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Quando scrivi, ti ispiri ad altri libri, film, manga oppure ti sforzi di essere originale a tutti i costi?


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Ciao a tutti :kiss:

Ho posto questa domanda durante la live di una casa editrice e l'editore mi ha risposto che l'originalità non esiste e quindi nessuno la cerca. È così?

Uno scrittore, durante un'intervista, ha detto che la bravura sta nel saper copiare. Mi ha molto colpito questa sua affermazione. Un nuovo romanzo deve per forza somigliare a un altro romanzo già edito?

Qual è la vostra opinione a riguardo?

:gratt:

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Picasso diceva che i buoni artisti copiano e gli artisti rubano.
Ma va chiarito cosa significa e tralascio la questione artistica perché vi sarebbe molto da dire sulla pittura e la scultura ma sarebbe OT.

Quello che definisce una persona come tale (e poi come artista/scrittore) è la somma delle sue esperienze e conoscenze quindi anche ciò che lo ha influenzato, ciò che gli piace. E' quindi ovvio che dal nulla non nasce niente ma tutto ha un "sottofondo" di altro, che è umanamente e artisticamente necessario alla creazione e dà persino profondità a ciò che si crea. Neanche sono tra quelli che fa una distinzione tra cultura di serie A e serie B perché molte cose interessanti sono nate dall'apprezzare e conoscere anche quella che sarebbe stata definita (spesso a ragione) spazzatura. Penso a Tarantino, ad esempio, e il suo interesse per i B movie italiani.
Insomma... è davvero pieno artisti che hanno preso materiale discutibile e sono riusciti a nobilitarlo trasformandolo in altro!
Il problema è quindi definire l'originalità di chi crea, in questo caso... chi scrive.
In senso contemporaneo essere originali non è tanto tirare fuori dal cilindro la cosa inedita (praticamente impossibile) ma è la capacità di essere RICONOSCIBILI nelle proprie opere e quindi di non essere confusi con altri. E' qualcosa di cui abbiamo immediata percezione, non vi è neanche bisogno di spiegare in cosa consista.
E' quindi l'eventuale deficit creativo personale a impedire la trasformazione di materiale "interiorizzato" in qualcosa di differente e migliore.

Non so quindi a cosa si riferisse lo scrittore di cui hai riportato la frase, perché mi viene da pensare che moltissimi libri sono storie d'amore ma tutte diverse (ad esempio) o di viaggi (idem). Proporre un tema differente e inedito è più rischioso che rientrare in un genere e quindi declinare la storia secondo il suo paradigma. Riuscire poi a non fare un pasticcio e farsi apprezzare... è un'impresa per pochi.
Posso dire che far leva su qualcosa che le persone già conoscono creando variazioni sul tema è una tattica commerciale molto diffusa (si vende l'originale e tutte le copie; e si tornerebbe pure a considerazioni artistiche dove, per esempio, dato per Bello l'originale modello, tutte le sue copie erano per forza belle) ma purtroppo sta scadendo nella prevedibilità media delle cose (ad esempio).

Riprendere, rifare, oggi va per la maggiore in ogni campo ma più per mancanza di creatività che per furbizia commerciale chiaramente affermata come tale.
L'originalità, la riconoscibilità, sono per pochi. E neanche è detto che vengano apprezzate o immediatamente riconosciute.
Un buon libro quindi può sì somigliare ad un altro, pur mantenendo la sua individualità, ma... probabilmente il capolavoro è differente dagli altri.

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È un piacere risentirti, @Mattia Alari :)

Ti ringrazio per la tua risposta.

Io, da lettore, cerco sempre storie che non rassomiglino ad altre storie. E mi rendo conto che è un'impresa alquanto difficile. Cercando e cercando, però, qualche libro che mi diverta riesco a trovarlo (possibilmente di autori italiani poco conosciuti). Certo che se trovo il solito fantasy con elfi, maghi, nani, draghi e fate, storco la bocca e butto via il libro.

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3 minuti fa, Mattia Alari ha scritto:

E quante cose davvero particolari riesci a trovare?

Sul comodino ho "Aiuto! Un orso mi sta mangiando" di Mykle Hansen. Un gioiello della bizarro fiction che mi ha fatto morire dalle risate. Il protagonista è un razzista maschilista e antipatico, ma alla fine non puoi fare a meno di adorarlo. A me piacciono le storie strane.

 

6 minuti fa, Mattia Alari ha scritto:

Ho letto il bellissimo "Il Signore degli Anelli" e mi fermo a questo.

Mio fratello ce l'ha, ma non riuscirei mai a leggerlo. Non mi piace quel genere di fantasy. Purtroppo poi una mia ex mi ha costretto a vedere tutti i film in un solo giorno, e ora ho la nausea solo a sentirne parlare. Preferisco la narrativa "dolcemente" fantastica di Stefano Benni. 

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Stefano Benni è favoloso (è fantastico da tutti i punti di vista) e ho sentito parlare di quel libro bizzarro che citi. Beh, anche io amo le cose particolari e le ricerco. Intanto grazie per la dritta.

Per parlare di ciò che si scrive... penso che "sforzarsi" di essere originali sia poco produttivo. O si è tali o non si è. Temo che purtroppo la faccenda sia in questi termini. E neanche è possibile scegliere che genere scrivere, se si è sinceri nella propria ispirazione. Io, ad esempio, non ho scelto il genere "weird" ma purtroppo (e dico purtroppo) scrivo quasi sempre cose di quel tipo.

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Io sono d'accordo con @Mattia Alari pressoché su tutto. A me non piace scrivere qualcosa che so essere una ripetizione. Ma se mi viene un'idea e sento la pulsione a scrivere non importa se non è originale, vorrà dire che dirò la mia su quell'aquell'argomento.

Per quanto riguarda il fantasy ancora d'accordo con voi. Infatti gli unici libri fantasy che leggo sono quelli di Laura Mac Lem, una scrittrice autopubblicata che ho conosciuto qui. Ho letto cinque suoi libri e di draghi ed elfi nemmeno l'ombra.

 

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7 minuti fa, Russotto ha scritto:

Laura Mac Lem, una scrittrice autopubblicata

Ho visto che vi è pure il suo "fanclub". Non essendo amante del fantasy non ho neanche approfondito ma fa sorridere il fatto che sia passata dall'editoria tradizionale al self (probabilmente perché piccolissima editoria). Io non ne avevo mai sentito parlare. Che tipo di fantasy sarebbe?

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Ho letto un libro sul mito di Ade e Persefone e una filovia sul mito di Arianna, la tizia del filo e del labirinto. Poi ho letto un altro romanzo che è una rivisitazione della fiaba di Cenerentola e un romanzo ambientato in un futuro in cui al mondo, oltre agli esseri umani ci sono anche androidi e ibridi (mezzi umani e mezzi androidi). Ora sto leggendo il libro la cui copertina è riportata in testa alla pagina del fanclub.

I libri ispirati ai miti sono sorprendenti, questa autrice ha una cultura enciclopedica in materia.

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I miti mi piacciono parecchio, anche io li uso per "pensarci sopra".
Credo che le storie di questo tipo siano proprio state create per questo, non a caso hanno moltissime versioni e spesso anche in contraddizione tra loro o totalmente diverse. Se ti piace il mito (greco) ti consiglio un piacevolissimo libro : Robert Graves - I miti greci.
Potrebbe piacerti molto.

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Credo sia inevitabile ispirarsi a tutto; l'individualità di ciascuno è un'amalgama di cose fatte, viste, vissute e persino subite (non parlo necessariamente di traumi infantili, che certo hanno la loro parte, ma anche dell'innocuo e mediocre libro che la prof. delle medie ci ha costretti a leggere per le vacanze e che, nostro malgrado, ha lasciato il suo sedimento nella memoria). Posto che l'originalità non è la creazione di nuovi elementi,  bensì la combinazione di elementi esistenti secondo nuovi schemi, accostamenti e strutture, è necessario fare attenzione che l'ispirazione o l'omaggio al tal autore, film o canzone non diventi una riprovevole scopiazzatura. Questo a mio umilissimo parere, ovviamente.

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@Desy Icardi, e io ti ringrazio per la tua risposta :relaxed:

Qualche anno fa, ero fissato con l'originalità a tutti i costi. Figurati che una volta, mentre stavo scrivendo un romanzo di genere fantastico/fantascientifico, mi sono imbattuto nel romanzo di uno scrittore americano che aveva una scena in cui c'erano molte somiglianze con un luogo da me descritto nella mia storia. E sai che cosa ho fatto? Sono andato subito a cambiare tutto nel mio romanzo :joy: . Non volevo che si dicesse che avevo copiato, ma in realtà io nemmeno sapevo che esisteva quell'autore americano quando avevo scritto la mia scena. Ora invece me ne frego.

Un'altra volta, un agente letterario mi aveva detto che un mio romanzo gli ricordava troppo un film degli anni Settanta. Io non avevo nemmeno sentito parlare di quel film, ma lui non voleva credermi. Ora l'agente è morto (dicono lo abbiano trovato con una penna conficcata nel collo), ma da quella volta non mi dà più fastidio che mi dicano che mi sono ispirato a qualcosa anche se non è vero. L'importante è che io sappia che non è vero. :::D

 

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@Ngannafoddi Le idee sono nell'aria, io e un'autrice che conosco personalmente, nel 2019 siamo uscite nello stesso periodo, senza sapere l'una del lavoro dell'altra, io con L'annusatrice di libri e lei con La bambina che annusava i libri. Cose che possono accadere. La cosa bizzarra  è che in passato ci aggiornavamo sovente su quel che stavamo scrivendo, quella volta non l'abbiamo fatto ma è stato meglio così: i libri hanno trovato entrambi ottimi riscontri.

 

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Come si dice, siamo nani sulle spalle di giganti.

E' impossibile essere originali, anche se ambientiamo la scena sul pianeta Yzzurb con personaggi filiformi, finiremo per usare senza rendercene conto diversi elementi per i quali qualcuno ci dirà "guarda che mi sono accorto che il filiforme ha detto Strobyz, che è la traduzione del saluto che..." o roba del genere. Certo, bisogna rubare con stile :) 

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23 ore fa, Desy Icardi ha scritto:

@Ngannafoddi Le idee sono nell'aria, io e un'autrice che conosco personalmente, nel 2019 siamo uscite nello stesso periodo, senza sapere l'una del lavoro dell'altra, io con L'annusatrice di libri e lei con La bambina che annusava i libri. Cose che possono accadere. La cosa bizzarra  è che in passato ci aggiornavamo sovente su quel che stavamo scrivendo, quella volta non l'abbiamo fatto ma è stato meglio così: i libri hanno trovato entrambi ottimi riscontri.

In comune però c'è praticamente solo il titolo, tra i due libri. Nessuna parentela nell'idea, a quanto pare.
La trama è differente e anche il genere.

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13 minuti fa, Mattia Alari ha scritto:

In comune però c'è praticamente solo il titolo, tra i due libri. Nessuna parentela nell'idea, a quanto pare.
La trama è differente e anche il genere.

Sì, ma  l'amore per l'odore dei libri era alla base di entrambi, inoltre certe ambientazioni erano comuni, come biblioteche e librerie. Entrambi erano libri peri cultori del mondo dei libri e  credo che in qualche modo si siano spinti a vicenda, anziché farsi concorrenza.

 

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4 minuti fa, Desy Icardi ha scritto:

Sì, ma  l'amore per l'odore dei libri era alla base di entrambi, inoltre certe ambientazioni erano comuni, come biblioteche e librerie. Entrambi erano libri peri cultori del mondo dei libri e  credo che in qualche modo si siano spinti a vicenda, anziché farsi concorrenza.

Sicurmente non possono definirsi neanche "parenti" per l'idea, intendevo questo. La coincidenza di alcune ambientazioni è alla fine la cornice di due storie molto differenti e persino l'età delle protagoniste, la loro storia, è diversa (sebbene si parta con due bambine). Il romanzo della tua collega è genere rosa, il tuo no.
Il genere fa tanto. E poi c'è la questione dello stile. Ma anche fossero state due storie d'amore convenzionali, avrebbero potuto avere sviluppi completamente differenti quindi, anche lì, da discutere.
Per me, qui vi sono stati due sviluppi paralleli.
Fossero stati DAVVERO coincidenti, si sarebbero ostacolati (se usciti insieme).

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13 ore fa, Mattia Alari ha scritto:

Sicurmente non possono definirsi neanche "parenti" per l'idea, intendevo questo. La coincidenza di alcune ambientazioni è alla fine la cornice di due storie molto differenti e persino l'età delle protagoniste, la loro storia, è diversa (sebbene si parta con due bambine). Il romanzo della tua collega è genere rosa, il tuo no.
Il genere fa tanto. E poi c'è la questione dello stile. Ma anche fossero state due storie d'amore convenzionali, avrebbero potuto avere sviluppi completamente differenti quindi, anche lì, da discutere.
Per me, qui vi sono stati due sviluppi paralleli.
Fossero stati DAVVERO coincidenti, si sarebbero ostacolati (se usciti insieme).

Non so, dovesse capitarmi ti dirò, anche se la vedo difficile. Io faccio sempre molte ricerche per verificare se esistono trame simili.

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  • 3 mesi dopo...

In ciò che scrivo, faccio una cosa strana: prendo i personaggi che sono già stati usati da qualche parte e cerco di dar loro una nuova identità e una seconda vita. Per far questo, però, deve trattarsi di personaggi fittizi a me cari.  

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In realtà non fai una cosa strana. E' il meccanismo delle fanfiction e prima ancora delle storie "riprese" da altri autori.
Ci sono persone infatti che hanno persino scritto nuove storie (penso a Sherlock Holmes) per vecchi personaggi. E' anche piuttosto comune prendere dei personaggi amati e metterli in nuovi personaggi inventati (spesso senza dichiararlo quindi è qualcosa che è tra lo scrittore e la sua opera) e succede proprio con gli amati o quelli rimasti impressi. Penso che sia tipico dello scrivere in generale: se ti piace qualcosa, la prendi.

@Luca CanettiPermettimi una domanda: tu sei molto giovane?

Modificato da Mattia Alari
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Grazie di cuore per quello che hai scritto. Vorrei però mettere in chiaro una cosa: la mia scrittura non è tesa a fare alcun tipo di Fan service (dato che non scrivo fanfiction né robe del genere, ma scrivo narrativa pura), anche perché i personaggi che riutilizzo, sono personaggi poco conosciuti (o poco usati), e in un caso, addirittura forse inedito. Ma andiamo con ordine. I personaggi che mi piace riutilizzare sono soprattutto quelli che appaiono in alcuni spot pubblicitari e che non hanno nemmeno l'onore di una battuta, ma posso anche riutilizzare il personaggio di un video che ho visto su Youtube o Dailymotion e che mi è piaciuto. Ovviamente, questo tipo di operazione la faccio senza che il lettore se ne accorga. Infatti, l'unico a sapere chi è quel personaggio sono io. Per dirvela tutta, un personaggio che riutilizzo spesso, è Kevin McCallister, il protagonista di 'Home Alone 2: Lost In New York'. Ma non è l'unico: per farvi un altro esempio, un personaggio che torna spesso è la testimonial di uno storico spot delle calze Omsa (la ragazza che nello spot gioca col peluche, per intenderci). Per rispondere alla domanda di Mattia, ho 38 anni (39 il 15 di ottobre).

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Tu prendi come si prende dalla vita. Si prende da ciò che si vede, da ciò che non si vede... Da persone che si incontrano o si sognano...
Penso che sia curioso il tuo riferimento a personaggi tipo la ragazza dello spot delle calze Omsa (devo trovare lo spot, ora sono curioso) o altre "immagini" che ti hanno colpito ma alla fine è una cosa come un'altra, nel senso che è solo il tuo modo di trovare i tuoi personaggi. E lei, ad esempio, ti ha colpito come avrebbe potuto fare se fosse stata la tua vicina di casa e l'avessi intravista, un giorno, dalla finestra.
Io sono stato ossessionato per anni da una panettiera. Aveva delle mani bellissime.
All'accademia ho comprato chili di grissini al sesamo solo per farglieli fare. Ne doveva fare in continuazione, tutto il giorno. Almeno erano pure buoni!
Mi sono accorto di aver fatto uso della sua fisicità, di certi gesti che faceva, in molti casi e ancora "ci penso" e ritorna. Ovviamente è una cosa che riguarda me e nessuno capirebbe. Proprio come il tuo caso.
 

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  • 1 mese dopo...

La lettura aiuta molto l'ispirazione, personalmente posso anche ispirarmi con una canzone, un trailer di un film o uno stesso film, dipende anche da cosa sto pensando.

Poi certo c'è anche la serenità che aiuta a imprimere dei personaggi nella testa, e poi cominci a scrivere e il gioco è fatto, a me capita così

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