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Goodreads


greenintro
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Qualcuno di voi conosce Goodreads? Volevo aprire questo topic per aprire una discussione riguardo i vostri pensieri circa l'opportunità o la convenienza, per i giovani autori, di pubblicare i loro lavori inserendoli in piattaforme come queste, riconducibili al modello social. Può esserci il rischio che esordienti, comunemente intrisi di insicurezze legate a fasi iniziali di un'attività in cui ancora non si sono ottenuti adeguati riconoscimenti, possano essere scottati nel trovare i loro lavori privi di attenzione in un contesto, quello "social" che dovrebbe essere proprio impostato sul portare commenti o riscontri, o, peggio ancora, nel ricevere critiche anche pesanti, che in questa fase della vita, possono abbattere l'autostima e la valutazione delle proprie possibilità in questo campo? Certamente anche in Amazon si possono ricevere recensioni, ma in piattaforme come Goodreads questo elemento diventa il perno della comunità, la sua ragion d'essere, e immagino che gli effetti siano amplificati.

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Mi sorprende questa visione social di Goodreads... io, come molti altri, lo uso semplicemente per tenere traccia delle mie letture. Se hai pubblicato un libro e la gente lo legge, facilmente finisce su GR che tu lo voglia o no, perché noi lettori vogliamo segnarci le letture e se il libro manca lo si inserisce. Quindi direi che non è esattamente una scelta dell'autore avere il libro su questa piattaforma o meno, la scelta è stata pubblicare il libro! 

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19 minuti fa, Niji ha scritto:

Mi sorprende questa visione social di Goodreads... io, come molti altri, lo uso semplicemente per tenere traccia delle mie letture. Se hai pubblicato un libro e la gente lo legge, facilmente finisce su GR che tu lo voglia o no, perché noi lettori vogliamo segnarci le letture e se il libro manca lo si inserisce. Quindi direi che non è esattamente una scelta dell'autore avere il libro su questa piattaforma o meno, la scelta è stata pubblicare il libro! 

Non sapevo che l'inserimento di un libro su Goodreads fosse dato dalla volontà dei lettori e non da una scelta dell'autore, ti ringrazio dell'informazione. Per quanto riguarda l'aspetto social direi che è dato dalla possibilità di recensire le proprie letture e leggere quelle delle persone con cui si è in contatto, così come su Facebook si legge tutto ciò che i nostri amici pubblicano... poi ovviamente ciascuno resta libero di limitarne l'uso a un semplice archivio personale di lettura, ma credo che già il solo fatto che inserire un libro nella lista dei già letti implichi l'attribuire un numero di stelline, è significativo del carattere social del contesto, si vuole che gli utenti comunichino un'impressione anche solo a livello di voti a chi è in con essi in contatto. A conferma del carattere interattivo della piattaforma poi basterebbe citare il pullulare di gruppi di discussione sulle letture in corso, sui libri scelti da commentare, sulla lettura in generale...

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puoi anche non mettere voti, io non li metto mai. Poi sì, è vero, segui i tuoi amici e vedi cosa leggono, e sì, ci sono gruppi... ma ecco, non l'ho mai visto come questo social travolgente dove pesa di più l'essere ignorati, è molto standard l'uso "poco interattivo" per cui trovarsi con pochi commenti e voti mi sembra una cosa in cui sia meglio non leggerci troppo. In genere anche con gli amici di cui seguo le letture, poi ne parliamo su facebook, non su GR. Io la vedo più come una lista di letture con un po' di aggiunte social, diciamo.

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Penso che Goodreads nel caso di pubblicazione con editori medio-piccoli possa aiutare più che altro l* lettor* a decidere se acquistare o meno il libro. Magari sono indeciso, allora controllo su Goodreads se ci sono delle recensioni che mi convincano/dissuadano, magari fatte da persone che seguo (quindi so già se i loro gusti siano simili ai miei). Penso che sia utile se già conosci il libro, ecco. Meglio di nulla, comunque.

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Anche io come Niji uso GR da lettrice. Segno le mie letture ma, soprattutto, mi faccio ispirare da cosa leggono i miei amici. Non l'ho mai visto come social, ma come archivio che mi permette di tenere traccia di tutto quello che leggo e di quello che vorrei leggere più avanti. Lo uso anche come segnalibro perché puoi segnare fino a quale pagina sei arrivato. E la challenge dei libri letti in un anno mi spinge a leggere quanto più possibile. Le recensioni non le guardo mai. Per dirla più semplice, è come TvTime per le serie tv. Uguale uguale.

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certamente, quando parlo di elemento social, lo intendo molto alla larga, appunto come confronto e ispirazione tra lettori diversi, con gusti diversi, ispirazione che puoi ricevere anche senza leggere le recensioni, ma limitandosi ai titoli. A me personalmente incuriosisce leggere le recensioni altrui (e sono un pò sadicamente divertito dalle stroncature, sono sempre affascinato da chi ha gusti difficili e mostra di avere un senso critico  selettivo e sviluppato, beninteso quando le stroncature non riguardino mai me...) e ogni tanto recensisco anche letture mie. Per quanto riguarda la challenge, mi rifiuto di considerarla anche per motivi di principio. Magari ho una visione eccessivamente romantica e soggettivista della lettura, ma trovo arida l'idea di valutare degli standard quantitativi applicati alla lettura, come se stessimo parlando di produttività da catena di montaggio. Non ho la minima idea di quanti libri legga durante l'anno e non voglio saperlo, vorrei solo vivere la cosa coi miei tempi, in massima libertà, concentrandomi solo sul modo in cui quello che leggo, fosse 1 libro, 2, 5, 10, 20 all'anno, non me ne importa niente, impatta sulla mia interiorità, emotiva o razionale che sia. Non mi sento di criticare chi vede la quantificazione come stimolo per leggere il più possibile, ci mancherebbe, è un approccio legittimo e magari anche efficace per molti, ma per quanto mi riguarda sono troppo "individualista" per volermi sentire in difetto rispetto a chi legge più libri di me e farmi abbattere l'autostima. E sinceramente lo trovo anche un approccio "pericoloso", perché rischia, in certi casi, di stimolare a leggere libri banali e superficiali, che si leggano in fretta, senza che si abbia il tempo per metabolizzarli, solo per il piacere di dirsi a se stessi che si legge tanto, quando troverei molto più bello leggere meno libri come quantità, per lasciarsi più tempo per la riflessione e interiorizzazione di quel che si è letto, facendo prevalere la qualità (non intesa in senso oggettivo e universale, ma relativamente agli interessi personali del lettore) rispetto alla quantità

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Come diceva appropriatamente @Niji si tratta di un social per lettori, più che per scrittori (tra l'altro è ancora poco diffuso in Italia).

Ti suggerisco di iscriverti a goodreads come lettore, farti il tuo giro di amici e gruppi e solo in un secondo momento aprire il sotto-profilo da autore. Non che aprirlo subito sia "pericoloso" dal punto di vista pratico o emotivo, semplicemente avresti pochi riscontri. 

Ciao.

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Io ho provato a usare Goodreads ma solo come "tenere traccia delle letture" e come tenere traccia di quello che voglio leggere. Non ha funzionato perché non mi trovo con il format. Però all'estero (specialmente nel mondo anglosassone) è uno strumento di marketing fondamentale per gli autori: tant'è che si prodigano a mandare in giro copie del libro in cambio di recensioni (ovviamente nei confronti di chi ha un ottimo seguito), una buona recensione, certe volte anche nel caso sia negativa, stimola curiosità nei confronti di chi legge ed è un'ottima opportunità.
Forse non lo userei come punto fondamentale per pubblicizzare un romanzo, ma se gestito bene (come tutti i social del resto) può portare più vantaggi che svantaggi.

Io però a differenza di altri non aprirei un profilo di "recensore" ma solo come autore: mi metterebbe a disagio far leggere mie recensioni a potenziali clienti perché in molti ci vederebbero un tentativo di far fuori la concorrenza.

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23 ore fa, greenintro ha scritto:

Per quanto riguarda la challenge, mi rifiuto di considerarla anche per motivi di principio. Magari ho una visione eccessivamente romantica e soggettivista della lettura, ma trovo arida l'idea di valutare degli standard quantitativi applicati alla lettura, come se stessimo parlando di produttività da catena di montaggio. Non ho la minima idea di quanti libri legga durante l'anno e non voglio saperlo, vorrei solo vivere la cosa coi miei tempi, in massima libertà, concentrandomi solo sul modo in cui quello che leggo, fosse 1 libro, 2, 5, 10, 20 all'anno, non me ne importa niente, impatta sulla mia interiorità, emotiva o razionale che sia. Non mi sento di criticare chi vede la quantificazione come stimolo per leggere il più possibile, ci mancherebbe, è un approccio legittimo e magari anche efficace per molti, ma per quanto mi riguarda sono troppo "individualista" per volermi sentire in difetto rispetto a chi legge più libri di me e farmi abbattere l'autostima. E sinceramente lo trovo anche un approccio "pericoloso", perché rischia, in certi casi, di stimolare a leggere libri banali e superficiali, che si leggano in fretta, senza che si abbia il tempo per metabolizzarli, solo per il piacere di dirsi a se stessi che si legge tanto, quando troverei molto più bello leggere meno libri come quantità, per lasciarsi più tempo per la riflessione e interiorizzazione di quel che si è letto, facendo prevalere la qualità (non intesa in senso oggettivo e universale, ma relativamente agli interessi personali del lettore) rispetto alla quantità

Su questo ti do assolutamente ragione. Io la faccio per una questione puramente personale. Non ho aperto un libro per due anni per motivi personali. Sentivo che però mi mancava molto leggere e per riprendere mi è servita. Mi sono data l'obiettivo di leggere giusto una decina di libri all'anno. Se sono di più, tanto meglio. Se poi non ci arrivo, non ne faccio un dramma. L'importante è avermi dato la spinta per riprendere.

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Io mi do un target che so che sorpasserò senza problemi, non amo sentirmi sfidata su qualcosa che è il mio passatempo ma mi piace il riassuntino che fa a fine anno :rotol:

Io sono una lettrice veloce e smemorata, per cui tenere traccia è molto importante :ehmehm:

14 ore fa, B-Dorkie ha scritto:

Io però a differenza di altri non aprirei un profilo di "recensore" ma solo come autore: mi metterebbe a disagio far leggere mie recensioni a potenziali clienti perché in molti ci vederebbero un tentativo di far fuori la concorrenza

Ecco, questa è una cosa che capisco. Personalmente uno dei motivi per cui non lascio recensioni è proprio che non mi sento una persona totalmente esterna. Se recensisco male un libro, magari quell'autore potrebbe non volermi per una copertina? Se lo recensisco bene e poi finisco con il lavorarci, come viene percepita la cosa? magari mi faccio troppi problemi eh, ma se non mi sento totalmente libera di esprimere opinioni, preferisco non esprimerle. Di solito preferisco lasciare i miei commenti nei gruppi e nei forum, piuttosto che su piattaforme pubbliche: niente pagellina con il voto, ma più una conversazione. 

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Uso Goodreads da anni come app per tenere traccia delle mie letture. Ha sostituito Anobii. Mi piace molto la possibilità di lasciare commenti sui libri che leggo. Ho anche il mio romanzo inserito su Goodreads e visto che non sono una scrittrice famosa con migliaia di fan mi accontento delle valutazioni che arrivano. 

Come autrice non ho ancora capito molto bene il funzionamento, prima o poi ci arrivo. Però essendo una lettrice forte che ha amici lettori forti e avendo un romanzo in vendita su tutti gli store on line mi pare anche sensato inserire il mio stesso romanzo lì sopra. 

Preferisco comunque usarlo per le mie recensioni e per vedere cosa leggono i miei amici, a volte trovo suggerimenti interessanti.

 

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9 ore fa, Giuliana Dea ha scritto:

Uso Goodreads da anni come app per tenere traccia delle mie letture. Ha sostituito Anobii. Mi piace molto la possibilità di lasciare commenti sui libri che leggo. Ho anche il mio romanzo inserito su Goodreads e visto che non sono una scrittrice famosa con migliaia di fan mi accontento delle valutazioni che arrivano. 

Come autrice non ho ancora capito molto bene il funzionamento, prima o poi ci arrivo. Però essendo una lettrice forte che ha amici lettori forti e avendo un romanzo in vendita su tutti gli store on line mi pare anche sensato inserire il mio stesso romanzo lì sopra. 

Preferisco comunque usarlo per le mie recensioni e per vedere cosa leggono i miei amici, a volte trovo suggerimenti interessanti.

 

Per inserirti come autrice devi semplicemente cercare il tuo libro e utilizzare  una funzione che ti permette di rivendicare che quel libro è tuo . Dopo un po' di tempo, necessario credo per verificare la tua dichiarazione, ti sarà aperto un profilo autore. In realtà è un sub profilo collegato al tuo profilo esistente. La cosa carina è che potrai vedere chi  ha segnato il tuo libro tra quelli che vorrebbe leggere e chi ce l'ha in quel momento in lettura. Inoltre i lettori possono farti delle domande, tramite la tua pagina. Volendo hai la possibilità di promuoverti (a pagamento) o di inserire degli ebook omaggio. Io non ho mai approfondito questi aspetti perché sono servizi utili agli autori indipendenti, e io non lo sono. 

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Ok, sulla base delle vostre informazioni mi pare che il modello Goodreads si avvicini più a quello Wikipedia, dove ogni aggiornamento o inserimento di voci (nel caso di Goodreads l'inserimento dei profili dei libri e le recensioni) è portato dagli utenti stessi della piattaforma, che a quello Amazon, in cui solo un determinato soggetto come la casa editrice inserisce  i libri (nel caso Goodreads ipotizzavo potesse essere lo stesso autore)... grazie per i chiarimenti!

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