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Russotto

[Parte 2] Una notte a Londra

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http://ultimapagina.net/forum/topic/419-epic-fail/?do=findComment&comment=3930

 

Luce. Nel bar ci sono di nuovo Helen, Grace, Cliff, Wanda e Jack.

Cliff - Le avrà fatto il lavaggio del cervello!

Jack - Cliff? Non è che stasera hai bevuto troppo?

Cliff - Io?

Jack - Si penso che tu abbia esagerato.

Cliff - Bevuto?

Jack - Cliff? Amanda è in Canada. Da quando si è lasc...

Cliff - Da quando si è suicidata!

Jack - Ti chiamo un taxi. (comincia a gesticolare verso la quinta per chiamare un cameriere)

Cliff - Jack. Non ho bisogno di un taxi.

Jack non lo ascolta.

Cliff - Jack! Lascia stare!

Wanda - Dagli retta Cliff. Sei sconvolto.

Cliff - Dio salvi... JACK! (piano) Per favore, lascia stare. Non ho bevuto. Tieni assaggia. (porge a Jack il suo bicchiere)

Jack - (assaggia il contenuto del bicchiere) Guarda, io non so che cosa hai bevuto stasera, ma di sicuro non è alcolico.

Cliff - E’ acqua tonica.

Grace - Hai bevuto acqua tonica?

Wanda - Sei sicuro di stare bene?

Cliff - Bene. Adesso vi preoccupa anche il fatto che io non bevo. Ormai vi farei compassione anche se vincessi alla roulette.

Helen - Ti sei dato al gioco?

Cliff - (Trattenendo a stento un'imprecazione) No Helen. Non mi sono dato al gioco. E' che adesso che la mia Amanda può riposare in pace... Io non ho più motivo di vivere così.

Jack - Cliff?

Cliff - Si Jack?

Jack - Amanda...

Cliff - Amanda è andata in Canada, lo so. E so anche dove abita. C'ero anch'io quando è partita. L'ho vista salire su una nave a bordo di una station wagon di colore scuro piena di fiori. Volete sapere dove abita? Al Vancouver Monumental Graveyard.

(Pausa)

Non so cosa le abbia fatto Victor. Non so cosa l'abbia spinta a buttare giù quasi una scatola intera di sonniferi. Sta di fatto che lei ora riposa in pace. Prima di morire mi aveva scritto chiedendomi scusa e dicendomi che ora che tutto era finito lei non aveva più motivo di vivere così. Ora che è morto anche Victor io posso defilarmi, cosa ci fa un ubriacone tra tutte queste persone per bene? Addio.(esce)

(pausa)

Helen - Non è vero.

Grace - Cosa non è vero?

Helen - Victor. Non può essere morto.

Grace - Helen.

Helen - Non è possibile. Vic è morto e noi stiamo qui a spassarcela come se niente fosse.

Jack - In effetti anche a me non sembra vero. Voglio dire, giusto ieri era qui con una splendida donna come tutte le sere e oggi... Boh. Di fatto, a quest'ora era sempre qui.

Wanda - Sembrerebbe quasi che debba arrivare da un momento all'altro.

Helen - Ma vi rendete conto? Noi non sappiamo niente di lui. A parte che si chiamava Victor Adam Valentine. E che aveva un fratello.

Wanda - Abel.

Grace - Abel Valentine?

Wanda - No, non credo sia il suo nome. Penso che si faccia chiamare così.

Grace - E perché?

Jack - E' pazzo. Un'operazione che ha subito quando era in tenerissima età ha gravemente danneggiato il suo apparato celebrale.

Helen - E di che operazione si trattava?

Jack - Un trapianto.

Helen - E tu come hai saputo queste cose? Vic non parla... non parlava mai della sua vita privata.

Jack - E' un caso, una volta ho accompagnato un'amica in una clinica. E lì ho incontrato, per così dire, Abel.

Buio

Voce di Abel (urlando) - LASCIA QUI OGNI TUO AVERE (piano) o ricco uomo che entri.

Voce di Jack - Spiacente buon uomo. Sono nullatenente.

Voce di Abel - FERMO! Che il Tamigi mi sommerga con tutta la sua furia se mi sbaglio! Ma a quanto ne so io i tenenti vanno in giro in divisa!

Voce di Jack - No, non sono un tenente, sono... Intendo dire che non ho niente.

Voce di Abel - Tenente Nulla, lei un portafoglio di pelle lo definisce niente?

Voce di Jack - Guardi che non sono un tenente.

Voce di Abel - Signor Nulla, lei un portafoglio di pelle lo definisce niente?

Voce di Jack - No, non sono neanche il signor nulla. Io sono... non ha importanza, le dispiace..

Voce di Abel - Essere o non essere.

Voce di Jack - Sì.

Voce di Abel - Questo è il problema.

Voce di Jack - Certo.

Voce di Jack - Signor Bugiardo.

Voce di Jack - Bugiardo? E perché?

Voce di Abel - Perché lei dice di non avere niente, mentre io so che lei ha un portafoglio di pregiatissima pelle Connolly.

Voce di Jack - Mi dispiace deluderla ma io ho solo un vecchio portafoglio di pelle finta e per giunta vuoto, adesso se permette...

Voce di Abel - Dunque sulla base di quello che lei ha appena ammesso, signor "Bugiardo" deduco che "questo portafoglio" non è il suo.

Voce di Jack - Certo che non... ehi! Dove ha preso quel portafoglio?

Voce di Abel - E a lei cosa importa? Tanto non è il suo.

Voce di Jack - E invece è proprio il mio!

Voce di Abel - Si calmi, si calmi per favore. Ora aggiustiamo tutto; deve esserci stato un equivoco.

Voce di Jack - Oh meno male, questo scherzo cominciava ad infastidirmi.

Voce di Abel - Lo credo, vede come le ho detto: ci deve essere stato un malinteso, è evidente...

Voce di Jack - Si certo...

Voce di Abel - E' chiaro che questo portafoglio assomiglia fortemente al suo, ma lei ha appena asserito di possedere un portafogli di pelle finta vuoto. Questo portafoglio è in vera pelle e poi è pieno di soldi...

Voce di Jack - Ma come! Mi ridia il mio portafogli!

Luce

Jack - E fu così che conobbi Abel.

Wanda - E il tuo portafogli?

Jack - Fu Victor a farmelo restituire. Tra l'altro ricordo che trattò il fratello molto male; voglio dire: non ho visto in lui nessun segno di affetto familiare. Mentre il fratello sembrava volesse rendersi responsabile anche per lui. Bah.

Helen - Povero Vic. Ma come può essere morto?

Grace - Già, Helen poco fa avanzava l'ipotesi che possa essere stato qualcuno.

Wanda - E perché?

Helen - Ehi! Io non ho detto nulla.

Grace - Ma sì. Appena ti ho detto della sua morte mi hai subito chiesto chi era stato.

Helen - E' stata una reazione impulsiva. E' stata la prima cosa che mi è venuta in mente.

Wanda - In effetti l'ipotesi non è da scartare.

Helen - Io ho sempre detto di amare Vic; ma se devo dire la verità, penso che il mio amore verso di lui fosse una sorta di utopia. (reazione di Wanda) A me piaceva Vic per quello che per me rappresentava. Diciamo che fino a qualche minuto fa avevo ancora qualcosa per cui sognare.

Grace - E cosa? L'amore di un uomo che odiava le donne con cui andava a letto?

Helen - Forse era proprio quello a renderlo così affascinante.

Wanda - Al punto di spingere una donna al suicidio?

Jack - Suicidio? Non avrai mica creduto a quell'alcolizzato? Secondo me stasera ha esagerato. Un eccesso di alcool deve avergli fatto perdere la ragione e... bah, non mi stupirei se venissi a sapere che è stato lui.

Grace - Ma andava sempre in giro dicendo di essere il suo migliore amico.

Jack - Penso che tu sia l'unica che ci abbia creduto. Ma l'hai visto? Un uomo di classe come Victor non faceva certo bella figura con un alcolizzato per amico.

Entra Jessica

Jessica - Certo che la morte di Valentine è già sulla bocca di tutti.

Wanda - E tu quando sei tornata?

Jessica - Appena Frank mi ha detto che Valentine è stato assassinato.

Helen - (si sente svenire) Oh mio dio.

Wanda cerca di sostenere Helen.

Jack - Come sarebbe a dire "assassinato"?

Jessica - Assassinato! Hai presente cosa vuol dire? Ucciso, freddato, kaputt. Vuoi la definizione? Dicasi assassinato...

Jack - Aspetta un attimo... Per caso hai incontrato Cliff per strada?

Jessica - Dio salvi la regina! E anche me da Cliff. Mi aspettavo di vederlo a Parigi: c'era una sorta di fiera del vino DOC.

Wanda - Allora eri a Parigi.

Grace - Frank non ti ha detto altro?

Jessica - Quell'uomo è davvero un mistero! L'ho visto una sola volta ma lui di me sa sempre tutto. Non avevo detto a nessuno dov'ero. Eppure oggi al mio rientro in albergo mi hanno detto che c'era un telegramma per me. Chiaro e conciso come solo Frank sa essere: (Helen si è appena ripresa) Alle sette e trenta di stamattina hanno ucciso Victor Adam Valentine.

Helen come sopra, Grace la guarda poi resta pensierosa.

Jack - Victor è stato...

Wanda - Jack! (a Jessica) Hai detto alle sette e trenta?

Jessica - Perché avevate altre notizie?

Grace - A me ha solo detto che era morto. Non sapevo ancora se credere ad una notizia come questa.

Jessica - Mia cara, se Frank dice di aver visto gli alieni; fidati che li ha visti davvero. Sinceramente non ricordo di aver mai avuto una notizia da Frank che si fosse rivelata anche minimamente falsa o in qualche modo non corretta. Ma quando l'hai sentito?

Grace - Stamattina. Ma sai "stranamente" è stato di poche parole: "Victor è morto".

Jack - Se Frank sa a che ora è morto Victor e che è stato ucciso, vuol dire che qualcuno si è già messo in moto per capire cosa è successo.

Jessica - Beh. Che sia morto, e come, sono le uniche cose che sappiamo.

Grace - Ovviamente non si sa chi è stato.

Jessica - Non credo che l'assassino abbia lasciato un suo biglietto da visita. In ogni caso, come vi ho detto, Frank non ha aggiunto altro.

Helen - Ma chi poteva volere male a Vic?

Jessica - (dopo una fragorosa risata) Chi? Ti basti sapere che la prima cosa che ho pensato appena ho saputo di Valentine è che sicuramente si tratta di omicidio a sfondo passionale.

Jack - In effetti Victor, a sfondo passionale, ne ha fatte di vittime.

Jessica - E qui la lista sarebbe lunga. Basti pensare a quelle che sono arrivate a tentare il suicidio; una di loro avrà pensato: meglio lui di me.

Grace - (alzandosi) Scusate. (esce)

Wanda - Dove va?

Jessica - A cercarsi un alibi.

Jack - E a che le serve un alibi?

Jessica - Le servirà quando la polizia l'accuserà dell'omicidio del nostro amico casanova.

Wanda - Ma sei impazzita?

Jessica - Non sono affatto impazzita. Grace ha tentato il suicidio circa sei anni fa per colpa di Valentine.

Wanda - Anche lei?

Jessica - Perché? C'è un'altra donna che ci ha provato?

Helen - Cliff ha detto che Amanda è morta suicida per colpa di Vic.

Jessica - Che io sappia, le ultime notizie la danno per trasferita a Vancouver.

Jack - Sì, questo è quello che sappiamo tutti. Solo che Cliff sostiene un'altra tesi. Secondo lui Amanda... diciamo che adesso vive in un monolocale a Vancouver. Più precisamente una bara.

Jessica - E poi sarei io la pazza. Non credere alle leggende di quella specie di santo bevitore.

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Eccomi alla seconda parte.

Per il mio stato avanzato di Alzheimer, ci sono troppi personaggi che parlano e che mi confondono le idee. Insomma ci sono delle questioni che faccio fatica a capire.

  • ho faticato a capire chi fosse Abel, poi ho capito che è il fratello malato di Victor (spero di non aver capito male, in caso perdonami)
  • Amanda è morta pure lei? O non è morto nessuno? (comincio a pensare di non essere all'altezza)

Probabilmente andando avanti si capirà tutto meglio, ma è frustrante leggere e non capire bene cosa stia succedendo.

Proseguo la lettura.

 

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Ciao Mari,

grazie, innanzitutto, per il commento. Sarò breve nel risponderti: hai ragione su tutta la linea. Punto. Purtroppo, però, ho ragione anche io. Per spiegarmi meglio utilizzo una metafora: un romanzo è come una di quelle immagini che gli architetti fanno per presentare un progetto, con gli alberi, le persone e tutto quel che serve a creare un'immagine realistica e piacevole; una sceneggiatura (o, in questo caso, copione) è il disegno tecnico che serve agli operai per realizzare il progetto. Quindi niente colori, niente alberi, niente persone. Solo linee, quote e indicazioni strettamente tecniche.

Leggere una sceneggiatura, te ne do atto, può risultare noioso perché è un ammasso di battute senza descrizioni, senza troppe azioni, senza poesia (al di fuori di quella che ci può essere all'interno delle battute stesse).

Per quel che riguarda i volti dei personaggi ti do ancora ragione: non li ho descritti. Perché? Semplice: i volti sono quelli degli attori che interpretano i personaggi, non li sceglie l'autore.

Lo stesso, in misura minore, capita per il carattere e le emozioni dei personaggi. Il lavoro dell'autore (sceneggiatore per il cinema, drammaturgo per il teatro) si ferma alla stesura del testo, saranno poi il regista e gli attori a dare vita e colore ai personaggi.

Può sembrare strano ma è così, ogni volta che un regista o un attore lavorano su un testo danno la loro personale chiave di lettura dello stesso. Il regista lo fa lavorando su tutto il testo, l'attore lo fa sul personaggio che andrà ad interpretare.

Victor è morto. La scena in cui lui è dentro il bar con Amanda (morta anche lei) è un flashback. Non l'ho scritto espressamente nel testo perché, da autore, ho pensato che in questo modo il regista e gli attori si sarebbero trovati davanti quella scena e avrebbero dovuto capire da loro che si tratta di una scena del passato. Così come capiterà al pubblico. Sarà cura degli addetti ai lavori rendere comprensibile la cosa.

Come vedi, la scelta di essere più o meno chiari nella stesura del testo, di dare più o meno indicazioni è a discrezione dell'autore. Quante più indicazioni darà tanto  più limitato sarà il lavoro del regista, quante meno ne darà, tante più sfumature potranno venire fuori durane la preparazione dello spettacolo.

Ecco, volevo essere breve e mi ha preso la logorrea!

Spero di non essere stato noioso, a presto e grazie ancora.

Salvatore

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On 25/3/2016 at 12:51, Russotto dice:

Un'operazione che ha subito quando era in tenerissima età ha gravemente danneggiato il suo apparato celebrale.

cerebrale

 

Continua il mistero su Amanda e si scopre che un assassinio c'è stato per davvero.

 

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Ne ho letto due episodi e ammetto di aver trovato un po' faticosa la lettura, proprio per quella mancanza di caratterizzazione dei personaggi. Mancanza voluta, mi pare di aver capito, per dar modo ad attori e registi di "personalizzare" i personaggi secondo le loro esigenze.

Penso però che come sceneggiatura da dare in pasto ai lettori così si perda qualcosa.

I personaggi non sono pochi. A mio avviso, anche caratterizzarne qualcuno, quantomeno i più importanti, affibbiando loro qualche modo di dire o imprecazione particolare, un tic, un gesto frequente, una qualunque particolarità presente in uno solo di essi e non in altri, aiuta l'identificazione da parte del lettore che altrimenti si perde a rincorrere e ricordare i nomi dei vari personaggi. Tra l'altro Wanda e Amanda suonano troppo simili, facile confonderle. Già caratterizzando in pochi tocchi una delle due (ad esempio assegnando a una di loro un profumo talmente forte da invadere la stanza e suscitare commenti quando il personaggio arriva) è più facile memorizzare le differenze e quindi seguire meglio la storia.

Tra l'altro, so che in sceneggiatura l'espediente è molto usato, proprio per permettere al lettore/spettatore di districarsi quasi inconsciamente tra le personalità messe in campo.

Se ce la dai in pasto così, è davvero difficile stabilire cosa funzioni e cosa meno.

E' come giudicare un quadro conoscendone solo un dettaglio. Il dettaglio potrà anche ispirarti e comunicare delle sensazioni ma comunque non ti permette di giudicare il quadro.

Finora, per quanto ambiguo, quello meglio delineato è il morto.

Qualcosa curiosità me la crea però - da lettore, intendo - avverto la sensazione che per aumentare il mio interesse ci sia da aggiungere qualcosa.

 

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