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Coniugi pandimensionali


Gas
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Commento.

 

Foster si tolse le braccia e le lasciò cadere sul pavimento. La testa gli schizzò verso l'alto come un tappo di spumante, colpì il soffitto e rimbalzò a terra. Masha, che era presente alla scena, si impressionò fino al punto di urlare. Le gambe di Foster si staccarono con un suono metallico dalle anche e il busto di Foster cadde all'indietro dopo un'oscillazione. Le gambe restarono ritte, ma solo per un gioco di equilibri.

-Non è difficile, puoi farlo anche tu-, disse una voce che aleggiava nella stanza. -Se vuoi ti converto.-

-Perdiana no, non voglio! Anzi, ricomponiti che mi spaventi!-, esclamò la donna, visibilmente smarrita.

Ci fu un brontolìo.

-Da solo non posso. Rimettimi assieme.-

La donna guardò una delle braccia di Foster. Sembrava ancora viva.

-Devo farlo davvero?-

Nel dubbio afferrò un braccio, e la consistenza molle della giuntura, il calore vivo e la pelle molliccia le diedero una brutta impressione. Lo avvicinò al torso. Avvicinò allo stesso modo gli altri pezzi di Foster, con grande schifo quando toccò alla testa.

-Senti, lascia perdere. Non ti riesce per nulla bene. Non vorrei trovarmi col gomito al posto di un ginocchio-, si lamentò la voce nella stanza.

-Grazie, non è che tutti i giorni capiti di dover fare... questo. Che poi io ti ho pure sposato. Siamo andati a letto assieme. Se ci penso mi vengono i brividi.-

-Ora fai la schizzinosa, ma sul momento mi sembrava ti piacesse.-

-Ho fatto sesso con un marziano!-. Masha sbraitava volgendosi per ogni dove, dato che non le era chiaro dove si trovasse suo marito in quel momento. -Potevi avvertirmi prima che accadesse!-

-Non sono un marziano. Trovo offensivo questo qualunquismo. Non vengo da un altro pianeta, vengo da un'altra dimensione. Mi sembrava di essere stato chiaro. E' da quando frequenti quelle amiche del circolo letterario che hai queste prese di posizione assolutiste. Mi preoccupa.-

Masha sbuffò.

-Cosa c'entrano adesso le mie amiche. E' un miracolo che sia riuscita a farmene, col musone che sei. O che eri. Accidenti, ora non so più cosa sia vero o cosa no.-

Masha dovette abbassare i toni perché il vicino batté un paio di colpi alla parete. Tracciò cerchi con l'indice, sperando di puntarlo sotto il naso del marito.

-Tu ora rimetti a posto tutto quanto, poi facciamo le pratiche e te ne vai.-

Ci fu silenzio per alcuni attimi.

-Che intendi con "le pratiche"? Amore, capisco tu sia un po' sconvolta, o che qualcuna delle tue compari zitelle ti abbia infilato in testa idee femministe. Ci sta. Ma che si arrivi a una separazione soltanto per questo... no, mi pare eccessivo. Mica hai scoperto che sono convertito a Scientology.-

Masha digrignò i denti.

-Soltanto per questo. Amiche femministe. Ti rendi conto di quel che dici? Sei un fantasma.-

-Per la precisione sono un pandimensionale. Dovresti ringraziarmi, potevo tenertelo segreto...-

-"Ringraziarmi"???-

-...e continuare come nulla fosse. L'ho fatto per rispetto di te. Senti, te lo propongo di nuovo. Posso convertirti. Diventeresti pandimensionale anche tu. Come direbbero le tue amiche progressiste, sarebbe fico. Sarebbe molto più facile anche per il nostro rapporto. In quel corpo mi sentivo stritolare.-

Masha battè i piedi sul pavimento.

-Vuoi che diventi un fantasma? E come faccio col lavoro?-

-Non dovresti lavorare. Ti nutriresti della vibrazione delle superstringhe. Che poi come cuoca non è che tu fossi questo granché. Fingevo.-

Masha divenne rossa e gonfiò le guance.

-Siamo nel cerchio dell'onestà, ti devo dire o no tutto quanto? Lo hai voluto tu.-

-Ma io immaginavo tu mi confessassi un'amante o che tua cugina te l'aveva fatta vedere e ci eri rimasto sotto. O che tu fossi gay, o stornavi fondi in ufficio o qualunque altro segreto una donna si aspetta di ascoltare in quei frangenti. Non che tu fossi un fottuto fantasma. Ti è saltata in aria la testa!-

-Le molle non tenevano bene. Facciamo così, ti converto un paio di minuti, vediamo se ti piace.-

Masha disse no no no guardando agli angoli del soffitto, ma non aveva modo di opporsi. Una patina rosa le si fece sugli occhi, avvertì odore di ciclamino e poi la strana sensazione di precipitare in orizzontale. Dopo questo assieme di cose vide il proprio corpo sdraiato sul pavimento, a braccia larghe e con l'espressione ebete sul volto.

-Ho davvero quelle doppie punte?-, chiese a voce alta.

Una massa muscolosa di colore cangiante le si approssimò galleggiando per aria.

-Come ti senti?-

-Perdiana mai sei tu, Foster?-

-Quello che vedi è il mio corpo astrale, sono dodici dimensioni che si intersecano dando luogo a una panmateria che è qui ma non è qui. Si, ok, sono io, i tecnicismi te li spiego dopo.-

-Sto volando. E non sento male alla schiena. Tutto sommato mi trovo bene. Si, una sensazione piuttosto piacevole.-

-Sei molto bella in versione astrale.-

-Lo dici per lusingarmi. Toglimi una curiosità, ma se la tua specie di marziani è così tanto sexy, perché ti sei fissato con me? Perché ficcarti in quello scafandro?-

Foster le tese una mano. Masha non riuscì ad opporsi, avendo ancora pensieri da umana trovava quella manifestazione irresistibile, quasi angelica. Toccata la mano schizzarono verso il soffitto, di qua al cielo metropolitano e dopo una traslazione vagarono attraverso dimensioni di luci incrociate che creavano arabeschi di colore, sapore e suono.

-E' un trip mistico, meglio di quando andavo al Greenwich.-

-Ti piace? Sono contento-, le sorrise Foster. -Il problema è che questo scenario delizioso si ripete sempre a questo modo ovunque nel multiverso. Dopo qualche secolo se ne ha abbastanza della bellezza astratta, si vuole impegnarsi in qualcosa di più pratico. Mi piaceva il modo col quale ti mangiavi le unghie.-

-Mi hai sposata per quello?-

Foster pandimensionale si grattò la testa cangiante.

-Ci sono persone che si sposano per ragioni meno importanti. Magari perché si amano. Quello è un vero tormento.-

Masha ebbe un dubbio. Si guardò attorno cercando un difetto nell'intrico della bellezza multiforme.

-Se mi converto pure io resteremo qui, e hai detto che dopo qualche secolo viene a noia. Non mi sembra un bell'affare quello che proponi.-

-Questo è vero, ma il vantaggio di essere pandimensionali è che si può viaggiare attraverso il tempo e lo spazio a piacere, creando corpi adeguati a contenerci. Eravamo Foster e Masha a San Diego nel 2016. Possiamo essere molte più cose. Una regina egizia e il suo schiavo, o due briccoli del pianeta Undra. Due tostapane se ti va. Mi piacerebbe averti con me in queste esperienze.-

Masha rivalutò moltissime cose che aveva pensato di suo marito fino a quel momento. Cercò di ricordare le ragioni per le quali lo aveva sposato, non trovandone alcuna che fosse sensata. Mentre quella proposta era davvero romantica, e il fatto che un pandimensionale avesse scelto lei la riempiva di eccitazione. Si sentiva importante.

-Lo voglio. Eccome se lo voglio. Cioè, è come se tutti i sogni chimici che avevo a diciassette anni prendessero corpo. Ci vedevo qualcosa di più in quella canapa, ma i sensi di colpa e il marxismo impedivano approfondimenti.-

-Questo borbottare sconclusionato significa che resterai con me?-

Masha si tuffò ad abbracciare Foster.

-Senza corpo e peli superflui sei l'uomo della mia vita. Certo che resterò con te.-

Dal loro abbraccio serrato scaturirono onde oscillanti di gravitoni, fulmini azzurri e tre pesci volanti.

-Purché tu non cucini.-

Masha mollò un pugno alla spalla multidimensionale del marito, ma lo fece per gioco.

-La consulente lo aveva detto, che il cerchio dell'onestà poteva avere conseguenze impensabili-, concluse. -Che facciamo ora?-

-Per prima cosa direi che sarebbe appropriato presentarti ai miei. Hanno solo descrizioni vaghe. Ti piaceranno.-

-Sono come te?-

-Sono due buchi neri senzienti con un nucleo di iperstringhe cationiche. Li trovo spassosi.-

Masha replicò col corpo astrale quello che avrebbe fatto sulla Terra col suo corpo originale, cioè alzò di spalle.

-Mi abituerò anche a quello. Ci teletrasportiamo o cosa?-

-No, dobbiamo aspettare l'autobus-, la informò Foster. -Ne dovrebbe passare uno a momenti. Ah, eccolo, siamo proprio fortunati.-

Masha suo malgrado era raggiante. Quella nuova esistenza prometteva molto di più di quanto avrebbe chiesto, e non volle fare troppe domande per paura che l'idillio finisse. Neppure perché alla guida dell'autobus ci fosse qualcuno che assomigliava in modo così sfacciato a John Lennon. Poteva essere solo una coincidenza, dopo tutto. Di colpo gli assilli della quarantenne media le parvero vaccate, lontani anni luce dalla verità dei fatti, e cioè che suo marito era un coso transqualcosa e l'universo un quadro hippie.

-Non scherzavo quando dicevo che sei molto bella-, sussurrò Foster quando furono al posto, abbastanza impacciato nel farlo. Non era congruo che una creatura pandimensionale venisse smentita, i normodimensionali erano tutti un aaah e un oooh e rivelazioni mistiche quando capitava un contatto. Confermare un'asserzione gli era nuovo. Masha lo lesse come delizioso imbarazzo. 

-Voi entità pandimensionali potete mentire?-

-Non è mai carino farlo.-

-Continua a mentire, mi sta piacendo-, sorrise Masha, poggiandogli la testa sulla spalla. Quindi aggrottò quelle che erano le nuove sopracciglia.

-Se puoi mentire, allora quel giorno che ti chiamavo a lavoro e non rispondevi…-

-Guarda, cara, guarda là fuori! Una singolarità!-

-Non mi freghi, signor millebagliori. Ora mi spieghi per filo e per segno dove eri finito quella sera.-

Foster sbuffò. Sapeva che non sarebbe finita là. Cercò di ricordare come Masha si mangiava le unghie per trovare la pazienza, la ragione e il premio per quegli sforzi che compiva. Due anziani coniugi neutrinici annuirono: ci erano passati anche loro.

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On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

ora non so più cosa sia vero o cosa no.-

userei la e al posto della o

 

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

"Ringraziarmi"???-

avrei preferito: Ringraziarti

 

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

e continuare come nulla fosse

 come se nulla fosse

 

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

L'ho fatto per rispetto di te

la riformulerei... questo di te non mi suona bene

 

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

Ma io immaginavo tu mi confessassi un'amante o che tua cugina te l'aveva fatta vedere e ci eri rimasto sotto. O che tu fossi gay, o stornavi fondi in ufficio o qualunque altro segreto una donna si aspetta di ascoltare in quei frangenti. Non che tu fossi un fottuto fantasma. Ti è saltata in aria la testa!-

Lascerei solo il primo tu preceduto da un che.

 

te l'avesse fatta vedere...... stornassi fondi........ si aspettasse di ascoltare

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

ma non aveva modo

ma non ebbe modo

 

Ciao Gas, 

ho trovato questo pezzo particolare e con degli spunti sicuramente spassosi.

Ti ho segnalato qualcosina, ma alcuni suggerimenti dipendono solo dal mio gusto personale. 

A rileggerti ^_^

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Un racconto simpatico e fantasioso.

PERSONAGGI:

Foster e Masha, marito e moglie, due coniugi che affrontano una rivelazione sorprendete. 

TRAMA:

Foster rivela alla moglie un segreto che la ha sempre tenuto nascosto: non è un uomo, ma un essere pandimensionale che si è "incarnato" nel corpo di un uomo, si è sposato ed è vissuto sulla terra assieme alla moglie. 

Foster trasforma la moglie in un essere pandimensionale permettendole così di sperimentare il suo mondo per poterla portare con se.

La moglie accetta di rimanere nella sua nuova forma che trascende il corpo fisico.

STILE:

I punti di forza del racconto sono lo stile divertente e le trovate bizzarre. Molto bello l'inizio che sorprende e invoglia alla lettura. Il contrasto fra la banalità dei discorsi e la bizzarria della situazione rende il tutto surreale e molto divertente.

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

Le gambe di Foster si staccarono con un suono metallico dalle anche e il busto di Foster cadde all'indietro dopo un'oscillazione.

eviterei di ripetere "di Foster".

 

On 21/4/2016 at 21:00, Gas dice:

-E' un trip mistico, meglio di quando andavo al Greenwich.-

Forse potresti aggiungere "disse Masha". Il resto dei dialoghi sono tutti botta e risposta, mentre qui una frase di Masha è seguita da una breve descrizione e da un'altra frase di Masha. Si capisce che è lei che parla, ma ci si deve soffermare un attimo, aspettandosi la risposta alla frase precedente.

 

Bel racconto. 

A rileggerti.

 

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