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Cos'è che disturba, rallenta o blocca del tutto la tua scrittura?


Ngannafoddi
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Spiego meglio: c'è qualcosa che ti impedisce di scrivere o ti rende difficile farlo? Qualcosa che ti occupa la mente così tanto da toglierti la serenità? E non intendo il classico blocco dello scrittore, ma qualcosa di esterno che ti impedisce di vivere bene.

Ti faccio degli esempi:

  • Problemi di salute personali (Mal di testa, mal di denti, febbre, diarrea fulminante, ecc...)
  • Problemi in famiglia
  • Problemi di lavoro
  • Vicini rumorosi
  • Bambini chiassosi
  • La polizia che cerca l'assassino dei vicini rumorosi
  • Impegni gravosi
  • Stanchezza fisica o mentale
  • La vicina nuda sul balcone di fronte
  • Nervosismo
  • Il gatto non smette di miagolare
  • Ansia
  • Stress
  • Altro

Oppure:

  • Nulla può fermarmi

 

Nel mio caso sono due i fattori che possono rallentarmi:

  1. La salute. Se sto male, non riesco a concentrarmi. Posso anche sforzarmi, ma invece delle mille parole quotidiane magari riesco a scriverne dieci in una intera giornata. Dieci parole che poi di sicuro dovrò andare a cambiare o cancellare del tutto quando tornerò a stare bene.
  2. Impegni. Di qualsiasi genere, tipo un appuntamento. Se penso che a una determinata ora dovrò staccare, la mia mente non sarà libera e di conseguenza anche la mia scrittura. E qui c'entra anche l'ansia.

 

E nel tuo caso? Qual è il nemico della tua scrittura? :follia:

 

 

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Oltre a tutte quelle che hai detto tu, inclusa la vicina ignuda che, lo ammetto, un po' mi turberebbe, la mancanza di sonno è ciò che più mi toglie la forza.  Se passo la notte a rigirarmi nella branda come una piadina sulla piastra, la mattina scrivo brani brevi e bitorzoluti.

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Le cose che dici valgono per tutti. Possiamo fare solo delle "x" sulle opzioni, sono quelle che rompono le scatole a tutti.
Immagino che un'intossicazione alimentare (magari avuta dopo una cena a casa di amici, con figli ululanti che come prime parole dicono bestemmie in due lingue, nonna rincoglionita a tavola che sputacchia la dentiera nel piatto e cane meticcio "incidente domestico" che scagazza usando i tappeti persiani come carta da coda) sia un'esperienza che fanno tutti. Prima o poi.
Forse.
Sarà anche abbastanza comune ritrovare il vicino nudo che si è chiuso fuori e si copre con i volantini del Take Away indiano, sfilati dalla porta accanto. Sarà normalissimo che la gente decida di organizzare una festa alle dieci del mattino con Karaoke in giapponese per tutto il tempo e che poi arrivi la polizia facendo più casino del karaoke (e magari con i pompieri al seguito, perché qualcuno aveva dato fuoco ad un materasso. A casa. Accendendosi una sigaretta con un accendi gas a forma di pistola che lo ha fatto sbattere a terra da tutti pensando che fosse armato).
Credo che pure il vicino di casa con l'arpa, che suona in mutande ovviamente, sia una cosa che si vede tutti i giorni. Beh, io almeno lo vedo tutti i giorni. O la vedo. Perché a me sembra un uomo, ma indossa biancheria intima femminile quindi non vorrei offendere qualcuno dicendo una cosa per un'altra.

Ad ogni modo...
Di recente ci sono delle cose IN PARTICOLARE che mi impediscono di concentrarmi o scrivere quanto vorrei. Molto banalmente procedo in ordine sparso:

La telefonata di mia nonna che urla che la vita è una merda e ce l'ha con mia madre.
Quella di mio zio depresso che dice che la vita è una merda, avere mia nonna a casa con i suoi problemi è un altro problema, e mia madre (che non se ne cura) è una merda peggiore della vita.
La telefonata di mio padre su quanto mia madre lo faccia sentire una merda.
Quella di mia madre su quanto tutti siano una merda.
Quella di mia sorella che mi fa sapere che il fatto che io riceva telefonate di parenti che parlano male di mia madre, fa sentire mia madre una merda.
Poi mi sento una merda pure io, ovviamente, ma... suppongo sia l'atto finale di una situazione lassativa.

La mia vicina di casa scarica paiolate di avanzi dei suoi pasti sulle macchine sotto il suo balcone. Lo fa tutti i giorni a pranzo e cena e quindi, ore pasti, arrivano orde di gabbiani impazzite a cagare ovunque mentre si litigano la pappa e questo... il casino e tutto il resto... distrae. Distrae da morire soprattutto se quella poveraccia della tua compagna, uscita a fare la spesa, torna a casa RICOPERTA di cacca lanciata dai culi dei gabbiani appostati sulla tettotia del nostro palazzo e ora in attesa della cena.
Ho anche più di qualche vicina che si spoglia al balcone ma di recente, andando a buttare la spazzatura, delle studentesse spagnole mi hanno fatto presente di vedere ME quando circolo nudo in casa mia e... Di continuare a farlo, visto che gradiscono molto.
Ah... dimenticavo di dire che in Scozia non ci sono tende nelle case: si vede tutto.
Al quinto piano del palazzo di fronte c'è una coppia di ragazzi (due culturisti) che scopa allegramente con la luce accesa. Complimenti: tutti i giorni e quasi sempre dopo cena.
Avranno preso la cosa con la determinazione dell'esercizio fisico che fanno pure per altro.
E non è che io mi faccia distrarre dalla cosa più di tanto, ma non vederli è impossibile e quindi la cosa ti fa come minimo... ridere e come massimo...
Metterti a preparare la cena o aspettarla, dipende dai giorni e da chi cucina.

Mi distrae moltissimo anche una coppia di corvi che abita nel giardino di fronte. Ci ho fatto amicizia, mi piacciono i corvi, e mi portano sul davanzale centinaia di tappi, linguette di lattine, viti...
Mi esortano a fare una buona differenziata che altri non hanno fatto ma bussare al vetro per farmi presente che è arrivato il pacco... è un disturbo. E meno male che il gatto del piano di sotto non è volante o mi porterebbe serpenti, sorci e uccelli morti per regalo! Sì, forse sono meglio i tappi.

Continuo a pensare che dovrei scrivere, che voglio scrivere, e intanto c'è la frana di compiti di inglese; e il corso di inglese; e la chat di inglese, con quelli che non hanno capito che compiti fare né se è la classe giusta in cui essere visto il fatto che non capiscono praticamente niente. Condivido le loro preoccupazioni: me lo chiedo centomila volte al giorno e anche questo mi distrae.

Vivere in un quartiere molto pittoresco (Leith) fa sì che di fatto tu sia in uno dei posti più cool del mondo (notizia uscita su tutti i giornali giusto ieri) ma al tempo stesso la questione ha dei contro.
La contemplazione dei tetti muschiati e il chiederti che cavolo ci faccia una polena porno sulla facciata di un vecchio magazzino è una cosa che può accadere. O vedere, proprio di fronte, che il vecchio deposito di whisky è sistematicamente utilizzato come location per esterni di film o servizi fotografici.
Quindi sì, anche la vista di un paio di ragazzi in costume da bagno e paperella (a 9 gradi o meno) che fingono di avere caldo può non farti concentrare. Incluso il casino che tutti fanno per non farli scagazzare dai gabbiani perché... insomma, sono sempre lì e non vanno a simpatie, almeno così credo.

 

Modificato da Mattia Alari
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Ciò che mi tiene fermo, spesso per molto tempo, è che i miei personaggi, nella mia testa, richiedono una spinta in avanti continua e finisce che non riesco a star dietro alla loro evoluzione. Oppure succede che ad un certo punto io perda interesse nello scrivere il racconto e lo lascio allo stato embrionale. 

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10 ore fa, Russotto ha scritto:

A me frena lo stress, o il fatto di vivere un periodo per nulla sereno.

La butto lì, basandomi su esperienze personali. Prova a pensare alla scrittura come a un rifugio, una zona franca nella quale le uniche miserie che entrano sono quelle che, eventualmente, farai affrontare ai tuoi personaggi. Sospendi il senso di colpa che provi (se lo provi) all'idea di ricavare un momento solo per te, perché non sarà l'ora che dedichi alla scrittura a far degenerare i problemi che ti circondano. Una distrazione è legittima e salutare, inoltre cercarla nella scrittura è molto più sano che farlo  bivaccando al bar, o pascolando nei siti di e-commerce cercando gratificazione con acquisti compulsivi. Non dico che tu  faccia di queste cose, era tanto per fare un'esempio di distrazione sterile, contrapposta alla distrazione produttiva della scrittura.

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Io ho sempre vissuto la scrittura come una distrazione LA MIA distrazione. Essere distratto da ciò che mi fa distrarre piacevolmente da tutto il resto... è davvero fustrante. E tutto quello che ho scritto nel mio post è vero: io vivo immerso in una situazione di caos più o meno calmo, più o meno evidente ma...
Si tratta una situazione "totale" che distrae in senso negativo (quanto a volte in senso stranamente positivo, perché può essere di ispirazione e si capisce che a me piace osservare la gente, soprattutto quando non sono costretto a parlarci).
 

L'insonnia causata dai miei problemi di salute, le preoccupazioni, i malumori degli altri che ti franano addosso come ciò che ho scritto prima (e non mi ripeto) ... Mi fanno spesso sentire stanco e incazzato. E quando sono stanco e incazzato, quando mi sento troppo male... NON SCRIVO. Neanche dipingo. Smetto di essere creativo. So che per molti è esattamente il contrario ma se sto male, sto male e basta. Non sono "multitasking" in questo senso quanto invece lo sono in altre cose. Quando mi sento troppo a terra e sono solo in grado di performace sotto la mia norma...
Posso fare delle lavatrici, qualche piccola riparazione, cucinare, fare una passeggiata (se è giornata, perché oggi ho l'emicrania DI NUOVO ad esempio) e ascoltare musica steso sul sofà.
Ovviamente DEVO finire dei lavori e quello lo faccio, ma ho capito che la questione non ha niente a che fare con la creatività quindi posso anche portare avanti delle ricerche e scrivere per altri in "off".
 

Modificato da Mattia Alari
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8 ore fa, Desy Icardi ha scritto:

Una distrazione è legittima e salutare, inoltre cercarla nella scrittura è molto più sano che farlo  bivaccando al bar, o pascolando nei siti di e-commerce cercando gratificazione con acquisti compulsivi.

In effetti non lo faccio ma potrebbe essere una bella idea :asdf:

Comunque ci ho provato e ci riproverò ancora a vedere la scrittura come rifugio. Il problema è che quell'ora che dedico a me non sempre riesco a passarla scrivendo. Il tempo è veramente poco, ho provato anche a svegliarmi prima ma ci sono riuscito pochissime volte. Ma non demordo, intanto leggo, sto leggendo un libro in inglese e quello beta che mi sta anche appassionando. Prima o poi riuscirò a trovare il tempo per il mio.

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La salute, sia fisica che mentale. Se non sto bene, non riesco a pensare. Se non riesco a pensare, non riesco a scrivere.

Per quanto riguarda il rumore non è un problema, anzi lo cerco. King non me ne voglia, ma il silenzio con me non funziona. Ho bisogno di avere del brusio di sottofondo, che siano chiacchiere, il trapano dei vicini (no, i bambini che urlano no), o il traffico stradale. Se c'è silenzio, Spotify mi viene in soccorso.

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  • 4 settimane dopo ...

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