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“Siate folli perché la follia sarà sempre,
In un modo o nell’altro, richiesta.”
Quante volte l’ho sentito!
Ma…
Follia?
Richiesta?
Siamo sicuri?
Tante volte mi è capitato di sentir menzionare
questo elemento,
Pare sia fondamentale per la buona
convivenza in un gruppo.
Ma spesso,
pur essendone io ben provvisto,
Non sono riuscito a creare un ambiente ideale.
Non è che forse,
Questa tanto desiderata cosa,
Non sia la follia in sé per sé,
Bensì la ben più folle idea di pensare tutti
similmente?
Riflettiamoci ogni tanto, a tempo perso.

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  • 2 settimane dopo ...

Ciao! Perdonami se passo a commentare solo ora, ho avuto un po' da fare ultimamente :icon_redface:

Devo dirti che non mi hai convinto del tutto. Il messaggio è chiaro ed è nobile. La forma invece mi lascia delle perplessità.
L'impostazione è decisamente informale, sia nel tono che nella scelta di non rispettare la metrica. L'andamento è tra il monologico e il dialogico, con questo io-noi che pone delle domande e cerca alla fine una risposta, che secondo me è anche una struttura interessante e potrebbe far sorgere qualche riflessione interessante se si lavorasse bene sul testo. Credo che il problema sia il carattere didascalico della poesia: è troppo visibile che vuoi insegnarmi qualcosa, fingi che la voce poetante vada alla ricerca di questa piccola verità, ma nel complesso ho l'impressione che abbia impostato in maniera fintamente retorica il discorso. Ti suggerirei di lavorare sulla spontaneità e sulla naturalezza della voce per cercare di rendere meno l'impressione che ci sia qualcosa che sta cercando di insegnarmi sulla vita. L'obiettivo sarebbe mostrare che la voce narrante ha capito qualcosa, prima ancora di insegnarla al lettore.

Alla prossima :::D

  • Grazie 1
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Il 18/2/2021 at 13:22, Gigiskan ha scritto:

Ciao! Perdonami se passo a commentare solo ora, ho avuto un po' da fare ultimamente :icon_redface:

Devo dirti che non mi hai convinto del tutto. Il messaggio è chiaro ed è nobile. La forma invece mi lascia delle perplessità.
L'impostazione è decisamente informale, sia nel tono che nella scelta di non rispettare la metrica. L'andamento è tra il monologico e il dialogico, con questo io-noi che pone delle domande e cerca alla fine una risposta, che secondo me è anche una struttura interessante e potrebbe far sorgere qualche riflessione interessante se si lavorasse bene sul testo. Credo che il problema sia il carattere didascalico della poesia: è troppo visibile che vuoi insegnarmi qualcosa, fingi che la voce poetante vada alla ricerca di questa piccola verità, ma nel complesso ho l'impressione che abbia impostato in maniera fintamente retorica il discorso. Ti suggerirei di lavorare sulla spontaneità e sulla naturalezza della voce per cercare di rendere meno l'impressione che ci sia qualcosa che sta cercando di insegnarmi sulla vita. L'obiettivo sarebbe mostrare che la voce narrante ha capito qualcosa, prima ancora di insegnarla al lettore.

Alla prossima :::D

Grazie davvero per il commento attento, anche se in alcune parti critico, lo apprezzo molto ^^

Proprio come hai osservato ho impostato in maniera fintamente retorica il discorso di proposito perchè l'ho immaginato come un diario di riflessioni prevedendo situazioni che potrebbero accadere in futuro, provando a dare poi un insegnamento.

In realtà era più che altro un fatto personale, non avevo l'intenzione mi mettermi a moralizzare a destra e a manca, poi nel tempo (parliamo di 12 anni) qualcosa è scattato e mi sono deciso ad aprirmi e buttarmi, così ho iniziato a guardare come pubblicare le mie creazioni. [Ho trovato l'editore e bla bla]

Questo che incollo sotto è uno stralcio della presentazione della raccolta poetica da cui è tratto il brano, in corsivo il punto dove spiego il libro in particolare.

"Quest'opera è una raccolta di stili diversi in tempi diversi (pur con una revisione attuale), trattante temi anche filosofici con un pizzico di simpatia. Volendo avvicinarsi ad una classificazione si potrebbe parlare di poesia ermetica, unita ad una *forma di diario (con la particolarità che è dapprima personale e poi aperto a tutti per la lettura),* passando per esperimenti di scrittura assortiti."

 

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