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(UvsD-OL16) Tutta colpa della moretti.


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Davide Faresti entrò in casa barcollando. Tolta la giacca, si massaggiò le tempie per lenire il mal di testa dovuto ai festeggiamenti per la vittoria agli ottavi.
Fu subito salutato dai suoi tre doberman.
"Buoni, Buoni. Non ce la faccio a starvi dietro. Datemi tregua almeno oggi…"
Diede da mangiare ai cuccioli e li coccolò. Per lui i cani erano meglio delle persone e li amava più di una donna. Infreddolito e bagnato, allentò la cravatta e accese la TV. Attentati, crisi economica e la sconfitta spagnola. Un lampo illuminò il soggiorno di Davide e la sua Moretti. Cambiò canale. Il meteo prevedeva pioggia anche per l'indomani. Sospirando, il trentenne brindò al maltempo. Si concentrò sulle bollicine ma la luce della televisione rendeva il soggiorno una trappola per chi, come lui, era molto superstizioso. Si alzò toccando ferro e chiuse a doppia mandata la porta d'ingresso.
"Oh santi numi!" inveì all'ennesimo tuono. I cani abbaiarono come non mai. Visto l'acquazzone Davide li portò in garage e si concesse qualche minuto con loro per tranquillizzarli e ricevere da loro conforto. Tornato dentro, bevve la sua birra lamentandosi di quanta poca ce ne fosse.

Era stanco morto, aveva sonno, ma non riusciva a dormire. Forse perché gli ultrà davano l'impressione di voler festeggiare fino all'alba. Davide, steso sul divano col cuscino dentro le orecchie li maledì ma, nella rabbia del suo dormiveglia, notò un'ombra allungarsi sulla finestra e sfiorare il soffitto.
Balzò in piedi gridando, ma non vide nessuno.
L'uomo aspettò in piedi uno sviluppo che il tempo non portò. Alla fine, diede la colpa alla moretti.
Invece di tornare a stendersi però, andò in cucina e ne aprì un'altra. Barcollò in soggiorno.
"Ehi un momento. Perché è già finita, l'ho appena aperta!"
Poggiò la bottiglia sul tavolino e tornò in cucina a prendere una terza birra. Si guardò in giro, la aprì e mandò giù avidi sorsi. Tornato in salotto rivide l'ombra. Davide guardò la birra stupito. "Guarda che devi aiutarmi a dimenticare l'umanità, non  a creare fantasmi."

Prese la mazza da baseball accanto al letto e lancio lo sguardo dietro la poltrona. Immobile, coi nervi tesi. Davide fece qualche passo e si sporse sopra lo schienale. C'era un uomo seduto sulla sua poltrona. Strinse la mazza e colpì, fracassando la libreria alla sua sinistra.
Un fumo grigio accompagnò il colpo andato a vuoto, pur avendo centrato il bersaglio. Sbilanciato, cadde sul parquet. Ripresosi delle vertigini, Davide vide due gambe lunghe e sottili davanti la poltrona. Salì con lo sguardo e vide la figura vestita di nero tenere in mano la sua seconda moretti: una mano scheletrica. Lo spavento mutò in terrore quando incrociò le orbite vuote di un teschio incappucciato.

Davide gridò in preda al più forte terrore. Arretrò d'istinto, ma sbatté contro il mobile e la TV si fracassò a terra. Il tuono che sentì gli ricordò l'urlo di una ragazzina. Ad ogni modo non ebbe il tempo di pensare, perché la poltrona volò contro l'armadio e l'essere scomparve.
Il trauma e il terrore uniti alla superstizione dell'uomo misero a dura prova il suo cuore. Sapeva di non poter scappare, quindi aspettò. Facendo mente locale nel minuto di stallo che seguì, Davide si accorse che parte della veste della creatura sporgeva da sotto il tavolo. Avanzò curioso, ma l'essere sparì.
"Sai cos'hai fatto?!" Le parole, giunte da dietro, gli bloccarono il respiro e Davide morì nell'istante in cui si voltò. "Non uccidermi ti prego! Farò tutto ciò che vorrai!" urlò fuori di sé.
La creatura lo prese per la cravatta. "Se fosse da me ti decapiterei ora. Sei fortunato che dovrò aspettare, mannaggia al contratto."
"Contratto?"
"Sì" mollò la presa "dovresti morire domani a mezzogiorno. Comunque…" lo sguardo tetro del mietitore divorò Davide una seconda volta "non te la faccio passare. Hai ucciso un essere innocente!" Indicò i cocci della moretti. "La… birra?"
"Sì, per colpa dello spavento che mi hai fatto prendere l'ho lanciata in aria e si è rotta."
Morte si disperò. "Aveva ancora qualche goccia!"
Davide alzò un sopracciglio. "Non sei qui per uccidermi?"
"No. Stasera dovevo solo osservarti e fare rapporto. Non riesco a credere che tu mi abbia visto."
L'alitata che lo investì gli diede la risposta: Era sbronzo.
Il mietitore rialzò la poltrona e vi si sedette sopra sgraziato. "Hai un'altra birra?"
"Solo Heineken."
Morte lo guardò male. "Allora niente."

Davide non sapeva cosa fare e pensava a come togliersi di torno quel mietitore che, a guardarlo bene, non sembrava niente di ché.
"Sei troppo serio, rilassati. Stasera non lavoro, sono troppo brillo."
"O-ok..." Davide si sedette sul divano. Morte comparve al suo fianco e lo prese sottobraccio.
"Ascoltami bene." disse puntandogli l'indice ossuto sul torace "so che per voi umani la vita è tutto; però anche l'al di là non scherza!"
"E il paradiso e l'inferno?"
"Oh, non voglio parlarne. Piuttosto… so che è tardi ma vuoi un consiglio? Bere per curare il tuo rancore è una cazzata. Nasci, lavori, t'incazzi e muori; andiamo, che senso ha? Ci sono molte altre cose da fare!"
Davide s'illuminò e, preso da una vena d'illuminazione balzò in piedi.
"Come si può essere felici in mezzo alle difficoltà della vita? Insegnami, in modo che la mia vita abbia un senso!"
Morte congiunse le dita. "Non ti piacerà…" sorrise.
"Non m'importa, Dimmi ti prego!" gridò Davide.
"Gatti" disse infine "i gatti sono carini."

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Bravo, bellissimo testo. Quando il protagonista vede l'ombra per la prima volta ho sentito un bel po' di tensione. Mi chiedo che fine faccia la birra bevuta da uno scheletro ma mi ha fatto ridere il fatto che la morte consideri la bottiglia di Moretti una creatura innocente. Sembra quasi che la morte veda una realtà che noi non conosciamo: anche gli oggetti hanno un'anima. Be', secondo me la birra ce l'ha :asd:.

Il finale è divertente e anche realistico a mio avviso: anche io amo i gatti.

Ciao.

Salvatore

  • Love 1
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Thriller ironico ottimo. Complimenti. Queste combinazioni a tema, con generi che magari uno non è abituato a scrivere con l'aggiunta dell'ironia sono davvero delle prove di abilità. Tu mi hai convinto :)

Scritto molto bene ( al di là in questo caso va scritto attaccato perché diventa sostantivo).

Non ho molto da segnalarti. In bocca al lupo!

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@Axell Phineas ciao! Molto simpatico il racconto: una Morte sbronza vorrei incontrarla più spesso!
No, aspetta, cosa sto dicendo? :picard:
A parte gli scherzi, trovo che tu abbia saputo creare molto bene l'atmosfera da thriller a inizio racconto, soprattutto perché sei riuscito a rendere un presagio spaventoso persino i cori degli ultras, cosa mica da tutti!

Mi è piaciuto come, progressivamente, sei riuscito a dare una svolta ironica al racconto, e a caratterizzare la Morte come un personaggio divertente, quasi un "amicone". Il finale con i gatti proprio non me l'aspettavo: mi ha fatto scompisciare!

Mi piace il modo in cui scrivi certe frasi ad effetto:

Cita

e Davide morì nell'istante in cui si voltò.
lo sguardo tetro del mietitore divorò Davide 

O ti inventi perle di saggezza

Nasci, lavori, t'incazzi e muori

Però ti consiglierei di stare un pelo più attento a  ricontrollare che i collegamenti causa-effetto nel testo siano ben chiari, perché mentre leggevo, a volte, mi capitava un po' di perdere il filo e non capire il collegamento tra alcuni pezzi della storia ed altri. Ad esempio, mi ci è voluto un pezzo per essere sicura di chi dicesse cosa nel paragrafo in cui i due personaggi dialogano a proposito della birra rotta. Chi accusa chi di aver ucciso un "innocente"?
E, all'inizio, in: "Si concentrò sulle bollicine ma la luce della televisione rendeva il soggiorno una trappola per chi, come lui, era molto superstizioso.", non capisco bene cosa porti Davide ad essere superstizioso in quel momento. Il temporale?

Ti consiglio anche di rivedere un po' la forma e la punteggiatura:

"dobermann" si scrive con due "n"
 

Cita

Si concentrò sulle bollicine [,] ma la luce della televisione rendeva il soggiorno una trappola per chi, come lui, era molto superstizioso.


--> è norma mettere sempre la virgola prima del "ma"

E attento a delle ripetizioni che a volte ti portano via caratteri, ma non aggiungono significato:
 

Cita

Era stanco morto, aveva sonno
Davide s'illuminò e, preso da una vena d'illuminazione balzò in piedi.

 

Tutto sommato: idea originale, buona gestione delle consegne thriller/comico/ombra, ma da risistemare un po' la forma :)

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Solo pochissime sbavature in un testo ben scritto e molto inquietante, non ha proprio fatto ridere, ma la situazione è abbastanza surreale da far sorridere.

22 ore fa, Axell Phineas dice:

"Buoni, Buoni

via la seconda maiuscola

22 ore fa, Axell Phineas dice:

Prese la mazza da baseball accanto al letto e lancio lo sguardo dietro la poltrona

sono confusa, non era in salotto? l

refuso in lanciò

22 ore fa, Axell Phineas dice:

"Se fosse da me ti decapiterei ora

mi suona meglio "se dipendesse da me" oppure "Se fosse per me"

Comunque, sbavature a parte, bel racconto.

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Grazie a tutti per i complimenti e i suggerimenti. Per quanto riguarda @Nicola Orofino Vivonic , ci credi che sono andato a  vedere su internet e al di là era scritto staccato?! Boh, mi sono fidato di google; mai lo avessi fatto! Ahahhahah.

@Lisa Daniele  Il mietitore accusa Davide della morte della birra, perchè lo ha fatto spaventare e lui ha lanciato la bottiglia in aria rompendola.
Per la superstizione sì: temporale, chiasso fuori degli ultrà e la televisione accesa. Che stesse facendo zapping? Al lettore l'immaginazione e l'ardua sentenza ;)
"Era stanco morto, aveva sonno" Non credo sia un errore, ci può stare . Si può essere stanchi ma non aver sonno: tipo non mi riesco a  muovere per la fatica del lavoro ma essere ancora svegli. @Mari Hai ragione, le mie sono state sviste dell'ultimo minuto che avrei potuto evitare...

"Prese la mazza da baseball accanto al letto e lancio lo sguardo dietro la poltrona " Forse non sono stato preciso, con limiti di parole così non ho potuto scrivere che Davide fosse andato in camera, che avesse preso la mazza e che fosse poi tornato in soggiorno... Vabbeh, basta che non sia sacagnato di mazzate per questo ahahahha.

Comunque mi ha fatto piacere che lo abbiate gradito così tanto. Un piccolo piacere inaspettato :D

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On 22/7/2016 at 17:24, Axell Phineas dice:

col cuscino dentro le orecchie

quel dentro mi stona un po'

On 22/7/2016 at 17:24, Axell Phineas dice:

Se fosse da me ti decapiterei ora

per me

 

On 22/7/2016 at 17:24, Axell Phineas dice:

L'alitata che lo investì gli diede la risposta: Era sbronzo.

minuscolo

 

Sono solo sciocchezze, ma ho voluto segnalartele lo stesso :wink:

Carino il pezzo e bella l'idea. La Morte mi è risultata persino simpatica :icon_cheesygrin:

Dimenticavo, perché moretti minuscolo?

 

 

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Bel thriller, centrati il genere e il tema (il tema lo hai ripreso a tempo record, bravissimo). Mi hai fatto ridere, quindi confermo la mia prima versione che un thriller ironico è uguale alla black comedy come genere :) grande prova, vediamo se si recupera un pochino almeno

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