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[5G#2]-Prompt 1- San Valentino. Amor santo e divino.


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Quella del fegato era una citazione da "Il silenzio degli innocenti." purtroppo non ho mai letto il libro ma nel film (bellissimo) che ne è stato tratto un protagonista con manie antropofaghe dice: "Una volta un tizio che faceva un sondaggio tentò di interrogarmi; mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti."

Non sono un gran intenditore di vini, più che altro perché sono uno di quelli che nella Comfort Zone ci ha messo le radici, la ha arredata, ha appeso quadri alle pareti eccetera. Quindi alterno solitamente tra Barbera, Chianti e NeroD'Avola. Ma la tua lista mi ha incuriosito.

Domani compro lo Shiraz :la:

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2 minuti fa, Russotto ha scritto:

Quella del fegato era una citazione da "Il silenzio degli innocenti." purtroppo non ho mai letto il libro ma nel film (bellissimo) che ne è stato tratto un protagonista con manie antropofaghe dice: "Una volta un tizio che faceva un sondaggio tentò di interrogarmi; mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti."

 

Domani compro lo Shiraz :la:

Ora che mi ci fai pensare quella frase me la ricordo. Era familiare ma gli avevi cambiato contesto e mi hai buggerato.

Bravo, esci dalla comfort zone. Trovarai shiraz di tutte le regioni e tanti siciliani. Quelli di madre patria sono australiani. Fammi sapere come è andata, ma a sentire cosa bevi in genere, non dovresti avere una brutta sorpresa.

  • Love 1
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Russotto:
 

Spoiler

 

Amor santo e divino

Originalità 4 - Originale il modo in cui la protagonista resta sola al mondo e anche le idee dei robot, del vino e della colonia interspaziale

Aderenza alla traccia 5 - Anche qui nulla da eccepire

Gradimento generale del testo 4 - Testo ben scritto e gradevole

 


Francesca Penelope:
 

Spoiler

 

originalità: 5 (belle scelte, l'idea della reazione, i robot che servono il sopravvissuto)

aderenza alla traccia: 3 (l'amore è per il vino? Forse sì, ma non ho capito bene dove stesse l'amore in questo racconto. Forse era sottile, e io non ho colto.)

gradimento: 4 (non mi ha entusiasmata la fine, non ho ben capito se nelle altre galassie vivano altri umani)

 

 

Valente:
 

Spoiler

 

1.      Originalità

L'idea è molto originale, forse, non proprio semplice, ma resta affascinate nel suo sviluppo.

Voto 4

2. Aderenza alla traccia

La traccia è rispetta e tutti gli elementi richiesti sono presenti.

Voto 5

3. Gradimento generale del testo

La storia è interessante, per come viene sviluppata, forse, può risultare un po' troppa sofisticata, specie quando si fa riferimento all'eccesso d'idrogeno e alle perdite magnetiche con le relative reazioni.

Voto 4

 


Alorigo:
 

Spoiler

 

ANALISI

1. Grammatica, sintassi, punteggiatura
Testo abbastanza ben scritto. Ho notato qualche frase scritta non correttamente, tanto che in qualche caso mi è toccato tornare indietro a rileggere per capirne il senso, ma in generale è un buon brano. La punteggiatura e la sintassi le ho apprezzate e un eventuale lavoro di editing credo sarebbe leggero e veloce.

2. Descrizioni
Ben introdotto il concetto del vino e pure il modo in cui la protagonista ne è amante. Forse, se volessi fare una critica a tutti i costi, è meglio descritta la parte iniziale relativa al deposito del vino che non quella finale relativa allo sfogo amoroso con esso. Ci sta anche il modo in cui si ritrova sola al mondo, magari strano ma comunque coerente col resto.

3. Dialoghi
Non ci sono dialoghi ma non se ne sente la mancanza, in quanto unica persona rimasta. Forse si sarebbe potuto alleggerire qualche paragrafo nel finale lasciando che la protagonista parlasse con i suoi robot camerieri, ma non credo avrebbe spostato l’ago della bilancia del giudizio finale.

4. Trama
Come dicevo nelle descrizioni, è stato dato forse troppo poco spazio alla conclusione, un po’ banalotta perché il lettore sapeva già cosa aspettarsi e non ha dato quel tocco in più di brillantezza che invece poteva dare. Mi è invece piaciuta la struttura in generale, che ha portato al finale in maniera coerente e senza buchi.

5.Punto di vista, caratterizzazione, narrazione
POV centrato e senza svarioni, su questo punto nulla da dire.

VOTI

• Aderenza alla traccia dichiarata: 4

• Originalità: 4

• Gradimento generale del testo: 4

COMMENTO FINALE

Mi è dispiaciuto leggere un finale che mi aspettavo. Pur se coerente con la storia, da come era partita la descrizione del bunker dei vini, avrei preferito un colpo di scena. Tuttavia il racconto è piacevole, ben scritto e ben architettato. Giudizio finale direi molto buono.

 

 

 

Lady Gladia:
 

Spoiler

 

Originalità  5

Aderenza alla traccia 5

Gradimento generale del testo 5

Un bel classicone di fantascienza vintage, molto interessante l'idea di come si salva la protagonista, belle le spiegazioni sulla morte degli altri appoggiate lì senza per forza doverle approfondire, ma dandogli quel tanto che basta di credibilità, perfettamente adatto alla traccia, scorrevole e molto ben narrato.

 

 

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4 ore fa, Giuseppe Contest ha scritto:

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Amor santo e divino

Originalità 4 - Originale il modo in cui la protagonista resta sola al mondo e anche le idee dei robot, del vino e della colonia interspaziale

Aderenza alla traccia 5 - Anche qui nulla da eccepire

Gradimento generale del testo 4 - Testo ben scritto e gradevole

 


Francesca Penelope:
 

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originalità: 5 (belle scelte, l'idea della reazione, i robot che servono il sopravvissuto)

aderenza alla traccia: 3 (l'amore è per il vino? Forse sì, ma non ho capito bene dove stesse l'amore in questo racconto. Forse era sottile, e io non ho colto.)

gradimento: 4 (non mi ha entusiasmata la fine, non ho ben capito se nelle altre galassie vivano altri umani)

 

 

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1.      Originalità

L'idea è molto originale, forse, non proprio semplice, ma resta affascinate nel suo sviluppo.

Voto 4

2. Aderenza alla traccia

La traccia è rispetta e tutti gli elementi richiesti sono presenti.

Voto 5

3. Gradimento generale del testo

La storia è interessante, per come viene sviluppata, forse, può risultare un po' troppa sofisticata, specie quando si fa riferimento all'eccesso d'idrogeno e alle perdite magnetiche con le relative reazioni.

Voto 4

 


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ANALISI

1. Grammatica, sintassi, punteggiatura
Testo abbastanza ben scritto. Ho notato qualche frase scritta non correttamente, tanto che in qualche caso mi è toccato tornare indietro a rileggere per capirne il senso, ma in generale è un buon brano. La punteggiatura e la sintassi le ho apprezzate e un eventuale lavoro di editing credo sarebbe leggero e veloce.

2. Descrizioni
Ben introdotto il concetto del vino e pure il modo in cui la protagonista ne è amante. Forse, se volessi fare una critica a tutti i costi, è meglio descritta la parte iniziale relativa al deposito del vino che non quella finale relativa allo sfogo amoroso con esso. Ci sta anche il modo in cui si ritrova sola al mondo, magari strano ma comunque coerente col resto.

3. Dialoghi
Non ci sono dialoghi ma non se ne sente la mancanza, in quanto unica persona rimasta. Forse si sarebbe potuto alleggerire qualche paragrafo nel finale lasciando che la protagonista parlasse con i suoi robot camerieri, ma non credo avrebbe spostato l’ago della bilancia del giudizio finale.

4. Trama
Come dicevo nelle descrizioni, è stato dato forse troppo poco spazio alla conclusione, un po’ banalotta perché il lettore sapeva già cosa aspettarsi e non ha dato quel tocco in più di brillantezza che invece poteva dare. Mi è invece piaciuta la struttura in generale, che ha portato al finale in maniera coerente e senza buchi.

5.Punto di vista, caratterizzazione, narrazione
POV centrato e senza svarioni, su questo punto nulla da dire.

VOTI

• Aderenza alla traccia dichiarata: 4

• Originalità: 4

• Gradimento generale del testo: 4

COMMENTO FINALE

Mi è dispiaciuto leggere un finale che mi aspettavo. Pur se coerente con la storia, da come era partita la descrizione del bunker dei vini, avrei preferito un colpo di scena. Tuttavia il racconto è piacevole, ben scritto e ben architettato. Giudizio finale direi molto buono.

 

 

 

Lady Gladia:
 

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Originalità  5

Aderenza alla traccia 5

Gradimento generale del testo 5

Un bel classicone di fantascienza vintage, molto interessante l'idea di come si salva la protagonista, belle le spiegazioni sulla morte degli altri appoggiate lì senza per forza doverle approfondire, ma dandogli quel tanto che basta di credibilità, perfettamente adatto alla traccia, scorrevole e molto ben narrato.

 

 

Volevo ringraziare tutti per i commenti e i voti. Non ho molta esperienza di contest, vado un po' a braccio. Rispondo volentieri a qualcuna delle vostre osservazioni

@Francesca Penelope l'amore qui è per il vino e tutto ciò che da sempre rappresenta, profondo legame con la natura, risveglio dei sensi, mistero, unione, senso del sacro. Il vino, o meglio il suo simbolo racchiude ( per me, ma non solo ) questo e molto di più. Lo richiama, e la protagonista lo ama per questo, ritrova nel suo calore quello che la società ha perso, il legame con qualcosa di sconosciuto e misterioso, che è poi una parte di sè, che tutti hanno. È quella parte che puoi chiamare sesto senso, che ti salva se l'ascolti, che ti fa fermare mentre cammini prima che ti cada un vaso in testa o ti fa aspettare al meno venti mentre al resto dell'umanità gli prende un infarto.

Nelle altre galassie sì, vivono gli umani che hanno fatto una diversa scelta di vita: i coloni. Come i coloni del 18° secolo. Ho pensato che la parola fosse sufficentemente esplicativa, perchè colono si riferisce a quel membro di una razza che si spinge più lontano da dove sta la maggior parte dei suoi simili, e se la protagonista lo chiama così, vuol dire che appartengono tutti alla stessa razza, quella umana.

@Valente è vero che a volte sono un po' sofisticata, ma non avrei pensato di sentirmelo dire per la scelta dell'effetto idrogeno-elettricità, pensa che mi sembrava una soluzione banale da migliorare, messa così per il poco tempo. L'ho vista come un espediente semplice per descrivere un evento plausibile. Trattandosi di una storia di fantascienza classica, ogni cosa si doveva svolgere in modo realistico, come una tra le tante possibilità, non assurde, non incredibili, perchè la fantascienza tratta, appunto, di scienza, scienza che va oltre ma sempre con canoni a noi comprensibili e soprattutto frutto di una traccia lasciata dal progresso attuale. Non è un fantasy dove per magia le cose succedono, le cose devono avere un loro procedimento, e per quello che ne sapevo, questo era credibile. Aimè direi.

@LadyGladia, devo farti una menzione speciale, come ho detto a chi ha orchestrato il contest, hai scritto un commento che sembra una quarta di copertina! manina d'oro, grazie, mi hai fatto un bellissimo regalo :love:

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Ciao! Passo a farti un commento.
Il racconto mi è piaciuto molto. L'idea di essere innamorati dei vini è ottima, è sviluppata bene

Voglio focalizzarmi su un paio di cose:

Cita

Io non ero mai stata d’accordo con l’idrogeno. Troppe incognite.
Neanche con l’elettrico. Troppo magnetico.
Avevamo passato decenni a non sapere come smaltire tutte quelle batterie. Alle fine sembravamo noi quelli da riciclare, non ne azzeccavamo una. Io sostenevo che era perché sbagliavamo punto di vista. Non ne usavamo mai uno globale. Non ci ponevamo mai il problema delle conseguenze delle nostre scelte, e nascondevamo a noi stessi il fatto che ci fossero sempre scarti di produzione che non le rendevano davvero ecologiche. Erano solo diversamente inquinanti, e ogni volta perdevamo decenni dietro alle loro sirene.

Questo fa intuire che c'è stata un'altra specie di apocalisse prima dell'apocalisse e mi piace! C'è sempre un rischio quando si va nel "tecnico" e spiegare nuove tecnologie ma tu qui l'hai evitata ed è un buon punto per me. Trovo che nonostante tutto la parte di spiegazione dell'apocalisse precedente e delle eventuali soluzioni siano state ben integrate con l'azione di andare a prendere il vino e non risultano troppo pesanti.
Mi è anche piaciuto il momento in cui lei è entrata e leggendo il rapporto ha intuito cosa fosse successo. Ho trovato anche molto originale il modo della protagonista di reagire all'apocalisse e "ripulire tutto" per poi tornare alla sua passione. Funziona e la traccia è stata rispettata.

Un suggerimento che potrei darti (anche se mi rendo conto essere molto difficile, e comunque il finale va benissimo) è quello che mi sarebbe piaciuto vedere una descrizione del sapore della cena che sta consumando la protagonista. Essendo una sommelier un po' mi aspetterei qualche descrizione del gusto in più in quella cena, che avrebbe anche forse messo un po' di equilibrio tra le due parti del racconto (che pende un po' verso l'evento scatenante dell'apocalisse). Ma è giusto per aggiungere un po' di umami ad un qualcosa che va già bene così. In generale (ma ripeto che va benissimo, sto solo dando suggerimenti nel caso volessi ampliare il racconto) qualche descrizione in più non avrebbe fatto male. La transizione tra la prima parte e la seconda mi piace, funziona.

Edit: mandato invio per sbaglio e pubblicato due volte, ho cancellato il secondo messaggio. La caratterizzazione del personaggio funziona nel contesto: sappiamo abbastanza per capire cosa ci sta raccontando e apprezzo che tu non abbia inserito flashback o altre cose. Il punto era l'amore ed è stato centrato.

Ecco, adesso ho finito. Alla prossima :li:

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:::D

53 minuti fa, Purrpendicular ha scritto:

Un suggerimento che potrei darti (anche se mi rendo conto essere molto difficile, e comunque il finale va benissimo) è quello che mi sarebbe piaciuto vedere una descrizione del sapore della cena che sta consumando la protagonista. Essendo una sommelier un po' mi aspetterei qualche descrizione del gusto in più in quella cena, che avrebbe anche forse messo un po' di equilibrio tra le due parti del racconto (che pende un po' verso l'evento scatenante dell'apocalisse). Ma è giusto per aggiungere un po' di umami ad un qualcosa che va già bene così. In generale (ma ripeto che va benissimo, sto solo dando suggerimenti nel caso volessi ampliare il racconto) qualche descrizione in più non avrebbe fatto male. La transizione tra la prima parte e la seconda mi piace, funziona.

Grazie @Purrpendicular ! Ti dirò, anche io sono sommelier eppure non ho sentito il bisogno di descrivere le portate, nemmeno brevemente. Difficile dire cosa scatta durante la scrittura, per me sono immagini, parlo di quelle e delle sensazioni che le circondano. Vedevo un bel tavolo rotondo con una tovaglia bianca davanti a una gran vetrata, ma le portate non erano a fuoco. Non ho proprio sentito la necessità di descriverle, in altri contesti ne ho parlato ampiamente, ma qui no. Se mentre scrivevo qualcuno avesse letto ( altamente improbabile ) e mi avesse detto di mettercele, sarebbe stata una forzatura. Per me l'innamoramento gustativo era verso il vino, penso di aver escluso le altre fonti sensoriali per questo. Era proprio un discorso a due, non volevo aggiungere altri "concorrenti". Le portate si potevano sempre immaginare, ho pensato.

Un'apocalisse è un evento importante, difficile riequilibrarla, ma ho pensato che il finale fosse abbastanza pieno di vita e  speranze, nonostante le poche righe, per dare comunque il messaggio di un nuovo inizio.

Ma la bottiglia nel banner l'hai messa ad hoc? che idea carinaa...proprio da sommelier :::D

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