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Guest IlConteDiMontecristo

La scorreggia

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Guest IlConteDiMontecristo

Il mio commento

 

Spoiler

Premetto di non avere la minima idea di come abbia potuto scrivere una stronzata del genere.

 

LA SCORREGGIA
Racconto umoristico magari mal riuscito che analizza l'impatto sociale delle scorregge

 

 

È una strana sensazione essere morti.
Tutti pensano che non si sia più in grado di percepire ciò che accade intorno al cadavere del povero disgraziato di turno, ma non è così: si sente tutto, si percepisce tutto. Ed è terribile per certi versi perché senti il formicolio al naso e non puoi grattarti.

Io ad esempio, quando sono morto, ho emesso una rumorosissima scorreggia. Si dice che sia naturale, ma gli impresari funebri forse per trattenere il riso o forse per necessità, sono stati costretti a lasciare la stanza. Una bella sensazione: era una vita che me le tenevo.
Vuoi per rispetto nei confronti di mia moglie, che le scorregge le odiava, vuoi per una questione di pudore, io non ho mai scorreggiato. Sembra incredibile, ma è vero: ho passato una vita senza scorreggiare. Ed è una sensazione terribile, lo assicuro: si ci sente sempre pesanti, sempre gonfi e un po’ malconci. Come un dolorino qui, appena sopra l’inguine. Una cosa terribile, per davvero.
E invece da morto mi sono sentito per la prima volta realmente libero: quanto è bello scorreggiare. Non dimenticherò mai le facce degli impresari funebri, impettiti nei loro completi scuri.
Io li odio. Li ho sempre odiati, forse anche più di quanto odi gli avvocati. E gli avvocati li odio veramente tanto!
Al funerale è andato tutto bene. Mia moglie piangeva, i miei figli giocavano con quei maledetti cosi che dovrebbero essere usati per telefonare. Persino a tavola li usavano, figuriamoci al mio funerale. Che generazione di ingrate teste di cazzo: uno fa tanto per loro e poi si inculano a vicenda con quei maledetti aggeggi.
Ho trattenuto le scorregge per quindici lunghissimi e dolorosissimi anni. Quindici anni di matrimonio non sono tanti, ma neppure pochi; se poi sono aggravati da quella pesantezza che mi portavano mia moglie e il suo puritanesimo sono decisamente troppi. Forse chissà, sono morto proprio perché evitavo di scorreggiare.
Mia moglie, poveretta, al mio funerale piangeva. Io ero al suo fianco e contemporaneamente dentro la comoda bara, e avrei tanto voluto confortarla, ma lei non mi sentiva. Ci fu un attimo di silenzio, persino mia moglie, la poveretta, aveva smesso di singhiozzare. E proprio in quell’attimo di silenzio, dall’interno della bara, il mio corpo ha emesso un’altra scorreggia che è riecheggiata per tutta la chiesa.
Sono sempre stato un fiasco nei rapporti sociali e spesso mi rendevo da solo conto di come mettessi in imbarazzo mia moglie. Ma tutto quello che ho fatto in vita non potrà mai essere paragonato a quando la scorreggia riecheggiò per tutta la chiesa. Qualcuno si mise sguaiatamente e poco educatamente a ridere, qualcun altro trattenne il riso. Mia moglie, sotto quell’ennesima umiliazione, non poté far altro che piangere ancora.
Considerando che in media un essere umano emette quattordici scorregge al giorno e che io le ho trattenute tutte per quindici anni, avevo ben settantaseimilaseicentocinquanta scorregge di scarto. E devo ammettere che dopo la mia morte le ho fatte tutte!
Ricordo ad esempio il giorno quando iniziarono a mangiarmi gli occhi. Io non volevo che li mangiassero, ma non potevo far nulla per evitarlo. E poi una puzza terribile e persino gli insetti se ne andarono! Benedette scorregge, mi hanno salvato gli occhi!
Durante la mia vita matrimoniale mi sono spesso trovato nella condizione di dover scegliere tra il poter scorreggiare e mia moglie. Visti i risultati voi già sapete quale fu allora la mia scelta; e forse fu anche quella giusta, almeno per me. Mia moglie era incredibilmente bella e odorava sempre della campagna nella quale era cresciuta. Forse per un attaccamento all’infanzia, chissà.
Quando la conobbi indossava una gonna a fiori che le sfiorava dolcemente le caviglie. Rideva educatamente sotto la mano lì messa per pudore e io ne fui attratto.
Uscimmo a mangiare tre mesi dopo (ero un fiasco con le donne, timido e spesso mal curato) e la portai a mangiare pesce. Inutile dire che proprio allora emisi la mia ultima scorreggia: lei dapprima rise, poi si fece seria e mi disse che non avrei dovuto più farlo.
Se qualcuno oggi mi chiedesse cosa intenda io per amore, di certo direi che l’uomo che ama la donna avita per scorreggiare per quindici lunghissimi e dolorosissimi anni.
Ma adesso che sono morto e ho finito tutte le mie settantaseimilaseicentocinquanta scorregge, adesso che gli animaletti odiosi hanno iniziato di nuovo a mangiarmi, non mi resta che osservare il mio corpo che lentamente smette di essere tale. E medito sull’esistenza e sulla vita: incredibilmente da morti diventiamo tutti filosofi. L’altro giorno ho incontrato il fantasma di Moana Pozzi che mi disse di trovare la tesi Heideggeriana interessante e inconfutabile, ma che tuttavia poteva essere raggirata. Persino le pornostar diventano filosofe, e questo lascia molto pensare sull’esistenza.
Oggi sono passati otto anni dalla mia morte: mia moglie si è risposata con un tipo che fa le scorregge di nascosto. Probabilmente il suo amore non è poi tanto vero come sostiene.  I miei figli continuano a giocare con quegli schifosi aggeggi. La tecnologia ha fatto passi da gigante e qualche nerd ciccione ha inventato un apparecchio che maschera le scorregge non solo silenziandole ma facendole profumare i pino silvestre. A saperlo prima. E oggi, a otto anni di distanza, osservo ancora la mia vita e medito sull’esistenza. Finalmente però ho scoperto cosa sia l’esistenza, cosa sia la vita. E poi non era poi tanto difficile, ci voleva solo un po’ di impegno.
La vita è Dio che, morendo, emette una terribile e puzzolentissima scorreggia.

 

Modificato da IlConteDiMontecristo
Interlinea

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non male Conte, non male... Io non l'ho trovato affatto umoristico ma bensì intriso di un sapido realismo, del tutto adeguato al pessimismo cosmico che peraltro ti contraddistingue senza possibilità (nè necessità) di redenzione. Per dare un tocco di verosimiglianza io avrei aggiunto qualcosina sulle cause di morte. Mi spiego, un illustre collega radiologo, anni fa, sondando il mio intestino con una radiografia dell'addome dopo insufflazione di aria e assunzione di bario (procedura del tutto invasiva e dolorosa anzichenò) mi disse, testuale: c'hai un mucchio di diverticoli perchè ti sei sempre trattenuto, le flatulenze devono essere liberate, al diavolo monsignor Della Casa... Parole sagge! Ad esempio mi sarei inventato una malattia diverticolare del colon, esitata in diverticolite, esitata in perforazione intestinale, esitata in peritonite diffusa e conseguente exitus fatale. Beh, ti ho detto la mia :pufff::boom::Bang2:

Modificato da karl
lapsus della memoria
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Guest IlConteDiMontecristo
On 28/4/2016 at 15:28, loscrittorefantasma dice:

Bello. Bravo Conte!

Leggero, veloce, diretto come solo il pensiero di un morto può essere, escludendo la penna di Palahniuk, s'intende, ché dalla sua escono tredicenni più saggi, colti e pungenti del vecchio Eco. ;)

Ciao, grazie per essere passata! Avevo risposto, ma la connessione internet fa schifo ed evidentemente non si è inviata. E per questo mi scuso. Grazie mille per il commento! Guarda, non conosco Palahniuk, ma dato che Eco mi ha stancato prima ancora di prendermi leggerò al più presto qualcosa di suo. Grazie ancora per commento e consiglio.

On 10/5/2016 at 12:51, karl dice:

non male Conte, non male... Io non l'ho trovato affatto umoristico ma bensì intriso di un sapido realismo, del tutto adeguato al pessimismo cosmico che peraltro ti contraddistingue senza possibilità (nè necessità) di redenzione. Per dare un tocco di verosimiglianza io avrei aggiunto qualcosina sulle cause di morte. Mi spiego, un illustre collega radiologo, anni fa, sondando il mio intestino con una radiografia dell'addome dopo insufflazione di aria e assunzione di bario (procedura del tutto invasiva e dolorosa anzichenò) mi disse, testuale: c'hai un mucchio di diverticoli perchè ti sei sempre trattenuto, le flatulenze devono essere liberate, al diavolo monsignor Della Casa... Parole sagge! Ad esempio mi sarei inventato una malattia diverticolare del colon, esitata in diverticolite, esitata in perforazione intestinale, esitata in peritonite diffusa e conseguente exitus fatale. Beh, ti ho detto la mia :pufff::boom::Bang2:

Grazie per essere passato, Skorpio (posso continuare a chiamarti così? ci sono affezionato oramai). Eri tu che m'avevi detto una volta che se Leopardi aveva inventato il pessimismo cosmico io avevo inventato il pessimismo dell'antimateria? (  :asd: ). Sono felice che il racconto ti sia piaciuto. Ma pensavo fosse chiaro, leggendo, che la causa della morte fosse proprio il trattenerle. Magari sì, avrei potuto aggiungere un colloquio con il medico, e ci ho anche pensato, ma ho creduto fosse superfluo. Rivedrò, rivedrò.

Grazie ancora a entrambi!

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certo conte che puoi continuare a chiamarmi skorpio, anzi sto pensando di ripristinarmelo perchè è più figo... sull'antimateria mi sembra di sì, ma sono passati secoli. Si poteva immaginare ma non era così chiaro. alla prossima:blowup:

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Ciao Conte,

ho letto il tuo racocnto e l'ho trovato squisitamente vero. Non so se ho inteso il senso ma a me sembra uno schiaffo alla schizzinosa società moderna. Tu hai parlato di scorregge che vengono trattenute ma volendo si potrebbero citare persone che non mangiano certi cibi per via dell'odore che emettono (formaggi, cipolle eccetera), conosco persone che andrebbero in giro ad agosto con una dolce vita per non far vedere i peli che hanno sul petto (io personalmente me ne frego, a parte il fatto che ne ho pochi) per non parlare di chi fa due docce al giorno e poi si butta catrame nei polmoni fumando.

Mi hai fatto anche ripensare a "Livella" di Antonio De Curtis perché nel tuo racconto si vede come la morte ci costringa a comportarci tutti per quello che siamo, anche se per una vita abbiamo rispettato l'etichetta.

Il passaggio dei vermi che scappano, poi, è geniale. Complimenti.

Mi ha fatto veramente piacere rileggerti.

Ciao.

Salvatore

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Guest IlConteDiMontecristo
4 ore fa, Russotto dice:

Ciao Conte,

ho letto il tuo racocnto e l'ho trovato squisitamente vero. Non so se ho inteso il senso ma a me sembra uno schiaffo alla schizzinosa società moderna. Tu hai parlato di scorregge che vengono trattenute ma volendo si potrebbero citare persone che non mangiano certi cibi per via dell'odore che emettono (formaggi, cipolle eccetera), conosco persone che andrebbero in giro ad agosto con una dolce vita per non far vedere i peli che hanno sul petto (io personalmente me ne frego, a parte il fatto che ne ho pochi) per non parlare di chi fa due docce al giorno e poi si butta catrame nei polmoni fumando.

Mi hai fatto anche ripensare a "Livella" di Antonio De Curtis perché nel tuo racconto si vede come la morte ci costringa a comportarci tutti per quello che siamo, anche se per una vita abbiamo rispettato l'etichetta.

Il passaggio dei vermi che scappano, poi, è geniale. Complimenti.

Mi ha fatto veramente piacere rileggerti.

Ciao.

Salvatore

Ciao Russ, grazie mille per essere passato!

Ti ringrazio per lo splendido commento, sicuramente troppo buono. Sì, era intesa anche una critica alla civiltà moderna. È nato tutto quando mi hanno chiesto di depilarmi le spalle (se tu non hai peli sul petto, io ne ho anche sulla schiena), e io 'sta cosa non la sopporto proprio. Sono nato così, ho abbastanza testosterone da aver dovuto rasare per la prima volta il baffo ch'ero in seconda media. E immagina quanti peli ho!
Grazie ancora Russ, troppo gentile. Non ho letto niente di De Curtis, ma ne ho sentito parlare. Smaltisco tutti i libri che mi sono rimasti e prenderò qualcosa di suo.

Grazie ancora.

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11 ore fa, IlConteDiMontecristo dice:

Non ho letto niente di De Curtis, ma ne ho sentito parlare. Smaltisco tutti i libri che mi sono rimasti e prenderò qualcosa di suo.

conte! incorreggibile... De Curtis alias Totò ha scritto solo poesie e canzoni

ti cito un brano della poesia di cui trattasi: ' 'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

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Guest IlConteDiMontecristo
5 ore fa, karl dice:

conte! incorreggibile... De Curtis alias Totò ha scritto solo poesie e canzoni

ti cito un brano della poesia di cui trattasi: ' 'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.

Karl, lo so chi è De Curtis :asd: , solo che non sapevo scrivesse. E il fatto che scrivesse poesie e canzoni mi fa capire perché non ho mai letto nulla di suo, come sapete non sono un grande appassionato di poesia.

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