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Immagine di copertina nelle proposte?


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La domanda, rivolta agli scrittori, e indirettamente agli editori, è semplice:

quando inviate una proposta a una CE o un'agenzia, inserite nel file word o pdf una qualche immagine di copertina? Oppure un mero frontespizio? Non parlo necessariamente di un progetto grafico realizzato dall'autore, né di qualcosa di vagamente definitivo, ma di una qualunque immagine, che sia un quadro, una foto di pubblico dominio, o altro, pertinente con i contenuti dell'opera. 

Così come può sedurre un lettore, un'immagine può comunicare qualcosa in più all'editore? Oppure è un inutile orpello, che distoglie l'attenzione dall'opera? 

Io personalmente sono pro-copertina. Senza di essa, il manoscritto mi appare troppo "manoscritto". 
Ma vorrei sentire anche eventuali pareri contrari. 

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Come ha giustamente suggerito @Riccardo per Tempesta Edit la copertina è una scelta che l'editore fa sulla base di un pensiero ragionato.

Inserire un'immagine a caso in un invio di proposta temo che sia totalmente ininfluente, se non addirittura peggiorativo, visto che potrebbe essere letto da un editore come "superbia" dell'aspirante autore nel voler imporre anche l'aspetto grafico.

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1 ora fa, Riccardo per Tempesta Edit ha scritto:

però, chiariamo subito che la copertina spetta all'editore.

Dovrebbe essere comunque, a mio avviso, una scelta concertata con l'autore. 

@Alorigo

Cita

Inserire un'immagine a caso in un invio di proposta temo che sia totalmente ininfluente, se non addirittura peggiorativo, 

Beh, certo, se è una scelta casuale, è sicuramente peggiorativa... ma in teoria, per avere un senso, dovrebbe essere un'istantanea dell'opera, una versione visiva della sinossi. 

Modificato da Wanderer
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10 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Beh, certo, se è una scelta casuale, è sicuramente peggiorativa... ma in teoria, per avere un senso, dovrebbe essere un'istantanea dell'opera, una versione visiva della sinossi. 

Capisco il tuo intento @Wanderer, tuttavia non credo sia comunque una scelta saggia.

Io mi autodefinisco "visionario", nel senso che amo molto esprimermi per immagini (avrai visto passare le mie tante gif in chat). Anche sul lavoro ho tradotto in immagini dei documenti che altri non avrebbero immaginato di poter fare, eppure in questo caso mi riservo di avere forti dubbi in merito all'utilità della scelta.

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No, io non inserisco mai una foto di copertina, anche perché renderebbe il file più pesante per l'invio e le case editrici potrebbero non riceverlo. Si consiglia, invece, di inserire nella pagina iniziale il titolo (provvisorio) del romanzo, il nome della persona che propone il romanzo e un indirizzo email. In più, si vocifera che alcuni editori siano abbastanza suscettibili, impongono già un determinato carattere, la disposizione di una certa cartella editoriale e ecc. Si preferisce, quindi, non urtare troppo la sensibilità di chi dovrà giudicare :biggrin:.

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38 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Dovrebbe essere comunque, a mio avviso, una scelta concertata con l'autore. 

Ovviamente se all'autore non piace per niente ci si può venire incontro, ma nella mia esperienza la maggior parte delle volte l'autore non è abbastanza "lucido e distaccato" da immaginare la copertina adatta...

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Concordo con chi sostene che la copertina deve essere una scelta dell’editore, pur senza che questa si piazzi completamente di traverso al gusto dell’autore. Il punto è che ci sono delle linee editoriali anche nelle copertine, c’è un progetto grafico di collana, c’è un progetto grafico per il singolo libro così da valorizzarne i contenuti e al tempo stesso da rispettare i vincoli imposti da collana e linea editoriale e così via.

Certo, da lettore noto che certe CE, le micro ma non soltanto, propongono al pubblico copertine dilettantesche, e mi viene da chiedermi se non abbiano ceduto alle proposte degli autori. :asd: 

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2 minuti fa, AdrianoStrinati ha scritto:

Certo, da lettore noto che certe CE, le micro ma non soltanto, propongono al pubblico copertine dilettantesche, e mi viene da chiedermi se non abbiano ceduto alle proposte degli autori. :asd: 

Io invece, in questi casi, mi chiedo se gli autori da soli non avrebbero saputo fare meglio... qual è il valore aggiunto della casa editrice? 

Sono comunque convinto che l'autore dei nostri tempi, proprio perché non invia un "manoscritto" come un tempo, debba sapere gestire - almeno un minimo - i programmi di impaginazione e di grafica. Le case editrici chiedono sempre più spesso manoscritti perfezionati, e in molti casi ricorrono alle agenzie proprio perché ricevono, dagli esordienti medi, prodotti troppo grezzi. 

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14 minuti fa, AdrianoStrinati ha scritto:

Certo, da lettore noto che certe CE, le micro ma non soltanto, propongono al pubblico copertine dilettantesche, e mi viene da chiedermi se non abbiano ceduto alle proposte degli autori. :asd: 

Pensa poi che ci sono aspiranti autori che non sono nemmeno all'altezza di ricevere proposte dalle suddette micro CE per pubblicare con copertine dilettantesche...

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@Alorigo non fatico a crederlo. Non voleva essere questo il punto della discussione, in ogni caso. Reputo legittime le scelte editoriali su chi e cosa pubblicare. Penso che invece la cura con cui si presentano ai lettori i propri prodotti debba coprire tutti gli aspetti, quello grafico compreso, in primis per rispetto nei confronti di chi acquista e legge. Ed è la ragione per cui preferisco che sia l’editore a occuparsene e non l’autore.

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1 minuto fa, AdrianoStrinati ha scritto:

@Alorigo non fatico a crederlo. Non voleva essere questo il punto della discussione, in ogni caso.

Ecco, allora ti potevi proprio risparmiare il commento sarcastico gettato a caso in un topic che parla di altro...

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Non avevo capito che c'era dietro una diatriba personale... credo comunque che l'autore abbia il diritto di rifiutare un progetto di copertina che non ritiene soddisfacente; se lo accetta, non può avere da recriminare. A mio avviso, l'autore può comunque avanzare sin dall'inizio una proposta, non vincolante, se non altro per dare qualche indicazione sui propri gusti. 

Io qualche mese fa ho inviato una proposta di un'opera inedita, con una copertina, provvisoria [una foto senza copyright]. L'editore che ha raccolto la proposta mi ha detto che sarà disegnata una copertina originale, e ha avanzato un'idea. Io ne sono stato ben contento, ho dato le mie indicazioni, e la cosa sarà concertata, sperando che il risultato mi soddisfi. 

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9 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Non avevo capito che c'era dietro una diatriba personale...

No, non penso sia questo il caso.

9 minuti fa, Wanderer ha scritto:

credo comunque che l'autore abbia il diritto di rifiutare un progetto di copertina che non ritiene soddisfacente; se lo accetta, non può avere da recriminare.

Io non me ne intendo più di tanto, quindi prendi con tantissime pinze il mio pensiero. Mettiamoci nel caso in cui l’editore sia un editore di pregio: decide di pubblicare un autore non noto al grande pubblico e sceglie per il libro, come spesso succede, copertina e addirittura il titolo. Le ragioni di questa scelta, dice l’editore, sono di natura commerciale: il titolo e la copertina da lui proposti sono più adatti a raccogliere il favore del pubblico a cui il romanzo è rivolto.

Come si dovrebbe comportare l’autore se pensa reparto grafico e titolo non calzino alla perfezione alla sua idea personale del romanzo che ha scritto? Forse a posteriori, nel caso di successo, potrà apprezzare le scelte competenti dell’editore. Ma, appunto, questo esempio prende in considerazione un certo tipo di editoria, quella che ragiona molto sul tipo di pubblico a cui si rivolge.

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22 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Sono comunque convinto che l'autore dei nostri tempi, proprio perché non invia un "manoscritto" come un tempo, debba sapere gestire - almeno un minimo - i programmi di impaginazione e di grafica. Le case editrici chiedono sempre più spesso manoscritti perfezionati, e in molti casi ricorrono alle agenzie proprio perché ricevono, dagli esordienti medi, prodotti troppo grezzi. 

Da un punto di vista professionale, il manoscritto può essere perfezionato nel contenuto, ma deve pervenire in sede di impaginazione completamente deformattato. Questo per una ragione molto semplice: nel momento in cui il testo deve essere impaginato, la formattazione viene eliminata di default dai software di impaginazione professionali (QuarkXPress e InDesign). Ne consegue che qualsiasi tipologia di formattazione aggiunta dall’autore è tempo sprecato per lui. Un file .txt nativo è perfetto.

Il minimo di gestione dell’impaginazione, da parte dell’autore, deve servire solo e soltanto a evitare di utilizzare stratagemmi fantasiosi per comporre il testo, come per esempio fare uso del tabulatore per simulare i rientri o simili. Ecco, questo tipo di errori andranno poi corretti a mano, perché vengono conteggiati come componenti del testo da parte dei software su menzionati. In questo caso, quindi, si ha una perdita di tempo sia da parte dell’autore prima, sia del professionista poi.

 

Per quanto riguarda, invece, la domanda iniziale della discussione, per esperienza nel 99% dei casi le copertine suggerite dagli autori stessi sono sbagliate dal punto di vista concettuale e progettuale, o in alternativa non si propongono come la soluzione migliore e più rappresentativa del testo nella sua interezza.

Così come un autore non può editarsi da solo, perché oltre un tot non riesce a essere obiettivo a sufficienza, allo stesso modo non è obiettivo e non ha i giusti strumenti per saper interpretare in chiave grafica il proprio prodotto.

Il progettista non parte dall’idea dell’autore, parte dal libro stesso, dopodiché deve essere in grado di coinvolgere e guidare l’autore attraverso il processo di analisi, sintesi e realizzazione della copertina (o dell’impaginazione, il procedimento è il medesimo), di modo che l’autore sia consapevole e parte integrante del percorso. Spesso, oltretutto, l’analisi del progettista (che è volta al solo progetto grafico) viene apprezzata dall’autore, che può accorgersi di elementi cui lui stesso non aveva fatto caso.

Inoltre, molte case editrici hanno una propria linea editoriale da rispettare, con una grafica di sistema integrata. Proporre a un Feltrinelli o NN una copertina che non ci azzecca proprio per niente con la loro grafica di sistema, o scimmiottare la loro senza averne tutte le competenze, lo troverei davvero un pessimo biglietto da visita.

Suggerirei, quindi, di lasciare proprio perdere l’idea. 😉

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29 minuti fa, Mrs. Tabitha ha scritto:

Da un punto di vista professionale, il manoscritto può essere perfezionato nel contenuto, ma deve pervenire in sede di impaginazione completamente deformattato. Questo per una ragione molto semplice: nel momento in cui il testo deve essere impaginato, la formattazione viene eliminata di default dai software di impaginazione professionali (QuarkXPress e InDesign). Ne consegue che qualsiasi tipologia di formattazione aggiunta dall’autore è tempo sprecato per lui. Un file .txt nativo è perfetto.

Quello che dici però è vero soprattutto quando la proposta è stata accettata. Nella fase preliminare, credo sia preferibile inviare un file che, a livello visivo, consenta una lettura più agevole (quindi impaginato, con i capoversi, con i corsivi se necessari, con i numeri di pagine corrispondenti all'indice). Poi ci sono editori che richiedono le proposte con un certo carattere, una certa interlinea, eccetera, magari perché vogliono una certa "visuale". Quando l'editore non richiede il file word, credo sia preferibile inviare un pdf, perché a volte il file word cambia da computer a computer (ad esempio, con un'opera di poesia, a me è capitato che, aprendo il file da un altro computer, il titolo di una poesia finisce nella pagina precedente, e mi terrorizza l'idea che un editore riceva un file disordinato...).

29 minuti fa, Mrs. Tabitha ha scritto:

Per quanto riguarda, invece, la domanda iniziale della discussione, per esperienza nel 99% dei casi le copertine suggerite dagli autori stessi sono sbagliate dal punto di vista concettuale e progettuale, o in alternativa non si propongono come la soluzione migliore e più rappresentativa del testo nella sua interezza.

Diciamo che, se fosse diversamente, non avresti lavoro... mi riservo comunque di poter rientrare nell' 1% :asd:

38 minuti fa, AdrianoStrinati ha scritto:

Come si dovrebbe comportare l’autore se pensa reparto grafico e titolo non calzino alla perfezione alla sua idea personale del romanzo che ha scritto? 

Dipende... se si tratta di un noto editore si potrebbe fidare.

Modificato da Wanderer
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8 ore fa, Wanderer ha scritto:

Nella fase preliminare, credo sia preferibile inviare un file che, a livello visivo, consenta una lettura più agevole

A meno che l'editore non specifichi la preferenza, va benissimo una "impaginazione di default" in Curier o Curier New, corpo 12pt e interlinea 14,2pt, poiché tale formato agevola l'inserimento di eventuali annotazioni, specie se c'è da "pasticciare" il pdf. Altrimenti un Times New Roman corpo 12pt e interlinea 18pt. L'indice non è necessario.

L'invio del formato editabile può essere utile: così è possibile cambiare la formattazione e agevolarsi la lettura a seconda dello strumento di lettura utilizzato. Dal formato editabile è possibile operare una conversione facile in formato .epub o .mobi, nel caso il valutatore sia comodo a leggere sul proprio dispositivo elettronico.

Il dattiloscritto proposto deve essere valutato per il contenuto, meglio agevolare la lettura facendo in modo che chi deve leggere possa gestirsi il file come vuole.

In ogni caso, niente copertina allegata: appesantisce il file (come è già stato fatto notare più sopra) e fa fare una pessima figura, in quanto porta più a suscitare ilarità e a bollare l'autore come "spocchioso", che altro. Questa è la procedura consigliabile:

11 ore fa, Valente ha scritto:

Si consiglia, invece, di inserire nella pagina iniziale il titolo (provvisorio) del romanzo, il nome della persona che propone il romanzo e un indirizzo email.

cui aggiungo anche di inserire il numero di telefono.

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1 ora fa, Mrs. Tabitha ha scritto:

cui aggiungo anche di inserire il numero di telefono.

No, evitiamo gli stalker. Diffondere il proprio numero di telefono a dei perfetti sconosciuti, non è una pratica consigliabile. Cosa diversa quando quella persona diventa il tuo editore, allora, si possono dare i propri dati completi, anche per stipulare un contratto. 

@Mrs. Tabitha il tuo contributo è però prezioso, vorrei approfondirlo.

11 ore fa, Mrs. Tabitha ha scritto:

Il progettista non parte dall’idea dell’autore, parte dal libro stesso, dopodiché deve essere in grado di coinvolgere e guidare l’autore attraverso il processo di analisi, sintesi e realizzazione della copertina (o dell’impaginazione, il procedimento è il medesimo), di modo che l’autore sia consapevole e parte integrante del percorso. Spesso, oltretutto, l’analisi del progettista (che è volta al solo progetto grafico) viene apprezzata dall’autore, che può accorgersi di elementi cui lui stesso non aveva fatto caso.

Come mai, per uno stesso libro, progettisti diversi realizzano in modo differente le copertine? Questo lascia pensare che il procedimento è il medesimo, ma le conclusioni non sono uguali. Qui ci si chiedeva come apprezzare, allora, il risultato raggiunto? Quali elementi sono imprescindibili? Questi progetti grafici dovrebbero essere analizzati da una commissione che ne giudichi l'originalità, perché, vedere libri diversi con copertine simili, dovrebbe comportare un fermo prima di andare in stampa. Quando si pensa a editori che dicono all'autore di scegliere l'immagine che più gli aggrada sui dei siti adatti allo scopo, questo rimanda a un forte problema, specie per un settore di professionisti. L'autore come può richiedere, allora, una copertina professionale e che margini di manovra ci sono in questo senso? L'editore ha degli obblighi da assolvere? Grazie.

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55 minuti fa, Valente ha scritto:

No, evitiamo gli stalker. Diffondere il proprio numero di telefono a dei perfetti sconosciuti, non è una pratica consigliabile. Cosa diversa quando quella persona diventa il tuo editore, allora, si possono dare i propri dati completi, anche per stipulare un contratto.

Ti posso assicurare che non mi ha mai telefonato nessuno, eccetto che un editore per dirsi interessato alla pubblicazione 😉

 

57 minuti fa, Valente ha scritto:

Come mai, per uno stesso libro, progettisti diversi realizzano in modo differente le copertine? Questo lascia pensare che il procedimento è il medesimo, ma le conclusioni non sono uguali. Qui ci si chiedeva come apprezzare, allora, il risultato raggiunto? Quali elementi sono imprescindibili?

Ci possono essere varie ragioni. Riesco a spiegarti meglio la questione con un esempio: prendi come riferimento "I tre moschettieri". In genere, il romanzo viene rappresentato con una copertina che reca dipinti d'epoca, illustrazioni o disegni al tratto, tutti raffiguranti almeno un moschettiere (uno, tre o quattro). Il rimando al soggetto del moschettiere è sempre presente, mentre a variare è la componente iconografica nella rappresentazione dello stesso, più la disposizione degli elementi tipografici e la tipografia di copertina.

La figura è sempre la medesima perché l'analisi del testo riporta come elemento portante il moschettiere, la cui figura racchiude in sé sia il nocciolo della trama che il fulcro delle tematiche trattate. La variazione del numero di moschettieri indica il rilievo che vuole dare il progettista rispetto i personaggi o il titolo (uno o quattro se vuole portare all'evidenza i personaggi, tre se vuole evidenziare la correlazione con il titolo). Il rilievo, in questo caso, è sempre corretto, c'è solo da decidere la direzione progettuale da prendere. La componente iconografica scelta, invece, in questo caso serve per intercettare il pubblico di riferimento per l'edizione specifica: il dipinto è il livello iconografico che traduce meglio il contesto storico del romanzo, pertanto attirerà un pubblico appassionato di libri con un tipo di ambientazione storica; l'illustrazione viene adoperata, in questo caso specifico, per dire implicitamente al pubblico che c'è stata una semplificazione testuale in questa specifica edizione (l'illustrazione è adoperata come semplificazione dei dipinti), pertanto l'edizione è rivolta a un pubblico giovane (bambini e ragazzi); il disegno al tratto, invece, richiama la tipologia di stampa dell'epoca (sempre nel caso specifico, i livelli iconici sono pochi ma hanno molti significati ciascuno) quindi sarà accompagnato a un'edizione o inserito in una collana più di pregio, rivolta a un pubblico che ama i classici e collezionarli.

L'analisi, di fatto, riporta sempre agli stessi risultati (a meno di errori da parte del progettista), ma a seconda di altri fattori messi in gioco, si sceglie la linea progettuale di sintesi su cui si vuole andare a operare.

1 ora fa, Valente ha scritto:

Questi progetti grafici dovrebbero essere analizzati da una commissione che ne giudichi l'originalità, perché, vedere libri diversi con copertine simili, dovrebbe comportare un fermo prima di andare in stampa.

Libri diversi con copertine simili possono identificare l'essersi verificato di una di queste dinamiche:

  • il progettista ha plagiato un collega (capita, sì) > errore etico e progettuale – di cui ho scritto un articolo più approfondito;
  • il progettista ha sbagliato analisi e ha male interpretato il libro, riconoscendo come importanti degli elementi troppo comuni che non identificano il libro in sé per sé, ma ne ricalcano solo la superficie > errore progettuale;
  • il progettista non è un professionista e ha utilizzato un preset per il layout e delle immagini stock o in CC che nemmeno ha elaborato più di tanto, quindi per forza che la copertina è simile a millemila altre in circolazione: gli elementi e la struttura non sono originali e non sono basati davvero sul testo > l'errore qui non è del progettista, ma di chi l'ha incaricato, che avrebbe potuto fare uguale da sé, pagando l'immagine e il sito fornitore dei layout.

Detto questo, la commissione è difficile da identificare, dovresti avere a disposizione diversi professionisti, che andrebbero sicuramente pagati per valutare il prodotto.

1 ora fa, Valente ha scritto:

Quando si pensa a editori che dicono all'autore di scegliere l'immagine che più gli aggrada sui dei siti adatti allo scopo, questo rimanda a un forte problema, specie per un settore di professionisti.

Questo succede nel caso del punto tre sopra descritto, pure "aggravato" dal fatto che non è nemmeno chi si dovrebbe occupare della scelta a scegliere. Non è modo di lavorare.

Un discorso diverso sarebbe quello in cui l'autore si sia fatto fare un'illustrazione/disegno o una fotografia. In questo caso, se l'autore è già in possesso dell'elemento base per la composizione della copertina, il progettista può impostare la grafica e impaginare la copertina utilizzando l'elemento fornito. Questo, però, lo si può fare più nell'ambito dell'autopubblicazione, dove è l'autore a contattare diversi professionisti per arrivare alla pubblicazione del romanzo. La vedo una pratica un po' più forzata nell'editoria tradizionale.

1 ora fa, Valente ha scritto:

L'autore come può richiedere, allora, una copertina professionale e che margini di manovra ci sono in questo senso? L'editore ha degli obblighi da assolvere?

Difficile. L'editore ha l'obbligo di mettere l'opera in commercio e di farsi carico delle spese necessarie perché ciò avvenga. Non c'è troppo margine per l'autore di richiedere una copertina migliore, se quella presentata dall'editore non gli piace, o se è evidente che non è realizzata in modo professionale. Se non si è soddisfatti o si lascia correre (l'importante è che l'autore sia contento), o si trova un accordo per cui (l'autore questa volta) si fa realizzare la copertina da un professionista esterno (e su questo, boh, vuol dire che l'autore tiene di più a pubblicare con quell'editore specifico che altro, o ha motivazioni molto forti per spingere su questo fronte), o ancora trova il modo di rescindere il contratto e trova qualcun altro.

Il mio consiglio è quello di guardare il catalogo della CE di interesse, così da capire già da subito se i prodotti sono professionali o meno.

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5 ore fa, Mrs. Tabitha ha scritto:

Il mio consiglio è quello di guardare il catalogo della CE di interesse, così da capire già da subito se i prodotti sono professionali o meno.

Questo è sicuro. C'è poco da fare, dove non c'è un investimento grafico da parte dell'editore, l'opera ne risente sul piano commerciale. C'è poi da evitare quegli editori che per ogni opera cambiano continuamente font in copertina e tipologia di grafica, perché non hanno alcuna riconoscibilità sul mercato, e il marchio editoriale non rappresenta alcun valore aggiunto rispetto all'auto-pubblicazione. 

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Se posso intervenire, da illustratrice di copertine, quando lavoro con una CE non sono mai in contatto diretto con l'autore del libro, MA molto spesso tramite il mio contatto (che può essere unə graficə o l'art director) mi arrivano commenti dall'autore. Concordo che se ci si affida ad un editore, ci si affida anche al suo reparto grafico, ma mi sembra che tendenzialmente un minimo di coinvolgimento ci sia. Questo non succede con le traduzioni, invece. (Nel senso che per la copertina di un libro tradotto generalmente non ricevo commenti dall'autore e la mia impressione è che sia per ləi una sorpresa, si spera gradita :rotol:)

(Mi rendo conto che non era la domanda del post iniziale, ma siccome poi si è andati a discutere delle copertine effettive spero di non essere troppo fuori luogo)

Modificato da Niji
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Nel caso del mio libro, non ho presentato alcuna idea di copertina all'interno della mia proposta editoriale, in quanto ho ritenuto la cosa irrilevante rispetto a ciò che ad una casa editrice può interessare per la valutazione del lavoro (saggistica). Sinceramente, non ci ho proprio pensato, ritenendo di dovermi concentrare piuttosto sulla revisione grammaticale contenutistica del testo, anziché pensare ad un'immagine. Solo dopo la certezza della pubblicazione ho esposto la questione, chiedendo alla Casa qualche suggerimento. Ricordo la sorpresa dell'impiegata con cui ero in contatto telefonico, che disse che solitamente sono gli autori a esser desiderosi di fare proposte. In realtà trovo sempre un piacere la scelta di una possibile immagine, ma da esordiente pieno di insicurezze mi son sentito di appellarmi al parere di chi è esperto più di me. Alla fine sono stato io a proporre un'immagine di un noto dipinto, ma la casa ha indicato le difficoltà, anche economiche di riscatto dei diritti d'autore, e mi ha inviato dei file di foto non protette da copyright, consigliandomi di selezionare, tramite filtri consistenti in categorie inerenti i temi del libro, quelle che avrei potuto trovare più attinenti al mio caso.

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La creazione della copertina dovrebbe spettare alla casa editrice, anche perchè dovrebbe essere coerente con le altre copertine della CE o della collana. Poi, certo, ho visto copertine di CE piccole e medie (e anche di Big a dire il vero) in cui ci si è limitati a prendere qualche immagine in stock e (forse) a elaborarla un pochetto. Ho visto anche copertine in cui all'immagine in stock sono stati solo aggiunti il titolo e l'autore del libro. A questo punto, forse, era meglio che se ne occupasse l'autore. Per quanto mi riguarda (ma ho solo pubblicato saggistica) la realizzazione della copertina è sempre stata una faccenda condivisa. Terminato il lavoro di editing, correzione di bozze e impaginazione, le CE con cui ho pubblicato mi hanno chiesto se avessi qualche immagine coerente con il testo ma poi della realizzazione si sono sempre occupati loro. Una volta realizzata la copertina mi è stato chiesto un parere (a volte mi sono anche arrivate più proposte) ed è iniziato uno scambio pacato su eventuali cambiamenti.

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Non trovo terribile il fatto che un piccolo editore metta semplicemente titolo e autore su un'immagine di stock. Già fare questa cosa bene non è da tutti, meglio non lanciarsi in fotoritocchi se non si è in grado. Quando succede con i grandi è un po' più triste (ricordo qualche anno fa due grossi editori usciti con copertine quasi identiche, perché prese dallo stesso photoshoot di stock... sfortuna, sicuramente, ma anche un po' triste).

Nei piccoli, sicuramente non è il tuo caso ma penso più a chi pubblica fantasy e fantascienza, mi preoccupano di più quelli che chiedono le immagini agli autori; ad un banchetto ad una fiera avevo anche fatto notare ad un editore che stampava immagini di copertina senza averne i diritti e la scusa era "l'autore voleva proprio quella". Attenzione anche perché di solito questi fanno firmare all'autore che la responsabilità è sua.

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