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Deposito legale e Self Publishing


Guest Shawn

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Ciao Alice, Grazie mille per il parere. 

Posso chiederti se, quando ti riferisci a guai seri, hai degli esempi o sei a conoscenza di casistiche reali verificatesi? 

Perché mi sembra che, più che indicazioni chiare che evidenzierebbero una violazione, ci sia molta incertezza. 

Se ci fosse evidenza di sanzioni o di "guai seri" come quelli che tu indichi, forse sarebbe tutto più chiaro. 

Grazie ancora

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Il 20/7/2020 at 17:21, AliceB ha scritto:

Non vi è, quindi, alcuna distinzione tra vendere il proprio romanzo o le proprie creazioni in vetro soffiato o un paio di scarpe. A tutti gli effetti diventate imprenditori che vendono un prodotto tramite una piattaforma. Per questa ragione è necessario aprire la partita IVA. Tuttavia l'argomento è ancora nebuloso, perché amazon, come altre aziende straniere che offrono questo servizio o servizi simili, di fatto evadono le tasse in italia per tutto quello che possono e non rilasciano facilmente fattura all'autore che potrebbe, in tal modo, scaricare l'iva. Insomma, tra quello che si deve fare e quello che si può fare c'è di mezzo il mare. Ad ogni modo, se l'autore ha le capacità per vendere diverse copie al mese e quindi avere un introito effettivo dall'attività, è meglio che apra la partita IVA e imposti la richiesta di fatturazione da amazon, onde evitare di trovarsi in guai seri.

Concordo. La questione è molto nebulosa ed è stata ampiamente dibattuta on the other side, perché manca una legge specifica in materia.
La semplifico for dummies.
Amazon dice: "Io non faccio l'editore. Semplicemente ti aiuto a vendere i tuoi libri." (In tal caso dovrete per forza aprire partita IVA)
L'autore risponde: "Col cavolo che non fai l'editore: io ti do solo dei file e tu ci tiri fuori un libro, anche in cartaceo, e mi dai pure il codice ISBN!" (In questo caso non serve partita IVA, è sufficiente dichiarare i redditi percepiti).
E lo Stato cosa dice?
Niente, al momento. Se chiedete a dieci commercialisti, vi daranno dieci risposte diverse, perché a loro volta hanno avuto dieci risposte diverse, da dieci diversi uffici dell'Agenzia delle Entrate. 
Quindi un "povero" autore che pubblica in self, per evitare in futuro di avere guai col fisco, cosa dovrebbe fare? Nulla, semplicemente, invece di un romanzo qualsiasi, aprire un bel libro di preghiere e recitare ad alta voce: "Padre Nostro che sei nei cieli...". Se aderente ad altro credo religioso, seguire attentamente le istruzioni che tale credo professa. Gli atei possono anche solo incrociare le dita o compiere altri gesti scaramantici di derivazione pagana.

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