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Trilce

Sei il Nulla

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Sei il Nulla
incapace di guardarmi
continui a cercarmi nel buio
la mia voce è un’ombra immateriale
che recita poesie in eterno
il tuo vortice assorbe
la mia pienezza
riempiendo l’immensità
del tuo Vuoto

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Premetto che sono negata a commentare le poesie. Le tue sono molto interessanti, le leggo sempre anche se raramente mi arrischio a commentarle.

Questa, nonostante sia molto breve, ha evocato in me moltissime sensazioni.  Innanzitutto l'angoscia dovuta al buio; immagino un incubo nel quale tutto è sfocato, tutto è confuso e sfumato. Poi provo anche lo smarrimento della ricerca da parte di questo Nulla mentre la tua voce recita le poesie in eterno, come un mantra per farsi coraggio, per superare la paura. Infine il senso dell'arresa al nulla che annienta risucchiando tutto nel vuoto.

On ‎16‎/‎04‎/‎2016 at 18:59, Trilce dice:

il tuo vortice assorbe
la mia pienezza
riempiendo l’immensità
del tuo Vuoto

Questo pezzo è meraviglioso. Il contrasto tra il pieno e il vuoto, l'immagine del vortice che ti svuota per riempirsi a sua volta, una specie di furto di sostanza, di energia di idee...

Perdonami se ho stravolto il senso di quello che volevi comunicare. Spesso le poesie mi danno delle immagini che sono solo mie e che non c'entrano nulla con quello che voleva trasmettere l'autore. In quel caso ti chiedo perdono.

Comunque sia, per me, le poesie sono come la scultura o la pittura, al di là di quello che raffigurano o significano scatenano in me delle emozioni e mi proiettano in un mondo pieno di sensazioni e colori: mi piacciono proprio per questo.

Grazie Trilce per condividere con noi le tue poesie.

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Ciao Trilce,

Grazie per aver contribuito con un verso.

La poesia soprattutto, come già anticipato, si plasma anche in base al lettore e alle sue sensazioni e, per quanto mi riguarda, quel "Vuoto" ha destato la mia attenzione giacché, seppur con accezione negativa, è un tema assai caro nelle mie poesie.

Veniamo a noi. Non so se ti stia riferendo a una persona in particolare o più "semplicemente" a una sensazione specifica tuttavia il concetto di divoramento interiore è, a mio avviso, reso molto bene in termini di significante. Degno di nota anche l'accostamento iniziale e finale tra il Nulla e il Vuoto, in un certo senso sinonimi, i quali caratterizzano il componimento con un aspetto ciclico. Amaramente inizia e termina altrettanto. Stona un pochino lo stacco (assente) con l'ultima quartina ma, a parte questo, non vedo segnalazioni da apporre se non meramente stilistiche e oltremodo personali.

A rileggerti presto.

Arcadia

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Vi ringrazio @Mari@Arcadia  per i vostri commenti. Sempre apprezzo questo gesto a dismisura perché mi permette non solo di correggere e migliorare il testo, ma mi aiuta a capire l'emozione che altri provano nel leggere le mie poesie.

Un grande abbraccio.

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Ho letto la poesia. A me piace la corrispondenza che s'instaura tra il Vuoto e la pienezza. L'impressione che viene fuori è che i due concetti siano in qualche modo interscambiabili e allo stesso tempo vitali per la sopravvivenza di chi o cosa spande vuoto. Mi spiego meglio: il vuoto di cui parli ha bisogno di dilatarsi nello spazio attorno a sé per continuare a essere vuoto e nel contempo annichilire ogni forma di vitalità. Al concetto di immensità viene qui accostato quello di pienezza; il che induce a un'ulteriore riflessione, per cui ciò ch'è nulla in qualche modo nel tuo immaginario coincide con qualcosa d'immensamente forte o grande da trasformare la pienezza in altro vuoto. Il carattere indefinito del testo, privo di un destinatario specificato, potrebbe poi far ipotizzare, ma un mio parere, che questi versi siano in qualche modo autoreferenziali. Mi balza fuori l'immagine di una scissione interna alla voce poetante, che riecheggia eterna nel buio (bellissima la sinestesia "la mia voce è un'ombra immateriale", come se l'ombra in genere potesse avere una qualche materialità) tentando di trascendere i limiti imposti dall'assenza di un destinatario che la riceva. Insomma, forse il mio commento ti risulterà un po'articolato, però ho davvero apprezzato i tuoi versi.

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Ciao @Pietro l'idea è quella di un vaso di creta o sulla profondità di un dipinto, il vuoto di un'impressione basata sulla forma che solo occupa uno spazio e l'immaginazione riempie con un inconsapevole senso d'irrealtà che nel contempo può creare e divenire un'ombra in sé che ci assorbe. 

Grazie per il commento, oltre a rendermi felice, è un piacere per la mia mente, viene a caso è un tema che sto ripassando e sviluppando ultimamente, la poesia l'uso anche per meditare sulle cose. Un saluto.

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