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Sento forte e dentro me,
la tua mano accarezzarmi.

Scivoli leggero, tu,
tra le mie lenzuola.
Le abbiamo stropicciate
posandovi la mia anima
irrequieta.

Nella nostra danza,
lenta e primordiale,
abbiamo giocato
a prenderci cura
di un corpo sfatto,
deluso,
ingannato.

Scaduto il nostro tempo,
passandoci del fumo
di bocca in bocca,
abbiamo soffocato
il ricordo di quel ballo.

Portiamo adesso fieri,
come ricompensa,
i nostri sguardi sporchi,
e finalmente assolti
dal nostro stesso peccato.

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Il 21/1/2021 at 22:11, Francesca Penelope ha scritto:

Sento forte e dentro me,

Forse si potrebbe sopprimere la e.

Il 21/1/2021 at 22:11, Francesca Penelope ha scritto:

Scivoli leggero, tu,

Senza il tu?

Il 21/1/2021 at 22:11, Francesca Penelope ha scritto:

Le abbiamo stropicciate
posandovi la mia anima
irrequieta.

Bella immagine, magari si potrebbe usare un verbo di maggiore impatto rispetto a posare, e cercherei una costruzione senza gerundio, modo non particolarmente elegante, a mio parere.

Perdonami se arrivo a commentare solo adesso, sto preparando un esame e non ho tantissimo tempo.
Credo che un modo per migliorare la poesia sia riflettere sui modi in cui puoi rendere i corpi e la danza in cui sono presi, visto che di fatto la poesia mette loro al centro. Le immagini delle lenzuola stropicciate e del fumo che passa di bocca in bocca mi colpiscono molto: fanno parlare direttamente il corpo, mi sembrano scelte davvero fortunate. In altri punti invece rimani su un livello più piano, descrittivo. Forse lavorare sul significante potrebbe aiutare, una poesia del genere ha bisogno di una lingua "materica", pesante e pensante. Credo che ci siano già le basi per fare un bel testo.

Alla prossima :::D

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2 ore fa, Gigiskan ha scritto:

Forse lavorare sul significante potrebbe aiutare, una poesia del genere ha bisogno di una lingua "materica", pesante e pensante.

Perfettamente d'accordo con te. Infatti questa è una prima stesura, bisogna lavorarci, appunto partendo dalla selezione dei termini. Possono essere più potenti e materiali.

 

Contenta ti siano piaciute le immagino delle lenzuola e del fumo, erano, nella mia testa, un po' il fulcro della composizione. Si gioca, sempre nella mia mente, tra il cotone, il fumo e la pelle.

 

Alla prossima e grazie anche dei consigli con cui hai aperto il tuo commento! Proverò a seguirli.

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Ciao Francesca! Io non sono espertissima di poesia, ma spero che il mio commento da semplice fruitrice possa farti comunque piacere!

Inizio dicendo che ne ho apprezzato la lettura. Anche io come Gigi direi di cercare un altro termine, perché "posare" credo non si addica granché allo "stropicciare" che viene dopo. Forse usare qualcosa di più forte, in modo da non perdere il mordente che invece hai messo in altri punti (soffocare, peccato, ecc.).

Mi piace molto questa alternanza di immagini forti ad elementi più delicati. In particolare, il primo passaggio, "Sento forte e dentro me, la tua mano accarezzarmi" credo abbia un bellissimo contrasto.

Mi incuriosisce la scelta del titolo in inglese, c'è un motivo particolare? Se fosse solo per "abbellimento" o per amore di modernità mi spiacerebbe (anche perché "Redenzione" sarebbe molto più d'impatto). 

A presto! 

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(modificato)

Ciao @Kate

Grazie dei suggerimenti, ci sto già lavorando.

Contentissima tu abbia apprezzato il contrasto dei vesi iniziali, obiettivo raggiunto, allora!

Per l'inglese, ti spiego subito.

Io scrivo prevalentemente in inglese e, se scrivo in italiano, lascio comunque i titoli in quella lingua. È un mio vezzo, una particolarità delle mie poesie. Anche nel mio libro, ho mantenuto questa scelta, ma, come te, me lo chiedono praticamente tutti! Non tutti apprezzano, ma io proprio non riesco a smettere di farlo. É come se nella mia testa perdessi qualcosa.

Grazie ancora

Modificato da Francesca Penelope
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Ciao @Francesca Penelope,
ho sempre particolare piacere a commentare le poesie di chi vuole metterle in discussione.

Questa tua in particolare mi ha fatto sorridere mentre la leggevo. Non un sorriso di scherno, ovviamente. Più proseguivo con i versi e più me ne ricordava una che scrissi anni fa e che dedicai a un mio amante. Te la riporto qui di seguito perché credo davvero possa servirti come spunto. Se avessi letto prima la tua allora anche la mia sarebbe venuta migliore.

Spoiler

 

Luce fredda
in faccia,
quasi pelle
addosso. 

Minuti.

Tenerezze aggrovigliate
in un tantra biennale,
petali rossi di labbra
sui colli floreali. 

Ore.

Sistole ventricolari
galoppanti e vicine,
roboante frastuono
di motori in trazione.

 Silenzio.
Contatto.
Scintilla di Dio. 

Sinapsi scollegate,
personalità nude
rondò di corpi
in cotone svedese. 

Dentro di me
fino all'Anima
esplosioni di respiri
e il firmamento negli occhi. 

Santa Teresa in fiamme.

"Ancora?"
"Fino all'alba"

 

Ma ora veniamo a noi e alla tua poesia. 

Il 21/1/2021 at 22:11, Francesca Penelope ha scritto:

Sento forte e dentro me,
la tua mano accarezzarmi.
La congiunzione allunga "inutilmente" il suono della /e/ che ne rovina la musicalità. La virgola a fine verso è ridondante: la fine del verso implica di per sé una pausa.

Scivoli leggero, tu,
tra le mie lenzuola.
Le abbiamo stropicciate
posandovi la mia anima
irrequieta.
Il primo verso mi suona più dolce con "Tu scivoli leggero...". Non mi fa impazzire nemmeno "Le abbiamo stropicciate...". In realtà è proprio il verbo "stropicciare" che mi disturba. Mi rendo conto questo sia proprio un gusto personale. Avrei scelto un verbo tipo "stravolgere" --> "Le abbiamo stravolte..." così da fare un parallelismo tra le lenzuola e l'anima a cui ti riferisci al verso successivo. Come già accennato da @Gigiskan, quel "posandovi" è troppo vago in questa strofa. Che ne dici di qualcosa più tipo "gettandoci...", "lanciandoci..." ?

Nella nostra danza,
lenta e primordiale,
abbiamo giocato
a prenderci cura
di un corpo sfatto,
deluso,
ingannato.
Le virgole a fine verso sembrano proprio piacerti :) Perché "lenta e primordiale"? E' un riferimento al sesso? In questo caso avrei usato qualcosa di più incisivo, carnale e forse diretto.

Scaduto il nostro tempo,
passandoci del fumo
di bocca in bocca,
abbiamo soffocato
il ricordo di quel ballo.
Non mi convince l'ultimo verso. Potrebbe suonare meglio con "la memoria di..."? 

Portiamo adesso fieri,
come ricompensa,
i nostri sguardi sporchi,
e finalmente assolti
dal nostro stesso peccato.
Questa strofa mi piace assai. Ho rimosso la congiunzione perché, anche qui, sembra ridondante. 

In generale l'ho davvero apprezzata però ti devo chiedere una cortesia. Anzi, un favore. Puoi provare a scriverne una in metrica? Ti prometto che ricambio con un favore a tua scelta :)

Te lo chiedo perché si vede che apprezzi la musicalità e nelle tue poesie ritorna spesso una lettura fluida e piacevole. A mio avviso con una metrica (anche un "semplice" settenario) potresti perfezionare la poesia.

Fammi sapere che ne pensi.

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@Arcadia la tua poesia è..... pazzesca. Scusa il termine parecchio colloquiale, ma la reazione più spontanea è anche quella più vera! Ci sono molto versi e ancor più immagini che mi solleticano.

Per quanto riguarda le virgole alla fine: sto facendo un sacco di esercizi di punteggiatura, per la prosa (uno dei miei obiettivi 2021). Quindi, forse, mi faccio prendere la mano anche nella poesia. E sono sempre molto in dubbio sulla loro efficacia o sulla loro utilità!

Grazie dei suggerimenti riguardo ai versi. Ho lavorato sul "Posandovi", mi sono annotata un paio di opzioni, le  ho sulla mia agenda e ora non mi sovvengono, purtroppo. Magari, appena ho un po' di tempo, le posto.

Lento e primordiale sì, è un riferimento al sesso. Lento perché l'ho immaginato come un atto, in questo caso, profondamente consapevole, quasi sacro, rituale e da gustarsi fino all'ultimo sospiro. Primordiale appunto per sottolinearne la carnalità, la necessità, quasi.

Per la "memoria di" al posto de "il ricordo", credo sia più musicale come suggerisci. Grazie. Avevo anche un'altra versione, sempre sul mio fedele quadernino, ma... la memoria al momento non mi assiste.

Colgo con entusiasmo la tua proposta sul provare a scrivere in metrica. ATTENDIMI!!!!

 

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