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Ho letto di Writers Dreams...


Annasilvia
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Ciao, mi chiamo Annasilvia,

se vi narrassi tutta la mia storia con la falsa editoria non ci potreste credere.

Per anni ho cercato di pubblicare un manoscritto giungendo anche alla fiera del libro dove, ovviamente, ho potuto coonstatare il mercimonio editoriale. Ho partecipato ad anni di concorsini in giro per l' Italia.

In un paio ho pubblicato comperando liberamente l' antologia, negli altri mi hanno chiesto di acquistarne fino a 5.

Mi sono imbattuta in un contratto capestro, scoperto casualmente on line. Al momento ho perso interamente la fiducia nell' editoria... Complimenti a Linda Rando e ai suoi...mi piacerebbe conoscere il vostro parere su come poter vagare in questo mondo di morti senza monetine sugli occhi.

 

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Che in questo ambiente ci siano molti pescicani e molte persone poco serie è senza dubbio vero, da qui a fare di tutta l'erba un fascio mi sembra eccessivo. Bisognerebbe vedere che tipo di ricerche ha fatto e in che modo. è andata alla "fiera del libro"... quale? Non ne esiste solo una. Un consiglio? Fare ricerche serie, informarsi molto, studiare i siti delle case editrici, i loro cataloghi, gli autori pubblicati, i prefatori...

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...a quella di Torino, mica all'Arietta ( paesino sperduto dell'entroterra calabrese).

Ripeto...sono stata pubblicata in un paio di antologie di AA.VV. che volentieri e liberamente ho scelto, erano due piccole case editrici: una delle mie parti, una laziale. Il resto che ho beccato compresa la Aletti, nel premio Salvatore Quasimodo, mi imponevano l'acquisto di varie antologie, arrivando a cifre importanti. La Aletti è sede e casa del maestro Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel, al quale, tali meccanismi non importano. Se la Aletti fa questo...le altri che fanno? E poi scusate ma dentro non ci dovrebbe solidarietà ?

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Ciao @Annasilvia, e benvenuta!
Non preoccuparti, sei nel posto giusto.

Mi spiace per le tue disavventure editoriali. A volte si riescono a evitare, è vero, studiando il catalogo della casa editrice e facendo ricerche al proposito, ma altre, purtroppo, no. E poi non ci si aspettano perciò, diciamolo, magari ci si resta un po' (TANTO!) male.
L'editoria è bella (anche) perché varia, perciò - e a maggior ragione - far presente, come hai fatto tu, che possono succedere certe cose, è sacrosanto, a tutela degli autori e degli editori onesti (ce ne sono eccome, non temere!).
Il nome di Aletti editore, in particolare, è uscito fuori più volte come quello di casa editrice che richiede (o richiedeva?) acquisto di copie, una pratica che a molti, giustamente, non va giù.
 

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Fiuuu...grazie. Per un attimo temevo che mi sarebbero saltati addosso i pescecani. Allora cara, grazie di dirmi queste parole.

Aletti per me è out. Tra l'altro avevo partecipato con loro anche ad un concorsino di poesia...intanto ne hanno fatto 100mila e non ho mai avuto risposta. Il concorso era " Tra un fiore colto e uno donato", nel filone Salvatore Quasimodo.

Alla fiera del libro ero incappata in Mauri Spagnol, concorso Io scrittore, e mia sorella sentì parlare una ragazza del risultato prima dell'uscita della graduatoria...io fui esclusa. 

Contratto capestro con Europa Edizioni. Non ho accettato perché ero al verde ma lo avrei fatto per poi rendermi conto dell'errore.

E poi...si il catalogo...ma sul catalogo non troverai mai scritto " guarda che non ti prenderò mai per il culo".

Quelli sono i " loro", scelti probabilmente per una certa vicinanza o altre motivazioni fittizie.

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Benvenuta AnnaSilvia, quello dell'acquisto di copie è successo anche a una mia allieva tempo fa, con un concorso di racconti storici. Abbiamo guardato il contratto e il risultato è stato: tenetevi i vostri libri, noi ci teniamo il racconto. La proprietà intellettuale in Italia è molto ben tutelata, a volte si crede il contrario perché gli autori non si informano (spesso non ne hanno gli strumenti), o semplicemente "lasciano perdere".  Ma col tempo si impara, anche prendendo qualche nasata. In bocca al lupo collega!

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Grazie di aver condiviso l' esperienza Desy ma non credo di aver capito cosa è successo alla tua allieva...in genere le sezioni ( narrativa o racconti brevi) sono indicate chiaramente nel contratto...non ne ho mai frainteso il contenuto. La proprietà intellettuale è legata esclusivamente alla pubblicazione della casa editrice che li organizza...ma il punto è che, almeno nel mio caso, l' acquisto delle antologie è saltato fuori dopo la selezione del mio scritto...ovviamente ho rifiutato. Accettare sarebbe stato inutile, inaccettabile.

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è successo all'incirca quel che è successo a te: quando ha letto il contratto che prevedeva l'acquisto di copie si è ritirata in buon ordine e si è tenuta il racconto, che poi ha utilizzato per altro. Esistono concorsi più seri, che prevedono la pubblicazione in antologia senza obbligo d'acquisto, in ogni caso difficilmente quelle antologie vengono acquistate da persone che non siano gli autori stessi e i loro parenti e amici.  Un'antologia può dare soddisfazione personale, ma non credo che sia una gran trampolino, e quando certi editori affermano il contrario...mentono (nel migliore dei casi senza saperlo).  Come lettori, quanti di voi acquistano antologie/raccolte (di autori che non conoscono) in numero uguale o di poco inferiore ai romanzi? Si tratta di un mercato limitatissimo.

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Concordo...però è una delle poche possibilità che vengono offerte " ai poveracci" , figli di NN e magari, sinceri nel loro donarsi.

Approvo che su questo forum ci siano context che possano almeno dare la possibilità di farsi sentire in qualche modo.

Lo slancio vitale di uno scrittore è pari a quello di un razzo lanciato nello spazio. Una volta in orbita,però, bisogna gravitare attorno a qualcosa/ qualcuno, altrimenti si cade, nei casi migliori, tra le braccia di mamma e papà (e parenti tutti). Entrare in un universo è una chimera, orbitare a lungo senza concludere è già cliché...della serie...ma che cavolo sto facendo qui???

Ci vorrebbe una presa di posizione seria, difficile di questi tempi, che imponga agli editori di aprirsi, almeno 1 o più volte all'anno, alla pesca in mare aperto. Tra le sardine, nuotano tonni, razze e delfini. Ci vorrebbe una petizione ad esempio su change.org...Valutazioni concorsuali scevre da logiche classiste...un esempio.:punk:

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Oggi abbiamo la grande opportunità di farci conoscere in rete: blog personali e  collettivi, riviste letterarie, contest e quant'altro. Sono cose che danno maggior visibilità rispetto all'antologia cartacea, e anche più libertà di movimento. Io ho provato entrambe le cose (antologie e scrittura web) e dal mio opinabile punto di vista ti consiglio la seconda. Mi baso soltanto sulla mia esperienza, ovviamente. In bocca al lupo!

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Ciao @Annasilvia, benvenuta su UP. Spero che tu ti troverai bene qui. Ho letto delle tue disavventure letterarie e ti consiglio anch'io di non mollare.

I commenti che hai postato sono veramente duri, ti consiglio di rivolgerti a qualcuno che sappia valutare i tuoi testi senza la necessità di criticare in maniera così forte. Tutti sbagliamo, il vero valore di chi giudica è di cogliere cosa di buono c'è in un testo e poi indicare, senza distruggere, quanto c'è da correggere.

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Grazie @Russotto

Sono pienamente d' accordo con te. Magari ogni tanto può anche venir fuori qualche commento sgradevole ma in giro c' è anche chi vuole demolirti per puro gusto. La maggior parte poi crede di aver difronte un nemico più che un concorrente. Talvolta è qualcosa che trasuda dagli stessi testi che vengono valutati. Ho appena pubblicato in vetrina Il giardino delle bacche di Emily D. Magari puoi dargli un' occhiata e valutare tu stesso se i commenti sono veri o falsi...o quello che sono...

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  • 3 settimane dopo ...

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