Vai al contenuto

[UvsD-OL16] Il diavolo e una signorina per bene


Recommended Posts

commento

Nina si fidava ciecamente dell’amico Giuliacci, preciso come un orologio svizzero: non prendeva mai una decisione seria senza prima consultarlo. Le sue previsioni per la domenica erano ottime: sole splendente, di nuvole nemmeno uno sbuffo. Bene, sarebbe stato tutto magnifico. Già pregustava ciò che aveva studiato fin nei minimi dettagli. 

La mattina del matrimonio si era svegliata di buon umore. In soggiorno tutto era pronto: vestito, scarpe, e non mancava un bel regalo, scelto apposta con grande cura. Il “verme” non se lo meritava, certo, ma lei era una signorina per bene. 

Il suo unico problema, quel giorno, erano i capelli: disordinati e disobbedienti più che mai. Nina non approvava le maniere forti. — Niente paura. A tutto c’è rimedio! — esclamò prendendo dall’armadietto la sua amata piastra. Gli occhi neri brillavano come braci. Si sa, in guerra e in amore tutto è concesso.

All’ora prestabilita Nina era pronta per la missione. Lo specchio a forma di goccia appeso in corridoio le rimandava l’immagine di una donna bellissima e determinata. Il vestito nero di pelle, vertiginosamente corto e senza spalline, non era proprio il suo genere. Tuttavia, Nina sentì una gran simpatia verso la dark lady che l’osservava sorridendo maliziosa. Nei suoi panni avrebbe potuto ingannare chiunque, “verme” compreso. Sentiva già la vittoria in pugno. 

Le dita sottili sulla ringhiera, il picchiettare ritmico dei tacchi altissimi, Nina scese i centosessantasei scalini che la separavano dalla porta principale fischiettando “The time is now” di Moloko. La giornata era perfetta. Tutto filava liscio. Nessun intoppo all’orizzonte. Cadessero le mucche dal cielo, si aprisse la terra, cascasse il mondo insomma, il “verme” avrebbe avuto quello che si meritava! Una volta in strada la sicurezza di Nina svanì come una bolla di sapone. Il cielo plumbeo squarciato da un lampo improvviso la mise in allarme. Il sole splendente, annunciato dall’amico Giuliacci, era tragicamente sparito, annientato da nuvole cattive. 

Improvvisamente un pensiero orribile s’insinuò nella sua mente. I capelli! Li aveva tormentati per renderli perfettamente lisci. Ora le pareva di sentirli sibilare ghignando: “tutto quel lavoro a nulla sarà servito, quando l’umidità ci avrà arricciati”. — No, i capelli crespi no! — gridò Nina terrorizzata. — Quando mai si è vista una femme fatale con un nido in testa? 

Tic-toc. Tic-toc… Procedeva a passi incerti maledicendo il genio che aveva inventato i tacchi alti. Il cielo oscuro accresceva la sua frustrazione a ogni minuto che passava. Come se non bastasse, un vento gelido, insolito per la stagione estiva, si levò all’improvviso e le sferzò le spalle nude. Le foglie volavano e sbattevano contro i vetri delle finestre dei palazzi. Sembrava fosse in arrivo un uragano. Di taxi nemmeno  l’ombra. Altro che domenica perfetta!

— Così non ci siamo, eh! Non puoi farti intimidire da un venticello! Hai una missione da compiere!— Le gambe snelle scoperte, la magnum calibro 9 strategicamente nascosta e il pollice levato per fare l’autostop. Eccola la novella black avenger!

D’un tratto il cielo riversò sulla terra tutta l’acqua che aveva trattenuto negli ultimi mesi. Un acquazzone di una violenza inaudita. Alla faccia delle previsioni esatte dell’amico meteorologo! Coi capelli bagnati, le labbra serrate dall’ira, Nina decise chi sarebbe stata la sua prossima vittima.  —Taxi! — strillò.

Splash! Il pazzo al volante la schizzò miseramente di fango e si arrestò. Arrabbiata, con quella sorta di mocio in testa, Nina salì in macchina imprecando contro il tassista. Per un istante meditò persino di stecchirlo ma il malcapitato fu così gentile da portarla in fretta dal “verme”, che lo graziò. La sua priorità era arrivare in tempo per il matrimonio dell’anno. Quando si fermò con la macchina davanti alla chiesa, vide la coppia felice che salutava gli invitati. Nina nel suo abito nero aderente camminava a testa alta verso gli sposi. A pochi metri dal “verme” si arrestò. Lo guardò dritto negli occhi mentre gli puntava la pistola contro.

— Che fai? Metti giù quel coso lì! — supplicò con la fronte madida di sudore e le mani giunte in segno di preghiera.

— Non ci penso proprio! — esclamò Nina. Il primo colpo lo raggiunse al cuore, gli altri lo ridussero a qualcosa che somigliava a una fetta di Emmentaler cosparsa di ketchup. Una voce macabra si congratulò con Nina per l’ottimo lavoro svolto. 

— Mai tradire una signorina per bene! — esclamò la donna allontanandosi impettita a passo lesto dalla scena del crimine. Aveva ancora un conto in sospeso da chiudere prima di andare in ritiro spirituale: liberarsi del bugiardo con gli occhiali. Sotto casa sua suonò il campanello. Una sola volta. Perché una signorina per bene non dimentica le buone maniere. 

Un’ora più tardi Nina uscì dal palazzo in cui viveva l’amico Giuliacci, in tasca l’orecchio sinistro e due dita della mano destra. Un bottino di guerra degno delle attese del capo. Da quel momento sarebbe sempre e soltanto sorto il sole.

 
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Scritto bene, e questo è sempre un complimento perché saper scrivere è una virtù. Le descrizioni mi piacciono, sono costruite bene. Mi manca l'ironia e un po' di sano oltraggio... non basta, secondo me, mettere una dark lady per essere dark (black), c'erano dei punti in cui potevi facilmente spingere l'accelleratore, tipo quando arriva il taxi lei spara al tassista e si mette al volante, cose così.

Hai la mia comprensione :)

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 minuti fa, Simone Volponi dice:

Scritto bene, e questo è sempre un complimento perché saper scrivere è una virtù. Le descrizioni mi piacciono, sono costruite bene.

@Simone Volponi Grazie, sei gentilissimo. :) Per quanto riguarda il resto, tra i due, sicuramente sono meno "spinta", mi manca andare oltre, come fai tu. Per come sono, non è stato facile affrontare il genere, così distante a me, meno black e più comica, però mi sono divertita molto. Forse avrei potuto fare una strage... di cuori, ma in 5400 caratteri, creare una serial killer .. chissà, in una revisione ... 

Sono contenta che tu abbia apprezzato. 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Arrivan in rima, come promesso e giusto

I complimenti per un racconto di buon gusto:

Non c'è oscenità, né una volgare parte,

C'è morte e violenza ma descritta a garbo e arte.

La bel protagonista, sexy, semplice e spietata

Ammazza a destra e manca, tutta imbellettata.

Belle descrizion, m'attira il donnin geloso,

Certo un po' pericoloso, ma per colpa dello meteo odioso!

Cercando di esser serio, dopo un gradimento vero

Su tema e dark commedia, divento un po' severo:

L'acquazzon c'è tutto, ma conta più la gelosia,

Il genere è centrato, ma più dark la prossima sia.

Tirando un po' il totale, agguerrita dai balcani

L'autrice scrive bene e tien testa al gran Volponi!

 

  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Emy Ristovic Ho letto il tuo racconto con interesse, perché secondo me hai la prova più difficile tra tutte quelle che sono state sorteggiate (tu e ovviamente anche il mio compagno di squadra).

Sinceramente, mi sembra poco dark e anche l'ironia/comicità non fuoriesce dalla pagina (o dal monitor, insomma). Spiego meglio cosa voglio dirti: l'omicidio non si vede neanche, tanto per cominciare. Arriva, lui supplica, lei già spara, fine. Un po' di sano sadismo sarebbe stato più che appropriato. Stessa cosa per la scena finale. E poi, nel resto del racconto, non emerge il genere; semmai forse un po' il personaggio, che con le battute che avevi a disposizione era difficile fare meglio.

Sulla scrittura ti dirò che non ho trovato neanche un articolo fuori posto. Mi sembra scritto perfettamente, mi fa davvero molto piacere. :)

Ripeto, e concludo: secondo me questa era la prova più complicata di tutto il contest. Non me la sento di dire che ne sei uscita male, però neanche benissimo, ecco...

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Joyopi una recensione in versi degna di Dante che fa sorridere l'autrice per quanto sia frizzante. Le viene di dirti dal cuore che ha apprezzato molto le tue parole. Non essendo per niente il suo genere preferito è stato difficile affrontar la sfida rimanendo nel limite prestabilito. Ha dato il meglio e si è divertita da morire, quel che conta è mettersi in gioco senza timore. :)  Grazie!

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Emy! :D

Hai scritto un gran bel racconto, ma non mi convince come black comedy. Fino a metà sembrava addirittura tu fossi fuori strada, poi ti redimi sul finale, ma secondo me non è abbastanza. Anche l'ironia è troppo leggera per un genere la cui caratteristica fondamentale è quella dell'esagerazione. Capisco le difficoltà, però (avendo avuto anche io un genere particolare XD).
È un racconto scritto benissimo, che ho letto davvero con piacere! Se fosse per me in realtà ignorerei le complicazioni di genere e tema perchè mi è piaciuto tanto, però credo che chi giudicherà i racconti dovrà tenerlo in considerazione.

Alla prossima :flower:

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Nicola Orofino Vivonic apprezzo molto il tuo giudizio critico e sincero. La prova è stata difficile, sì, soprattutto per il genere prescelto, così distante da me. Non sono però un tipo che molla, anche se potevo facilmente farmi sostituire. Mi piacciono le sfide perché da ognuna, a prescindere dal risultato, si può imparare molto. Mi sono divertita molto scrivendo ed è quello che conta.

10 ore fa, Nicola Orofino Vivonic dice:

Sinceramente, mi sembra poco dark

Non sono un tipo dark, ahimè.... 

 

10 ore fa, Nicola Orofino Vivonic dice:

E poi, nel resto del racconto, non emerge il genere; semmai forse un po' il personaggio, che con le battute che avevi a disposizione era difficile fare meglio.

Molto difficile. 

 

10 ore fa, Nicola Orofino Vivonic dice:

Sulla scrittura ti dirò che non ho trovato neanche un articolo fuori posto. Mi sembra scritto perfettamente, mi fa davvero molto piacere. :)

Grazie! Quando hai più tempo è facile fare attenzione. Con il MI ero molto più in ansia. 

 

10 ore fa, Nicola Orofino Vivonic dice:

Ripeto, e concludo: secondo me questa era la prova più complicata di tutto il contest. Non me la sento di dire che ne sei uscita male, però neanche benissimo, ecco...

Io invece credo di essere sopravvissuta alla grande, tutto sommato. Sono felice di com'è andata, a prescindere di come finirà la sfida.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Brava Emy  il racconto ha un'ironia sottile che culmina nel finale: la donna tradita che si "sveglia" e si prende le sue vendette ovviamente arrivando al grottesco della situazione. Genere e tema rispettati. Bel lavoro^-^

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

All'inizio sembrava un chick lit, poi si sposta al thriller. Come black comedy non mi convince molto, ma è un genere dai limiti abbastanza ampi. L'ironia c'è, soprattutto nel finale (macabra ironia). Il racconto si legge davvero bene, la prosa è ottima.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@ghigo78 grazie! Non essendo il mio genere, non è stato facile, ma ho dato il mio meglio. Lo so che come black comedy non è proprio un esperimento del tutto riuscito. Tuttavia, mi ha permesso di far vedere il mio lato comico. Essendo il primo tentativo di questo tipo sono soddisfatta della mia performance. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato!

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Emy Ristovic Sono più che sicura di averlo commentato il tuo racconto. Comunque mi è piaciuto molto@Joyopi , lo trovo esilarante proprio per la descrizione dei tacchi a spilla. Una scena che avrebbe potuto mettere in discussione tutta la storia. Bisogna stare attenti a farti innervosire, però: sei pericolosa. Bravissima! Il commento in rima di Joyopi poi, la ciliegina sulla torta. Stupendo. Complimenti a tutti. :applausi::wow:

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Emy,

con un ritardo catastrofico giungo anche io a commentare il tuo testo. E' piaciuto anche a me, non mi sono ammazzato di risate ma l'ho trovato comunque vivace. Trovo un po' surreale che la protagonista scenda centosessantasei scalini con i tacchi a spillo senza colpo ferire e poi maledica chi quei tacchi li ha inventati perché deve camminare. Ma da uomo, forse, non sono in grado di capire cosa sia più difficile fare tra scendere le scale o camminare.

Un'altra cosa poco probabile (o forse la prima se escludi quella dei tacchi) è il fatto che il tassista prima la schizza e poi si ferma. Primo: se fossi un tassista eviterei di fare la doccia a una cliente. Secondo: se si sta fermando molto probabilmente procede a velocità già moderata quindi l'effetto schizzo è ridotto al minimo.

Bella la descrizione della fetta di emmentaler cosparso di ketchup. E bello, infine, il personaggio in sé. Non amo le donne che si piangono addosso. Meglio risolvere le questioni uscendone a testa alta... magari senza ammazzare nessuno però.

Sono rimasto anche colpito dalla perfezione ortografica, se ho ben capito l'italiano non è la tua madrelingua eppure hai scritto benissimo.

Ancora complimenti.

Ciao.

Salvatore

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla discussione!

Puoi scrivere ora e registrarti dopo. Se hai già un account collegati subito!

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy