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[5G2] - Prompt (spoiler) - Necessariamente soddisfacente


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Se leggete prima la traccia vi rovinate la storia (spero)

Spoiler

1.    San Valentino: siete l'ultima persona sulla terra. Oggi però è un giorno diverso dagli altri. Di cosa siete innamorati? Boa: non devono comparire persone scomparse del passato del protagonista, allucinazioni o animali domestici.

 

Un sexy shop era l’ultimo posto nel quale avrebbe pensato di ritrovarsi, nonostante la data e gli avvenimenti potesseri, effettivamente, suggerire qualcosa, se non altro l’idea di colmare un vuoto.
Quello poteva essere il luogo giusto in tutti i sensi. Gli scaffali ricolmi di giocattoli e accessori di ogni forma e dimensione si presentavano in colori vibranti o più naturali, nelle fattezze di realistici replicanti dell’anatomia umana e di quelle, decisamente meno familiari e più esotiche, di entità di fantasia di vario genere.
Scaglie, tentacoli, punte, strane contorsioni e perfino una specie di millepiedi, tutto quello che poteva essere immaginato, ed oltre, era ordinatamente allineato come un reggimento Napoleonico pronto alla battaglia. Anzi alla guerra.
La scelta sembrava essere infinita, praticamente impossibile. Corridoi e corridoi di opzioni. Non che avesse di meglio da fare in questa giornata, tanto valeva esplorare questo deposito di tesori che elogiavano all’amore in ogni forma e dimensione, per e con gli altri, ma soprattutto quello verso se stessi.
Che poi cosa dovrebbe essere esattamente l’amore? Solo dal punto di vista letterario, pensò, il concetto viene espresso in così tanti modi che è difficile estrapolare una definizione univoca e, volendo trasportare l’argomento su un piano più razionale e psicologico, beh, meglio non addentrarsi, il campo è complesso e anche fortemente minato.
Sicuramente il luogo dove si trovava ora era un inno all’amore fisico, ma fino a che punto? Quando e dove sesso e amore, piacere e sentimento, lussuria e infatuazione si incontrano e si dividono? Questi corridoi pieni di giochi, accessori, stimolatori sensoriali di ogni sorta non raccontavano una sola storia, così come un romanzo d’amore non parla solo ai sentimenti.
Essere rimasti soli così, senza un vero e proprio preavviso, era alquanto frustrante. Quel negozio appariva davvero come la soluzione perfetta per colmare il vuoto da cui era stata assalita. Forse le avvisaglie c’erano state, forse non era stata attenta, sempre così presa dallo studio e dalle sue ricerche. Forse se fosse stata meno rapita da questo aspetto della sua vita avrebbe potuto accorgersi di come il resto stesse collassando. Eppure chi era con lei avrebbe potuto avvisarla, parlare chiaro, esprimere la propria apprensione, ma niente. Forse era stata sorda lei? Forse l’allarme rosso stava suonando da un po’ e semplicemente non se ne era accorta? Ora come ora non c’era molto che potesse fare per rimediare, ma quei corridoi illuminati ad arte potevano rivelarsi il rifugio perfetto.
Nonostante non fosse pratica di questo genere di rivendite non potè fare a meno di apprezzarne l’organizzazione, l’ordine quasi maniacale e la pulizia. Quella era davvero la ciliegina sulla torta.
Per non parlare delle scelte estetiche, sicuramente un po’ kitch, ma i pacchi di preservativi esposti sotto forma di arcobaleno avevano la loro ragione di essere. Poi ovviamente, per facilitare il cliente, erano anche suddivisi in base alle caratteristiche. Davvero ammirevole.
La parete dedicata al BDSM sarebbe potuta tornare utile in futuro; troppo presto per prendere decisioni di quel tipo adesso, ma corde, choker in pelle e manette erano opzioni che doveva assolutamente tenere in considerazione. Certo, visti così potevano apparire un po’ brutali, ma al momento giusto si sarebbero potuti trasformare nella svolta necessaria per il completamento delle proprie necessità.
Per il momento però sembrava che bastasse la corrente elettrica per avere qualcosa con cui sopravvivere.
In uno dei corridoi finali l’esposizione di video e riviste aveva di che per competere con quella di una qualsiasi libreria. Incredibile la quantità di materiale prodotto, certo forse un po’ ripetitivo, ma non si potrebbe dire lo stesso per quanto riguarda certa narrativa di genere? Non vengono tutte le storie d’amore raccontate sulla base di certi canoni volti a catturare le debolezze emotive del lettore e coinvolgere quella parte irrazionale che lo fa capitolare, nonostante la ragione cerchi di trattenerlo in ogni modo per preservarlo da quella che è un preannunciato disastroso finale?
Era la stessa identica cosa che era successa a lei d’altronde.
Anche l’organizzazione di questa parte del negozio era ammirevole e avere modo di osservare senza qualcuno che si offrisse di aiutarla era di sicuro un valore aggiunto. Una vera pacchia.
Visto che non c’era fretta di prese del tempo per curiosare anche nel reparto dedicato agli uomini, non puoi mai sapere cosa potrebbe tornarti utile. Alcuni degli oggetti, presi così senza contesto risultavano davvero misteriosi; talvolta avevano una forma iniziale che a quanto pare era solo funzionale al confezionamento e all’estetica generale dell’oggetto, o almeno così sembrava dopo aver letto le descrizioni. Si sorprese che non vi fosse molta differenza nell’esposizione dei giochi a seconda del sesso di destinazione, il che aveva senso visto che per molti di essi l’utilizzatore poteva sceglierli per caratteristiche biologiche e non per via del proprio orientamento sessuale. Chi aveva progettato il tutto aveva pensato anche a questo, limitandosi a catalogare in base alle necessità, piuttosto che dare una netta connotazione all’utilizzatore finale. Davvero esemplare.
La sezione con le riproduzioni brandizzate da famosi attori dell’industria porno la indusse a riflettere sui risvolti sociali di operazioni di questo genere. Certo, se le dimensioni erano fedeli non era affatto strano che il proprietario avesse deciso di utilizzare il proprio “talento” per ricavare un reddito, un po’ come quando ti dicono che potresti fare la modella e alla fine decidi di provarci.
Le doti personali vanno sempre messe a frutto al massimo del loro potenziale, e di potenziale ce ne era da…vendere.
Eppure, riflettè, mettere in commercio una riproduzione tridimensionale di se stessi ad uso e consumo “espliciti” non è proprio come ritrovarsi a fissare la propria gigantografia su un cartellone. Chissà se questi calchi umani si erano mai soffermati a riflettere quanto e cosa questa consapevolezza poteva proiettare sul loro Io, pensò, mentre si meravigliava delle dimensioni di uno in particolare, chiedendosi se esistesse biancheria su misura per gli uomini con tali doti, così come esistono reggiseni calibrati per le donne prosperose.
Proprio oltre il corridoio delle repliche si ritrovò in quello dei lubrificanti, constatando con una certa meraviglia quanti ve ne fossero in commercio. Uno penserebbe che ne bastino un paio di versioni, ma sembrava proprio non fosse così.
Decine di varianti, e senza nemmeno iniziare a catalogare quelli al gusto di qualcosa.
‘Commestibili’ recitava l’etichetta su diversi flaconi. Questa era un’informazione che poteva tornare utile. L’oggetto in sè veniva descritto come indispensabile sia sulle confezioni che su vari cartelli in colori fluo che fornivano i consigli di base volti ad indirizzare chi si trovava li per fare il suo primo acquisto.
Un ottimo servizio clienti pensò, considerare con tale premura il livello di imbarazzo dell’utente alle prime armi evitandogli di avere un contatto verbale diretto e fugando i dubbi in forma di messaggio ben visibile. Questo tipo di negozio sembrava proprio incarnare su vari livelli il prototipo del luogo perfetto, uno standard estremamente rifinito da riportare come struttura di base e consegnare a qualsiasi altro esercizio commerciale, sia che vendesse alimentari o abbigliamento.
Cura nell’esposizione, illuminazione dedicata, istruzioni ben visibili per decidere in autonomia il livello di contatto da avere con il personale. Per non parlare della varietà e della pulizia. Forse avendo il tempo a disposizione avrebbe potuto farlo lei stessa, stillare una sorta di vademecum per l’organizzazione del punto vendita dei sogni.
Il tempo era forse l’unica cosa di cui ora aveva abbondanza, mentre per il resto avrebbe dovuto in qualche modo arrangiarsi.
C’era sicuramente una perversa ironia in tutto questo, qualcosa che un giorno, prima o poi, l’avrebbe fatta ridere a crepapelle, ritrovarsi da sola su un mondo distrutto, senza altro rifugio se non quello offerto da un sexy shop apparso completamente intatto, come un miraggio, proprio il 14 febbraio. Forse anche una aromantica asessuale come lei avrebbe potuto affermare ora di non avere mai provato attrazione fisica ed emotiva maggiore di quella che le provocava questo stabile.

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  • LadyGladia changed the title to [5G2] - Prompt (spoiler) - Necessariamente soddisfacente

Ho letto un paio di volte il tuo racconto perché onestamente la tua scelta è stata più complessa di altre, nelle intenzioni. Coraggioso e lodevole.
Ma impostare il tuo racconto in un certo modo, gli ha dato anche dei problemi.
Tutto è incentrato sulla descrizione di ciò che contiene lo shop e a cosa può servire. Ok.
Le considerazioni della protagonista (e vi è qualche lieve imprecisione nell'usare il narratore, che a volte ti sfugge un po') sono molto distaccate, molto fredde... e so che è voluto. Ma scegliendo di farla così difficile, vi era necessità di compensare la staticità della situazione con qualcosa: senso dell'umorismo? Un approccio surreale alla situazione?
Nulla di tutto questo. Il racconto è la gelida osservazione di un catalogo di materiale pornografico. E alla fine, solo alla fine, viene detto che Lei è sola e chiusa là dentro per... bisogno.
L'idea di una donna "di un certo tipo" che si "innamora" di un luogo per lei "evocativo" meno di una scarpiera... è buona. Ma, a mio parere, ti perdi tra gli scaffali del negozio riducendo tutto il racconto ad una lista di oggetti.
Ho ben compreso che si è trattato di una scelta ben consapevole, lo ripeto, anche alla ricerca del colpo di scena finale. Ma indagare maggiormente sul suo essere aromantica e asessuale (punto di vista umanamente trascurato ma esistente e per questo interessante) piuttosto che scriverlo alla fine, e dare un po' più di azione ad una situazione (che finisce per essere troppo statica) avrebbe giovato a un racconto che ti porta in posto chiuso e ti fa restare troppo fermo.
Che tu possa non aver voluto spiegare cosa è successo e come mai lei sia rimasta l'unica al mondo... va benissimo. Ma è come se la traccia spuntasse, con questo "limite", solo alla fine.
E' un'interpretazione anche questa, ma secondo me è stata un po' metterla all'angolo.
La descrizione del sexyshop e dei suoi oggetti, per me, non è abbastanza. Ma sarebbe potuta essere un punto di partenza per altro. Credo che le tracce presupponessero il notevole limite di 20.000 caratteri perché, se non svolte per esteso, rischiavano di ridurre le storia a poco.
Ciò che hai scritto, secondo me (e quindi non si tratta di un giudizio critico assoluto ma relativo) ha una trama che manca di azione (che può essere anche interna, come bene o male era nelle tue intenzioni) e un po' debole nello svolgimento della traccia.
Probabilmente "S.Valentino" non ti ha fatto abbastanza... innamorare.
E capita anche ai migliori: non sempre l'ispirazione si orienta bene con i limiti di un esercizio.

Alla prossima
 

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Grazie, non so cosa ci sia di coraggioso nella mia scelta onestamente. L'aromanticismo e l'asessualitá non potevano essere portati all'attenzione prima, e servono a contestualizzare la narrazione e sottolineare la tragica ironia della situazione. Questa viene comunque giá fatta presente, in modo subdolo lo ammetto, quando prende la nota mentale sul fatto che i lubrificanti siano commestibili, e ancora quando sceglie di elencare dalla parte del bdsm 3 oggetti funzionali a suicidarsi. Non volevo andare da nessuna parte con questa storia, non credo che tutte le storie debbano andare da qualche parte, che abbiano bisogno di una costruzione o di una narrazione che permetta di ricamare su quello che si legge. Il luogo è tutto quello che c'è rimasto, è un faro nella notte, è interessantissimo ma largamente inutile nel suo essere essenziale come mero spazio, ed è cosí che dovevi percepirlo. Non ti dovevi innamorare, perchè la protagonista non si innamora, non dovevi nemmeno provare troppo interesse se non quello provocato da una mera catalogazione perchè è quello che fa lei. In pratica quello che a te sembrano dei difetti sono quello che ti ha fatto percepire la situazione come volevo trasmetterla. 😌

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Beh, la scelta coraggiosa è una storia senza azione e con un personaggio simile.
Questo in assoluto. Ma la sua inconsistenza è una scelta?
Solitamente si lavora in senso opposto ossia per creare un protagonista "solido" e presente.
Non parto dal presupposto di innamorarmi del protagonista di una storia, non mi serve e a volte non serve in assoluto. Ma definire, anche brevemente, qualche tratto che lo renda "reale" credo sia il minimo.
Capisco quindi che tu voglia difendere le tue scelte e tutto, ma purtroppo il catalogo di oggetti non è interessante come pensi, non lo si legge con curiosità o piacere, ma è un lunga teoria di oggetti... che non vedi l'ora finisca sperando che accada altro. Non volevo certo che cadesse qualcosa sulla sua testa, arrivassero i marziani o che spuntasse qualche orso cantante da qualche armadio, ma anche SOLO farle esprimere caratterialmente del sarcasmo o dell'umorismo nero, avrebbe risollevato le sorti di tutto. E insisto sul fatto che per me la traccia è stata messa molto all'angolo.
Non volevo o dovevo innamorarmi della donna della tua storia (e ripeto: non mi serve mai farlo) ma costei ho avuto difficoltà a vederla.
Per "ricamare" su una storia ci vuole una storia. Alcune storie "raccontano poco"  ed è vero, ma (per me) questa non offre neanche suggestioni e tu invece ne sei fermamente convinta. Come del fatto che alcune storie non vadano da nessuna parte, affermazione che mi lascia più che perplesso.
Da lettore, purtroppo, devo dire che questo tipo di situazione, come hai voluto esprimerla (ne sei davvero così sicura?) ... non è nelle mie corde.

Leggendoti abbastanza sulle difensive spero di non offenderti. Magari avrai qualche commento ammirato dalle tue intenzioni e la loro resa. Io mi sono già espresso.
Ovviamente, come sempre, questo è il mio parere e come tale ha il suo limite.
 

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No guarda, non voleva essere un commento sulla difensiva, ti sto semplicemente dicendo che quello che hai percepito è quello che speravo che ti arrivasse, ossia qualcosa di asettico e non coinvolgente. Quindi in realtá le tue critiche per me sono un complimento, non ho molto da difendere visto ho raggiunto il mio scopo. 

Che poi piaccia o meno ovviamente è una cosa personale. Anche un grande capolavoro puó non piacere e non suscitare nulla nel lettore, e non penso ci siano colpe in questo, semplicemente si viaggia su binari differenti. 😊

  • Grazie 1
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Ciao @LadyGladia, innanzitutto complimenti. Scelta audace quella di raccontare di una donna che si innamora di un sexy-shop o più precisamente del suo contenuto. Audace quanto insolita.

Il racconto è scorrevole e ben scritto, sono rimasto attaccato al monitor fino alla fine per vedere dove andavi a parare ma, dopo la sorpresa iniziale dell'innamoramento di cui sopra, mi sono accorto che la parte in cui viene descritto l'interno del negozio (quindi la maggior parte del racconto) è molto distaccata. Non dico che dovevi far capire ai lettori che la protagonista si stava innamorando di quello che vedeva ma forse un po' di enfasi in più non avrebbe guastato. Anche un po' di ironia, sono sicuro che ce l'hai messa, ma a mio avviso ce ne stava di più.

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@Russotto ti ringrazio dei complimenti e mi fa piacere che ti abbia gradito il racconto, però hai mancato il punto. La persona è aromantica, non si sta innamorando di niente, sta proprio solo analizzando il contenuto del negozio in modo relativamente freddo e distaccato, infatti ne apprezza l'estetica e la pulizia, ammira le strategie di marketing messe in atto e viene colpita dai colori. Alla fine dice che prova attrazione fisica ed emotiva per il luogo in quanto rappresenta un rifugio, che oltre ad essere utile stimola anche il suo interesse puramente analitico per ciò che la circonda. Mi rendo conto che questo tipo di sfera emotiva sia difficile da capire per chi non lo vive (preciso, io sono demisessuale, non aromantica, ma sono abbastanza informata sullo spettro Ace) ma fondamentalmente la visione razionale è l'unica che viene innescata. Ti spiego, se mi fai vedere la foto di uno "strafigo" io ammiro la foto: le luci, l'inquadratura, magari anche la persona, ma solo sulla base dei canoni estetici che ho appreso nella mia vita, oltre ciò per me quella è una persona e basta, però se la foto è davvero ben fatta allora avrò una reazione emotiva, ma non perchè è ritratto uno figo, ma per l'estetica dell'oggetto in se. Spero che questo aiuti nella comprensione :) 

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Ciao @LadyGladia, mi scuso per il ritardo del mio commento. Ma insomma meglio tardi che mai...

Il tuo racconto è veramente ben scritto. La protagonista ha un raffinato dialogo interiore, che capisco interamente tranne che qui

Il 17/2/2021 at 20:07, LadyGladia ha scritto:

l’utilizzatore poteva sceglierli per caratteristiche biologiche e non per via del proprio orientamento sessuale. Chi aveva progettato il tutto aveva pensato anche a questo, limitandosi a catalogare in base alle necessità, piuttosto che dare una netta connotazione all’utilizzatore finale.

È veramente un'inezia nella dinamica generale, più una curiosità personale. Nel senso che mi pare che orientamento sessuale sia sinonimo di necessità ( sessuali ), in quanto durante l'atto, questi due aspetti coincidono. Però qui prima si dice che gli oggetti non vengono esposti in base all'orientamento sessuale, ma in base alla necessità, che per ciò che viene in mente a me è una contraddizione.

Detto questo fila tutto, anche il sentimento improvviso che tale shop, così funzionale, suscita nella sua visitatrice, che penso, a questo punto, andrà a convivere.. Brava. Storia d'amore davvero poco scontata e di non facile svolgimento.

Modificato da Sunday Times
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@Sunday Times grazie mille. Allora riguardo al tuo dubbio: gli oggetti sono esposti in base alle caratteristiche biologiche dell'utilizzatore, ossia per adattarsi alle caratteristiche del corpo. Per esempio una persona trans nata biologicamente femmina ma che ha fatto una transizione puó conservare alcune caratteristiche biologiche di origine e il suo orientamento sessuale non coincidere con il suo sesso di transizione, ma puó cmq non essere affetta da disforia per quanto riguarda gli organi genitali e quindi puó apprezzare l'utilizzo del vibratore. Quindi avrai una persona biologicamente femminile, che si identifica come uomo, gli piacciono le donne ma gli piace la penetrazione. In realtà nell'argomento sesso difficilmente coincide qualcosa, o meglio, puó non coincidere nulla, quindi gli oggetti esposti in modo inclusivo non dovrebbero essere esposti come l'abbigliamento uomo/donna ma come esporresti le penne in cartoleria: punta fina, punta spessa, temperino, gomma. 

Spero di essere stata chiara, se cosí non é dimmelo che ritento 😃

 

 

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  • Russotto changed the title to [5G2] - Prompt (spoiler) - Necessariamente soddisfacente

Passo con i commenti degli altri utenti!
Russotto:

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Necessariamente soddisfacente

Originalità 4 - la scelta del soggetto è sicuramente originale

Aderenza alla traccia 5 - la protagonista in realtà non si innamora ma non credo fosse necessario

Gradimento generale del testo 3 - è molto statico ma mi ha tenuto incollato al monitor fino alla fine

 


Sunday Times:
 

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"Necessariamente soddisfacente" di Lady Gladia.

aderenza alla traccia 5 - originalità 5 - gradimento 4 : Non si entra subito nel testo ma poi si viene presi da un dialogo interiore preciso e ironico, che dipinge bene la protagonista e offre sprazzi del mondo appena dissoltosi. La natura del luogo rimasto e della sopravvissuta danno ulteriori spunti per immaginare il resto di ciò che è collassato. Ben scritto, con molta padronanza del testo.

 

 

Francesca Penelope:
 

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Necessariamente soddisfacente_ LadyGladia

originalità: 4 (bel punto di vista, non ci avrei mai pensato di ambientare il racconto in un sexy shop)

aderenza alla traccia: 2 (non mi arriva l'amore, diciamo che la donna non si innamora, solo riflette sulla possibilità e il futuro bisogno degli oggetti)

gradimento: 2 (non mi ha trasmesso molte emozioni, ben scritto ma non ho visto in questo un racconto compiuto)

 


Valente:

Spoiler

 

 

1.      Originalità

L'idea alla base del racconto l'ho trovata un po' troppo laboriosa e non era ben chiaro che direzione avrebbe preso il testo. Una storia che resta comunque particolare e interessante.

Voto 4

2. Aderenza alla traccia

Gli elementi della traccia sono presenti nel racconto e si combinano bene.

Voto 4

3. Gradimento generale del testo

Secondo me, si fa un po' fatica ad arrivare alla fine del testo anche per alcune scene lente che si perdono troppo nella descrizione del sexy shop.

Voto 2

 


Alorigo:
 

Spoiler

 

Titolo: San Valentino. Necessariamente soddisfacente
Autore: LadyGladia

ANALISI

1. Grammatica, sintassi, punteggiatura
Ho apprezzato molto alcune lunghe frasi, ben strutturate e quasi mai difficili da leggere. Un risultato non sempre facile da raggiungere. Purtroppo il contraltare è rappresentato dai troppi refusi e incertezze sui tempi verbali sparsi qua e là nel testo. Di sicuro avrebbe beneficiato molto della classica correzione bozza di rifinitura, che avrebbe valorizzato il tutto.

2. Descrizioni
Il racconto è basato interamente sulle descrizioni. Ben fatte ma davvero onnipresenti. Mi limito qui a dire che comunque danno il senso di ciò che si vuole esprimere. Quindi tecnicamente buone.

3. Dialoghi
Il racconto ne è privo e non è strutturato per accoglierli, quindi non applicabile.

4. Trama
La trama è il vero punto debole secondo me, perché non esiste. L’intero racconto è basato sulla descrizione di oggetti che vede la protagonista: nessuna azione, nessun altro elemento salvo la carrellata del negozio. Davvero troppo poco per catturare l’attenzione del lettore. A metà della lettura ero annoiato e ho fatto una certa fatica a finirlo, nella speranza di trovare qualcosa che sparigliasse le cose. Persino l’elemento di san valentino è stato buttato dentro un po’ con leggerezza, giusto per richiamare il prompt, ma senza un vero elemento sull’amore (solo ai giocattoli sessuali e alle fantasie della protagonista).

5.Punto di vista, caratterizzazione, narrazione
C’è poco da caratterizzare: i giochi erotici sono stati ben descritti. Fine.

VOTI

• Aderenza alla traccia dichiarata: 2

• Originalità: 3

• Gradimento generale del testo: 2

COMMENTO FINALE

Troppo lungo il racconto per le troppe poche cose da dire. Non credo di riuscire ad apprezzare lo sforzo fatto per scriverlo. Mi ha dato l’impressione di non avere né capo né coda: un evento vagamente accennato al fatto di essere l’ultimo essere umano, altro vago aggancio a san valentino e una infinita carrellata di oggettistica sessuale, che finisce presto per annoiare. Nessun finale. Chiedo scusa all’autrice per non aver saputo cogliere quello che forse voleva comunicare, ma non sono riuscito a trovare il senso.

 


 

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Rispondo solo lo strettamente necessario.

@Francesca Penelope credo che tu abbia interpretato male la traccia fornita, in esso viene chiesto "Di cosa siete innamorati?" ed essendo appunto una domanda, la mia risposta è stata "di niente, o forse solo della praticità di un luogo". Non era richiesto che ci fosse una storia d'amore e io ho deciso di rispondere al quesito mettendomi nei panni di una persona aromantica, che non significa per forza incapace di provare attaccamento emotivo per qualcuno o qualcosa, ma che è in grado di provare romanticismo. Credo che anche chi vive questa realtà abbia diritto di essere rappresentato e abbia diritto al suo san valentino apocalittico. Perdonami ma hai preso un granchio.

Per quanto riguarda l'incompiutezza, che è qualcosa che ha in parte citati anche Mattia, anche quello è voluto. Quello che viene descritto è un momento, una sacca di tempo in cui qualcuno che ha vissuto un evento traumatico trova uno spazio dove sentirsi di nuovo immerso in una sorta di normalità. Il mondo è distrutto, c'è solo un sexy shop, sono sotto shock e faccio quello che facevo prima che iniziasse la catastrofe, mi perdo nello studio e nella ricerca. Comunque ovviamente non è per convincerti che ti debba piacere, ma solo per sottolineare che è voluto così.

@Alorigograzie per la precisa disanima. Hai ragione sulla rifinitura della bozza. Mi sono accorta che il contest stava finendo e in due ore ho scritto riletto e postato. Stesso errore fatto la scorsa volta, devo decisamente imparare a prendermi il tempo di rileggere e correggere con maggiore attenzione. 

Riguardo alla trama, è vero non c'è. Non penso che i racconti brevi debbano necessariamente possedere una trama strutturata, come ho scritto a Francesca questo è solo un momento specifico in un panorama molto più vasto. Non volevo svolgere un tema, volevo fotografare una situazione. Anche a te ribadisco che la presenza dell'amore era posto come domanda, alla quale posso rispondere "di niente" e San Valentino è una data, doveva essere presente, ma non veniva richiesto di raccontare una vicenda sentimentale che si dipanasse nel corso della giornata. Non ho inserito il prompt con leggerezza, l'ho interpretato nei limiti che erano dati dallo stesso. 

Grazie a tutti per i commenti e i voti, spero di poter interagire più spesso in futuro, al momento sono un po' sommersa!

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Passo a lasciarti un commento:

Il racconto funziona, mi piace. Non sono argomenti di cui si legge o si vede molto in giro e ho apprezzato anche che tu abbia dato un nome (e forse anche una spiegazione) alla condizione di noia e insofferenza che che si percepisce durante il racconto.
Si percepisce comunque l'amore per i suoi studi anche se occupa una porzione minore del testo rispetto appunto, alla noia e al non capire. L'unione di "divertirsi con sé stessi", piacere e post-apocalittico è abbastanza inusuale: in genere se appare del sesso quello è funzionale al "ripopolare il pianeta" o a scene di violenza quindi è una nota che ho apprezzato. Una notina a margine che mi sento di farti è che magari sarebbe stato bello conoscere qualche lato in più rispetto a questi due aspetti presentati in modo da dare qualche sfumatura in più al racconto.
Hai fatto un ottimo lavoro.
Trovo anche piacevole il mix di considerazioni della protagonista con quello che vede nessuna delle due parti prende il sopravvento sull'altra e anche questo l'ho apprezzato.

Alla prossima!

 

  • Grazie 1
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