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Il pescatore


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commento

 

IL PESCATORE

Gonfie di buone

brezze, le vele

fendono tra pesci

incolori le spume del mare.

Presso rive

incerte scalfite da mari

diversi, si sperde

l’ultimo lembo di terra,

sbuffi di vento,

e lieve il tremolare

dell’onde, mentre intorno si scorge

su sabbie lisce il solco lasciato

dalle ruote d’un carro diretto

al mercato.  Non poco lontano,

s’apre l’estuario

salmastro, ignoto

al riflesso del faro.

Dorme il cane

sul pietrisco, e intorno a corolle

di petali spoglie

vagano lucciole

come ceneri d’astri

nell’aria.

Per strada svolazza

l’ultimo giornale, dove

si fermava un tempo

un carretto da vino,

dove sta oggi

l’ingresso al parcheggio

di un abitato,

e poco più avanti

un centro commerciale.

 

Il pescatore,

per non disperdere

pensieri tra le alghe,

tira le reti.

Il tonno sbatte la coda,

piano, a sussulti,

poi non più. La morte non muta.

Un ricordo lo scuote,

gli ha insegnato tanto

il mare. Quando a riva il padre

scendeva, bagnandosi il viso,

il sale gli bruciava gli occhi,

ma diceva sempre che quello

era il fuoco del mare,

e che non l’avrebbe spento.

In grosse ceste raccoglieva il pesce

e, mettendole in spalla,

le portava cantando

fino alla Vucciria.

Lo barattava con ceste di pane

o latte e biscotti e a volte

piccoli giochi

che al figlio donava.

Aspettando la cena,

fumava una cicca, in piedi,

davanti alla finestra,

e, attorcigliandosi i baffi,

si fermava a guardare il fabbro

di fronte forgiare il ferro

sotto gli ultimi colpi

di martello. 

 

Adesso, il pescatore

è seduto, con in mano

un cavo d’ormeggio,

sulla banchina.

Rimane adagiato

sulla barca, il cuore. Le mani,

aggrinzite, legano

le funi alla terra.

Lo ha reso quest’uomo,

un’onda strappata

alla corrente.  Gli piace pensarlo.

Non c’è più stanchezza,

non l’ombra d’un altro

che dissipa la memoria.

Aspetta altro silenzio, e dentro

vuol solo sentire

che il ricordo non ha nulla

a che fare col ricordare.

Modificato da Gigiskan
Formattazione sistemata
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  • Mari locked this topic

Ciao Pietro.

Anche in questo caso, sono  stata costretta a chiudere  la discussione.

Ti invito a leggere attentamente il regolamento per poter postare le tue poesie e quant'altro vorrai postare.

Grazie

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Una poesia molto intensa.

Rieccomi a esprimere un indegno commento. Per me le poesie sono come i quadri, talvolta mi colpiscono talvolta no. Non saprei dire perché e, probabilmente, non so dire se un'opera è meglio di un'altra.

Quello che so è che, fin'ora, mi hai emozionato. Il bello delle poesie, a parer mio, è la capacità di creare immagini, trasmettere emozioni o far nascere pensieri attraverso le parole. Inutile dire che quando scrivo cerco di fare lo stesso ma vengo aiutato dai dialoghi, da parti di racconto più didascaliche, dalle tecniche narrative che, se da una parte aiutano a rendere meglio un'immagine, una scena o un evento, dall'altra rendono meno intenso il risultato.

Forse è questo che rende bella una poesia, quando con poche parole si riesce ad esprimere molto.

Ecco, tutta questa elucubrazione è l'effetto che ha avuto su di me la lettura della tua poesia che, se ho capito bene, è un omaggio ad un mestiere che nel tempo non è cambiato e, forse, ad una persona che questo mestiere lo ha fatto o lo fa ancora.

On 18/12/2016 at 12:22, Pietro dice:

Quando a riva il padre

scendeva, bagnandosi il viso,

il sale gli bruciava gli occhi,

ma diceva sempre che quello

era il fuoco del mare,

e che non l’avrebbe spento.

In questo passaggio mi sembra che la scrittura prenda un ritmo più veloce e in leggero disaccordo con il resto del testo. Per il resto mi è piaciuto tutto moltissimo.

Complimenti.

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Ciao Pietro :D

Innanzitutto, ho sistemato la formattazione del testo. Per sistemarla tu basta che usi il tasto con la T in alto a sinistra quando posti il testo (ricorda però che scompaiono eventuali grassetti e corsivi), in alternativa puoi scrivere utilizzando il carattere Libre Baskerville dimensione 10,5. Ti rimando alla discussione ufficiale in Info Point.

Scusa se arrivo a commentarti solo ora, ma non me ne intendo particolarmente di poesia.
La tua comunque mi è piaciuta. Alcune immagini sono suggestive e coinvolgenti, mi hanno colpito molto l'inizio, ma soprattutto la fine. Sin da subito mi è sembrato di calare in una dimensione atemporale, in un'ambientazione che sapeva di antico, quasi primordiale. La figura del pescatore è intrisa di un certo fascino, come se fosse una figura mitologica, lontano dallo spazio e dal tempo a noi familiari. A tal proposito, mi sembra di notare che ci sia una contrapposizione piuttosto netta tra la modernità e il passato, soprattutto nel passo in cui citi il parcheggio e il centro commerciale.

Non posso dirti nulla per quanto riguarda la forma o la metrica, perché non ne so assolutamente nulla. Alcune scelte sintattiche però, a pelle. non mi hanno convinto. Alcune inversione tra soggetto e predicato risultano artificiose più che poetiche e alcune virgole mi sembrano fuori luogo.

Cita

Dorme il cane

sul pietrisco, e intorno a corolle

di petali spoglie

vagano lucciole

come ceneri d’astri

nell’aria.

Le lucciole sono in estate, ma i fiori senza petali richiamano l'autunno. Ho frainteso qualcosa?
L'immagine delle lucciole come cenere d'astri mi piace davvero molto, comunque.

Cita

Quando a riva il padre

scendeva, bagnandosi il viso,

il sale gli bruciava gli occhi,

ma diceva sempre che quello

era il fuoco del mare,

e che non l’avrebbe spento.

Molto bella anche quest'immagine.


Leggerò al più presto anche l'altra poesia che hai postato, sperando di non sparare troppe cavolate anche di lì. Alla prossima :flower:

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  • 2 settimane dopo ...

Ciao. Ti ringrazio per i preziosi suggerimenti di cui cercherò di fare buon uso. Sulle inversioni di alcuni elementi lessicali  sto ancora lavorando a livello testuale. Si, è vero, il testo va ancora limato.

Per quanto riguarda la nota sulle corolle sfiorite, in realtà il riferimento è a una specie di fiori che popolano anche le coste marine: il cistus, la cui fioritura si rinnova continuamente sino a estate inoltrata. Ma il riferimento andrebbe esplicitato. Dovrò ingegnarmi meglio!

Grazie mille per tutto!

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