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Giochi di senso e di parole...


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Giochi di senso .. e di parole..
Dunque, ecco alcune riflessioni di una certa profondità . Se volete aggiungere le vostre, il gioco continua. Basta siano made in yourself. Mancava una discussione così vero? se invece non mancava si toglie, nessun problema, ma alla mente fa bene ridere, o sorridere.
Se vi piace, continuiamo.


Dove vanno i fuori di testa a fare shopping il sabato pomeriggio? Ma anche gli altri giorni, non è detto.

Da Neuronics.

****

Cosa dice un pescatore alla sua bella per scusarsi di qualcosa, che so di essere troppo geloso o di non aver capito che lei vorrebbe vedere l’alba con lui, mentre lui all’alba è sempre fuori a pesca?

“Scusa amore, mi spiace tanto, ho preso un granchio”.

****

Penso poi sappiate che quando un contadino perde la bussola dice solo cavolate.

E che è molto facile per un sommozzatore depresso toccare il fondo.  Certo, si sa.


Aspetto che mi diciate quello che non so. Grazie. :ph34r:

 

 

 

 

Modificato da Sunday Times
Ho sistemato la formattazione
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Cosa fa un mostro single?

Inizia a frequentare le mostre.

**

E un pesce pilota che non vuole stare attaccato a uno squalo?

Si mette con un pesce volante.

**

Che giacca di pelle preferirebbe uno squalo martello, avesse mai interesse per una giacca di pelle...?

Un chiodo

**

Che storie detesta ascoltare una candela?
Quelle che cominciano con c'era una volta.

**
Il cruccio di un'ombra cinese?
Non essere mai l'ombra di un cinese.

**

Il colmo per un mattone?
Stare in un grande manicomio.
 

**
Pescare è rilassante, dicono.
Ma la canna di mia cugina Maria aveva un enorme difetto: ogni volta che la usavo, faceva troppo fumo.

Modificato da Mattia Alari
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In effetti l’obbiettivo di questo topic è a rilascio lento, cioè all’inizio si parte in un modo poi se ne scopre un altro. Quindi ora si cambia marcia e si entra in una nuova fase.

In un certo senso in un gruppo di S.O.Stegno per percorsi neuronali, dove le parole si scambiano e si scoprono, appunto, in modo meno convenzionale.

Non è sempre facile fare incontri di parole interessanti, a volte bisogna proprio andarsele a cercare, e avere pazienza, come la mia amica Celestina, gattara impenitente che ha passato un giorno intero su una pista rossa prima di vedere apparire un gatto delle nevi.

Sempre parlando di animali, lo spirito di quanto dico si riassume nel nome più deciso in assoluto tra quelli che accompagnano la nostra evoluzione. Lui da solo racchiude ogni risposta: Ah Sì No. E in effetti quando un AhSiNo dà una risposta, è quella, provate voi a fargli cambiare idea. È anche un perfetto specchio di un particolare modo di rispondere, tutto italiano: prima sì e poi subito no, “Sì, no, va bene …” quante volte lo sentiamo? o lo diciamo.

Lui ci ricorda questa coesistenza. Forse il nostro è un paese dove non si è tanto versati a scegliere, e lui qui ce lo ricorda, perché in altre lingue ha un nome è diverso. In francese il sì sparisce, ma quello è l'unico paese dove ci si è rifiutati di chiamare il computer computer, e dove è nata la Rivoluzione. La completezza assertiva e negativa contenuta nel suo nome italiano è unica, dato che nella maggioranza dei linguaggi il suo nome richiama la parte anatomica da cui parte lo slancio per dare quei calci per cui è giustamente famoso.

Come nel design, questo è un perfetto esempio di funzione aderente alla forma. Non mi riferisco al sedere dell’asino, ma al fatto che il significato ulteriore di cui stiamo parlando è contenuto nella scomposizione grammaticale, come la funzione di un oggetto nella sua semplice forma naturale o progettuale. Il nome italiano è una rarità, rispetto agli altri, e quindi potremmo usarlo come un viatico. Essere meno dubbiosi? Più sicuri di noi stessi? Forse che lui ci mostra quel continuo barcamenarsi tra due poli che ci fa restare al palo (dove spesso si legano asini e cavalli ) ? Essere il primo paese dove non si manda la gente a? Potrebbe essere.

A un livello superiore il SÌ e il No contenuti nell’asino si ritrovano nel proporsi della sua figura nel nostro immaginario. Un grande Sì quando entra a Gerusalemme portando Gesù, un ovvio No quando le sue orecchie crescono sulla testa di Pinocchio. Ah!

Sì. Ecco, questo è un buon esempio di una parola che non è uno scherzo. No?

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(modificato)


Ricevuta la lettera urgente, ma senza nessuno attorno, mi sono soffermato sulle ultime parole scritte: Alza la posta. Interessante!
Così, sono andato a cercare una leva disponibile, ma era stata già levata da qualcuno. Non restava che un crick scricchiolante (ma pur sempre qualcosa) e con quello che avevo, mi sono diretto verso la prima buca a tiro in cui purtroppo sono caduto, con una serie di mazze che per poco non mi ammazzavano.
Colpa mia, sicuramente! Non sono stato abbastanza veloce da raggiungere il corrimano, scappato inesorabilmente avanti. Ma sono cose che capitano anche a chi non è nell'esercito.

Faticosamente presa coscienza e anche il resto delle gambe, ho iniziato a ragionare su qualcosa che mi urtava interiormente e più della caduta. Si tratta in realtà dei soliti cavilli intestinali, come dice l'esperto a cui mi sono rivolto e girato; anche se da me dico cose simili senza potermi dire professionista.
In effetti mi sarebbe piaciuto diventare un dotto re.
Ne servono più di quanto non si dica. Io ho un certo riconosciuto talento per andare veloce e la mia attitudine al coma andare è dimostrata dalla pesantezza del mio sonno. Ho però questo blocco dentro...!
Qualcosa su cui non mi va molto di scrivere. Ed è un tormento che è molto difficile tenere in equilibrio sulla faccia.

Uscendo dalla buca, ho pensato che il vero problema, quando si alza la posta, è che bisogna essere bravi e non don Rodrigo altrimenti è un attimo che ci si trovi in una rete da cui difficile che si esca. E' anche il caso di assicurarsi di aver fatto già il bucato, altrimenti ci si ricade subito e potrebbe, dopo un certo numero di volte, essere addirittura fuori legge (così si scrive). Non è quindi il caso accusativo di farlo. Anche se purtroppo succede. Soprattutto a quelli come me.
Sto, nato per aver una vita armoniosa, appoggiato al caos di ogni giorno con il disagio del sogna attore in un'altra parte. 
E che sogni ricorrenti faccio! Bellissimi! Ma la mia testa a volte architetta qualcosa di diverso (e poco poetico) e così, spesso, io mi libro su letto guardando me stesso come fossi nella fossa e quindi mi chiedo, da sveglio se ho messo la sveglia all'ora che dovevo oppure, nonostante la sua musichetta infernale, continuo a do(r) mi re vera mente.
Per questo mi posso sentire stanco, come oggi. E stasera ho anche un appunta mento!
Già sento dietro le voci degli impiccioni del paese: P. esce con una nuova!
E nonostante gliel'abbia scritto, neanche stavolta è vero che l'amo.

Modificato da Mattia Alari
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