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Guest Shawn

Deposito legale e Self Publishing

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Guest Shawn

Leggendo tra le varie discussioni in merito all'editoria e al Self Publishing, sono venuta a conoscenza di una legge che sinceramente ignoravo: il deposito legale obbligatorio. Gli editori conoscono già la procedura, ma quanti autori che pubblicano per conto proprio la ignoravano?

Mi piacerebbe sapere il vostro parere...

Ecco qua il DPR di cui vi parlavo:  http://www.bibliotecastense.it/allegati/depleg_ist.pdf

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Ah, sì, sapevo qualche cosa del genere, ma ecco che mi hai dato l'occasione per informarmi meglio (per mera curiosità). ^_^

Il 'deposito legale' è regolato da:

- La legge 106/2004

- Il Decreto del Presidente della Repubblica 252/2006

Di entrambi vi ho dato i link ai testi ufficiali (il primo sul sito del parlamento italiano, il secondo sul sito della Gazzetta Ufficiale).

Detta in soldoni, il deposito legale consiste nel deposito di alcune copie della propria opera presso le biblioteche centrali e/o altri enti a scopo di raccolta e conservazione. Il deposito riguarda una varietà di documenti, non solo libri, ma anche, ad esempio, film e opere d'arte grafica, purché prodotti in tutto o in parte in Italia.

Andiamo nello specifico riguardo ai libri. Il deposito per i libri consiste in due copie da depositare presso le Biblioteche Centrali di Roma e di Firenze (una copia ciascuna, ovviamente), più altre due copie presso le biblioteche o gli archivi della propria regione.

Attenzione: le copie da depositare devono essere identiche a quelle in circolazione. Vanno depositate copie diverse per ogni formato in circolazione (ad esempio, se il vostro libro circola sia in copertina rigida sia in copertina morbida, dovete depositare copie per entrambi i formati) e per ogni nuova edizione.

E i libri in digitale? I libri in digitale (gli ebook, per intenderci) sono pure loro soggetti a deposito: in generale un libro che viene diffuso pubblicamente deve essere comunque depositato qualunque sia il formato in cui è edito e il mezzo tramite cui è distribuito. E si parla infatti specificatamente pure di diffusione tramite reti informatiche e di formati digitali. Nel caso dei documenti su supporto informatico, vanno fornite solo due copie alle biblioteche centrali di cui sopra (una a testa, anche qui).

Chi deve provvedere al deposito? L'editore o (se manca) il tipografo. Ciò vuol dire che in generale gli autori non devono preoccuparsi di quest'obbligo... tranne che in un caso specifico.  

L'autore che pubblica con un editore non si deve occupare del deposito di persona: provvede l'editore.

L'autore che si autopubblica ma che comunque si appoggia a un tipografo o a un servizio di print on demand, non deve provvedere di persona: ci pensa il tipografo o l'agenzia di POD.

Rimangono fuori però gli autori che si autopubblicano in digitale facendo tutto 'da soli'. Ora, se l'edizione finale in ebook viene preparata da un servizio esterno (un'agenzia, ad esempio, che fornisca assistenza per l'autopubblicazione in ebook) in pratica, secondo me, questo servizio esterno figurerebbe come tipografo, e quindi dovrebbero essere loro a depositare le copie. Se l'autore però fa tutto tutto tutto da solo... Penso sia da considerare tipografo/editore di sé stesso, e quindi dovrà provvedere lui al deposito delle copie dovute.

Nota importante: serve l'ISBN (o l'ISSN). Per i documenti su supporto informatico va bene anche il DOI. Quindi, se distribuite pubblicamente la vostra opera questa legge di fatto vi obbliga a procurarvi di un seriale come l'ISBN o simili (in quanto vi obbliga a depositare delle copie che per essere depositate devono avere uno dei seriali appena detti).

Ah, particolare importante: l'obbligo riguarda tutti i libri distribuiti pubblicamente, sia a titolo gratuito che a pagamento!

Sono esenti da quest'obbligo invece le opere distribuite privatamente (un po' come si faceva all'antica insomma). Ad esempio, se tenete un romanzo nel cassetto (o nell'HD) e lo passate per cavoli vostri ad amici e parenti, non dovete depositare nulla: questo perché il libro, di fatto, non è pubblicato. Per motivo simile, non c'è bisogno di depositare, tra le altre cose, bozze di opere che non siano ancora state pubblicate.

Il deposito, infine, va fatto entro 60 giorni dalla pubblicazione (o dalla distribuzione) in Italia.

Che ne penso? Non so quanto possa essere effettivamente utile conservarci copie di ogni cosa che viene pubblicata, a livello culturale. Potrebbe però essere utile per difendere il diritto d'autore però, non sufficiente in tutti i casi, ma magari... Ma lascio certe questioni giuridiche a chi ne sa più di me. ^_^

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Guest Shawn

Chi pubblica tramite piattaforme come Amazon o Narcissus come si regola? Dubito che siano loro a depositare le opere...

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36 minuti fa, Shawn dice:

Chi pubblica tramite piattaforme come Amazon o Narcissus come si regola? Dubito che siano loro a depositare le opere...

Bisogna leggere i contratti - Amazon sicuramente non lo fa, essendo un'azienda internazionale; StreetLib Selfpublish (non si chiama più Narcissus!) è italiano, ma anche in questo caso non credo sia loro compito farlo. Li ho comunque contattati per saperlo con precisione.

Inoltre, penso che la norma non valga per gli ebook. 

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Guest Shawn

Però Amazon è il venditore (o tipografo), tanto è vero che tutti gli ebook distribuiti hanno la dicitura "Venduto da Amazon Media EU S.à r.l. ". Il fatto che si tratti di una piattaforma internazionale, non lo esenta per esempio dagli adempimenti IVA, che viene detratta alla fonte dal compenso dell'autore.

Secondo me l'autore è responsabile quando vende direttamente, senza intermediari.

Modificato da Shawn

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Guest Shawn

A proposito di IVA (vado un attimo OT), prima consideravo una sventura il fatto che Amazon la detraesse dai compensi degli autori. Con il senno di poi, ho capito che è una manna perché, in caso di guadagni considerevoli, l'autore non è costretto ad aprire una partita IVA che comporterebbe versamenti INPS, spese per la liquidazione IVA da parte di un commercialista etc etc etc.

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Ecco qua la risposta di Amazon (rapidissimi!):

 

Cita

Gentilissima Linda,

Grazie per contattare Amazon KDP. Spero che tu abbia avuto una bellissima giornata!

In merito alla tua mail e il tuo quesito, ti devo dire che per quanto riguarda il deposito legale obbligatorio dei libri pubblicati questo è compito dell'autore farlo.

Il programma di prestito della Biblioteca Kindle ha avviato una partnership con OverDrive, azienda leader nella fornitura di soluzioni legate ai contenuti digitali per più di 11.000 biblioteche pubbliche e scolastiche statunitensi, affinché gli utenti possano prendere in prestito libri pubblicati in Kindle.

OverDrive collaborerà direttamente con editori e biblioteche per promuovere il programma di prestito. Gli autori e gli editori interessati possono contattare OverDrive all'indirizzo e-mail pubinfo@overdrive.com.

Spero che questa informazione sia stata utile. Grazie per avere utilizzato Amazon KDP.

Cordialmente,

Monica M
Kindle Direct Publishing

 

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Guest Shawn

Grazie Linda, anche se questa è una bella grana. Varrà per tutto quello che si pubblica in rete? Secondo me, una legge di questo tipo lascia parecchie domande irrisolte.

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6 minuti fa, Shawn dice:

Grazie Linda, anche se questa è una bella grana. Varrà per tutto quello che si pubblica in rete? Secondo me, una legge di questo tipo lascia parecchie domande irrisolte.

Figurati!
Al solito: la legislazione non si muove abbastanza in fretta per seguire i cambiamenti (anche se, a onor del vero, questo cambiamento è in atto già da un decennio buono). Probabilmente vale per tutto ciò che ha una pubblicazione cartacea, quindi non per gli ebook. 

E altrettanto probabilmente dubito che qualcuno si prenda mai la briga di controllare o di fare multe.

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(Grandi gli amici di Tropico del libro. Mi sono iscritta alla loro campagna soci 2016 e ho ricevuto pure l'agendina omaggio :D)

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1 ora fa, Shawn dice:

Grazie Linda, anche se questa è una bella grana. Varrà per tutto quello che si pubblica in rete? Secondo me, una legge di questo tipo lascia parecchie domande irrisolte.

 

1 ora fa, Amy Pond dice:

Figurati!
Al solito: la legislazione non si muove abbastanza in fretta per seguire i cambiamenti (anche se, a onor del vero, questo cambiamento è in atto già da un decennio buono). Probabilmente vale per tutto ciò che ha una pubblicazione cartacea, quindi non per gli ebook. 

E altrettanto probabilmente dubito che qualcuno si prenda mai la briga di controllare o di fare multe.

Veramente l'art. 1 della Legge 106/2004 dice chiaramente:

"1. Al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana sono oggetto di deposito obbligatorio, di seguito denominato "deposito legale", i documenti destinati all'uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l'ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione, ivi compresi i documenti finalizzati alla fruizione da parte di portatori di handicap."

Anche il DPR sopra menzionato, all'art. 2, comma 1, lettere e ed f dice:

"e) uso pubblico: la distribuzione, la immissione in circolazione, in commercio o comunque la diffusione al pubblico dei documenti di cui al presente regolamento, anche tramite reti informatiche;

f) documenti: i prodotti editoriali destinati all'uso pubblico sia a titolo oneroso che gratuito, contenuti su qualsiasi supporto sia analogico che digitale, nonché su ulteriori supporti prodotti dall'evoluzione tecnologica nell'ambito delle finalita' previste dalla legge; [...]"

Ovvero, se tra dieci anni inventeranno il libro olografico o il libro telepatico, l'obbligo di deposito varrà pure per quello. :asd:

L'obbligo per i libri in digitale quindi c'è già bello specificato: quello che mancano sono le procedure specifiche per depositarli. E su questo, da quel che ho capito leggendo, risponde l'articolo linkato da Shawn.

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Cita

 

Ciao Linda!

Nel nostro caso (parlo di StreetLib Selfpublishing), è compito dell'autore occuparsi del deposito legale.
Per la pubblicazione in ebook non è richiesto il deposito legale dell'opera (non tutti lo sanno abbiamo scoperto nel tempo).

Nel caso della stampa, invece, dipende da quale servizio di stampa scegli nel nostro caso:

A)- se opti per il POD (Print on Demand), col quale le opere vengono stampate e consegnate a casa dell'autore, secondo le disposizioni del "Regolamento recante norme in materia di deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico" (DPR 3 maggio 2006 n. 252 - link alla Gazzetta Ufficialehttp://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-08-18&atto.codiceRedazionale=006G0272&elenco30giorni=false) previsto dalla Legge n. 106 del 15 Aprile 2004, si deve procedere in questo modo:
- una copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale del Castro Pretorio, n. 105 – 00185 Roma
- una copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Piazza dei Cavalleggeri, n. 1 – 50122 Firenze
- due copie alla alla Biblioteca della Provincia/Regione di appartenenza incaricata di svolgere questo compito dal decreto del Ministero dei Beni Culturali. (vedi l'elenco allegato).

Però per tirature inferiori a 200 copie l'adempimento del deposito legale avviene in misura ridotta con:
1 copia ad una delle due Biblioteche Nazionali
1 copia alla biblioteca provinciale/regionale di competenza;

B)- se opti invece per il POS (Print on Sale), col quale il cartaceo viene reso disponibile su Amazon ma la copia fisica viene stampata soltanto nel momento in cui viene acquistata da qualcuno (qui maggiori informazioni:
http://streetlib.com/pos), allora non è richiesto il deposito legale.

Per qualsiasi altra informazione facci sapere ;)
Grazie a te! T'auguro una bella giornata Linda

Lucia Zitelli
StreetLib Customer Care


 

Arrivata or ora anche la risposta di StreetLib :)

 

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Guest Shawn

Adesso abbiamo un quadro completo. L'obbligo di deposito per gli ebook ci sarebbe se fossero già state definite le modalità di attuazione. Per il momento chi pubblica solo in digitale, ne è esentato. Sospirone di sollievo :D Thanks

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non vorrei dire una stupidata, ma credo che l'obbligo sia per ciò che viene stampato in Italia. Amazon intanto stampa all'estero.

Mentre l'ISBN non mi pare proprio sia obbligatorio.Tanto per intenderci si tratta di una legge del ventennio, "riaggiornata" in qualche modo. Tanto che anche i manifesti, locandine e affini, in teoria, dovrebbero venire depositati (l'esigenza era quella di un controllo sui contenuti)

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17 minuti fa, Lorenzo Sartori dice:

non vorrei dire una stupidata, ma credo che l'obbligo sia per ciò che viene stampato in Italia. Amazon intanto stampa all'estero.

Mentre l'ISBN non mi pare proprio sia obbligatorio.Tanto per intenderci si tratta di una legge del ventennio, "riaggiornata" in qualche modo. Tanto che anche i manifesti, locandine e affini, in teoria, dovrebbero venire depositati (l'esigenza era quella di un controllo sui contenuti)

Sì, le leggi che ho linkato sopra si riferiscono, da quel che ho capito, a opere prodotte e stampate in Italia.

Riguardo all'ISBN e a codici simili, non è obbligatorio in sé per sé: sarebbe obbligatorio il deposito, che per essere effettuato richiede un codice come ad esempio l'ISBN. La legge sul deposito per il digitale però rimane, da quel che è emerso nella discussione, puntualmente inapplicata, e quindi l'ISBN risulta, de facto, non necessario. :asd:

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Utilissima conversazione. Ignoravo assolutamente quest'obbligo, ma nel mio caso di self-publishing con Lulu, più propriamente trattasi di Print on Sales (POS) per cui non è necessario adempiervi.

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Grazie a tutti, ragazzi! Ho capito di più nei cinque minuti dedicati a leggere la vostra conversazione che in una giornata buttata via a scartabellare ordinanze di pomposi burocrati che esigono ma non chiariscono con quali dinamiche assecondarli, creando equivoci su equivoci "quasi" lo facessero di buon proposito.:applausi:

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Per rispondere a Lorenzo Sartori: credo che nel ventennio abbiano rispolverato un vecchio editto risalente ai tempi di Carlo Alberto (quello dello Statuto Albertino, per intenderci) e della monarchia sabaudia.

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