnalarti, forse il finale era un po' affrettato ma non puoi farci molto :)

Alcune segnalazioni:

Cita

 Prese la giacca, le chiavi della volante e fece cenno al suo sottoposto, tutto preso nella sua occupazione principale: la lettura attenta e approfondita della Gazzetta dello Sport, di seguirlo.

Non so se i due punti si possano mettere in quella posizione :sgrat:

Cita

 

- Che il Signore l’accolga tra le sue braccia – disse il parroco facendosi il segno della croce.

- Mancherebbe solo Lui all’appello, in effetti -  ironizzò De Giorgi, ma nessuno rise: la tensione era altissima.  

 

oddio no xDDDD

Cita

 

- Ora ditemi, signori, voi tutti e ahimè pure io, conoscevamo la vittima. Secondo

voi: quante sigarette fumava al giorno la nostra Violante? - Nessuna, Commissario, che io sappia non fumava – disse il farmacista e tutti gli altri confermarono.

 

qui c'è un accavallamento di dialoghi

 

Alla prossima :la:

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  • 3 settimane dopo ...
On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Continuava a guardare l’orologio in attesa dell’ora in cui avrebbe potuto chiudere la caserma e passare la linea telefonica delle emergenze a quella del paese limitrofo. 

Io direi: "ai colleghi del paese vicino".

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Era stata una giornata noiosa, ma stava finalmente finendo. Squillò il telefono e De Giorgi rispose in maniera svogliata:

Queste frasi messe così sembrano un po' discontinue. Poteva starci meglio dire che lo squillo del telefono interruppe la noiosa attesa del capitano.

 

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Erano tutte prese dalla stessa angolazione e non fu difficile capire che erano state scattate da una fotocamera nascosta

e non gli fu difficile

 

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Cinini diventò paonazzo. L’imbarazzo era a un livello tale che si pentì di averlo preso in giro e gli mostrò che non era tutto.

Qui cambia il soggetto del racconto ma non è molto chiaro, lo specificherei.

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

chi mi scoperò adesso che non c’è più nemmeno lei?”

Pensò stappandosi una birra davanti al frigorifero.

Io non sono uno di quelli che insistono sul fatto di mettere i pensieri in corsivo, soprattutto se a fine frase lo specifica chiaramente la voce narrante, però non sarei andato a capo creando lo stacco tipico di quando si cambia argomento.

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Il parroco invece, intento a leccare un capezzolo nella foto numero cinque, era stato in chiesa a pregare e per controllare il suo alibi avrebbe dovuto scomodare il Padre Eterno, un po’ complicata come opzione.

Detta così, sembra che il parroco deve controllare il proprio alibi.

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

non lo abbandonò per tutta quella tormentata nottata.

meglio: lo assillò per tutta quella tormentata notte.

 

Ricordo di aver letto questo raconto quando lo presentasti alle OL, se non ricordo male il finale era diverso. Ora è molto meglio.

Il racconto è bello, la narrazione procee un po' a singhiozzo ma questo credo sia dovuto al fatto che l'hai scritto per un concorso (con tutte le magagne che ne seguono); una storia tipicamente italiana narrata con lo stile del racconto verbale che alleggerisce la lettura. Non so se vorrai mai ritoccarlo ma, secondo me, puoi riprovarci con questo genere.

Ciao.

Salvatore

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  • 5 mesi dopo...
On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Giulio De Giorgi era il commissario capo della stazione di Polizia più scalcinata e inoperosa di tutta Italia e forse anche d’Europa.  Continuava a guardare l’orologio in attesa dell’ora in cui avrebbe potuto chiudere la caserma e passare la linea telefonica delle emergenze a quella del paese limitrofo.

Dalle indicazioni che dai mi viene da pensare che il racconto sia ambientato in un paese dove, che io sappia, non opera la Polizia ma i Carabinieri.

 

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Finite le pratiche del medico legale e portato via il cadavere, ebbe via libera per ispezionare come si deve la scena del crimine.

I tecnici del RIS erano in vacanza premio?:glasses:

 

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

- Ma perché l’assassino ha lasciato qui le foto? Solo un idiota non le avrebbe rimosse dal luogo del delitto. 

Questo De Giorgi mi lascia perplessa. Perché mai l'assassino avrebbe dovuto rimuovere le foto? Bastava far sparire solo la sua. A questa conclusione ci arriva in seguito ma mi pare un po' lento.

 

On 2/1/2017 at 11:13, Mari dice:

Comunque appena avremo il DNA estratto dai mozziconi avremo la conferma.

Si parla di DNA e le foto non sono digitali? Non saprei. Magari è possibile ma una controllata alle date la farei. 

 

Divertente. Mi prenderei più spazio ma per mia abitudine e scarsa capacità di sintesi.

 

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