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Matt

Luce notturna

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Commento quiVi: http://bookinprogress.net/forum/index.php?/topic/212-il-cane-nero/&do=findComment&comment=1606

 

LUCE NOTTURNA

 

 

 

La radio emise di nuovo il dannato sibilo di quando perdeva la sintonizzazione, cosa che faceva fin troppo spesso. Guido strinse la consumata rotellina tra pollice e indice, cambiando poi stazione. Sempre la stessa storia: quando pioveva quel trabiccolo non accennava a funzionare, diffondeva solo quel irritante chiasso. Se il fastidio avesse posseduto un rumore, be’, di certo quello sarebbe stato il più affine. Decise di lasciarla dove si sentiva meglio, quel meglio era rappresentato da parole sconnesse, quella che sembrava musica lirica e degli sibili.

 

Nella vecchia punto del duemila verde pisello faceva un freddo cane. Il riscaldamento aveva smesso di fare il suo dovere pochi giorni prima e l'unico modo per scaldarsi, in attesa del fine settimana in cui avrebbe portato l’auto da meccanico di fiducia, era stringersi nel giubbotto di piuma d'oca e proseguire. I piedi avevano smesso di pulsargli, dopo aver sopportato ininterrottamente il peso del suo corpo per oltre dieci ore avevano ottenuto l'agognata tranquillità. Un raggio giallognolo prepotente illuminò di più la strada deserta quando accese gli abbaglianti, l’asfalto bagnato da qualche ora rifletteva la luce traballante del fanale che stava per tirare gli ultimi.

 

«Paaaarlami d'amore mariuuuù, tutta la mia vita sei tuuu, gli occhi tuoi bell-bzzz bzzz…»

 

 Un colpo della mano di Guido contro lo stereo e la musica scomparve del tutto.

 

«Fanculo, rottame» esclamò, rassegnandosi. Riprese la ricerca della stazione, trovando solo Radio Maria che prendeva a palla, manco stesse trasmettendo Iddio in persona. Girò la manopola volentieri mentre da lontano una luce singolare spiccava tenue in movimento. Guido tolse gli abbaglianti, riportando la mano sulla radio, sperando nei trasmettitori di RDS. La luce era dal lato opposto della strada, si muoveva a ritmo e veniva verso di lui. Guido trovò in lei un nuovo momentaneo passatempo e si immaginò che fosse.

 

Di certo non era uno scooter, in quanto sobbalzava e la circonferenza da cui proveniva il bagliore era troppo piccola. L'opzione migliore sembrava quella di un corridore, che armato di buone intenzioni si stava cimentato in una corsetta notturna e decisamente gelida. Guido ne rimase colpito, poiché lui non avrebbe di certo affrontato il freddo di fine ottobre per rassodare i glutei, quindi tanto di cappello al corridore. Senza accorgersene rallentò come per assaporare il momento in cui lo, o la, avrebbe visto in faccia. Iniziò a immaginarsi la sua ipotetica miss da corsa: blu con strisce nere sui fianchi, scarpe leggere ma comode, berretto di lana e cuffie all'orecchio, e poi la torcia. Probabilmente la indossava sul petto, con una propria cinghia a sorreggerla. Sì, doveva essere così, forse sbagliava solo sul colore della tuta ma sul resto ci avrebbe scommesso.

 

«Giusto, ovviamente è palese che- bzzz bzzz…»

 

Guido non prestò nemmeno attenzione alle informazioni criptate fornite dal coso che non era più una radio, ma un produttore di sibili ambulante; troppo concentrato sulla figura la osservava e la studiava. Sembrava che il tempo si stesse fermando, forse anche lui in attesa dell'incontro, in tacito fermento come Guido. Non mancava molto.

 

La punto aveva rallentato, pronta per assecondare lo scambio di sguardi. Era una cosa stupida alla fine, nulla di differente da un passaggio di un tipo sconosciuto che correva con la gola arsa dall'aria gelida. Nulla di più. Eppure Guido Bertassi seguì con lo sguardo la figura mentre gli sfilava di fianco, con la luce che saltellava, sempre più grande. La macchina doveva proseguire ai venti chilometri all'ora quando si incrociarono.

 

La testa di Guido seguì il passaggio del corridore: guardò sul petto, certo di trovare una torcia a led da cui proveniva il bagliore, errando però la supposizione. Non emise alcuna parola, i pensieri erano taciti e la radio, che straordinariamente aveva preso a trasmettere una canzone pop di Madonna, non sembrava in grado di distogliergli l’attenzione. Stava osservando un uomo correre al di là della strada: la tutina aderente blu, le scarpe comode e in testa... be’, in testa aveva un fanale. Cioè, la sua testa era un enorme fanale simile a quelli delle biciclette anni novanta, dal contorno argenteo e decisamente grosso. Il fascio di luce illuminò la punto quando il guidatore si voltò verso di lui, la mano del corridore si alzò per salutarlo e lui ricambiò sbigottito, senza sapere il perché lo stesse facendo. Poi la punto sorpassò l’uomo e di lui rimase solo un puntino sullo specchietto retrovisore che si restringeva a mano a mano che si allontanava.

 

Guido rimase a lungo a osservarlo, smarrito da quello che aveva visto, senza saper che dire o se quello che aveva visto fosse reale o meno. La luce divenne impercettibile e poi scomparve. La radio aveva ripreso a sibilare ed era l'unico rumore all'interno della punto, assieme ai pensieri bloccati di Guido. Una sola domanda però rimaneva, imperterrita era l’unica cosa che gli venne da chiedersi in quel momento.

 

Che diamine era quel coso?

 

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La radio emise di nuovo il dannato sibilo di quando perdeva la sintonizzazione, cosa che faceva fin troppo spesso. Guido strinse la consumata rotellina tra pollice e indice, cambiando poi stazione.

Mi suona male. direi

La radio emise di nuovo il dannato sibilo di quando perdeva la sintonizzazione, cosa che accadeva fin troppo spesso. Guido strinse la consumata rotellina tra pollice e indice, per cambiare stazione.

 Se il fastidio avesse posseduto un rumore, be’, di certo quello sarebbe stato il più affine. Decise di lasciarla dove si sentiva meglio, quel meglio era rappresentato da parole sconnesse, quella che sembrava musica lirica e degli sibili.

riformulerei così

 Se il fastidio avesse posseduto un rumore, be’, di certo quello sarebbe stato il quello. Decise di lasciarla dove si sentiva meglio, ma quel meglio era rappresentato da parole sconnesse, qualcosa che sembrava musica lirica e dei sibili.

 I piedi avevano smesso di pulsargli, dopo aver sopportato ininterrottamente il peso del suo corpo per oltre dieci ore avevano ottenuto l'agognata tranquillità. 

metterei una virgola dopo "dodici ore".

 Un raggio giallognolo prepotente illuminò di più la strada deserta quando accese gli abbaglianti, l’asfalto bagnato da qualche ora rifletteva la luce traballante del fanale che stava per tirare gli ultimi.

riformula perché non è chiarissimo quello che vuoi descrivere. Non ho capito se l'asfalto è bagnato da qualche ora o se la luce si rifletteva da qualche ora. e l'espressione ;"che stava per tirare gli ultimi" non mi piace, oppure manca un pezzo.

Iniziò a immaginarsi la sua ipotetica miss da corsa: 

:asd:  "mise" intesa come tenuta, modo di vestire.

Guido non prestò nemmeno attenzione alle informazioni criptate fornite dal coso che non era più una radio, ma un produttore di sibili ambulante; troppo concentrato sulla figura la osservava e la studiava.

Cosa studiava, la fugura o la radio? Sistema la punteggiatura.

La macchina doveva proseguire ai venti chilometri all'ora quando si incrociarono.

....procedere a....

Cioè, la sua testa era un enorme fanale simile a quelli delle biciclette anni novanta, dal contorno argenteo e decisamente grosso.  Poi la punto sorpassò l’uomo e di lui rimase solo un puntino sullo specchietto retrovisore che si restringeva a mano a mano che si allontanava.

Qui non ho veramente capito. Ha veramente una testa a forma di fanale?

Poi la punto sorpassò l’uomo e di lui rimase solo un puntino sullo specchietto retrovisore che si restringeva a mano a mano che si allontanava.

credo che, siccome si sono incontrati e poi ognuno è andato per la sua strada, non si possa dire che lo ha superato. 

Comunque, imprecisioni a parte, che magari sono solo perché io non ho compreso bene, il racconto è carino, a tratti anche molto simpatico, ma mi ha lasciato troppi interrogativi. Chi è il protagonista? Dove va? Perché ha camminato tanto? Chi è il misterioso corridore? 

Se questo è l'inizio di qualcosa di più lungo allora ok, hai ottenuto la mia attenzione. Se invece è autoconclusivo, mi ha lasciato troppe domande e quindi un po' insoddisfatta.

Comunque è stato bello rileggerti, lo sai che adoro come scrivi e spero che lo rifarai presto!

P.S. Te lo avevo detto che sono diventata cattivissima! :)

 

 

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Cioè, la sua testa era un enorme fanale simile a quelli delle biciclette anni novanta, dal contorno argenteo e decisamente grosso.  Poi la punto sorpassò l’uomo e di lui rimase solo un puntino sullo specchietto retrovisore che si restringeva a mano a mano che si allontanava.

Qui non ho veramente capito. Ha veramente una testa a forma di fanale?

Eh sì, ha davvero la testa a forma di fanale, anzì, ha proprio un fanale al posto della testa :D

Poi la punto sorpassò l’uomo e di lui rimase solo un puntino sullo specchietto retrovisore che si restringeva a mano a mano che si allontanava.

credo che, siccome si sono incontrati e poi ognuno è andato per la sua strada, non si possa dire che lo ha superato. 

L'uomo fanale veniva dalla parte opposta, quindi è giusto :) 

Grazie per il commento, so che il racconto è un po' strano ma uscendo dal lavoro alla sera faccio pensieri molto particolari xD 

Modificato da Babbo Natale

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On 28/11/2015 at 15:18, Matt dice:

diffondeva solo quel irritante chiasso.

refuso

On 28/11/2015 at 15:18, Matt dice:

Decise di lasciarla dove si sentiva meglio, quel meglio era rappresentato da parole sconnesse, quella che sembrava musica lirica e degli sibili.

Mi sembra un po' contorta come frase, proverei a riformularla. Per esempio, dove di sentiva meglio è troppo generico secondo me.

On 28/11/2015 at 15:18, Matt dice:

Nella vecchia punto del duemila verde

Non mi ero accorto che fossimo in auto :asd: Forse sarebbe meglio specificarlo prima. 

On 28/11/2015 at 15:18, Matt dice:

«Fanculo, rottame» esclamò, rassegnandosi. Riprese la ricerca della stazione, trovando solo Radio Maria che prendeva a palla, manco stesse trasmettendo Iddio in persona. Girò la manopola volentieri mentre da lontano una luce singolare spiccava tenue in movimento. Guido tolse gli abbaglianti, riportando la mano sulla radio, sperando nei trasmettitori di RDS.

Sei il mio mito xD

On 28/11/2015 at 15:18, Matt dice:

immaginarsi la sua ipotetica miss da corsa

mise :asd: All'inizio ho pensato davvero a una donna xD

Ciao Matt! :D

Scusa per il ritardo, mi ero perso il tuo racconto (che è qui da novembre, mi sento in colpa :facepalm:).

Allora, ci sono un po' di refusi che ti sono scappati, te ne ho segnato un paio, ma gli altri li trovi facilmente se lo rileggi. Mi sembra scritto un po' di fretta in qualche punto, però non è nulla che non si possa sistemare, visto che non mi sembra di vedere difetti eclatanti. Quello che mi ha spiazzato è stata proprio la storia: all'inizio non capivo dove volessi andare a parare e alla fine ho capito che non volevi andare a parare da nessuna parte. Intendo dire che, mi sembra, l'obiettivo del racconto è stupire il lettore tanto quanto Guido si è stupito per una cosa che non ha senso. E ha funzionato, ha funzionato pure bene, direi. Ci sono tante domande di cui potrei chiedere la risposta, però non avrei alcun motivo di voler conoscere il significato che c'è dietro a un nonsense.
Stavo morendo dalle risate quando hai citato Radio Maria xD Secondo me per migliorare il racconto potresti aggiungere qualche battuta in più e renderlo più ironico, tanto il senso dell'umorismo non ti manca, questo è poco ma sicuro.

Hai scritto di meglio, però io sono rimasto spiazzato, quindi hai fatto un buon lavoro :flower:

Alla prossima!

 

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Ciao! Si deve sapere una cosa di questo racconto: l'ho scritto in sala d'attesa dal medico, senza una mèta precisa e, come hai detto giustamente te, solo rendere vivo lo stupore del protagonista. Lo so, non ha alcun senso il racconto ma se ti ha stupito e ti ha dato quelle sensazioni, be': allora ha funzionato :asdf: 

Grazie per il commento :bossah:

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