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libero

Una foglia [mup#1]-fuori concorso

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Commento a Veridad

Mashup dei tre prompt: Bosco d'autunno - La chiave - La musa

 

Chiusi gli occhi e inspirai a fondo; il profumo di terra bagnata e foglie marce permeava l’aria. Molecole di acqua si strinsero una all’altra con forza, arricchendosi di sali e tossine; strinsi con forza le palpebre per ricacciare indietro le lacrime, ma una singola goccia scese comunque lungo la guancia fino all’angolo delle labbra.

Riaprii gli occhi; una lama di sole feriva la volta di foglie insanguinate conficcandosi in una pozzanghera qualche passo più avanti lungo il sentiero.

Cacciai le mani in tasca rabbrividendo nonostante la temperatura mite di una giornata autunnale.

Ripresi a camminare trascinando i piedi; un tronco caduto, stremato da anni di guerra, cedeva finalmente all’assalto di funghi e muschio; un uccello cantò lugubre fra i rami, planando verso una roccia lontana.

Il sentiero usciva dal bosco sbucando in un prato ancora verde. Un ruscello gorgogliava precipitando in una valle ammantata di nebbia.

Sedetti su un sasso scaldato dal sole e mi guardai con rabbia le mani che tremavano come quelle di un vecchio. Mi accorsi di piangere solo quando sentii il sapore salato sulla lingua.

Ero finito, lei se n’era andata. Dovevo accettarlo, non sarebbe più tornata. L’avevo inseguita troppo a lungo ed ero sfinito.

Dispiegai i ritagli di giornale sgualciti che tenevo in tasca: “Un esordio straordinario, un successo travolgente.”, “Un talento di prima classe.”, “Un autore geniale, mette d’accordo critici e pubblico.”.

Un colpo di vento me ne strappò alcuni dalle mani, li guardai volare via, fogli ingialliti si riunivano alle loro sorelle nella danza autunnale.

Le date dei giornali mi scavarono dentro l’animo. Le conoscevo a memoria, ma ogni volta acuivano la sofferenza, mi pungevano gli occhi come spilli che cercano la strada per il cervello. Tutti i ritagli risalivano a cinque anni prima.

Aprii le mani e li lasciai volare via. Inspirai a fondo e guardai il cielo, limpido in quel modo particolare che solo l’autunno riesce a creare.

Per troppo tempo avevo inseguito la musa che mi aveva abbandonato. Un esordio travolgente mi aveva illuso; scrivere non era affatto facile come credevo. Dapprima con entusiasmo e poi con fatica crescente avevo inseguito idee e ispirazioni, alla ricerca di un altro libro che sarebbe dovuto diventare la conferma del mio talento. Avevo viaggiato, scavato dentro storie e persone, ma non ne avevo ottenuto nulla; dentro di me era rimasto il vuoto.

Ora dovevo accettare di non essere uno scrittore. Forse lo ero stato, per un breve momento, ma finalmente era finita. Sarei tornato a essere un semplice libraio. Avrei venduto con gioia i libri degli altri, senza più sentire il bruciore di rabbia e vergogna che mi assaliva ogni volta che porgevo un libro a un cliente e guardando il nome sulla copertina immaginavo le lettere scomporsi e ricombinarsi in un bizzarro anagramma per formare il mio nome.

Mi alzai e ripresi a camminare con passo più leggero. Il bosco risuonava di canti che rimbalzavano fra le foglie gialle; mi parve perfino di intravvedere uno scoiattolo indaffarato fra i rami di un nocciolo.

Mi chinai e raccolsi una foglia di quercia; qualche insetto o forse una lumaca ne avevano rosicchiato una parte dandole la forma di una chiave. Mi misi ad osservarla; notai le venature, il colore verde che scolorava nel bruno nelle zone già secche, i lobi tondeggianti. Avrei potuto spendere migliaia di parole per descriverne la forma lievemente arricciata, la consistenza, il profumo. Di colpo l’intera storia di quelle foglia mi investì come se una diga fosse crollata. La vidi risalire nel vento per riattaccarsi ad un ramo, vidi le migliaia di animali che su quella quercia erano passati nel corso degli anni, vidi l’albero rimpicciolire fino a tornare una ghianda. E ancora vidi i bambini e gli uomini che si erano appoggiati al suo tronco, i baci degli amanti che all’ombra delle sue fronde avevano trovato rinfresco, vidi i sorrisi, i litigi e vidi le vite di tutti loro.

Compresi che le storie erano ovunque, compresi che la musa non se n’era mai andata, ma che io stesso l’avevo rinchiusa in un angolo, soffocandola e imprigionandola. E la chiave per liberarla era l’amore per il mondo, per le persone, le cose, per una piccola foglia dalla forma bizzarra.

 

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Bella questa storia autunnale costruita attorno a una piccola grande verità.

In tutte le cose conta essere attenti, ascoltare e sapersi innamorare delle storie che nascono da ogni incontro o dettaglio. Per uno scrittore più che mai.

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Ciao Libero! :::D

Mi dispiace che tu non sia riuscito a partecipare, il tuo racconto merita tantissimo. Sei riuscito a combinare i tre prompt in maniera squisita, senza che nessuna parte risultasse forzata o prevalesse sull'altra, e non era facile, secondo me. Non hai cercato l'effetto sorpresa, non hai voluto sconvolgere il lettore con la "verità rivelatoria", non hai fatto di questo il centro del tuo racconto, e infatti sei riuscito a reggere il gioco fino alla fine.
La storia del tuo scrittore è un po' quella che unisce tutti noi - in ambito scrittevole, noi del forum, ma la creatività è in tutti i campi - e quindi l'immedesimazione è immediata. Con me ha funzionato alla perfezione, sei riuscito a trasmettermi la tristezza all'inizio e a infondermi una grande speranza alla fine.
Sullo stile non ho assolutamente nulla da dire. Lo trovo scorrevole e lineare, alcune immagini sono molto belle e vivide, trovo folgorante l'inizio, e, sotto questo aspetto, hai saputo contenerti e non strafare - era fin troppo facile eccedere con la poesia in un racconto del genere.

Mi è piaciuto davvero davvero tanto. Peccato che non sia in gara.
Meriti comunque dei sentiti complimenti! :D

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Grazie @Violaliena e @Gigiskan.
Non è un problema non essere arrivato a pubblicare in tempo per il concorso. Mi piaceva l'idea di provare a mescolare i prompt e sono contento che il risultato funzioni.

Come dici giustamente il processo creativo vale per qualsiasi tipo di arte, la figura dello scrittore in blocco è un po' abusata, ma mi è venuta quella. :D

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Ciao @libero! Sono molto dispiaciuta di non poterti votare perché il tuo racconto mi è piaciuto davvero tanto. Hai saputo creare una bella storia con un personaggio credibile e di facile immedesimazione. Coraggiosa la scelta di combinare tutti e tre i prompt, portata avanti con precisazione e senza intoppi. Nulla da ridire a proposito dello stile, perfetto, nonostante alcune frasi lunghe che mi hanno tolto il fiato in più riprese. Ottima prova. A rileggerci!

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Grazie @Emy Ristovic. Non preoccuparti per il voto, mi voterai per il Nobel. Ah non è a votazione? Pazienza :D

Sono contento che ti sia piaciuto. Suvvia le frasi non sono poi così lunghe e poi non si possono scrivere sempre frasi di tre parole.

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Semplicemente meraviglioso. Scritto benissimo ricco di emozioni e le descrizioni... mamma mia che emozione leggerle.

Questa è la dimostrazione che non servono colpi di scena e azione a ogni costo: quello che conta è come viene scritto un racconto, il suo significato e la sua capacità di emozionare.

Applauso!

:applausi:

 

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Bello stile, asciutto, come piace a me. Tranne questo periodo, che spezzerei per mantenere l'equilibrio generale

On 26/9/2016 at 22:23, libero dice:

Avrei venduto con gioia i libri degli altri, senza più sentire il bruciore di rabbia e vergogna che mi assaliva ogni volta che porgevo un libro a un cliente e guardando il nome sulla copertina immaginavo le lettere scomporsi e ricombinarsi in un bizzarro anagramma per formare il mio nome.

 

On 26/9/2016 at 22:23, libero dice:

finalmente era finita.

migliorabile...

On 26/9/2016 at 22:23, libero dice:

mi parve perfino di intravvedere uno scoiattolo indaffarato

perché "perfino"? è un'osservazione naturale, nei boschi

On 26/9/2016 at 22:23, libero dice:

ne avevano rosicchiato una parte dandole la forma di una chiave

più che "una parte" forse è meglio "l'avevano rosicchiata"

 

On 26/9/2016 at 22:23, libero dice:

quelle foglia

refuso

On 26/9/2016 at 22:23, libero dice:

compresi che la musa non se n’era mai andata, ma che io stesso

toglierei la virgola

bel racconto sulla sindrome del foglio bianco, allegorico e crepuscolare quanto basta, con un finale ottimista (al prossimo blocco dello scrittore proverò a seguire le tue suggestioni :::D)

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Grazie @karl per il commento.  Forse quella frase è un po' lunga, ma ogni tanto mi piace inserire qualche pezzo di più largo respiro. È vero che non mi convince del tutto però, dovrei provare a riformularla.

 

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2 minuti fa, libero dice:

ogni tanto mi piace inserire qualche pezzo di più largo respiro.

anche a me, anche a me... ma in questo caso la lettura risulta un pochino farraginosa, forse complici i quattro tempi verbali utilizzati (e soprattutto il gerundio :testamuro2:)

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OOOOh che bella :ohh: 

Adoro il finale, quella descrizione al ritroso è fantastica! Mi piacciono ste cose e tu l'hai fatto bene!

Hai descritto in modo molto ampio il paesaggio e le varie cose che ci sono attorno (termine tecnico :asd: ). Molto bello, Bravo!

PS: la prossima volta vedi di spiacciarti che non possiamo perdere ancora ste perle :asdf:

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Ciao @libero,

spero che questa storia non sia stata profetica. I tuoi racconti sono sempre connotati da uno stile poetico ed elegante che invoglia a leggere qualsiasi cosa tu scriva, con la consapevolezza crescente, racconto dopo racconto, che non si resterà delusi.

Il racconto in questione dovrebbero farlo leggere nei corsi di scrittura creativa. E' semplicemente tutto vero. Le trame dei racconti sono racchiuse ovunque, noi dobbiamo solo cercarle e svilupparle. Non serve perdere tempo a inventarsi qualcosa di nuovo per poi finire a raccontare qualcosa che, anche nel più sofisticato dei fantasy, sarebbe comunque riconducibile alle esperienze che ognuno fa prima o poi nella vita reale.

Ho apprezzato molto il ruolo che hai affibiato alla foglia morta con tutto il cambio di direzione del racconto che ne è seguito.

Spero di rileggere presto qualcosa di tuo.

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Grazie @Russotto per il tuo commento.

Forse hai ragione, dovrei postare qualcosa di nuovo, ma è un periodo (piuttosto lungo in verità) in cui non è che stia scrivendo molto.

Magari passeggiando in un bosco mi verrà qualche ispirazione :)

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"Chiusi gli occhi e inspirai a fondo; il profumo di terra bagnata e foglie marce permeava l’aria. "
Perché punto e virgola?
"Molecole di acqua si strinsero una all’altra con forza, arricchendosi di sali e tossine; "
Differenza tra sale e tossina? La prima è una definizione chimica, la seconda biologica. Il cianuro di potassio è un sale ma è velenoso.
"Cacciai le mani in tasca" 
quali tasche? Pantaloni o giacca? 
"un uccello cantò lugubre fra i rami, planando verso una roccia lontana."
Nel bosco vede la roccia lontana?

 "Un ruscello gorgogliava precipitando in una valle ammantata di nebbia.
Sedetti su un sasso scaldato dal sole "
non sono un esperto di nebbia (tanto amata da Umberto Eco) ma il sole è alto (una lama di sole feriva la volta di foglie insanguinate conficcandosi in una pozzanghera qualche passo più avanti lungo il sentiero) e ha scaldato il sasso, la nebbia può persistere?
"Mi accorsi di piangere solo quando sentii il sapore salato sulla lingua."
Si lecca i baffi? Sta con la lingua di fuori come un cane accaldato?

"Inspirai a fondo "
per la seconda volta

"Compresi che le storie erano ovunque, compresi che la musa non se n’era mai andata, ma che io stesso l’avevo rinchiusa in un angolo, soffocandola e imprigionandola. "
Ora che viene l'interessante non mi dici nulla: come e soprattutto perché l'ha imprigionata?

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Ciao @Bradipone, grazie del commento.

È un racconto un po' vecchio per cui ho bisogno di rileggerlo per ricordarmi il perché di certe scelte.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

"Chiusi gli occhi e inspirai a fondo; il profumo di terra bagnata e foglie marce permeava l’aria. "
Perché punto e virgola?

punto e virgola danno un passo lievemente più lento alla frase, segnano una pausa più lunga della virgola, ti danno il tempo di inspirare a fondo e sentire i profumi. Non tutti amano il punto e virgola, alcuni autori l'hanno totalmente abolito. Io trovo che possa essere utile.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

"Molecole di acqua si strinsero una all’altra con forza, arricchendosi di sali e tossine; "
Differenza tra sale e tossina? La prima è una definizione chimica, la seconda biologica. Il cianuro di potassio è un sale ma è velenoso.

Hai ragione, ma la mia frase non è comunque errata. Alcuni sali sono velenosi, ma non sono tossine. Le lacrime contengono (possono contenere) sia sali che tossine.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

"Cacciai le mani in tasca" 
quali tasche? Pantaloni o giacca? 

I dettagli vividi e precisi aiutano sicuramente la visualizzazione, ma non sempre ritengo necessario specificare tutto. Anche il lettore può e deve metterci un po' di fantasia. È irrilevante se si tratta delle tasche dei pantaloni o della giacca, è semplicemente un gesto che, almeno in questo caso, dovrebbe (magari non ci sono riuscito, capita) comunicare chiusura, sconforto, rinuncia.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

"un uccello cantò lugubre fra i rami, planando verso una roccia lontana."
Nel bosco vede la roccia lontana?

Ecco, di boschi me ne intendo abbastanza per cui ti posso confermare con assoluta certezza che ci sono boschi in cui puoi vedere anche rocce discretamente lontane. Nel caso di boschi formati da alberi con chioma molto folta il sottobosco può essere scarso o del tutto assente, per cui negli spazi fra i tronchi si può arrivare a vedere lontano, tutto dipende da quanto sono fitti gli alberi.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

 "Un ruscello gorgogliava precipitando in una valle ammantata di nebbia.
Sedetti su un sasso scaldato dal sole "
non sono un esperto di nebbia (tanto amata da Umberto Eco) ma il sole è alto (una lama di sole feriva la volta di foglie insanguinate conficcandosi in una pozzanghera qualche passo più avanti lungo il sentiero) e ha scaldato il sasso, la nebbia può persistere?

Sì, la nebbia può persistere, soprattutto se la valle di cui si parla è sufficientemente profonda da rimanere in ombra, in questo caso la nebbia si alza proprio quando il terreno comincia a scaldarsi.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

"Mi accorsi di piangere solo quando sentii il sapore salato sulla lingua."
Si lecca i baffi? Sta con la lingua di fuori come un cane accaldato?

 Qui avrei dovuto espandere la descrizione, ricordo anche di averlo fatto in una prima stesura che poi ho tagliato. Magari cercherò la versione precedente e la posterò se riesco a trovarla, ma avevo descritto la lacrima che scivolava fino all'angolo della bocca per venire poi assaggiata con la punta della lingua. Mi pareva però di aver dato anche troppo spazio alle lacrime in questo brevissimo racconto perché avesse senso lasciare questa parte.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

"Inspirai a fondo "
per la seconda volta

A volte capita. Di inspirare a fondo intendo

 

. Reiterare un gesto può avere un significato psicologico o di altro genere. In un racconto, mostrare un personaggio che compie più volte lo stesso gesto non è sempre dovuto ad errore o imperizia, può essere un modo per esprimere qualcosa. Se poi io ci sia riuscito o meno il discorso è un altro, ma l'atto reiterato di inspirare a fondo, in particolare l'aria pura del bosco dovrebbe (anche qui con il condizionale) mostrare la necessità d'aria (psicologica) del protagonista, il desiderio del personaggio di "ripulirsi" interiormente, di ripartire da zero, dall'aria pulita.

On 13/10/2017 at 19:44, Bradipone dice:

Ora che viene l'interessante non mi dici nulla: come e soprattutto perché l'ha imprigionata?

In teoria si dovrebbe immaginarlo da quanto detto nel racconto. la pressione dovuta a un esordio travolgente l'aveva bloccato. La paura di sbagliare, l'obbligo di dimostrarsi all'altezza delle aspettative.

Spero di essere stato esauriente. :)

 

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