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Eudes

La vita in un'app

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Commento: 

 

 

·Congratulazioni! Lei è appena entrato in possesso dello Smartphone Last Generation modello 2044 B prodotto dalla Cippa-Lippa Creation, azienda all'avanguardia nell'integrazione delle più sofisticate tecnologie su cellulare. Sperimenti subito le sue funzioni! Usare Last Generation 2044 B è facilissimo.  Non per caso il nostro motto è “Tu pensalo...e noi ti renderemo in grado di farlo”. Perché ciò sia possibile non le chiediamo altro che accettare la connessione del suo cervello alla nostra rete.

            Connettere il suo cervello alle rete wi-fi Cippa-Lippa Creation?

 

Sul display apparvero i canonici tasti “Accetta” o “Rifiuta”. Daniel esitò, prima di ricordarsi che aveva fatto un mutuo di 36 mesi per permettersi quell'apparecchio. 23 anni, single, magro, occhi castani e capelli ricci, viveva con coinquilini che mal sopportava in uno squallido appartamento di periferia. Il suo lavoro, operatore ecologico, gli piaceva ancor meno: lo avevano assegnato al turno notturno, otto ore in piedi aggrappato alla parte posteriore di un maleodorante camion pieno di spazzatura,  fermandosi ogni cinquanta metri per caricare e scaricare bidoni stracolmi di nefandezze umane. Ma come recitavano i poster pubblicitari della Cippa-Lippa “Un'altra vita è possibile. E noi siamo in grado di offrirtela”. Era stato questo slogan, oltre all'invidia che aveva provato sentendo gli elogi degli amici alle prestazioni del Last Generation, a convincerlo a fare un mutuo agevolato di 36 rate mensili, pur di permettersi l'apparecchio. Ormai lo aveva acquistato, ce l'aveva tra le mani, e non aveva alcun senso non utilizzarlo al massimo delle sue prestazioni. Si convinse quindi a premere su “Accetta”

 

·Connessione in corso...attendere prego

 

Guardò, con un misto di curiosità ed apprensione, la scritta sul display, finché non senti una voce dal suono metallico infilarsi nel cervello.

 

·Connessione completata! Ora Last Generation 2044 B è in grado di leggerle l'inconscio e i pensieri, nonché guidarla in quelli altrui, al fine di migliorare le vostre prestazioni in molteplici attività, come sedurre, cucinare, guidare, negli sport e tanto altro ancora. D'ora in poi per ogni decisione presa la Cippa-Lippa Creation le assegnerà punti bonus. Più le sue azioni si avvicineranno ai suggerimenti del nostro software, maggiore sarà il punteggio ottenuto. I bonus daranno diritto a sconti sul traffico telefonico, viaggi all'estero gratuiti e numerose altre vantaggiose offerte promozionali. C'è la possibilità che, di tanto in tanto, nella sua testa risuonino anche consigli per gli acquisti,  della durata di dieci secondi. Per ogni spot ricevuto, guadagnerà un punto bonus

 

“Oddio, è possibile cancellare i messaggi promozionali?” pensò Daniel

 

·Pubblicità fastidiosa? Spam? Posta indesiderata? Scarica Clean & Clean, l'app che ti libera la mente! (grazie a questo messaggio hai appena guadagnato un punto bonus)

 

“Tutto quel che vuoi, purché non ne arrivino altri” implorò Daniel

 

·Caricamento dell'applicazione Clean & Clean in corso. Installazione di Clean & Clean. Installazione eseguita. Funzione anti-banner eseguita. La sua testa è ora libera da qualunque forma pubblicitaria.

 

Meno male, penso Daniel. Ma non fece in tempo a pensarlo quando nella sua testa risuonò un - bip! ad avvertire l'arrivo di un nuovo messaggio.

 

“Che c'è ancora?” pensò quasi disperato, non aveva fatto in tempo ad accettare la connessione che la sua mente era stata subissata di nuovi messaggi.

·Elena, 22 anni, studentessa, mora, cerca principe azzurro, o ragazzo con cui passare bei momenti

 

“E dovrei essere io il suo principe azzurro?” si domandò Daniel

 

·Le tue caratteristiche corrispondono alle sue richieste. Per tutto il resto basterà seguire i consigli dell'app Seduci e Conquista. Scaricare l'app?

 

Ma sì, proviamo pure, e andiamo a conoscere questa Elena, si convinse infine.

Elena non era brutta ma neanche aveva quel fisico da modella che il ragazzo aveva sperato di incontrare. Aveva un viso paffuto, i capelli lisci, fianchi larghi, leggermente in sovrappeso; aveva però occhi dolci e labbra sensuali e carnose, oltre un seno prosperoso.

 

·Forse lei non sarà la donna dei tuoi sogni, ma potresti diventarlo tu dei suoi consigliò l'app.

 

Daniel decise che valeva la pena fare un tentativo, non tanto convinto dalle parole dell'applicazione quanto dal seno prosperoso. Da sempre imbranato nell'approcciare una donna, segui passo passo le istruzioni del Lost Generation per rompere il ghiaccio, mentre, grazie alle proiezioni olografiche con cui lo smartphone poteva cambiare clima e aspetto del paesaggio circostante, circondò Elena di luoghi affascinanti, portandola a Venezia, tra  la cascate del Niagara, o circondandola di fiabeschi giardini fioriti. Col trascorrere dei minuti più Daniel prendeva sicurezza e iniziò ad andare a ruota libera, non sentendo la necessità di ulteriori consigli o rassicurazioni da parte del software, grazie al quale conosceva  bene i gusti di Elena ed era in grado di sfruttarli a proprio vantaggio. Passeggiavamo tra sentieri circondati di rose, magnolie, viole, gigli e tulipani: Daniel sentì l'impulso di cogliere una camelia per metterla tra i capelli di lei, quando avvertì l'ennesimo

 

- bip

 

·Chiedile di sposarla

 

“Ma sei impazzito? L'ho appena incontrata! Che motivo avrei di fare una sciocchezza simile?” chiese mentalmente Daniel a quell'aggeggio che malauguratamente aveva accettato di infilarsi nel cervello.

 

·Chiedile di sposarla! Avrai diritto a 1000 punti bonus

 

“Ma chi se ne frega del bonus! Non ci penso proprio!” si rifiutò il ragazzo.

Non molto dopo numerosi bip consigliarono Daniel di allontanarsi. Il giovane non avrebbe voluto cedere ma il software assicurava che era la stessa ragazza a non volerlo più e che il conflitto di intenzioni creava problemi a entrambi i dispositivi Cippa-Lippa, il suo e quello di Elena. Se non voleva ritrovarsi con un cellulare appena comprato e già danneggiato, era consigliabile allontanarsi. Daniel si convinse, provando un misto di rancore e rabbia nei confronti di Elena. Mentre si allontanava incontrò un altro ragazzo, un tizio alto, biondo, con gli occhi azzurri, con una tavola da surf sottobraccio. Il tizio gli fece un accenno di saluto, quindi sì allontanò, dirigendosi verso il luogo in cui Daniel aveva lasciato Elena. Nervoso e preso dai propri pensieri sulle prime dapprima non badò al surfista, diede peso alla questione solo successivamente, quando notò il paesaggio circostante trasformarsi in una sconfinata spiaggia australiana. Roso di gelosia, non poté fare a meno di fermarsi, restando in disparte a guardare  da lontano quel tizio biondo che cingeva lei sorridente, mentre le insegnava a tenersi in equilibrio su una tavola da surf.

 

“Ma che mi frega!” si disse, cercando di consolarsi , mentre se ne andava “manco mi piaceva!”. Eppure in cuor suo soffriva, come capita a tutti coloro che sono appena stati scaricati. Come se non bastasse, venne anche a piovere. Daniel tentò di modificare il clima grazie alle applicazioni in suo possesso, sfortuna volle che...non c'era più campo. Il Lost Generation non prendeva!

“Cazzo!” gridò, mentre la pioggia nascondeva qualche lacrima. E senza intrusi in testa, gli venne un'intuizione forse più efficace di quelle finora avute dalla tecnologia.

Era tutta una recita.

Elena non voleva davvero sposarsi, stava solo cercando di vivere il suo film. Come una regista, lo aveva chiamato a recitare una parte, licenziandolo appena intuito quanto fosse inadatto ad un ruolo cui non aveva saputo attenersi, non fino in fondo almeno, liquidandolo su due piedi. Curiosamente, anche lui non aveva fatto che recitare, ma senza prendere davvero l'iniziativa, seguendo piuttosto i consigli di un suggeritore informatico. E quando aveva iniziato a fare di testa sua, le cose non erano affatto migliorate, anzi. Avrebbe dovuto attenersi al copione, come da richiesta. Sospirò, quindi estrasse lo smartphone fuori dalla tasca, soffermandosi a guardare sul display il logo della Cippa-Lippa, un lecca-lecca rosso con bastoncino giallo. Un servizio il cui scopo sarebbe aiutarci a vivere, invece non fa altro che insegnare a recitare, migliorando le nostre prestazioni da registi o attori. Ma forse era quello il problema, burattinai e marionette son sempre esistite, e il progresso non ha fatto che aiutarle le une e le altre ognuna nel proprio ruolo. Ma, a vivere, quello bisognava impararlo da soli. Avrebbe voluto buttarlo lì, quel coso, nonostante le trentasei rate del mutuo, eppure, lo sapeva, non ci sarebbe mai riuscito. Nella sua testa, già giravano le parole “è uno strumento utilissimo, devo solo imparare a gestirlo meglio. Comandarlo io, piuttosto che lasciarmene influenzare”. Non gliele aveva suggerite alcun software. Era un'ipocrisia che si stava facendo strada da sola, pur di non confessare esplicitamente a sé stesso che non avrebbe più saputo fare a meno di quell'oggetto. Allo stesso tempo, teneva a bada un tarlo che iniziava a sfiorarlo: quello che hai fatto è pericoloso. Acconsentire ad un'azienda di sapere tutto di te, ti rende manipolabile. Mogio, proseguì nella strada verso casa, pensando ad Elena. Lo aveva cambiato, quell'incontro di poche ore? Si rispose di sì, che da allora in avanti non si sarebbe più fatto condizionare, né da persone che vogliono rifilarti in un ruolo a cui neanche credono, né da chi, uomo, donna o macchina che sia, gli suggerisce di recitarne uno, qualunque fosse. Si sarebbe sforzato di imparare a vivere, vivere davvero.

 

Smise di piovere. La connessione tornò. L'orologio segnava le 22. Daniel chiese al suo gingillo se era possibile creare un tramonto. Il Lost Generation lo accontentò, e Daniel si avviò verso casa sotto un cielo pennellato di rosso, con sfumature porpora, mentre file di alberi sembravano sanguinare. Con questo panorama si avviò verso casa, ma passarono solo pochi minuti e ci ripensò, spegnendo l'apparecchio. Come per magia, scese la notte. Meglio così. In fondo, preferiva la luna. Quella vera.

 

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25 minuti fa, Eudes dice:

Last Generation

attenzione che poi verso la fine ti diventa Lost (con un cambio di significato niente male)

 

25 minuti fa, Eudes dice:

Non per caso

meglio non a caso

26 minuti fa, Eudes dice:

23 anni

 i numeri maiuscoli non esistono  ragione di più per usare lettere

27 minuti fa, Eudes dice:

Il suo lavoro, operatore ecologico, gli piaceva ancor meno: lo avevano assegnato al turno notturno, otto ore in piedi aggrappato alla parte posteriore di un maleodorante camion pieno di spazzatura,  fermandosi ogni cinquanta metri per caricare e scaricare bidoni stracolmi di nefandezze umane.

forse qui metterei la punteggiatura diversamente, altrimenti la struttura della frase risulta  faticosa. Ad esempio un punto al posto dei due punti. Turno notturno ha una rima che eviterei.

Il ruolo di quello che porta via lo scarto altrui emerge con molta crudezza per l'abbondanza di dettagli

 

30 minuti fa, Eudes dice:

Era stato questo slogan, oltre all'invidia che aveva provato sentendo gli elogi degli amici alle prestazioni del Last Generation, a convincerlo a fare un mutuo agevolato di 36 rate mensili, pur di permettersi l'apparecchio. Ormai lo aveva acquistato, ce l'aveva tra le mani, e non aveva alcun senso non utilizzarlo al massimo delle sue prestazioni.

 ripetizione

 

32 minuti fa, Eudes dice:

·Connessione completata! Ora Last Generation 2044 B è in grado di leggerle l'inconscio e i pensieri, nonché guidarla in quelli altrui, al fine di migliorare le vostre prestazioni in molteplici attività, come sedurre, cucinare, guidare, negli sport e tanto altro ancora.

concordanza errata

 

La parte degli scambi tra il povero personaggio e l'app dispotica e invasiva in modo apparentemente banale ma in realtà devastante è resa molto bene a tratti comica senza mai far perdere di vista il lato crudele della vicenda.

Magari  per lo scritto che è scritto pure nel racconto si poteva usare una cosa tipo maiuscoletto, lasciando il corsivo al pensato  e creando  anche con la grafica una differenza visibile dei ruoli.

Per esempio nel pezzo che segue il nome dell'app o il pensato vanno bene in corsivo ma non si distingue dalla parte che nel racconto è lo scritto dell'intelligenza artificiale

38 minuti fa, Eudes dice:

·Le tue caratteristiche corrispondono alle sue richieste. Per tutto il resto basterà seguire i consigli dell'app Seduci e Conquista. Scaricare l'app?

Ma sì, proviamo pure, e andiamo a conoscere questa Elena, si convinse infine.

 magari il maiuscolo è brutto, forse un carattere differente...

 

42 minuti fa, Eudes dice:

oltre un seno prosperoso.

oltre a

 

46 minuti fa, Eudes dice:

Daniel decise che valeva la pena di fare un tentativo, non tanto convinto dalle parole dell'applicazione quanto dal seno prosperoso. Da sempre imbranato nell'approcciare una donna, segui passo passo le istruzioni del Lost Generation per rompere il ghiaccio, mentre, grazie alle proiezioni olografiche con cui lo smartphone poteva cambiare clima e aspetto del paesaggio circostante, circondò Elena di luoghi affascinanti, portandola a Venezia, tra  la cascate del Niagara, o circondandola di fiabeschi giardini fioriti. Col trascorrere dei minuti più Daniel prendeva sicurezza e iniziò ad andare a ruota libera, non sentendo la necessità di ulteriori consigli o rassicurazioni da parte del software, grazie al quale conosceva  bene i gusti di Elena ed era in grado di sfruttarli a proprio vantaggio. Passeggiavamo tra sentieri circondati di rose, magnolie, viole, gigli e tulipani: Daniel sentì l'impulso di cogliere una camelia per metterla tra i capelli di lei, quando avvertì l'ennesimo

ripetizione

48 minuti fa, Eudes dice:

. Se non voleva ritrovarsi con un cellulare appena comprato e già danneggiato, era consigliabile allontanarsi. Daniel si convinse, provando un misto di rancore e rabbia nei confronti di Elena. Mentre si allontanava incontrò un altro ragazzo, un tizio alto, biondo, con gli occhi azzurri, con una tavola da surf sottobraccio. Il tizio gli fece un accenno di saluto, quindi sì allontanò, dirigendosi verso il luogo in cui Daniel aveva lasciato Elena. Nervoso e preso dai propri pensieri sulle prime dapprima non badò al surfista, diede peso alla questione solo successivamente, quando notò il paesaggio circostante trasformarsi in una sconfinata spiaggia australiana. Roso di gelosia, non poté fare a meno di fermarsi, restando in disparte a guardare  da lontano quel tizio biondo che cingeva lei sorridente, mentre le insegnava a tenersi in equilibrio su una tavola da surf.

ripetizioni

 

52 minuti fa, Eudes dice:

fortuna volle che...non c'era più campo

Qui non metterei i puntini, il sospeso non serve . Magari  un congiuntivo è più adatto: che non ci fosse

 

54 minuti fa, Eudes dice:

Come una regista, lo aveva chiamato a recitare una parte, licenziandolo appena intuito quanto fosse inadatto ad un ruolo cui non aveva saputo attenersi, non fino in fondo almeno, liquidandolo su due piedi.

non serve, ripete quanto già detto

56 minuti fa, Eudes dice:

Un servizio il cui scopo sarebbe aiutarci a vivere, invece non fa altro che insegnare a recitare, migliorando le nostre prestazioni da registi o attori.

questa frase è pensata dal protagonista e andrebbe in corsivo o virgolettata

 

1 ora fa, Eudes dice:

Ma forse era quello il problema, burattinai e marionette son sempre esistite, e il progresso non ha fatto che aiutarle le une e le altre ognuna nel proprio ruolo.

concordanza

 

1 ora fa, Eudes dice:

Lo aveva cambiato, quell'incontro di poche ore? Si rispose di sì, che da allora in avanti non si sarebbe più fatto condizionare, né da persone che vogliono rifilarti in un ruolo a cui neanche credono, né da chi, uomo, donna o macchina che sia, gli suggerisce di recitarne uno, qualunque fosse.

concordanza anche qui

 

Mi è piaciuto perché  in un contesto ricco di spunti tragicomici offre  riflessioni sulla libertà di decidere, sul rapporto con le tecnologie, apparentemente amiche ma in realtà disumanizzanti e sul progresso che regala e al tempo stesso toglie possibilità. La chiave umoristica è usata con garbo e permette di viaggiare con leggerezza in risvolti inquietanti.

Complimenti

PS: dovresti scrivere di più!

 

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lo avevano assegnato al turno notturno, otto ore in piedi aggrappato alla parte posteriore di un maleodorante camion pieno di spazzatura,  fermandosi ogni cinquanta metri per caricare e scaricare bidoni stracolmi di nefandezze umane.

Il gerundio qui non ci sta. Magari meglio un semplice "doveva fermarsi ogni..."

Cita

Forse lei non sarà la donna dei tuoi sogni, ma potresti diventarlo tu dei suoi consigliò l'app.

Espressione infelice, proverei a riformulare in un altro modo.

Cita

Col trascorrere dei minuti più Daniel prendeva sicurezza e iniziò ad andare a ruota libera,

 

Ciao Eudes :::D
Bel racconto, mi è piaciuto! Il taglio umoristico non è esagerato, quindi si riesce bene a rimanere concentrati sul significato di fondo, sull'idea che la tecnologia sia solo un mezzo e che non debba controllare le nostre vite. Un tema sempre attuale, su cui è utile riflettere, anche alla luce di recenti episodi. Fa sempre piacere leggerti anche qua :flower: Alla prossima! :D

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Ciao Eudes :) il titolo mi ha subito attirato, perché rappresenta al meglio poi il contenuto del racconto. La lettura del testo è piacevole e scorrevole, a me piace l'utilizzo dei corsivi per identificare i pensieri e i messaggi del telefono. Il racconto è uno piccolo squarcio sulla società moderna, una critica sociale e io apprezzo tantissimo i racconti che sanno rappresentare questo sistema. Durante il racconto si sente che il protagonista è quasi "costretto" dalla stessa società che lo circonda a comprare persino a rate questo smartphone di ultima generazione che poi alla fine così magnifico non è. Di questo il protagonista sembra essersene accorto quasi appena lo ha acquistato. Ciò che mi piace del racconto che nonostante nasconda un tema che potrebbe essere considerato melodrammatico e tragico nella sua realtà d'essere si mantiene comunque umoristico e non pesante ne in fine troppo critico, mettendo semplicemente davanti al lettore ciò che succede e ciò che subisce il ragazzo una volta entrato a contatto con questa tecnologia invasiva. Infine, l'ultima frase mi ha davvero conquistato

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Come per magia, scese la notte. Meglio così. In fondo, preferiva la luna. Quella vera.

perché racchiude in poche parole tutto il senso del racconto. Che dire complimenti...alla prossima :D 

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On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

finché non senti

sentì

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Col trascorrere dei minuti più Daniel prendeva sicurezza e iniziò ad andare a ruota libera, 

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Passeggiavamo tra sentieri circondati di rose,

sei passato alla prima personale plurale

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Non molto dopo numerosi bip consigliarono Daniel di allontanarsi.

non mi piace questa espressione e comunque metterei una virgola prima di numerosi

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Se non voleva ritrovarsi con un cellulare appena comprato e già danneggiato

toglierei la e

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

allontanarsi. Daniel si convinse, provando un misto di rancore e rabbia nei confronti di Elena. Mentre si allontanava incontrò un altro ragazzo, un tizio alto, biondo, con gli occhi azzurri, con una tavola da surf sottobraccio. Il tizio gli fece un accenno di saluto, quindi sì allontanò,

 

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Nervoso e preso dai propri pensieri sulle prime dapprima non badò al surfista,

o sulle prime o dapprima

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

sfortuna volle che...non c'era più campo.

niente puntini

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

si avviò verso casa sotto un cielo pennellato di rosso, con sfumature porpora, mentre file di alberi sembravano sanguinare. Con questo panorama si avviò verso casa

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Come per magia, scese la notte. Meglio così. In fondo, preferiva la luna. Quella vera.

Finale stupendo

 

Complimenti Eudes, mi è piaciuto davvero tanto. C'è tanta verità dietro questo racconto (chi può negare che stiamo diventando schiavi della tecnologia) una cosa sicuramente non bella, ma che tu hai saputo raccontare in modo semplice e divertente.

Rispetto ad altri tuoi racconti, l'ho trovato molto più curato e meno macchinoso, anzi, scorre che è un piacere leggerlo. 

Forse te l'ho già detto in altri luoghi, ma dovresti davvero mettere da parte la tua pigrizia e prendere in mano la penna (o la tastiera)

Alla prossima :wink:

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@Violaliena Il cambio di significato da Last a Lost, mi piace, magari aggiungo che era il nomignolo affibbiato allo smartphone dalla concorrenza o dai detrattori (o da chi non poteva permetterselo

@Gigiskan è un racconto di 3 anni fa, mi fa piacere che, nonostante tutto, i suoi temi vengono ancora considerati attuali. 

@Halina Hai detto che il racconto "nonostante nasconda un tema che potrebbe essere considerato melodrammatico e tragico nella sua realtà d'essere si mantiene comunque umoristico e non pesante né in fine troppo critico, mettendo semplicemente davanti al lettore ciò che succede". Forse è un mio limite - io non riesco ad essere troppo critico nei confronti di niente - però la penso come quelli che dicono che "la letteratura deve insinuare domande, non dare risposte" mentre il mantenersi critici nei confronti di chicchessia è già una sorta di risposta. Poi ovvio che i miei racconti non siano letteratura...però insomma, finché si scrive penso sia giusto illudersi di procedere in quella direzione

@lean Il finale in realtà non è il vero finale. Nella versione originale, avevo dedicato la chiusura ai pensieri di Elena, ma non mi andava di dividere il racconto in due parti per pubblicarlo, così mi son limitato a tagliarla.

Grazie a tutti per complimenti e consigli.

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Ciao @Eudes, buona l'idea del racconto. La prima parte funziona bene, ha un buon ritmo, invece non mi piace molto la seconda parte dove spieghi i pensieri di Daniel. La spiegazione messa così è un po' forzata, perde mordente. Potresti renderla in modo più vivace trasformandola magari in una sorta di dialogo interiore. Sembra quasi che a metà racconto tu ti sia stancato di scrivere abbia deciso di concluderlo in fretta. Forse stavi esaurendo i caratteri, ma avresti potuto tagliare qualcosa sopra e mantenere maggiore uniformità. L'idea è interessante e merita di essere sviluppata. Mi ha ricordato Gli antimercanti dello spazio di Frederik Pohl, un libro tristemente predittivo sull'invadenza della pubblicità nella vita delle persone.

Alcuni appunti sulla forma.

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

turno notturno

è un po' cacofonico.

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

al fine di migliorare le vostre prestazioni in molteplici attività, come sedurre, cucinare, guidare, negli sport e tanto altro ancora.

migliorare le vostre prestazioni in molteplici attività, negli sport, nel divertimento, nelle relazioni e tanto altro ancora.  Passare da, "come sedurre, cucinare, guidare" a "negli sport" suona male.

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Col trascorrere dei minuti più Daniel prendeva sicurezza e iniziò ad andare a ruota libera, non sentendo la necessità di ulteriori consigli o rassicurazioni da parte del software, grazie al quale conosceva  bene i gusti di Elena ed era in grado di sfruttarli a proprio vantaggio.

Qui c'è qualcosa che non va. Più Daniel prendeva sicurezza e più andava a ruota libera, senza i consigli del software...

 

On 2/10/2016 at 23:28, Eudes dice:

Non molto dopo numerosi bip consigliarono Daniel di allontanarsi.

Manca una virgola. Non molto dopo, numerosi bip...

Ci sono un po' di cose da aggiustare, ma sono convinto che ti varrebbe la pena rivederlo perché l'idea è bella e sviluppata bene, con qualche aggiustamento puoi renderlo un ottimo racconto distopico.

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On ‎02‎/‎10‎/‎2016 at 23:28, Eudes dice:

Mogio, proseguì nella strada verso casa, pensando ad Elena. Lo aveva cambiato, quell'incontro di poche ore? Si rispose di sì, che da allora in avanti non si sarebbe più fatto condizionare, né da persone che vogliono rifilarti in un ruolo a cui neanche credono, né da chi, uomo, donna o macchina che sia, gli suggerisce di recitarne uno, qualunque fosse. Si sarebbe sforzato di imparare a vivere, vivere davvero.

Sarebbe stato super-divertente se qui avessi fatto spuntare un "bing! Punto bonus", in modo da far sospettare che il protagonista avesse appena fatto una decisione che tutto sommato era stata controllata dal programma. Così, se volevi metterci un tocco un po' inquietante! Ma quelli sono una fissa mia xD Il tuo finale, un po' nostalgico, un po' con una morale, è anche più bello.
Mi piace il discorso che hai fatto alla fine: l'ho trovato davvero sensato. Siamo tutti un po' marionette e un po' burattini.
Incredibilmente inquietante l'idea del cervello trasformato in software, con tanto di applicazioni anti-spam. Vicina al punto giusto alla realtà per fare venire i brividi al lettore :D

Trovo però che il testo sia un pelo disorganizzato. Ha davvero un sacco di premesse per diventare un bel racconto, ma ha anche parecchi refusi e secondo me è strutturato un po' "secondo l'ispirazione", quando con un secondo controllo magari avresti potuto dargli una struttura più coerente dall'inizio alla fine.
Una cosa non mi è chiara: i proiettore da dove proietta le immagini? Dal cellulare?

Ad ogni modo, è stato un racconto che mi ha davvero appassionata. Sarebbe bello leggere un libro su una realtà del genere!

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@libero: il racconto è ispirato a una traccia in cui bisognava descrivere il prima e il dopo di un incontro, senza utilizzare dialoghi tra i protagonisti di quell'incontro. E sì, avevo già sforato con i caratteri, motivo per cui in alcuni episodi della storia mi sembrava necessario sintetizzare.

E anche se in realtà a quel contest poi non ho partecipato e in fondo sarei pur sempre libero di rivedere tutto il brano in totale libertà, a me viene difficile, una volta che ne ho terminato uno, riorganizzare tutta la struttura. In genere mi limito a tagli, aggiunte di frasi, correzione di refusi.

@lizz: idea simpatica, quella che hai proposto, però effettivamente cambia un po' troppo il senso del finale.

Potrei, come faccio più o meno sempre, appellarmi alla pigrizia di ricontrollare tutto per quanto concerne l'abbondanza di refusi, ma temo che la realtà sia più semplice: è proprio ignoranza. Non me ne accorgo, se non quando qualcuno me li segnala.

Nella mia testa l'app non si limita a delle immagini. Crea delle sorte di proiezioni olografiche solide, che si sovrappongono alla realtà circostante. Ma non avendo tempo e modo di spiegarne il funzionamento in un racconto così breve, lascio che ognuno se lo immagini a modo suo.

 

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Ciao @Eudes,

arrivo anche io a commentare (anche se una scritta un po' inquietante mi invita a non farlo).

Ti risparmio refusi vari e correzioni ortografiche che persone più brave di me ti hanno già fatto notare e mi limito a commentare il valore narrativo del testo. Come ben saprai non sono un amante della tecnologia e dell'utilizzo che se ne fa in campo sociale. Non per niente il tuo racconto mi ha subito affascinato.

Se in un primo momento ho pensato che il nome Cippa Lippa fosse frutto di un'ironia un po' gratuita, subito dopo ci ho ripensato perché lo trovo molto realistico ("whatsapp" non mi sembra il frutto di un grande sforzo di fantasia). Ma la cosa che più mi ha colpito è la descrizione del personaggio, resa in maniera molto efficace con pochissime ma men piazzate parole. La spesa folle fatta nella speranza di cambiare la propria vita mi ha fatto pensare alle vittime di certe televendite truffaldine e la divagazione sulla finzione è anch'essa molto realistica. Direi che questo racconto meriterebbe di essere ampliato. Magari come racconto a capitoli.

p.s.: sono d'accordo con @Violaliena, scrivi di più; non privare il mondo del tuo talento.

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Grazie Russotto. Ho postato il racconto anche altrove (seguendo i suggerimenti che mi erano stati fatti notare, ma non tutti) e anche là qualcuno mi ha consigliato di ampliare alcuni degli spunti. E pure di trovare un nome più serio di "Cippa Lippa", ma come hai notato anche tu, i nomi di molte marche reali denotano una certa ironia o quantomeno mancanza di fantasia, quindi forse quel Cippa Lippa non è inopportuno come sembra.

E' un racconto di quasi quattro anni fa e mi fa piacere che, nonostante tutto, mostri ancora qualche segno di riflessione o d'attualità (trattando di tecnologia non era così scontato)

Dubito assai di avere talento, ma grazie  per l'incoraggiamento.

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Guest Gemini

"Burattinai e marionette sono sempre esistito". Questa è la frase che penso condensi il messaggio insito nel tuo racconto. C'è chi muove i fili e chi si lascia muovere. La tecnologia, facendo leva su bisogni indotti e debolezze squisitamente umane, diviene strumento straordinario per attuare questo rapporto di sudditanza. Starà a personaggi come il tuo, individui e non massa, spezzare un simile circolo vizioso e riguadagnare la propria libertà, assieme a un senso di umanità più profondo. Messaggio molto interessante e ben calato nel racconto, anche grazie a uno stile apparentemente scanzonato, in realtà caustico e satirico, ideale per esprimere tutta la dabbenaggine che pervade moltissime persone. Bravo. Buonissimo racconto.

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Guest Gemini

Dimenticavo... Funzionale anche il tratteggio dei personaggi con rapide pennellate significative al posto di lunghe descrizione che nulla avrebbero aggiunto o tolto alla storia.

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