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Russotto

[Parte 4] Una notte a Londra

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Di fatto, feci molte cose per accontentarlo. A cominciare da cose semplici, sembravano stravaganze di un uomo particolare; mi tinsi i capelli, poi, sempre per lui, cominciai ad indossare dei vecchi abiti da donna che teneva in casa. Finché un giorno mi disse che ero troppo magra e che dovevo mangiare di più. All'inizio pensai che stesse scherzando ma prima che me ne potessi rendere conto arrivai a pesare ottanta chili. A quel punto entrai in crisi. Piangevo in continuazione, mi svegliavo di notte in preda a terribili incubi. E ciò che era peggio: era sparito ogni ricordo della mia vita passata.

Wanda - Ma perché non hai deciso di lasciare Victor?

Grace - Feci appena in tempo a pensarlo che la sua follia raggiunse il culmine... Un... Un mattino... lo vidi arrivare in camera da letto con le mani nascoste; pensai che mi voleva fare un regalo e così feci finta di dormire.

Wanda - E alla fine?

Grace - Non so cosa avesse in mano, ricordo che sentii un colpo fortissimo alla gamba, talmente forte che mi procurò una frattura. Cominciai ad urlare, ero terrorizzata, la gamba mi faceva un male atroce... (scoppia in lacrime).

Helen - Ma perché ti fece tutto questo?

Grace - Mi disse:

Voce di Victor

- L'ultima volta che ti ho chiesto di fare qualcosa per me hai fatto storie ma poi hai ceduto, questa volta volevo evitare inutili discussioni. Dopotutto tu hai sempre detto che avresti fatto tutto per me.

Jack - Fu in quel momento che decidesti di... Si insomma di...

Grace - Quando mi disse di farmi asportare il seno.

Helen - Il seno?

Wanda - Ma è una follia!

Helen - E tu ti sei lasciata convincere?

Grace - Sì.

Wanda - E perché mai?

Grace - Non me lo disse mai, ma qualche giorno dopo che mi aveva "convinta" a farmi operare feci la conoscenza di Frank.

Helen - Ma come ti è venuto in mente di farti asportare il seno?

Grace - Non hai sentito cosa diceva Cliff? Quell'uomo aveva carisma e lo sapeva usare.

Jack - Scusa ma c'è ancora qualcosa che non mi torna.

Grace - Come sono arrivata a tentare il suicidio?

Jack - Hai detto che ti aveva convinta a farti asportare il seno ma, se mi permetti, mi sembra evidente che qualcosa ti ha salvata.

Grace - Frank. Un giorno al telefono mi disse di cercare in casa di Victor una cartella clinica che riportava il suo nome, mi disse che l'avrei trovata in un armadio in camera sua. Seguii il suo consiglio e trovai quella busta. Quando vidi cosa conteneva fui percossa da un brivido di paura, le gambe mi vacillarono a tal punto che mi dovetti sedere. All'interno della busta trovai una vecchia foto. Era la madre di Victor; e somigliava paurosamente a me. Oltre alla foto c'erano anche gli esiti di alcuni esami medici. Riguardavano un arto fratturato.

Entra Abel

Abel - Luce potente di un giorno di giustizia! Oggi è chiaro che a vendicare gli uomini ci sono lassù gli dei che ci proteggono.

- Buona sera bella gente. Oggi è un gran giorno per me sapete? Oggi ho ricominc... (vede il pianoforte) Un pianoforte! (vi si avvicina e lo osserva attentamente) Un pianoforte vero. (ai presenti) non ne ho mai visto uno prima. (si ricompone poi a Sam) suonala ancora Sam. Era da tanto che sognavo di dirlo.

- Dicevo, signori, oggi è un gran giorno per me, anzi per il mondo intero (si avvia verso l'uscita) Oggi è nata una stella (fuori scena) e chissà se mai tramonterà...

Helen - Ma chi è questo svitato?

Jack - A me ricorda vagamente...

Abel - (rientrando) Valentine! Abel Lazar Valentine! Buona sera signori. Ah no questo l'ho già detto. Oggi è un gran giorno per me... Anche questo... Ah ecco! Volevo porvi una questione. Come disse già qualcuno in passato.

- Una decisione, signori, una sola: vivere o morire. Bella domanda eh? Secondo voi è da elogiare chi resiste in una vita di sofferenze trattenendo in sé ogni dolore inflittogli dal destino? O è più dignitoso prendere in mano la propria vita e interromperla per porre fine ad ogni dolore? Dopotutto la morte è come il sonno. Tutto lì. Immaginate un sonno che oltre che la stanchezza cancelli anche le offese, i dolori, gli sfregi della vita. Non male come idea. Un lungo sonno ma, ahimè, non privo di sogni. Eh certo, signori, la parte più oscura di noi verrebbe fuori, a presentarci il conto, a bacchettarci sulle mani per ciò che abbiamo fatto. E' per questo che si soffre a lungo. Altrimenti perché si dovrebbe restare fermi? Sopportare i dolori della guerra, le oppressioni, lasciarsi maltrattare da chi ha la violenza che gli scorre nelle vene, soffrire inutilmente per amore, lamentarsi del sistema, di chi ha soldi per comprarsi anche la vita altrui e, ultimo ma non ultimo, vedere la propria intelligenza insultata da un emerito idiota! Perché? Quando a tutto questo possiamo porre fine con le nostre stesse mani? Perché darsi ad una vita di fatica e sofferenze quando si può soffrire per un solo istante e mai più per sempre? L'ignoto, bella gente. L'ignoto ci rende deboli, incapaci di agire, quante volte uno pensa di morire, di ammazzarsi ma poi non lo fa? La paura, l'oltretomba, il peccato capitale, l'inferno, la paura di soffrire più di prima. Tutto ciò ci ferma.

- Che dire signori: io ho scelto. (pausa) Vivo. (esce)

Helen - Quello era Abel?

Jack - In carne e ossa.

Grace - Ma il suo vero nome?

Jack - Non saprei dirvi, so che è lui a volere che lo chiamino Abel, ma Lazar non l'avevo mai sentito.

Jessica - Caino e Abele, Gesù e Lazzaro. Sono tutti personaggi biblici al quale si deve essere ispirato il nostro amico.

Jack - E perché mai dovrebbe essersi ispirato a loro?

Jessica - Abele è il fratello di Caino e per colpa di questi perde la vita. Abel sicuramente paragona suo fratello a Caino. Dovete sapere che quando Victor era poco più che neonato dovette subire un trapianto di fegato.

Grace - Sì, Jack ci ha accennato qualcosa.

Jessica - I medici dissero che non vi sarebbe stato alcun problema a prelevare una parte del fegato di Abel per trapiantarla nel corpicino di Victor.

Jack - Sì ma a quanto pare...

Jessica - A quanto pare si sbagliarono. Dopo l'operazione il comportamento di Abel divenne sempre più strano; inizialmente nessuno vi fece caso: era ancora piccolo. Con il passare del tempo, però, le cose peggiorarono, la signora Valentine fece rinchiudere Abel in una clinica, e si dedicò all'educazione molto rigida di Victor. Morti il signore e la signora Valentine, Victor accettò la proposta della clinica di lasciar uscire Abel di giorno, visto che, come matto, era abbastanza tranquillo. Così Abel fu libero di girare per Kensington.

Jack - E Lazzaro?

Jessica - Si sentirà rinato per qualche motivo. Non avete sentito cosa ha detto? Io vivo.

Wanda - Incredibile. Di fatto ha rovinato la vita anche a lui. Quell'uomo era senza ritegno. Ha rovinato la vita ad un sacco di persone. In effetti ha fatto la fine che meritava. (sente lo sguardo dei presenti su di lei) No, no, non sono stata io.

Jack - Nessuno ha detto...

Wanda - Ho detto che non sono stata io.

Jessica - Ehi calma.

Wanda - Si lo so, ho alzato un po' il tono e ho parlato male di Victor ma avevo le mie buone ragioni ok?

Jack - Wanda? Tutto bene?

Wanda - No! Non c'è un cazzo che va bene! Voi mi state accusando di avere ucciso Victor!

Helen - Ma cosa...

Wanda - Basta! Lo volete capire che non sono stata io? Anche se pure io sono una vittima di Victor! Anche se pure io ho, anzi avevo, un conto in sospeso con lui. Tutte le volte che ho provato a farmi amare da lui l'ho visto andarsene con una mia amica! Tre ne ho perse così! Per non dire quanti uomini ho perso per aspettare che lui si accorgesse di me. Tutte le donne da lui volevano solo una cosa mentre io lo amavo veramente. E quell'idiota neanche mi notava. Vent'anni di attesa! Sei matrimoni falliti! Due amiche al manicomio e una all'obitorio, m'è toccato pure riconoscerla per l'identificazione. Mamma mia se si era fatta brutta: grassa come una balena, sfigurata e senza tette!

- E dopo tutto questo tempo io ero ancora qui che aspettavo il mio momento e quell'altro che fa? Si fa ammazzare! Così io resto a bocca asciutta. Ora ditemi se non devo essere incazzata.

Helen - Vent'anni?

Wanda - Sì, venti.

Helen - Sei mariti?

Wanda - Sì Helen, sei.

Helen - Tre amiche?

Wanda - Due al manicomio e una all'obitorio. M'è toccato pure...

Helen - Wanda?

Wanda - Sì?

Helen - Ti devo ringraziare.

Wanda - Prego.

Helen - Ora ho capito tutto.

Wanda - Capito cosa?

Helen - Mi hai aperto gli occhi.

Wanda - Non capisco.

Helen - Mondo sto arrivando! (esce di corsa)

Wanda - Ma dove va?

Jack - A recuperare il tempo perso. Scusa Wanda, ma la tua passione per Victor...?

Grace - Già, parlaci della tua passione per Victor

Jessica - Pensavo che fossi l'unica a non esserti innamorata di lui. A parte me ovviamente.

Wanda - E invece sono stata la prima. Solo che non volevo darlo a vedere. Da una parte mi attirava e dall'altra mi dava fastidio, i suoi modi così raffinati erano nauseanti. Anche se poi ho cominciato ad apprezzarli. Poi vedevo che tutte le donne gli cadevano ai piedi, mi sembravano patetiche, stupide. Però poco alla volta ho cominciato a provare anch’io una forte attrazione per lui ma non volevo che si notasse. Man mano che passava il tempo la situazione mi sfuggiva di mano anche perché tutte le mie amiche smaniavano per Victor. Finché un giorno una di loro divenne la sua fidanzata. Io ci rimasi malissimo, la buttai sul fatto che mettersi con Victor era da stupide...

Grace - Grazie Wanda.

Wanda - Ovviamente la vera stupida ero io. Infatti il vero motivo per cui reagii in quel modo era la gelosia.

Jack - E fu così che perdesti la prima amica.

Wanda - Si, dopo una breve quanto travagliata relazione con Victor se ne andò in America dove poco tempo dopo fu rinchiusa in un manicomio. Ormai da tempo non ho più sue notizie.

Jack - E le altre due?

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