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Lem Mac Lem

Prologo - Whitechapel, 1899 [parte 1]

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Questo è il prologo di un romanzo che ho in cantiere da troppo tempo. La seconda e conclusiva parte del prologo si trova qui.
Magari mi aiutate a capire cosa non riesce a farlo funzionare nel mio cervello, per farlo andare avanti u.u


Dato che non ci sono ancora racconti nella sezione, non lascio il link a nessun commento, mwahahahaha.

 

 

Whitechapel, 1899

 

 

Solo le falene trovavano attraente la luce dei lampioni.
L'umidità fetida che saliva dal Tamigi si addensava intorno al bagliore ingabbiato nel vetro lurido, colorandolo di una foschia spenta. Un alone butterato dagli insetti. La strada non ne era illuminata, ma riempita di ombre lunghe, angolose, e la somma di quelle ombre e quegli angoli era la visuale notturna.
Oltre, la tenebra era completa. Il lampione successivo era soltanto il lontano punto di riferimento verso il quale dirigersi.
L'uomo rimase ad aspettare che la carrozza si allontanasse, con un cigolio di legno da far allegare i denti. Sembrava urlare, gridare ovunque ‘è qui, lui è qui, non potete sbagliare. Lui è qui, vieni a prenderlo’.
É solo una carrozza a nolo, si disse per calmarsi. Ne passano di continuo… ne devono passare di continuo, perfino qui.
Storse il naso per l'odore stagnante, di acqua putrida, che stentava a scorrere. Il nuovo, grandioso impianto fognario di Londra aveva fatto sì che la città fosse di nuovo vivibile, dopo l'estate terribile del 1858, ma sul limitare estremo di Whitechapel, verso l'esterno della metropoli, sembrava che la civilizzazione fosse ancora di là da venire. Niente luce elettrica, niente poliziotti, niente fognature - i fondi stanziati non erano sufficienti a bonificare anche i bassifondi, che rimanevano associati agli stracci puzzolenti, alle strade viscide di lordura, alle sgualdrine che occhieggiavano da dietro i vicoli, tra immondizia e ubriaconi.
Non penserà che sono sceso qui. Nessun gentiluomo lo farebbe.
Sempre che quelle… cose… sappiano pensare.
Si infilò il bastone da passeggio sotto il braccio e si aggiustò i guanti, fingendo che il tremito delle dita fosse dovuto all'ambiente malsano, umido, anziché alla paura. Il cappello a cilindro gli era scivolato su un orecchio e lo raddrizzò, con un colpo talmente deciso che glielo spedì sull'altro orecchio. Le reni gli pulsavano, dolorosamente, duri sassi sepolti nelle viscere. Ho dimenticato la medicina. Devo sbrigarmi.
Si tastò la giacca, per toccare, nella tasca interna, l'oggetto che aveva portato via. Il contenuto di quel sacchettino era prezioso quasi quanto quello del plico rilegato che stringeva a sé, come una mamma apprensiva che non vuole perdere il figlioletto.
Cercando di non fare rumore, e al tempo stesso di avere un incedere sicuro di sé, da uomo che non teme le ombre della notte, si incamminò verso il lampione successivo. La regola non scritta dei vetturini era di stazionare con le diligenze ogni tre o quattro lampioni, a sonnecchiare e far sonnecchiare i cavalli, in attesa di un improbabile ma non impossibile cliente. Doveva percorrere poche decine di yarde, e sarebbe stato al sicuro.
Lanciò una rapida occhiata dietro di sé, sforzandosi di farla apparire casuale e non ansiosa. Oltre il buio assoluto della strada, al lampione dietro, c'era soltanto un capannello di donnette miserabili, accucciate sul marciapiede a cucire, per risparmiare le candele. Niente carrozze.
Due, al massimo tre aree buie. Cercò di convincersi che fosse una buona notizia.
C'era qualcosa di profondamente primordiale, nella tenebra completa oltre le ultime ombre del lampione a gas. L'illuminazione elettrica si stava diffondendo rapidamente, e nemmeno ricordava l'ultima volta che era stato costretto ad avanzare a tentoni, incespicando su pietre sconnesse, indagando con la punta del piede il limitare del terrapieno, le braccia tese in avanti, per prevenire l'impatto contro un palo o - non pensarci, non serve a niente pensarci - qualcos'altro.
Il buio assoluto aveva cominciato appena ad attenuarsi, quando con la mano toccò qualcosa di caldo, cedevole ma solido. Qualcosa che incombette, emergendo dall'ombra.
Lanciò un urlo e saltò all'indietro, il bastone pateticamente alzato per difendersi.
Con un sorriso lascivo, reso grottesco dal belletto sbavato dai clienti precedenti, la sgualdrina avanzò. Aveva le poppe così scoperte che l'orlo superiore dei capezzoli sobbalzava a ogni passo, i capelli che cadevano da tutte le parti, appesantiti dall'umidità e dal luridume. Su un lato del naso le si gonfiavano dei porri enormi, come un'infestazione di funghi, che scendeva fino al lato della bocca.
"Cosa fa un gentiluomo da solo nel buio, a tastare e cercare? Vuoi divertirti, milord?"
L'uomo inghiottì il terrore, insieme al dolore alle reni, che sembrava centuplicato per lo spavento.
"Togliti di mezzo, puttana - ansimò - devo raggiungere la stazione delle diligenze."
Lei non si scompose e non si scoraggiò. Scomporsi e scoraggiarsi era controproducente, nel suo mestiere.
"E mentre la raggiungi, non vuoi divertirti? Per mezzo scellino, puoi ficcarmelo dove vuoi, per uno scellino, prima di ficcarmelo te lo prendo in bocca. Scommetto che tua moglie non te l'ha mai preso in bocca, milord. Vieni, senti cosa si prova, quando te lo stringo con le labbra e te lo bagno ben bene con la..."
"Togliti!" Servendosi del bastone, per non toccare quel corpo lurido, la spinse via, con tale violenza da farla incespicare, e passò oltre.
La puttana sparì nel buio primitivo che precedeva la luce, e l'uomo si lasciò alle spalle l'odore acido della sua pelle non lavata e le sue imprecazioni, molto più volgari di qualsiasi cosa avesse udito in vita sua. Molto più forti, anche. Aveva l'impressione che l'avrebbero sentita fino a Chelsea, come minimo. Ne sarebbero serviti, di Jack, per ripulire quei bassifondi dalla feccia che li infestava.
Lasciando da parte ogni precauzione, spiccò la corsa finché non raggiunse il palo di ghisa, elegantemente incurvato, del lampione.
Ci sbatté contro, vi si aggrappò come a un ramo sporgente su un abisso. Doveva aver percorso poco più di quaranta piedi, e gli sembravano mille yarde. La luce successiva sembrava trovarsi in un altro mondo. E la strada sotto quella luce era vuota, deserta. Lo aspettavano altre due immersioni nel buio.
L'avrà sentita? Quanto attira l'attenzione una puttana che inveisce, in un quartiere simile?
Sperò che fosse ordinaria amministrazione. Non ne aveva idea. Si era sempre tenuto alla larga da quei sudici sobborghi, come deve fare un gentiluomo, e alla soglia dei sessant'anni, poteva a buona ragione vantarsi di non avere la minima idea di quali pratiche la sgualdrina parlasse, nei suoi inviti rivoltanti. La rispettabilità non gli consentiva nemmeno di soffermarsi a pensarci.
La rispettabilità lo aveva portato a ereditare lo studio notarile che già era stato di suo padre, e che sarebbe diventato di suo figlio, la rispettabilità gli aveva fatto volgere l'attenzione verso studi di elevato spessore e cultura, in quegli anni in cui i gentiluomini si dedicavano alle scoperte più importanti. La rispettabilità portava a essere eccentrici, per le proprie scoperte.
La rispettabilità portava a morire, per le proprie scoperte.
Il terrore gli premeva la testa, dietro gli occhi, tanto che temette sarebbero schizzati fuori dalle orbite, prima che potesse controllarlo. Serrò forte le palpebre, avvertendo il sudore diaccio che gli si raccoglieva al margine superiore delle sopracciglia, come acqua su una grondaia. Il plico era incollato ai palmi appiccicosi. Tornare nella tenebra, anche se lo fece soprattutto per allontanarsi dalla puttana e da ciò che poteva aver attirato, fu l'atto che chiese più coraggio, di quanto ne avesse mai dovuto avere in vita sua. Quando un gatto sfrecciò da qualche parte nel buio, a una certa distanza da lui, fu sicuro che se la sarebbe fatta addosso. Creature che corrono nel buio, che nel buio vedono.
Che nel buio cacciano.
Non mi ha seguito. Sono riuscito a seminarlo, a forza di cambi.
I reni sembravano volerglisi staccare dagli ancoraggi che li tenevano al loro posto e cadergli fuori dal ventre. Pulsavano, sembravano gonfiarsi, e presto il dolore sarebbe stato troppo acuto per ignorarlo. Il lampione si avvicinava sempre di più. Cominciò a smettere di preoccuparsi di inciampare. Se fosse caduto, si sarebbe semplicemente rialzato. C'era di peggio. Di molto peggio.
Prenderò un'ultima carrozza, tornerò a casa e telegraferò a Scotland Yard. Anzi, al Times, al Daily News, e a tutti i giornali. Entro domani mattina, sarà di pubblico dominio. Ho tutte le prove per dimostrare che il merito è mio. Nessuno potrà contestarlo.
Se solo la luce fosse stata più vicina. Se la notte non fosse stata così buia, viscida di umidità, che soffocava luna e stelle e premeva sugli occhi, come un panno soffocante. Era la tenebra in cui le prede vengono azzannate, scosse, trascinate in un vicolo. Sotto lo stimolo dei reni malati, la vescica si contrasse, ricordandogli che Dio, creandolo, non aveva pensato di fare di lui un eroe.
Ma Dio sembrava aver deciso di essere benevolo. Il gentiluomo tese il braccio, toccò il palo, benedetto, benedettissimo palo che lo tirò fuori dal buio per farlo tornare un essere umano nel mondo civile.
Quando vide, sotto il lampione successivo, accanto al dislivello del marciapiede, l'enorme scatola nera su ruote di una carrozza ferma, in attesa di clienti, a proiettare ombre nella penombra che si dissolveva nel buio, sentì che avrebbe potuto piangere di gioia.
Tutti sapranno, e sapranno che sono stato io. Sono vecchio, sono malato, ma non sono vissuto per niente.
Sta per aprirsi una nuova era, e spalancherò io quella soglia.

Prima di immergersi per l'ultima volta nel buio, si tastò la giacca, in cerca del piccolo oggetto che avrebbe dimostrato il suo genio, la sua scoperta. Sotto le dita, attraverso il tessuto, sentì le piccole superfici, dure e arrotondate, che si urtavano a vicenda, nel loro involucro di velluto, il sacchetto che le conteneva.
Per la prima volta da quando aveva preso bastone e cappello, per correre fuori dal suo studio, dopo che l'urto del suo inseguitore - predatore - aveva frantumato il vetro e dissolto la fiamma della candela in un nastro di fumo, sorrise. Non morirò vecchio, dimenticato da tutti, a urlare di dolore mentre il cancro mi sbrana i reni, il fegato, e solo Dio sa cos’altro, prima della fine. Io vivrò, e il mio nome vivrà per secoli, dopo di me.
Si trovava immerso totalmente nel buio, ancora troppo lontano per poter chiamare il vetturino, quando sentì l'odore.

 

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‘è qui, lui è qui, non potete sbagliare. Lui è qui, vieni a prenderlo’.

Perché come segno di interpunzione del dialogo usi l'apostrofo?


 gli era scivolato su un orecchio e lo raddrizzò, con un colpo talmente deciso che glielo spedì sull'altro orecchio.

Toglierei il secondo orecchio
 

 Le reni gli pulsavano

Non sono sicuro, intendevi proprio che gli faceva male la parte bassa della schiena? Forse mi fuorvia la definizione di sassi poco dopo, perché penso ai calcoli ai reni

Con un sorriso lascivo, reso grottesco dal belletto sbavato dai clienti precedenti, la sgualdrina avanzò. Aveva le poppe così scoperte che l'orlo superiore dei capezzoli sobbalzava a ogni passo, i capelli che cadevano da tutte le parti, appesantiti dall'umidità e dal luridume. Su un lato del naso le si gonfiavano dei porri enormi, come un'infestazione di funghi, che scendeva fino al lato della bocca.

Io attenuerei ancora un po' il buio, perché passiamo dalla non visione della tenebra completa al cogliere tutti questi dettagli in una situazione comunque di tensione. Parlerei un po' prima di penombra, di sensazione di lucore, di abituarsi alla vista più graduale. Opinione mia, eh 9_9 

 Ne sarebbero serviti, di Jack, per ripulire quei bassifondi dalla feccia che li infestava.

Jack, sono ignorante lo ammetto ma ho un dubbio. Intendi Jack lo squartatore?


Il terrore gli premeva la testa, dietro gli occhi, tanto che temette sarebbero schizzati fuori dalle orbite, prima che potesse controllarlo.

Proposta: tanto da temere

Se la notte non fosse stata così buia, viscida di umidità, che soffocava luna e stelle e premeva sugli occhi, come un panno soffocante.

Secondo me qui non è necessario ridondare il concetto di soffocava/soffocante. Sostituirei il primo con un sinonimo, per mantenere l'idea del concetto ripetuto senza dover replicare la parola.


Sotto le dita, attraverso il tessuto, sentì le piccole superfici, dure e arrotondate, che si urtavano a vicenda, nel loro involucro di velluto, il sacchetto che le conteneva.
 

Nel precedente marasma, corsa, scontro... non tintinnano mai. Se sono duri e arrotondati, produrranno un qualche rumore. Perlomeno è quello che io ho pensato.

 

Impressione a caldo: l'idea è accattivante e si respira l'atmosfera tetra che hai creato. Ottima la cura dei dettagli, si vede lo studio dell'epoca, della situazione, ma su questo non avevo dubbi. Forse io asciugherei un po' il testo, levando in alcune parti le incursioni narrative, i dettagli e soprattutto le allocuzioni; giusto per pizzicare con maggiore incisività l'emotività del lettore e stimolare la sua curiosità. Attenzione alle virgole, in qualche periodo sono superflue, mettono troppe pause nella lettura. Una cosa che mi lascia un po' perplesso, ma prendilo col beneficio del dubbio, è l'umidità persistente e il riferimento al Tamigi, come se Whitechapel fosse nel lungo fiume, anche se in realtà, perlomeno dai miei ricordi, non è immediatamente nelle sue vicinanze. Una brezza che sospinge il fetore del fiume, se lo ritieni, potrebbe aiutare. A meno che la parte di WhiteChapel che tu racconti non sia proprio nelle sue vicinanze, non so se ci fossero campi o altre abitazioni nel mezzo, l'ho visitata parecchio dopo il 1899. Grande prova, come sempre

*va alla seconda parte*

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Guest IlConteDiMontecristo

Solo le falene trovavano attraente la luce dei lampioni.

La prima frase di ogni romanzo è importantissima. La tua mi piace; e non poco.

L'uomo rimase ad aspettare che la carrozza si allontanasse, con un cigolio di legno da far allegare i denti.

 Penso sia opportuno specificare che si tratti della ruote sulla strada (almeno io l'ho interpretata così). Inoltre quel "da far allargare i denti" non mi piace particolarmente.
L'uomo rimase ad aspettare che la carrozza s'allontanasse; cercando invano di non ascoltare il rumore delle ruote di legno sulla strada che gli provocava frequenti brividi lungo la schiena.
L'ho buttata lì così.

‘è qui, lui è qui, non potete sbagliare. Lui è qui, vieni a prenderlo’.

Non mi piacciono gli apostrofi messi come caporali, perchè non provi con le virgolette? Prova a mettere in corsivo il soggetto, di certo enfatizzi di più.
"È qui, lui è qui! non potete sbagliare! Lui è qui, vieni a prenderlo".
Notavo che prima dici "non potete sbagliare" (e quindi ti riferisci a un soggetto plurale) e poi "vieni a prenderlo" (e quindi a uno singolare). È un refuso? o si spiega tutto dopo? (commento mentre leggo) Se si rivolge a qualche altro soggetto, ti consiglio di spiegare.

Storse il naso per l'odore stagnante, di acqua putrida, che stentava a scorrere

Storse il naso per l'odore stagnante di acqua putrida che stentava a scorrere.
Non mi piace l'inciso.

Sempre che quelle… cose… sappiano pensare.

Prova a togliere i punti di sospensione:
Sempre che quelle cose sappiano pensare.

Si tastò la giacca, per toccare, nella tasca interna, l'oggetto che aveva portato via

Si tastò la giacca per verificare che ciò che aveva portato via fosse ancora nella tasca interna.

c'era soltanto un capannello di donnette miserabili, accucciate sul marciapiede a cucire, per risparmiare le candele. Niente carrozze.

Prova a mettere quel "niente carrozze" a capo: è più enfatico.

L'illuminazione elettrica si stava diffondendo rapidamente, e nemmeno ricordava l'ultima volta che era stato costretto ad avanzare a tentoni, incespicando su pietre sconnesse,

Via la virgola e metti un punto fermo prima di "incespicando".
L'illuminazione elettrica si stava diffondendo rapidamente e nemmeno la ricoordava l'ultima volta che era stato costretto ad avanzare a tentoni. Incespicando su pietre sconnesse ecc..
Mi è sorto il dubbio che il pezzo di dopo si riferisca al ricordo, se è così ignora il commento qui sopra e spiega meglio che sta ricordando.

Aveva le poppe

¬¬ non mi piace il termine, usa seno.

"Cosa fa un gentiluomo da solo nel buio, a tastare e cercare? Vuoi divertirti, milord?"

Suppongo che una prostituta si rivolga ad un uomo (ben vestito dato il bastone e il cilindro) con il "voi"
Cosa si fa un gentiluomo da solo nel buio, a tastare e cercare? Vuole divertirsi, milord?

Scomporsi e scoraggiarsi era controproducente, nel suo mestiere.

Metti in corsivo.

"E mentre la raggiungi, non vuoi divertirti? Per mezzo scellino, puoi ficcarmelo dove vuoi, per uno scellino, prima di ficcarmelo te lo prendo in bocca. Scommetto che tua moglie non te l'ha mai preso in bocca, milord. Vieni, senti cosa si prova, quando te lo stringo con le labbra e te lo bagno ben bene con la..."

Stesso discorso di prima.

"Togliti!" Servendosi del bastone, per non toccare quel corpo lurido, la spinse via, con tale violenza da farla incespicare, e passò oltre.

"Togliti!" sbuffò alzandosi; e la colpì col bastone con tale violenza da farla incespicare. Poi passò oltre, sfregando l'impugnatura con l'orlo del mantello per pulirla dal sudiciume.

La rispettabilità lo aveva portato a ereditare lo studio notarile che già era stato di suo padre, e che sarebbe diventato di suo figlio, la rispettabilità gli aveva fatto volgere l'attenzione verso studi di elevato spessore e cultura, in quegli anni in cui i gentiluomini si dedicavano alle scoperte più importanti. La rispettabilità portava a essere eccentrici, per le proprie scoperte.
La rispettabilità portava a morire, per le proprie scoperte.

 Metti in corsivo, e togli la virgola finale.

tanto che temette sarebbero schizzati fuori dalle orbite, prima che potesse controllarlo.

Via la virgola finale.

Tornare nella tenebra, anche se lo fece soprattutto per allontanarsi dalla puttana e da ciò che poteva aver attirato, fu l'atto che chiese più coraggio, di quanto ne avesse mai dovuto avere in vita sua.

Tornare nella tenebra - anche se l'aveva fatto sopratutto per allontanarsi dalla puttana e da ciò che potevano aver attirato le sue urla - aveva richiesto più coraggio di quanto ne avesse mai dovuto avere in vita sua.

Era la tenebra in cui le prede vengono azzannate, scosse, trascinate in un vicolo.

Metti un punto e virgola dopo "scosse".
Era la tenebra in cui le prede vengono azzannate, scosse; trascinate nei vicoli.

 

Sotto lo stimolo dei reni malati, la vescica si contrasse, ricordandogli che Dio, creandolo, non aveva pensato di fare di lui un eroe.

Mi ero ripromesso di fare le considerazioni alla fine; ma Dio, quanto è bello questo pezzo!

Ma Dio sembrava aver deciso di essere benevolo. Il gentiluomo tese il braccio, toccò il palo, benedetto, benedettissimo palo che lo tirò fuori dal buio per farlo tornare un essere umano nel mondo civile.

Ma Dio sembrava aver deciso di essere benevolo: l'uomo tese il braccio e toccò il palo. Benedetto; benedettissimo palo che lo aveva tirato dal buio per falo tornare nel mondo civile.

Prima di immergersi per l'ultima volta nel buio, si tastò la giacca, in cerca del piccolo oggetto che avrebbe dimostrato il suo genio, la sua scoperta. Sotto le dita, attraverso il tessuto, sentì le piccole superfici, dure e arrotondate, che si urtavano a vicenda, nel loro involucro di velluto, il sacchetto che le conteneva.

Periodo un po' pesante, prova a sfoltirlo.

 

Ciao Lem, mi scuso se ho fatto un commento un po' lungo, ma questo vuol dire che il tuo mezzo o non mi è piaciuto per niente, o mi è piaciuto tantissimo.
Mi è piaciuto tantissimo.
L'atmosfera è coinvolgente, le immagini arrivano chiare e le descrizioni perfette.
Ci sarebbe, forse, da togliere un po' d'incisi e usare più punti e virgola, ma di certo hai uno stile molto bello.
La storia è coinvolgente quanto l'atmosfera. A me piace sia quel tempo che le storie così misteriose.
Naturalmente sono solo pareri personali, in ogni caso: ben fatto!

Modificato da IlConteDiMontecristo

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Grazie per il commento lungo e articolato, Wolvie :ohh:

Rispondo solo alle cose che devo spiegare, gli altri appunti me li segno e metto mano alla revisione.

 

 

Non sono sicuro, intendevi proprio che gli faceva male la parte bassa della schiena? Forse mi fuorvia la definizione di sassi poco dopo, perché penso ai calcoli ai reni

No, parlo proprio dei reni, più avanti nella storia sarà chiaro che ha proprio una malattia.

Io attenuerei ancora un po' il buio, perché passiamo dalla non visione della tenebra completa al cogliere tutti questi dettagli in una situazione comunque di tensione. Parlerei un po' prima di penombra, di sensazione di lucore, di abituarsi alla vista più graduale. Opinione mia, eh 9_9 

I primi lampioni a gas facevano luce nell'immediato attorno, e per il resto c'era un buio completo. Era una cosa molto horror (infatti la usano in molti horror, fa atmosfera). Non c'erano proprio penombre graduali, almeno stando a quello che ho letto.
Però in effetti l'occhio non si abitua così in fretta ai cambi di luce *segna*

Jack, sono ignorante lo ammetto ma ho un dubbio. Intendi Jack lo squartatore?

Sì, Jack lo squartatore. Metto il nome completo così è più chiaro, va'.

 


Impressione a caldo: l'idea è accattivante e si respira l'atmosfera tetra che hai creato. Ottima la cura dei dettagli, si vede lo studio dell'epoca, della situazione, ma su questo non avevo dubbi. Forse io asciugherei un po' il testo, levando in alcune parti le incursioni narrative, i dettagli e soprattutto le allocuzioni; giusto per pizzicare con maggiore incisività l'emotività del lettore e stimolare la sua curiosità. Attenzione alle virgole, in qualche periodo sono superflue, mettono troppe pause nella lettura. Una cosa che mi lascia un po' perplesso, ma prendilo col beneficio del dubbio, è l'umidità persistente e il riferimento al Tamigi, come se Whitechapel fosse nel lungo fiume, anche se in realtà, perlomeno dai miei ricordi, non è immediatamente nelle sue vicinanze. Una brezza che sospinge il fetore del fiume, se lo ritieni, potrebbe aiutare. A meno che la parte di WhiteChapel che tu racconti non sia proprio nelle sue vicinanze, non so se ci fossero campi o altre abitazioni nel mezzo, l'ho visitata parecchio dopo il 1899. Grande prova, come sempre

*va alla seconda parte*

Okay, mi confermi le debolezze che immaginavo. Le virgole sono la mia dannazione, le spargo ovunque, come il sale, e poi passo l'editing a toglierle, sigh.
No, Whitechapel non è sul Tamigi (anche se dove si svolgono gli eventi è, chiaramente, la parte del quartiere più vicina), ma negli anni in cui si svolge questa storia la puzza era, ahimè, qualcosa di palpabile in tutta Londra. Il nuovo sistema fognario aiutava, ma diciamo che nei bassifondi non c'era molta attenzione per l'igiene :asd3ek:
Comunque ricontrollo, mi ero basata su una mappa di Londra di quegli anni, ma non vorrei avere preso un abbaglio. Avevo ambientato questo prologo a Whitechapel per via dell'evocatività dovuta a Jack lo Squartatore, non posso rovinare tutto per uno sbaglio di ambientazione. Grazie :ohh:

 

 

La prima frase di ogni romanzo è importantissima. La tua mi piace; e non poco.

 Penso sia opportuno specificare che si tratti della ruote sulla strada (almeno io l'ho interpretata così). Inoltre quel "da far allargare i denti" non mi piace particolarmente.
L'uomo rimase ad aspettare che la carrozza s'allontanasse; cercando invano di non ascoltare il rumore delle ruote di legno sulla strada che gli provocava frequenti brividi lungo la schiena.
L'ho buttata lì così.

Non è 'allargare', è 'allegare'. È un modo un po' arcaico di dire che stringeva i denti, l'ho usato perché l'ambientazione è di un secolo e mezzo fa.
Il rumore delle ruote non è sulla strada, è che proprio le ruote di legno fanno un rumoraccio, cigolano e stridono da far paura. Lo specifico meglio, in effetti chi non l'ha mai sentito non può saperlo. Grazie per avermelo fatto notare.

Non mi piacciono gli apostrofi messi come caporali, perchè non provi con le virgolette? Prova a mettere in corsivo il soggetto, di certo enfatizzi di più.
"È qui, lui è qui! non potete sbagliare! Lui è qui, vieni a prenderlo".
Notavo che prima dici "non potete sbagliare" (e quindi ti riferisci a un soggetto plurale) e poi "vieni a prenderlo" (e quindi a uno singolare). È un refuso? o si spiega tutto dopo? (commento mentre leggo) Se si rivolge a qualche altro soggetto, ti consiglio di spiegare.

No, è la prostituta che si prende la libertà di chiamarlo familiarmente, per ragioni di... uh, marketing, in pratica. Dal dargli del voi passa al tu per ridurre le distanze.

¬¬ non mi piace il termine, usa seno.

Non piace neanche a me, ma essendo il POV quello di un uomo che la disprezza e non la considera nemmeno umana, ho pensato che il termine che definisce le mammelle animali rendesse meglio l'idea. Troppo rude, dici?

Mi ero ripromesso di fare le considerazioni alla fine; ma Dio, quanto è bello questo pezzo!

Poter scrivere queste parti è la ragione per cui adoro la narrativa fantastica :ohh:

 

 

Ciao Lem, mi scuso se ho fatto un commento un po' lungo, ma questo vuol dire che il tuo mezzo o non mi è piaciuto per niente, o mi è piaciuto tantissimo.
Mi è piaciuto tantissimo.
L'atmosfera è coinvolgente, le immagini arrivano chiare e le descrizioni perfette.
Ci sarebbe, forse, da togliere un po' d'incisi e usare più punti e virgola, ma di certo hai uno stile molto bello.
La storia è coinvolgente quanto l'atmosfera. A me piace sia quel tempo che le storie così misteriose.
Naturalmente sono solo pareri personali, in ogni caso: ben fatto!

Ti ringrazio tantissimo. Alla prima riga mi era venuto un colpo, mi sono ripresa alla seconda, e sono felice che ti sia piaciuto.
Mi hai segnalato un sacco di cose che mi saranno utilissime per la revisione. Casco sempre sulle virgole, lo so *fa cerchietti per terra*
Grazie ancora.

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Guest IlConteDiMontecristo

Non è 'allargare', è 'allegare'. È un modo un po' arcaico di dire che stringeva i denti, l'ho usato perché l'ambientazione è di un secolo e mezzo fa.

Dannata dislessia :ehmehm:

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Dannata dislessia :ehmehm:

Tranquillo, c'è di peggio: per esempio avevo cliccato su Modifica invece che su Cita, e per un pelo non stavo cancellando questo post invece di tornare indietro e rimettere tutto com'era :fuma:
 

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Grazie a te <3 Ora commento la seconda. Una sola cosa: se intendevi i reni, allora è da modificare l'articolo, le reni pare che si riferiscano genericamente alla parte bassa della schiena, non agli organi specifici.

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Questo è il mio primo commento in assoluto, sii buona con me XD 

Sono dell'idea che il testo nel suo complesso sia buono, che le descrizioni siano dettagliate, e mi piacciono molto (di solito le descrizioni dettagliate sono una cosa che mi infastidisce parecchio :asd:). Tuttavia devo dire che sin da subito per me è stato palese che "il cattivo" di turno fosse un demone/vampiro o una cosa del genere, e la cosa quindi è stata troppo scontata. Ho letto anche la seconda parte e quella mi è piaciuta di più, è parecchio più scorrevole, ma ci sono troppi segni di interpunzione inutili che fanno arrancare l'andamento del racconto. 

Più di questo non mi sento di dirti, dato che è solo l'inizio :sleep:

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Grazie a te <3 Ora commento la seconda. Una sola cosa: se intendevi i reni, allora è da modificare l'articolo, le reni pare che si riferiscano genericamente alla parte bassa della schiena, non agli organi specifici.

Giusto, ma avevo pensato che, dato il periodo storico, non fossero molto precisi (il tizio è ammalato, lo sa, ma cos'ha si vedrà solo con l'autopsia, come nella barzelletta XD)
Però forse megli oche sia più precisa. I lettori sono del 2015, in fondo.

Questo è il mio primo commento in assoluto, sii buona con me XD 

Sono dell'idea che il testo nel suo complesso sia buono, che le descrizioni siano dettagliate, e mi piacciono molto (di solito le descrizioni dettagliate sono una cosa che mi infastidisce parecchio :asd:). Tuttavia devo dire che sin da subito per me è stato palese che "il cattivo" di turno fosse un demone/vampiro o una cosa del genere, e la cosa quindi è stata troppo scontata. Ho letto anche la seconda parte e quella mi è piaciuta di più, è parecchio più scorrevole, ma ci sono troppi segni di interpunzione inutili che fanno arrancare l'andamento del racconto. 

Più di questo non mi sento di dirti, dato che è solo l'inizio :sleep:

Dovrei essere io a chiederti di essere buon* con me, a dire il vero :asd3ek:

Per i segni di interpunzione hai ragione, quando scrivo di getto li butto lì, poi rivedo tutto in seconda stesura. Brutto vizio, lo so. Per il cattivo, eeeh, in realtà il cattivo in questo prologo nemmeno compare, quindi non è così semplice da capire. Niente demoni o vampiri :asd:

Grazie mille per i suggerimenti!

 

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Ma figurati! Comunque Fef sta per Federica (piacere! :) ) e....sono molto contenta che il cattivo non sia un vampiro XD 

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On 23/8/2015 at 09:31, Lem Mac Lem dice:

Lanciò una rapida occhiata dietro di sé, sforzandosi di farla apparire casuale e non ansiosa. Oltre il buio assoluto della strada, al lampione dietro, c'era soltanto un capannello di donnette miserabili, accucciate sul marciapiede a cucire, per risparmiare le candele. Niente carrozze.

Sposterei l'ultima frase "Niente carrozze." appena dopo la prima. Credo che così scorra meglio perché la seconda frase è molto lunga.

 

On 23/8/2015 at 09:31, Lem Mac Lem dice:

Il buio assoluto aveva cominciato appena ad attenuarsi, quando con la mano toccò qualcosa di caldo, cedevole ma solido. Qualcosa che incombette, emergendo dall'ombra.

A voler fare i pignoli ci sarebbe da dire che l'uomo porta dei guanti e la donna è al freddo con il seno semi scoperto. È poco probabile che lui possa sentire qualcosa di caldo attraverso i guanti ed è altrettanto improbabile che il seno della prostituta sia caldo.

 

A parte queste due considerazioni non ho altro da farti notare. Condivido l'opinione di chi ha lamentato l'invasività di alcuni incisi. Di fatto in questa prima parte succede poco ma quel poco è descritto con eccessivo zelo.

Come sempre la tua scrittura è pressoché impeccabile e catapulta il lettore dentro la scena facendogliela vivere in prima persona. Spero vovamente che questo lavoro prenda (o abbia preso) il volo. Passo alla seconda parte.

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Complimenti, questo prologo è davvero intrigante e suscita la curiosità di sapere come continuerà la storia. Mi piace l'ambientazione dark e le immagini mai banali con cui l'hai descritta :)

Vorrei segnalare che gli incisi, per quanto si veda sullo schermo, sono racchiusi tra due trattini, invece bisognerebbe usare le lineette. Ad es. "Togliti di mezzo, puttana - ansimò - devo raggiungere la stazione delle diligenze" > "Togliti di mezzo, puttana ansimò devo raggiungere la stazione delle diligenze"."

 

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