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[5G#2]-Prompt 1- San Valentino. Amused to death.


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Spoiler

1.    San Valentino: siete l'ultima persona sulla terra. Oggi però è un giorno diverso dagli altri. Di cosa siete innamorati? Boa: non devono comparire persone scomparse del passato del protagonista, allucinazioni o animali domestici.

Lo so sono in ritardo di quasi due ore, quindi se mi volete penalizzare o squalificare non mi offenderò.

Amused to death.

Frank apri gli occhi e si guardò attorno disorientato. La testa gli faceva male, anche la schiena gli faceva male. Tutt’intorno c’era un silenzio tombale. Si strofinò gli occhi e provò a capire dove si trovasse. Le fitte alla testa di tanto in tanto si facevano più forti.
Dopo qualche istante cominciò a focalizzare l’ambiente circostante, era in una casa, una casa che non era la sua. I ricordi cominciarono a riaffiorare; dapprima molto sfocati poi sempre più nitidi.
Quella casa non era la sua, ci era entrato per una festa. Sì, era andato a una festa.
Un’altra fitta gli fece ricordare che aveva litigato con un tizio, erano quasi venuti alle mani ma poi lui aveva preferito evitare lo scontro. Poi si era fatto tutto buio.
Cominciò a muoversi per cercare da bere, provò a rialzarsi ma ricadde immediatamente. Contrariamente a quando si aspettasse nessuno si mise a ridere.
-Mi sa che la festa è già finita da un po’.- pensò.
Si mise a sedere e riprese a guardarsi attorno. Questa volta notò di essere completamente solo. Solo in una casa che non era la sua e che appariva stranamente disordinata e silenziosa.
Richiamò a se tutte le sue forze e si alzò in piedi. Barcollò fino a un divano poco distante e vi si appoggiò.
-Speriamo che il padrone di casa sia un tipo socievole.-
Provò di nuovo a camminare ma subito sussultò nel capire che non era proprio solo. Un’altra persona giaceva sdraiata per terra proprio dietro quel divano.
Frank pensò che anche questa persona non si era proprio goduta la festa… o forse se l’era goduta troppo.
In ogni caso non era un problema suo, lui voleva bere e tornare appena possibile a casa.
Provò a passare oltre ma accidentalmente urtò la persona distesa. D’istinto chiese scusa ma non ottenne risposta.
Non poté fare a meno di pensare che questa persona stesse male. Si avvicinò alla testa della persona e si inginocchiò. Era un uomo, era pallido, molto pallido.
-Amico, mi sa che ieri hai esagerato con quella rob… Ah!- un’altra fitta alla testa lo interruppe e gli fece ricordare che la sera prima qualcuno aveva parlato di una droga del tutto innocua.
Fu in quel momento che ricordò tutto. La festa, i social che la annunciavano come contemporanea in tutto il mondo. E quella droga, quella roba che ti sballava senza alcun effetto collaterale.
Frank guardò nuovamente il tizio sdraiato e pallido.
Gli poggiò le dita sul collo. Non attese di sentire il battito, era freddo come un ghiacciolo. Provò a muoverlo. Era rigido.
Con rinata forza si rialzò e si mise a cercare l’uscita.

Amused to death. Divertiti fino alla morte. Quella scritta sulla parte bassa dello schermo gli era rimasta impressa nella mente. Erano passati cinque mesi da quella maledetta festa, dal colpo alla testa ricevuto a tradimento, e da tutti quei morti.
Erano passati cinque mesi e lui ancora non si capacitava di essere l’unico a non aver consumato quella droga.
Aveva vagato come un forsennato per tutta la città alla ricerca di altre persone, altri superstiti di quella specie di apocalisse ma non aveva trovato nessuno.
Dopo quella festa poche persone erano sopravvissute seppure in preda a forti dolori. Anche il giornalista che aveva pronunciato quella drammatica frase: “Divertiti fino alla morte”.
Poi, uno dopo l’altro se n’erano andati.

Frank era riuscito a recuperare un po’ di benzina bucando i serbatoi di svariate macchine e aveva deciso di andare lontano. Di sicuro da qualche parte qualcuno ci doveva essere e lui l’avrebbe trovato.

La luce dell’alba strappò Frank dal sonno, il rumore delle onde parve dargli il buongiorno. I vestiti erano sporchi e pieni di sabbia. Frank ricordò di aver guidato per un giorno e una notte. Era arrivato fino alla costa e lì si era addormentato. Ricordò anche che erano passate parecchie ore da quando aveva mangiato l’ultima volta.
Salì in macchina e mise in moto. Cominciò a guidare alla ricerca di un posto in cui trovare cibo.
Raggiunse una località che forse un tempo era stata un posto amato dai surfisti.
Raggiunse un bar, provò a spingere la porta e questa cedette senza opporre resistenza. Entrò e scavalcando i corpi che giacevano all’interno cercò la dispensa.
Riuscì a trovare del pane raffermo e un po’ di cibo in scatola. Tutto il resto era già stato divorato dalla muffa.
Aprì una scatola di frutta sciroppata, prese il pane raffermo e corse fuori. Ormai quello era un gesto meccanico. Quando trovava un bar aperto era perché questo probabilmente era stato aperto anche in quell’infausta notte. E le persone presenti non se ne sarebbero mai più andate. Ma dopo cinque mesi l’odore era insopportabile.

Aveva cominciato a odiare tutti quei cadaveri puzzolenti, esanimi resti di una civiltà che si era completamente votata alla perdizione.

Mentre mangiava camminava esplorando l’ennesima città trasformatasi in necropoli a cielo aperto. Quasi il cuore gli balzò in gola nel vedere un orologio acceso dentro una vetrina. Non era il primo aggeggio ancora funzionante che vedeva; le batterie erano sopravvissute. Ma la data indicata dal display di quell’orologio gli ricordò che era il quattordici febbraio. San Valentino.

Frank scoppiò a ridere pensando che quell’anno nessuno avrebbe festeggiato.
Divertito e incuriosito decise di entrare nel negozio. La porta era chiusa ma non era un problema. Bastava trovare qualcosa per sfondare la vetrina, tanto nessuno avrebbe obiettato.

All’interno non c’erano cadaveri in decomposizione. Nessun odore vomitevole, solo l’aria che sapeva di chiuso. Sul bancone c’erano un po’ di effetti personali di quella che doveva essere stata la proprietaria di quel negozio. Una serie di fotografie da varie parti del mondo, pupazzetti dei personaggi Disney e dei Looney Toons. Incuriosito Frank cercò di trovare delle informazioni in più sulla persona che aveva gestito quel negozio.

Due ore dopo entrava in casa di Cassandra Rains. Dopo tutto quel tempo passato a razziare le case altrui e i bar per procurarsi del cibo gli sembrava strano invadere lo spazio privato di quella donna.
La casa era molto curata, Cassandra doveva essere molto giovane, almeno a giudicare dalle foto appese alle pareti. Sicuramente era bella.
C’era una foto in particolare in cui Cassandra era raffigurata di profilo conla testa china e un timido sorriso. Aveva lunghi capelli biondi e un viso delicato con un’espressione che tradiva una certa timidezza verso l’obiettivo della fotocamera.
Spinto da una curiosità quasi compulsiva Frank girò tutta la casa, aprì ogni cassetto, ogni anta, toccò tutti gli oggetti che trovava. Trovò un diario e lesse i segreti che Cassandra vi aveva affidato.

Passò un giorno intero in quella cas, deciso com’era a scoprire tutto di quella ragazza che aveva fatto breccia nel suo cuore, finché quasi sentì il cuore uscirgli dal petto per lo spavento quando sentì la porta di ingresso aprirsi.

Paralizzato da un’irrazionale paura fissò la porta attendendo di vedere chi sarebbe entrato. Inconsciamente Frank sperava di veder entrare proprio lei: Cassandra.
Il vento, così come l'aveva aperta, richiuse la porta che Frank, quando era entrato, aveva semplicemente accostato.

Erano le nove di sera, anche in casa di Cassandra c’era un orologio ancora funzionante, ed era la sera di San Valentino. Frank pensava ormai di conoscere Cassandra come avesse vissuto una vita assieme a lei ed era certo che se fosse stata lì le avrebbe confessato di amarla. Nel suo diario aveva letto che quell’anno non avrebbe festeggiato il San Valentino, si era sorpreso a emozionarsi mentre leggeva.
Guardò fuori dalla finestra. Un altro giorno se ne andava. Un altro giorno uguale a tutti gli altri. Un altro giorno di solitudine.

Guardò la foto di Cassandra e capì cosa voleva fare. Aveva notato una bombola di gas in cucina, vi andò, ritrovò la bombola e la soppesò. Pareva essere quasi piena. Cercò allora del vino. Trovò una bottiglia, la aprì e ne versò un po’ in un bicchiere. Chiuse poi tutte le porte e le finestre, versò ancora del vino nel bicchiere. Bevve fino a sentirsi stordito ma non ubriaco. Prese la bombola e tagliò il tubo che la collegava ai fornelli. Si piazzò davanti alla foto di Cassandra e aprì il rubinetto della bombola.

-Buon San Valentino amore mio.- disse prima di addormentarsi.

 

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Ho già capito che mi piace come scrivi, sei un sentimentale (possiamo darci la mano) e ho letto questo racconto con più interesse per il protagonista che per il resto attorno a lui. Da una parte è sicuramente positivo, ma è come se tutto il resto fosse, rispetto a lui, sfumato. Ne parli, caratterizzi la situazione ma... è tutto uno sfondo molto più "cartonato" di quanto non sia quest'uomo.
Se l'idea della superdroga presa da tutti insieme, ovunque, mi lascia perplesso ma a tal proposito sospendo il giudizio (i bambini come l'hanno presa, ad esempio? E la gente negli ospedali?) lo sono di più dalla festa dopo cui si risveglia rimasto solo. Sembra quasi, confusione a parte, che si sia trovato lì per caso. Ma non si trattava di un evento collettivo o qualcosa del genere? Non so... forse sarebbe stata più utile anche una riga che introducesse la sua presenza in quel luogo. Anche l'innamoramento per Cassandra mi sembra troppo rapido e capisco che il tizio sia traumatizzato e sotto shock ma tutto è velocissimo.
Mi piace come descrivi a ragazza, poco ma in modo significativo. Io l'ho un po' vista e secondo me (lo ripeto) la tua forza è nella resa emotiva dei personaggi (l'avevo già notato nel tuo precedente racconto) ma credo che qui tu ti sia precipitato troppo velocemente verso una conclusione che hai proprio cercato.
La tua storia doveva essere un po' più lunga di così, ma so che hai avuto poco tempo e fretta di finire e credo sia stata questa ad aver accartocciato un po' la fine del tuo racconto.
A prescindere dal 5G, io ci lavorerei sopra. Studia magari qualcosa che abbia una credibilità narrativa più forte (mio parere, come tale ha il suo limite) della droga "totale" (anche modificando di poco l'idea e lasciando sopravvissuti) e lascia scivolare il tuo protagonista verso il gesto finale (o no) con una motivazione psicologica più "forte" e che prenda la rincorsa, magari, dallo stato emotivo che l'aveva spinto a pensare di provare la droga. Era solo curiosità? Puoi approfondire.
Detto questo io ho apprezzato il racconto e l'interpretazione in chiave drammatica della traccia.

 

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@Russottol'idea non è malvagia ma risulta abbastanza inverosimile, se devo processare che tutti prendano la stessa droga nella stessa notte lo trovo fin troppo inverosimile visto che la natura umana è un po' più complessa di così. Mi ero ripromessa di non fare commenti riguardanti la forma, ma onestamente trovo tutta la scrittura molto poco rifinita e pesante, sia nell'utilizzo dei verbi che della sintassi. Mia opinione personale ovviamente, non prenderla come una correzione con la penna rossa, ma se aprissi un libro e fosse scritto così lo ripoggerei tempo una pagina. Finale non originalissimo ma lo hai gestito bene, la parte sull'innamoramento mi è arrivata poco, ma nel complesso ha senso visto che ho avuto l'impressione che fosse più che altro un delirio e quindi il senso di distaccamento funziona.

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È una situazione surreale spinta all'estremo, che mostra uno degli aspetti più malati della nostra società, e in questo la trovo amaramente ben piazzata. Il finale mostra con poco tutto quello che potrebbe essere se non fossero fatte scelte distruttive. Resterebbe la bellezza, la delicatezza, soprattutto la possibilità dell'amore concreto e non solo ideale. Noi cosa faremmo dopo lo stress di un certo tempo a vagare senza mèta tra i cadaveri? Forse è già una fortuna andarsena con un'immagine di bellezza davanti.

Lo svolgimento l'ho trovato a tratti carico, ma il dialogo interiore e le descrizioni iniziali sono veramente invitanti,  come le immagini inusuali di entrare in una casa ben abitata ma vuota, di innamorarsi di chi ci abitava, di decidere che era una persona da amare e che con la sua immagine si può chiudere in bellezza. Tutte queste immagini appartengono secondo me a uno stesso livello, svolto più fluidamente, mentre un'altra parte del testo resta un po' giù. Per esempio seguo poco bene il passaggio temporale tra la prima scena e la parte dove siamo già a 5 mesi dall'evento. Lì non capisco se nella prima scena lui si è temporaneamente scordato che sono già passati 5 mesi o se poi si passa alla narrazione di un periodo più lungo.

Però le immagini le trovo potenti ed espressive. In genere non amo le storie che finiscono male / malinconiche, ce ne sono abbastanza così, ma questa ha qualcosa di romantico nonostante l'alto numero di cadaveri, e quindi trovo che alla fine abbia un buon equilibrio tra trama, svolgimento ( che può trovare una forma migliore ) e contenuto, che forse è l'aspetto più compiuto e riuscito.

  • Love 1
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Sunday times:
 

Spoiler

 

"Amused to death" di Russotto.

aderenza alla traccia 5 - originalità 4 - gradimento 4 : Anche se dopo un 'inizio intrigante lo svolgimento si siede un po' e si perde il ritmo, le immagini fornite sono particolrmante suggestive e mantengono intatto il romanticismo di san valentino in un contesto di catastrofe globale. L'insieme risulta quindi ben costruito.

 


Francesca Penelope:

Spoiler

 

originalità 3 (l'uomo si è innamorato di una donna, abbastanza classico)

aderenza alla traccia 4 (Tutti sulla terra, anche bimbi e anziani hanno preso quella droga?)

gradimento 4 (Ben scritto e ben strutturato, non 5 perché il dubbio sullo sterminio dell'intera umanità mi ha accompagnata)

 


Valente:
 

Spoiler

 

1.      Originalità

L'idea alla base del testo mi pare poco verosimile sia per il fatto che tutti prendano contemporaneamente la stessa droga sia per "l'innamoramento" che poi sfocia in un suicidio.

Voto 2

2. Aderenza alla traccia

Il racconto segue il tema suggerito dalla traccia, personalmente, mi convince poco la passione che nasce irresistibile per una persona defunta e mai conosciuta davvero.

Voto 3

3. Gradimento generale del testo

Il testo presenta delle imprecisioni e la storia convince poco.

Voto 2

 

 

Alorigo:
 

Spoiler

 

Titolo: San Valentino. Amused to death.

Autore: Russotto

ANALISI

1. Grammatica, sintassi, punteggiatura
La punteggiatura in alcuni casi potrebbe essere migliore, niente di drammatico ma piccole migliorie che valorizzerebbero di più il testo. Per il resto è ben scritto, non vedo problemi particolari.

2. Descrizioni
La cosa che secondo me è migliorabile sono le connessioni tra un momento temporale e l’altro. Il protagonista passa da una situazione a un’altra, magari lontana uno o più giorni, senza che ne venga dato risalto e il lettore a volte è costretto a concentrarsi per capire se il momento che sta leggendo è contemporaneo alla frase prima o successivo. È una fatica che di solito non deve essere lasciata al lettore.

3. Dialoghi
I pochi dialoghi sono riconducibili ai pensieri del protagonista. Niente da dire su un tema quasi ininfluente rispetto al racconto.

4. Trama
La trama e carina. Inizialmente pensavo fosse fuori tema perché credevo non potessero apparire persone dal passato in senso assoluto, ma rileggendo il prompt, specifica solo del passato del protagonista, quindi bene così. Se devo trovare un difetto (ma credo sia dovuto al poco tempo a disposizione dell’autore per completare il racconto) l’innamoramento di Frank verso Cassandra è davvero troppo breve, troppo “buttato lì” senza aspettativa, senza aver dato al lettore il tempo e il sentimento giusto per aspettarselo e assaporarlo. Mezza giornata tra gli effetti personali di qualcuno non possono farti innamorare, al limite incuriosire. Con del tempo in più, il risultato sarebbe stato probabilmente migliore. Immagino sarebbe stato più efficace partire da più lontano per consentire a Frank di vivere in quella casa, magari per qualche mese, familiarizzando con una presenza non reale, arrivando a farlo innamorare di alcuni dettagli di lei lasciati in casa, di alcune scelte di arredamento o di alcuni scritti nel diario, cose così.

5.Punto di vista, caratterizzazione, narrazione
Vale quanto detto nella trama: tutto bene tranne l’innamoramento immediato. Per il resto, il personaggio, la scusa della morte di tutti, l’ambientazione, ci stanno tutti. Pecca il finale frettoloso e davvero breve.

VOTI

• Aderenza alla traccia dichiarata: 5

• Originalità: 4

• Gradimento generale del testo: 3

COMMENTO FINALE

Nonostante i voti alti in aderenza e originalità, il gradimento non è stato il massimo, proprio per via di questa velocità d’esecuzione del finale, che ha tolto tutta quella magia e quel romanticismo che in questo caso avrebbe dovuto innescarsi, creando nel lettore l’attesa del finale. Sarebbe stato davvero d’effetto se avesse suscitato prima curiosità negli effetti personali, poi vero sentimento amoroso e infine tristezza per la non realtà della persona e disperazione per non poterla avere mai. Giustificando così anche il finale drammatico.

 


Lady Gladia:
 

Spoiler

 

Originalità  3

Aderenza alla traccia 4

Gradimento generale del testo 1

Storia interessante, un pochino inverosimile, ma che coglie la traccia in modo perfettamente allineato alle richieste. Svolgimento sintatticamente e narrativamente molto pesante e poco rifinito.

 

 

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Eccomi qua, restando in linea con il ritardo nella pubblicazione del racconto, arrivo lungo anche a rispondere ai commenti.

Innanzitutto grazie a tutti voi che avete commentato. Ebbene sì, nella mia testa avevo un'immagine ben chiara di come il protagonista sia rimasto solo ma la fretta è stata cattiva consigliera e non mi ha fatto rileggere il racconto. Quindi è successo quello che mi capita in ufficio quando eseguo dei disegni non proprio leggibili: io so cosa ho disegnato quindi la mia mente riempe i buchi dei disegni.

Così è successo che ho immaginato una festa in cui tutti, ma proprio tutti, si sono impasticcati con la droga del secolo che prometteva la luna senza effetti collaterali e invece ammazza tutti. Quanto ai bambini ci avevo pensato, ma in un mondo senza adulti i bambini non possono campare molto. Diciamo che ho immaginato una sorta di stordimento globale da social, una sorta di rave universale alla quale nessuno aveva resistito, nemmeno i minori (non i neonati ma quelli come detto non sarebbero durati), nemmeno il protagonista che si trova a una delle tante (altra cosa che ho dato per scontata) feste organizzate per festeggiare la prima vera droga innocua.

La botta che gli da il tizio a cui volta le spalle (questo spero si sia capito, ditemi di si, ve ne prego) mi è servita a far sì che lui fosse l'unico che si perde la festa.

Nella mia testa ho immaginato (ma mi sono dimenticato di scriverlo) che non muoiono proprio tutti in quella festa ma vecchi, invalidi o emarginati vari, si trovano a soccombere per via di un mondo che senza dottori, negozianti, operai delle centrali elettriche, senza più la sua parte più viva non può vivere. Provate a immaginare se durante il lock down non avessero concesso ai venditori di beni primari di restare aperti.

Da qui il salto temporale a cinque mesi dopo, a proposito: nessuno conosce l'album Amused to death di Roger Waters?

Il finale è veramente affrettato, non posso negarlo. Avete ragione a dire che sarebbe stato più credibile se avessi lasciato più tempo al protagonista per far crescere in la disperazione di essere rimasto completamente solo e di essersi innamorato di una persona che è già morta.

A ripensarci oggi mi verrebbe da dire che quello, più che un gesto d'amore è un gesto di resa, della serie: che ci faccio qua tutto solo? Bene ho visto una che mi piace e mi suicido davanti a lei, così muoio con l'immagine di lei negli occhi.

@Mattia Alari sì, ho il vizio o limite di focalizzarmi sulle persone e, a parte alcuni casi particolari, tralascio il resto.

@LadyGladia ho paura che tu cestineresti tutti i miei scritti, credo di aver compreso cosa dici circa il mio modo di scrivere. Sei la prima persona che me lo dice e la cosa mi ha colpito. Ne terrò conto d'ora in poi.

@Sunday Times il tuo commento mi mette a disagio, hai saputo trovare del bello in un testo letteralmente maltrattato dal suo stesso autore. Inutile dire che sono d'accordo su tutta la linea, che hai centrato in pieno il messaggio che volevo inviare (a parte la morte con la bellezza negli occhi che, come ho detto prima, ho immaginato in un secondo momento che è arrivato dopo la pubblicazione, devo ammetterlo, non posso prendermi meriti che non mi spettano). La prima frase del tuo commento spiega meglio di come abbia fatto io la situazione che ho creato. Il passaggio temporale non lo facevo così difficile da comprendere ma forse demarca la mia tecnica narrativa fin troppo viziata dal teatro e dal cinema.

@Alorigo ho veramente rischiato di infrangere una boa: il racconto, appena scritto, vedeva un gatto che apriva la porta di casa di Cassandra. Poi però, ho riletto il promt e le boe e ho sostituito il gatto con una raffica di vento. Niente animali domestici.

Alcune curiosità che vorrei condividere con tutti voi:

  • quando ho scelto il modo di far suicidare Frank ho provato a fare una breve ricerca su internet, il risultato è stato inquietante: più di un sito, senza particolari filtri, in cui si spiegava in maniera molto precisa come togliersi la vita. In uno, addirittura, si commercializzavano barbiturici.
  • "Amused to death" è il terzo album da solista di Roger Waters, l'ex leader dei Pink Floyd. Semplicemente bellissimo (per gli amanti del genere)
  • Love 1
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Ciao! Passo a farti un commento. Sono consapevole che lo hai scritto molto in fretta quindi evito di segnalare le cose minori e mi concentro sullo stile e sulla trama.
La traccia è stata rispettata, effettivamente non rientra in nessuna delle casistiche che ho messo nelle boe e quindi funziona. Una puntata (o meglio, c'è proprio una sottotrama se ricordo bene)di Doctor Who ha un concetto simile: si fanno tutti di questo cerotto "Bliss" e muoiono tutti e succedono i soliti casini che succedono nella serie. È un concetto curioso e interessante che però sarebbe stato bello vedere più sviluppato perché nella prima parte la festa e la droga occupano lo stesso spazio, mentre dovrebbe essere quest'ultima il focus. Forse un po' troppo che tutti l'abbiano consumata allo stesso momento. Vedere un morto è traumatico, vedere qualcuno che soffre e poi muore mentre sei consapevole che non puoi farci niente lo è ancora di più. È una cosa che si intuisce il protagonista abbia vissuto ma non viene esplicitato.
Questo è un altro punto che magari se vuoi ampliare il racconto potresti sviluppare. La seconda parte (quella dove dai il riferimento temporale per inciso) è un po' rigida rispetto alle altre due. Abbiamo un evento specifico una breve transizione di cinque mesi e poi un altro evento specifico che a logica dovrebbe essere il culmine di quei cinque mesi dove il protagonista ha "gettato le basi" per il gesto finale.

La terza parte invece è quella che mi ha convinta di più. Mi è piaciuta l'idea di innamorarsi dell'idea che ci si fa dalla persona. È resa in un ottimo modo e quindi non è sembrato inquietante o feticista: semplicemente una persona che dopo aver sperimentato mesi e mesi di solitudine si attacca a una fotografia. Ci sta ed è una immagine che funziona, bella.
La gente si è sempre innamorata di quello che pensa di una persona che di una persona stessa (mi viene in mente la scena di un libro o di un'altra serie tv storica o fantasy che non ricordo dove c'era qualcuno che si era innamorato della donna di un quadro che avrebbe dovuto essere sua moglie) e vederlo mi è piaciuto.

Credo di aver detto tutto... Alla prossima!

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