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Guest Shawn

La casa degli spiriti

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Guest Shawn

commento

LA CASA DEGLI SPIRITI

Carmela Spizzichini si presentò nella caserma di Bracciano al tramonto. Entrò insieme a una folata gelida e si diresse senza indugi alla scrivania del Comandante Gracchi.

Lui la osservò con aria interrogativa; era infagottata in un cappotto rosso a scacchi che si intonava con i capelli.

- La Leda l’è sparit! – disse la signora Spizzichini appoggiando la borsa dello stesso colore del cappotto sul tavolo e frugando al suo interno.

- In che senso sparita? - fece il comandante.

Carmela Spizzichini terminò la sua ricerca estraendo una ricevuta.

- Sparita con l’affitto che mi deve! - esclamò sventolando il foglio sotto il naso del Comandante Gracchi.

Un fulmine tagliò in due il cielo mentre Gracchi lasciava la strada principale e imboccava un viottolo sterrato in salita.

Le prime gocce iniziarono a picchiettare sul vetro e Gracchi sospirò pensando alle fettuccine ai funghi porcini che la moglie gli preparava ogni lunedì e che probabilmente si stavano raffreddando nel piatto.

Raggiunse la casa di Leda Argenti che diluviava. Leda in paese era conosciuta come “la poetessa” perché in gioventù aveva vinto un premio letterario con una poesia dedicata alla mamma. Poi la madre era morta e lei non ne aveva più scritte. Viveva da sola con una magra pensione; in paese si vedeva poco, era una donna magra con il viso lungo e triste e gli occhi buoni da bue.

- Se la son portata via gli spirit! – gli aveva detto la Spizzichini facendosi il segno della croce e aveva aggiunto che la casa era infestata, piena di luci strane.

Le luminarie, certo” osservò il Comandante Gracchi guardando i fili di lampadine colorate che pendevano sulla veranda. Bussò e attese che qualcuno si facesse vivo prima di prendere le chiavi sotto lo zerbino come gli aveva indicato la Spizzichini.

La casa era vuota ma ogni cosa era in ordine; la lampada del soggiorno illuminava il tavolo di cucina su cui c’era il pollo lasciato a marinare e un cestino con il pane fresco. Il computer era acceso, ma il video era disturbato. Gracchi provò a spingere qualche tasto ma non cambiò nulla e poi non si era neppure portato gli occhiali per vedere da vicino.

Al centro della stanza s’era formata una pozza d’acqua, evidentemente la pioggia s’era infilata tra le travi del tetto ed era penetrata in casa. Il Comandante scosse la testa, quel posto era un vero schifo: la casa cadeva in pezzi, nell’orto non c’era neanche un filo d’erba e la connessione internet era pessima.

Tornò in caserma per stendere il verbale rassegnato alle fettuccine fredde.

Non si accorse neppure che il foro nel soffitto era un cerchio perfetto, così come lo era quello nell’orto che aveva polverizzato le piante e il computer continuava a inviare lo stesso messaggio da ore.

Vado con loro”.

 

 

 

 

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Guest IlConteDiMontecristo

- La Leda l’è sparit! – disse la signora Spizzichini appoggiando la borsa dello stesso colore del cappotto sul tavolo e frugando al suo interno.

Non mi piace il termine.
Secondo me il periodo è un po' piatto, io avrei scritto qualcosa tipo: - La Lede l'è sparit! - disse la signora Spizzichini. Poi poggiò sul tavolo la grande borsa dello stesso colore del cappotto e frugò al suo interno.

armela Spizzichini si presentò nella caserma di Bracciano al tramonto. Entrò insieme a una folata gelida e si diresse senza indugi alla scrivania del Comandante Gracchi.

Lui la osservò con aria interrogativa; era infagottata in un cappotto rosso a scacchi che si intonava con i capelli.

- La Leda l’è sparit! – disse la signora Spizzichini appoggiando la borsa dello stesso colore del cappotto sul tavolo e frugando al suo interno.

- In che senso sparita? - fece il comandante.

Carmela Spizzichini terminò la sua ricerca estraendo una ricevuta.

- Sparita con l’affitto che mi deve! - esclamò sventolando il foglio sotto il naso del Comandante Gracchi.

Troppe ripetizioni.

Un fulmine tagliò in due il cielo mentre Gracchi lasciava la strada principale e imboccava un viottolo sterrato in salita.

Evidentemente qui è passato del tempo, quindi hai cambiato scena. Sono sicuro che nel documento word le prime righe erano tutte unite e qui c'era un interlinea maggiore, ma qui non si è salvato e - ad essere sincero - pensavo mancasse un pezzo. Per evitare di scendere troppo quando vai a capo, premi invio e contemporaneamente il tasto maiuscolo.

Raggiunse la casa di Leda Argenti che diluviava. Leda in paese era conosciuta come “la poetessa” perché in gioventù aveva vinto un premio letterario con una poesia dedicata alla mamma. Poi la madre era morta e lei non ne aveva più scritte. Viveva da sola con una magra pensione; in paese si vedeva poco, era una donna magra con il viso lungo e triste e gli occhi buoni da bue.

Sarei andato a capo dopo il primo periodo; poi avrei messo "Leda" in corsivo.
Non so perchè, ma questa parte non m'ispira molto; io avrei fatto qualcosa tipo così:

Raggiunse la casa di Leda Argenti che diluviava.
Leda - che veniva definita poetessa -  da giovane sembrava essere una promettente scrittrice: aveva persino vinto un premio letterario con una poesia dedicata alla madre. Poi quella era morta e lei non aveva più scritto.
Così viveva da sola con una magra pensione; usciva di rado e quasi nessno ormai sapeva come fosse ridotta; per tutti infatti rimaneva la donna magra con il viso lungo e triste e gli occhi buoni da bue; come era da giovane.

Se la son portata via gli spirit! – gli aveva detto la Spizzichini facendosi il segno della croce e aveva aggiunto che la casa era infestata, piena di luci strane.

Dato che il comandante ricorda una cosa che gli aveva detto la tipa, io metterei tutto in corsivo; magari cambiandola un po':

- Se la son portata via gli spirit! - gli aveva detto la spizzichini, facendosi il segno della croce.
- È quella maledetta casa! - aveva continuato - È infestata, le dico! piena di luci strane.. 

Bussò e attese che qualcuno si facesse vivo prima di prendere le chiavi sotto lo zerbino come gli aveva indicato la Spizzichini.

Bussò e attese che qualcuno si facesse vivo; ma quando lo fece per la terza volta, invano, si decise a prendere le chiavi sotto lo zerbino, come gli aveva indicato la Spizzichini.

ornò in caserma per stendere il verbale rassegnato alle fettuccine fredde.

Stesso discorso di prima.

Non si accorse neppure che il foro nel soffitto era un cerchio perfetto, così come lo era quello nell’orto che aveva polverizzato le piante e il computer continuava a inviare lo stesso messaggio da ore.

Ammetto di essermi perso.
Prima parli di travi incrinate, ma non descrivi strani fori.
Qui descrivi un'azione antecedente al ritorno in caserma, quindi avresto dovuto usare "non si era nemmeno accorto".
Io avrei scritto qualcosa tipo:

Non si era nemmeno accorto che il foro nel soffitto era un cerchio perfetto.
Se avesse scavato leggerissimamente nell'orto avrebbe scoperto le radici delle piante che erano state polverizzate.

Se si fosse portato gli occhiali da vicino avrebbe letto il messaggio che il computer cercava d'inviare da ore.

Bella prova.
Meraviglioso esemio di "Show, don't tell", anche se ho avuto come l'impressione che fosse più un esercizio che un vero e proprio racconto.
La cosa che ho potuto notare è che spesso allunghi le frasi; e spesso risultano intricate o leggermente pesanti.
I periodi sono abbastanza brevi: io aggiungerei più virgole e punti e virgola e toglierei dei punti fermi. Inoltre ho notato che spessissimo vai a capo.
Personalmente avrei aggiunto molte più descrizioni della casa, magari l'avrei resa un po' più disordinata essendo la donna "sparita" improvvisamente durante il giorno.
Per il resto bello, mi è piaciuto. Naturalmente sono tutte opinioni personali.
A rileggerti.

PS il titolo è una calamita.

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Guest Shawn

Finalmente un bel commento dettagliato. Vediamo i singoli punti.

1) Per il dialetto mi sono buttata, anche se ho un'amica della provincia di Bergamo.

2) Giusto, troppe ripetizioni, ho scritto e postato, come mio solito.

3) C'erano gli asterischi a separare i due periodi che avevo inserito nel foglio stampato ma non sul file.

4) La frase che descrive Leda va ricostruita. Ho pasticciato aggiungendo particolari in un secondo tempo.

5) La frase indiretta invece la lascerei così perché si tratta di ricordi di Gracchi, non mi pare il caso di riportare tutto il discorso della Spizzichini.

6) La parte in cui bussa alla porta l'hai allungata, invece io vorrei accorciarla. Tipo: "Bussò, ma nessuno si fece vivo..."

7) Le travi incrinate sono una supposizione di Gracchi, non ha controllato, altrimenti avrebbe visto il cerchio perfetto sul soffitto. Se questo non è chiaro, devo strutturare diversamente la frase.

8) "Non si era nemmeno accorto", giusto, perché parliamo di qualcosa che è successa prima che tornasse in caserma.

E ora un appunto sul tuo commento. Prima dici che hai notato che allungo le frasi e subito dopo dici che i periodi sono abbastanza brevi :D Concordo sul fatto che il testo sembra un esercizio, effettivamente lo è (doveva rientrare in 3.000 caratteri). Mancano tante cose, soprattutto descrizioni, non solo di Leda ma anche dell'ambiente. Mancava anche di editing a cui hai pensato tu. Thanks.

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Carmela Spizzichini

disse la signora Spizzichini

Carmela Spizzichini terminò

gli aveva detto la Spizzichini

come gli aveva indicato la Spizzichini.

del Comandante Gracchi.

del Comandante Gracchi.

Un fulmine tagliò in due il cielo mentre Gracchi

...

Le prime gocce iniziarono a picchiettare sul vetro e Gracchi

...

osservò il Comandante Gracchi

Il Comandante scosse la testa,

Se parli di Che Guevara puoi scrivere per rispetto comandante con la maiuscola, altrimenti eviterei.

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