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Titolo: IoScrittore 2021

Bando completo: https://www.ioscrittore.it/regolamento/

Data di scadenza: iscrizione e caricamente dell'incipit entro l'8 aprile 2021

Organizzatore: Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS)

Quota d'iscrizione: Nessuna quota d'iscrizione

Generi: "L’opera deve essere scritta in forma di romanzo: non sono ammesse raccolte di poesie o di racconti"

Piccola descrizione dal sito:
"IoScrittore, torneo letterario online promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), è un’iniziativa volta a scoprire e pubblicare nuovi autori della narrativa italiana.
Al torneo sono ammesse solo le opere in forma di romanzo iscritte entro l’8 aprile 2021.
Il torneo, completamente gratuito, è una forma di scouting innovativa e democratica. Negli anni si è rivelata per gli aspiranti scrittori una “palestra” utile per migliorare la qualità dell’opera ed esercitare il proprio talento.
Chi si iscrive partecipa sotto pseudonimo in una doppia veste: quella di lettore e di scrittore. Giudica quindi le opere degli altri partecipanti e riceve giudizi utili per migliorare la propria.
IoScrittore non è un concorso né un premio letterario, è piuttosto una grande operazione di scouting e la partecipazione è sempre coperta da anonimato: l’iscrizione non preclude la partecipazione a concorsi o premi letterari in Italia e all’estero.
IoScrittore si sviluppa in 2 parti, che prevedono la valutazione degli incipit delle opere partecipanti (prima parte) e la valutazione dell’intero romanzo (seconda parte). Alla seconda parte accedono solo le 400 opere i cui incipit sono risultati migliori nella prima (vedi Fasi e tempistica del Torneo).
Il torneo è costantemente monitorato dagli editor delle case editrici di GeMS (tra le quali ricordiamo Corbaccio, Garzanti, Guanda, Longanesi, Nord, Salani, TEA) sempre alla ricerca di nuove voci narrative da pubblicare.
GeMS si riserva la facoltà di modificare la tempistica del torneo".

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4 minuti fa, Alexmusic ha scritto:

Posso esprimere un parere su questo concorso da "partecipante per sbaglio"? Lo chiedo, prima di incorrere nei rimproveri di @Ayame  o di qualche amministratore.

Sì, certo che puoi!

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Come ho scritto nel post precedente, mi iscrissi a questo concorso per sbaglio, nel senso che, avevo letto frettolosamente il regolamento e non mi ero reso conto di aver inviato un manoscritto lungo il doppio rispetto al numero dei caratteri consentiti. Ciò nonostante il libro partecipò ugualmente alla fase eliminatoria e già questo particolare fece suonare in me un campanello d'allarme, perché voleva dire che non veniva eseguito alcun controllo preliminare sui testi.
Era il 2015, avevo appena finito il mio romanzo, ero in attesa di un responso da parte dell'editore - che poi arrivò e fu positivo - e volli provare (prima e ultima volta) la strada di un concorso.  Mi ero anche iscritto da pochissimo tempo al WD  e mi erano ignoti la maggior parte dei meccanismi che regolano il mondo dell'editoria.
Fatto sta che il mio libro non passò la selezione, ma mi fu consentito di leggere i giudizi espressi dagli altri "scrittori" che lo avevano "esaminato", poiché questa è la grande follia - non visionaria né democratica, solo follia - di IoScrittore: esordienti che giudicano altri esordienti.
Ciò che lessi non ve lo potete neanche immaginare: frasi giuste corrette nel modo sbagliato, virgole spostate a casaccio, osservazioni astruse, critiche pretestuose, tutte con l'unico scopo di "danneggiare l'avversario". Ricordo, in particolare, un commento riguardo all'abbigliamento del mio protagonista, che, a detta dell'illustre ricercatore storico che aveva letto l'incipit, avrebbe dovuto indossare i calzari di epoca romana classica - avete presente quelli coi lacci di cuoio intrecciati? - trascurando l'insignificante particolare che si trattava di un soldato del V secolo d.C. 
Mi venne da ridere e certo non me la presi, se non con me stesso, per aver perso anche solo pochi minuti nell'iscrivermi a un "concorso", assurdo già nella sua concezione: avete mai visto una classe dove gli studenti si votano tra loro? Vi immaginate l'attendibilità del risultato? Vi fareste curare da un medico che ha ottenuto la laurea in questo modo?
Comunque, tutto sommato, l'esperienza fu davvero utile, perché mi fece subito capire quale fosse il livello di meschinità di molti "aspiranti" scrittori - non tutti, per fortuna, ma comunque molti - cosa di cui purtroppo ebbi molte conferme negli anni seguenti.
Ultima annotazione. Ho riportato la mia esperienza personale, ma se vi fate un giro nei gruppi che nei vari social sono dedicati alla scrittura, troverete più o meno giudizi analoghi.

Modificato da Alexmusic
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1 ora fa, Alexmusic ha scritto:

Ultima annotazione. Ho riportato la mia esperienza personale, ma se vi fate un giro nei gruppi che nei vari social sono dedicati alla scrittura, troverete più o meno giudizi analoghi.

Ho vari amici e amiche che hanno partecipato e hanno raccontato la stessa cosa :D 

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ho partecipato ben due volte e da allora ho scoperto di essere masochista. Confermo tutto quello che ha scritto  @Alexmusic Ho un romanzo quasi pronto. Sto pensando di partecipare una terza volta. Prima però vorrei cautelarmi, cercando uno psichiatra bravo :) A parte tutto, mi piace mettermi in gioco pur consapevole di ficcarmi in un ambiente virtuale che trasuda meschinità.

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2 ore fa, boscoroma ha scritto:

ho partecipato ben due volte e da allora ho scoperto di essere masochista

Volevo chiederti se scrivi un genere particolare, ma mi hai già risposto: bdsm. :::D
Un genere che vorrei esplorare anch'io, ma da sadico, non da masochista. Non so infatti cosa darei per avere tra le mani, anche solo per qualche minuto, qualcuno di quei coglioni che scrive commenti ad minchiam :argh:

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A parte che scrivendo racconti non ci rientro, non parteciperei nemmeno sotto tortura. Mi sembra un'iniziativa squalificante non soltanto per gli autori - una delle tante guerre tra poveri - ma anche per gli stessi editori del gruppo GeMS, ormai appiattiti sulle tendenze più corrive del popolo bue. Basta vedere quanto ciarpame pseudo-letterario prolifera nelle collane di marchi storici come Longanesi e Garzanti. 

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Avrei tre domande. Perchè lo fate? Perchè continuate a partecipare..

Cosa tutela i testi e le idee alla base dei libri dopo il contest ? Credo nulla, quindi si ritorna alla prima domanda.

Sapete di qualcuno che ha avuto esperienze di plagi indiretti?

Conclusione: partecipare è rischioso e inutile. Non credo che una vincita valga i rischi che si corrono. Avevo letto sul WD un accenno di una partecipante a una pessima esperienza, ma lei non dettagliava la cosa. Ho chiesto sul WD ma nessuno mi ha risposto.

Riflessione: per mio conto leggere tutte queste robe distrae dalla propria scrittura e fa male. Se devo dedicare del tempo ai mondi altrui, preferisco scegliermeli e non essere obbligata a sorbirmeli. È la stessa cosa alla base della durata infinita della pubblicità che non vorresti mai vedere ma che stai lì a sciropparti chiedendoti perchè. Non ci è bastato diventare supini con quella, anche per la lettura si deve fagocitare di tutto?

Ultima domanda.

Perchè dopo averci messo tanto a scrivere qualcosa, se è una cosa che amo, la dovrei sottoporre alle forche caudine dell'ignoranza altrui? non sono editors. non sono lettori.

sono una razza diversa, sono cannibali, sono scrittori assetati di sangue, se hanno scelto di stare lì.

Non mi riferisco a coloro che ci si ritrovano una tantum e anche quando ci sono non usano l'arma della critica contro gli altri. Sia chiaro che sto solo parlando di chi si sfoga, consapevolmente o meno, tramite questa invenzione, non avendo una competenza da esercitare.

Modificato da Sunday Times
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Il 20/1/2021 at 09:58, Alexmusic ha scritto:

Fatto sta che il mio libro non passò la selezione, ma mi fu consentito di leggere i giudizi espressi dagli altri "scrittori" che lo avevano "esaminato", poiché questa è la grande follia - non visionaria né democratica, solo follia - di IoScrittore: esordienti che giudicano altri esordienti.

Non ho mai partecipato a Io Scrittore, però vorrei comprendere un cosa. Le riviste scientifiche internazionali sono basate sulla peer review, ovvero sul giudizio dei pari, scienziati che giudicano altri scienziati. Ho partecipato moltissime volte a questo tipo di processo tanto nelle vesti di autore, quanto in quelle di referee o di adjudicator. L'adjudicator è colui che prende la decisione finale in caso di controversie insanabili, ma è raro che un lavoro venga o non venga pubblicato contro l'opinione della maggioranza dei referee. Non si tratta di un processo democratico perché ogni opinione deve essere argomentata, ma sarebbe stupido dire che nel mondo delle pubblicazioni scientifiche non a pagamento non vi sia competizione e non si adoperino colpi bassi. Credo che il sistema funzioni e, soprattutto, pur non essendo perfetto, sia il migliore che siamo riusciti a inventarci. La ragione? Un giudizio negativo non adeguatamente argomentato, più che l'autore che lo riceve, danneggia soprattutto la reputazione del referee che lo ha espresso. Mi chiedo perché questo non debba essere possibile anche in un concorso letterario. 

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7 ore fa, zio rubone ha scritto:

scienziati che giudicano altri scienziati

Ecco, appunto: non persone senza alcuna qualifica, spesso analfabeti funzionali, che in perfetta malafede giudicano loro simili (e in questo non ci sarebbe nulla da eccepire) e purtroppo invece anche gente che la penna in mano la sa tenere.
 

7 ore fa, zio rubone ha scritto:

Mi chiedo perché questo non debba essere possibile anche in un concorso letterario. 

Semplice: perché manca del tutto un controllo dall'alto, una supervisione.
Comunque, @zio rubone, poiché tu sei uno scienziato, ti propongo il metodo sperimentale: prova a partecipare, tira fuori qualcosa dal cassetto e inviala, tanto l'iscrizione è gratuita. Poi torna qui a raccontare la tua esperienza.

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Dato che la discussione si è allontanata un po’ dalle esperienze legate a questa edizione del torneo, provo anch’io a riportare un’opinione frutto delle mie passate esperienze.

Io mi sono classificata due volte tra i 300 finalisti (ora leggo che hanno allargato a 400) e conosco un po’ questo torneo, anche perché molti punti sulle selezioni, utili poi a giungere tra i vincitori, sono oscuri, per volere degli stessi organizzatori.

Credo non sia possibile che i finalisti, soprattutto i 10 vincitori, di cui il primo classificato pubblicato da un marchio GEMS, siano scelti unicamente dai lettori-giudici. Numerose sono le testimonianze degli organizzatori, che citano i loro editor tra i protagonisti di questa scrematura.

https://www.ioscrittore.it/storia-e-numeri/

Naturalmente, questo sistema non è perfetto, anzi, nasconde diversi problemi.

Partiamo dai fatti e di questi ne posso menzionare qualcuno.

Carla Vistarini, vincitrice e pubblicata nel 2014 con la casa editrice Corbaccio. Era già un personaggio famoso, qui si può leggere la sua carriera:

https://it.wikipedia.org/wiki/Carla_Vistarini

Piergiorgio Pulixi, tra i vincitori dell’edizione del 2016, il suo romanzo però aveva come protagonista un personaggio letterario già noto, il commissario Carla Rame, di cui una prima storia era già stata già pubblicata nel 2014 dalla casa editrice E/O nel 2014 con il titolo “L’appuntamento”. Pure Piergiorgio Pulixi è uno scrittore di una certa fama:

https://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Pulixi

https://www.ioscrittore.it/2016/11/21/ioscrittore-2016-i-vincitori-del-torneo-letterario-del-gruppo-gems/

Il romanzo presentato all’epoca, con il titolo “Il lato sbagliato del cuore”, non mi risulta ancora pubblicato, forse, potrebbero esserci problemi con i diritti con la casa editrice E/O. Di questo, però, non ho trovato più notizie.

Avevo già letto che, sfruttando la possibilità dell’anonimato, alcuni scrittori famosi avevano proposti dei loro testi per avere un primo riscontro con i “lettori”, in modo da valutare apportare dei cambiamenti per un’eventuale pubblicazione. Il regolamento non mi sembra comunque che ponga particolari limiti sulla partecipazione di personaggi noti e non lo ritengo un grosso problema.

In definitiva, non è aperto solo agli autori che desiderano emergere.

C’è da ricordare che i 10 finalisti hanno la possibilità di essere pubblicati, non con una casa editrice del gruppo GEMS, ma con il marchio “Ioscrittore” e solo in seguito a un buon risultato di vendite qualcuno è stato poi ripubblicato con una vera casa editrice, sempre legata a GEMS.

Questo, naturalmente, potrebbe non trovare piena soddisfazione nei finalisti.   

Le perplessità maggiori, secondo me, su questo torneo sono una mancanza di filtro sui testi da valutare. Una stessa persona può iscrivere più romanzi, con identità diverse, Nel caso in cui i suoi testi passano alla seconda fase, può decidere quale testo portare avanti eliminando gli altri. Solo per accedere alla seconda fase bisogna inviare un documento d’identità valido e si firma una sorta d’impegno a pubblicare in caso di vittoria, non espressamente vincolante nel mio caso. Inoltre, possono essere presenti testi priva di logica solo per verificare l’attendibilità del torneo, nel caso in cui questi testi giungano alla seconda fase si potrebbe fare leva sulla poca affidabilità dei metri di giudizio. Possono anche essere presenti romanzi editi famosi, ma magari poco conosciuti, sempre per dimostrare che magari un certo Charles Bukowski non ha passato la selezione.

L’aspetto negativo è proprio questa investitura a giudici dei partecipanti, i quali suppongono davvero di decidere i vincitori, con il sospetto di comunità che alla ricerca dei propri testi cerchino poi di gonfiarsi i voti a vicenda.  Non sottovalutando poi la questione spinosa dei commenti offensivi, vero toccasana di certi leoni da tastiera, che andrebbero pure questi filtrati prima che siano recapitati ai destinatari. L’organizzazione rischia di fare una pessima figura e in più ci possono essere anche altri tipi di problemi, che possono portare ad accuse gravi e fuori dal contesto letterario.

Penso che ci saranno comunque tanti partecipanti, innanzitutto, perché l’iscrizione è gratuita e anche perché molti CE legate a GEMS non accettano invii suggerendo l’iscrizione al torneo.

Premettendo che su alcune cose qui già scritte sono anch’io d’accordo, mi piacerebbe, però, porre una domanda a chi ha partecipato o vorrà partecipare a questa discussione: ritenete questa formula così diversa rispetto ai tanti contest presenti sui forum letterari, dove sono poi gli stessi partecipanti a votarsi, in modo anche molto meno anonimo?

Grazie.

 

 

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44 minuti fa, Valente ha scritto:

Una stessa persona può iscrivere più romanzi, con identità diverse, Nel caso in cui i suoi testi passano alla seconda fase, può decidere quale testo portare avanti eliminando gli altri.

Come per le cartelle della tombola: semplicemente geniale! :XD:

45 minuti fa, Valente ha scritto:

L’aspetto negativo è proprio questa investitura a giudici dei partecipanti, i quali suppongono davvero di decidere i vincitori, con il sospetto di comunità che alla ricerca dei propri testi cerchino poi di gonfiarsi i voti a vicenda.  Non sottovalutando poi la questione spinosa dei commenti offensivi, vero toccasana di certi leoni da tastiera, che andrebbero pure questi filtrati prima che siano recapitati ai destinatari. L’organizzazione rischia di fare una pessima figura e in più ci possono essere anche altri tipi di problemi, che possono portare ad accuse gravi e fuori dal contesto letterario.

Perfettamente d'accordo. Toglierei solo quel "rischia", perché, per quanto mi riguarda, la pessima figura l'hanno già fatta.

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7 ore fa, Valente ha scritto:

 

L’aspetto negativo è proprio questa investitura a giudici dei partecipanti, i quali suppongono davvero di decidere i vincitori, con il sospetto di comunità che alla ricerca dei propri testi cerchino poi di gonfiarsi i voti a vicenda.  Non sottovalutando poi la questione spinosa dei commenti offensivi, vero toccasana di certi leoni da tastiera, che andrebbero pure questi filtrati prima che siano recapitati ai destinatari. L’organizzazione rischia di fare una pessima figura e in più ci possono essere anche altri tipi di problemi, che possono portare ad accuse gravi e fuori dal contesto letterario.

Penso che ci saranno comunque tanti partecipanti, innanzitutto, perché l’iscrizione è gratuita e anche perché molti CE legate a GEMS non accettano invii suggerendo l’iscrizione al torneo.

Premettendo che su alcune cose qui già scritte sono anch’io d’accordo, mi piacerebbe, però, porre una domanda a chi ha partecipato o vorrà partecipare a questa discussione: ritenete questa formula così diversa rispetto ai tanti contest presenti sui forum letterari, dove sono poi gli stessi partecipanti a votarsi, in modo anche molto meno anonimo?

Grazie.

 

 

Credo che "l'investitura a giudici" dei partecipanti sia l'altro modo di descrivere la situazione che si crea quando le CE non fanno più il loro lavoro, delegandone una parte specifica a soggetti non professionisti.  Non si può fare una prima scrematura utilizzando un gruppo eterogeneo e, soprattutto, anonimo. Qui sta la grande differenza con il giudizio di cui parlava @zio rubone.  Che in quel contesto si può dire di tutto, l'altro non sa chi sei. Non c'è una reputazione da difendere, cosa ben diversa per uno scenziato. Appurato che quindi non si può parlare di professionalità, si aprono e si rendono più profonde alcune "ferite" del sistema.

Si crea disordine, perchè un gruppo di CE, una volta di reputazione, smettono di fare valutazioni affidabili e si danno a una formula che non costa loro niente per valutare un gran numero di testi. Lasciano che i partecipanti si spolpino tra loro, e chi sopravvive, verrà valutato più attentamente dagli editor. Un bel sistema per risparmiare tempo. Vi immaginate se tutte le CE seguissero questo esempio edificante? Che ne rimarrebbe del mestiere di valutare seriamente qualcosa senza trasformare l'atto in sè in una esibizione? Queste CE avendo il coltello dalla parte del manico forzano le iscrizioni, non accettando manoscritti in altro modo. Ma io non manderei niente per principio a CE di questo tipo, perchè trovo deleterio il modello di editoria che propongono.

Così arriviamo al terzo punto, la diretta conseguenza del voler mandare cose, essere letti e magari votati, ad ogni costo. Per cui c'è anche chi si vota da sè. Credo che tutta questa eccitazione letteraria, non trovo altro termine, sia di matrice comune. Come ho già detto la ritengo dispersiva e nociva, ma questa è una valutazione che dipende dal modo di lavorare e non ultimo dal valore che si dà alla concentrazione. Ad alcuni di noi, che ne sono fuori, sembra tale, a chi ci sta dentro, sembra divertente. Quindi ci sono almeno due modi molto diversi di vedere lo scrivere e il pubblicare, e se si guarda il mercato, e anche il web, si vede.. oltre a possibili sfumature che ora esulano dall'argomento.

Modificato da Sunday Times
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@Sunday Times, condivido buona parte di quanto hai scritto, avendo partecipato e conoscendo alcuni aspetti di questa competizione, permettimi di riportare l'altro punto della questione, che non è il mio, ma quello propinato da diciamo quelli "favorevoli" al torneo.

Precisando che essendo gratis, difficilmente si vedrà mai la fine di questa competizione, si può solo sperare che siano introdotti dei miglioramenti, più che dovuti.

10 ore fa, Sunday Times ha scritto:

Non si può fare una prima scrematura utilizzando un gruppo eterogeneo e, soprattutto, anonimo.

Loro agiscono in questo modo perché credono di aver a che fare con un nutrito "gruppo di lettori forti", il che teoricamente potrebbe essere vero, in quanto chi scrive legge anche tanto e muove le vendite. La realtà, invece, lascerebbe pensare tutt'altro, anche perché i giudizi espressi non godono di una certa serenità e imparzialità di pensiero. Questa è una gara vissuta come "mors tua vita mea" e può capitare che dei testi buoni siano denigrati.

10 ore fa, Sunday Times ha scritto:

Così arriviamo al terzo punto, la diretta conseguenza del voler mandare cose, essere letti e magari votati, ad ogni costo. Per cui c'è anche chi si vota da sè.

Questa mancanza di serietà e professionalità, che fa emergere anche la parte più brutta degli scrittori, dovrebbe essere migliorata. Occorrerebbe, quindi, una maggiore selezione, affidandosi a un gruppo di lettori davvero professionisti (ad oggi, penso a circoli letterari, blogger, booktuber e magari pure forum letterari). 

10 ore fa, Sunday Times ha scritto:

Quindi ci sono almeno due modi molto diversi di vedere lo scrivere e il pubblicare, e se si guarda il mercato, e anche il web, si vede..

Purtroppo il lato economico resta l'unico metro di giudizio anche in campo letterario, sappiamo che non può essere così, per questo bisognerebbe trovare un giusto equilibrio. Non lo so che costi possa avere un Torneo organizzato in questo modo e quali poi possono essere i ricavi, però, viene riproposto con numeri notevoli... Questa mi sembra un'onda difficile da fermare, bisognerebbe forse aprire delle petizioni online, per chiedere agli organizzatori un regolamento più rispettoso delle persone e delle professioni di chi intende partecipare. Leggo reclami di ogni genere, mi piacerebbe che pure le persone amanti della cultura facessero sentire la propria voce alla ricerca di un cambiamento. Non esistano dei sindacati, un albo di professionisti, per quanto riguarda gli scrittori, ma si dovrebbe rendere questa attività a un livello molto più professionale, anche per evitare trattamenti oltremodo sfavorevoli.

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1 ora fa, Valente ha scritto:

@Sunday Times,

Loro agiscono in questo modo perché credono di aver a che fare con un nutrito "gruppo di lettori forti", il che teoricamente potrebbe essere vero, in quanto chi scrive legge anche tanto e muove le vendite. La realtà, invece, lascerebbe pensare tutt'altro, anche perché i giudizi espressi non godono di una certa serenità e imparzialità di pensiero. Questa è una gara vissuta come "mors tua vita mea" e può capitare che dei testi buoni siano denigrati.

Questa mancanza di serietà e professionalità, che fa emergere anche la parte più brutta degli scrittori, dovrebbe essere migliorata. Occorrerebbe, quindi, una maggiore selezione, affidandosi a un gruppo di lettori davvero professionisti (ad oggi, penso a circoli letterari, blogger, booktuber e magari pure forum letterari). 

Questa mi sembra un'onda difficile da fermare, bisognerebbe forse aprire delle petizioni online, per chiedere agli organizzatori un regolamento più rispettoso delle persone e delle professioni di chi intende partecipare. Leggo reclami di ogni genere, mi piacerebbe che pure le persone amanti della cultura facessero sentire la propria voce alla ricerca di un cambiamento. Non esistano dei sindacati, un albo di professionisti, per quanto riguarda gli scrittori, ma si dovrebbe rendere questa attività a un livello molto più professionale, anche per evitare trattamenti oltremodo sfavorevoli.

Concordo pienamente sul fatto che in teoria chi scrive, leggendo anche, può esprimere un pare valido sul futuro di mercato del libro, ma nel fatto in questione a cui ci riferiamo la realtà dice che non è così, dato che i partecipanti sono troppo eterogenei e non è possibile fare una selezione. L'idea di torneo aperto e di selezione sono inconciliabili, se al torneo aperto si aggiunge il dare il potere di valutare, si crea un mostro.

In questo modo non solo si fa emergere la parte più brutta, come tu dici, degli scrittori, ma la si giustifica e le si da corda. È una cosa ingiustificabile da parte di CE una volta prestigiose. Questo dimostra che il degrado del mercato non dipende solo dalla qualità dei testi o dal fatto che sono troppi, ma anche dalla perversione delle idee che è trasversale.

L'unico modo di migliorare questo macello sarebbe che le persone ne prendessero consapevolezza, non si possono aimè imporre cose di questo genere. Se alcune voci autorevoli, non voglio fare nomi per non creare incidenti e imbarazzi, prendessero posizione a riguardo e si esprimessero chiaramente, ma in modo costruttivo proponendo come dici delle migliorie, si potrebbe pensare a un esito positivo. Credo però che se non vengono sollecitate "dal basso" si guardino bene dal complicarsi la vita, pur essendo persone arrivate.

Modificato da Sunday Times
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  • 2 settimane dopo ...

Torno adesso da una pagina facebook dove una pletora di sedicenti autori sta pubblicamente dichiarando che parteciperà con entusiasmo alla prossima edizione. Mi auguro che la pandemia sia presto sconfitta, in modo che i club BDSM sparsi per la penisola possano presto riaprire. C'è tanta voglia di masochismo in giro ed è giusto che venga soddisfatta nel modo più antico.

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Il 20/1/2021 at 11:39, Ayame ha scritto:

Ho vari amici e amiche che hanno partecipato e hanno raccontato la stessa cosa :D 

Anche la mia esperienza dell'anno scorso è quasi identica.
Speravo di avere giudizi che mi aiutassero a crescere, invece quelli negativi erano sciocchi e pretestuosi e quelli positivi alquanto banali. Alla fine né il mio romanzo né quelli che avevo avuto da leggere hanno passato il turno. Sono rimasto sorpreso di ricevere valutazioni comunque alte al mio incipit, voti 7 e 8. Ma a quanto pare non bastava a guadagnarsi la finale.
Assodata dunque l'inefficienza del meccanismo di selezione (come se fosse una "peer review" non tra accademici titolati, ma fra uomini della strada) io credo che qualcosa di positivo si salvi. Partecipare al concorso mi ha costretto a fare numerose, accurate revisioni del testo. Questa è poi diventata un'abitudine (salutare) prima di inviare qualsiasi testo agli editori. In effetti il mio incipit di IoScrittore era la bozza di quello che in seguito è stato pubblicato come mio primo romanzo proprio da Alessandro.

Se uno non ha voglia di sciropparsi testi altrui, con il rischio (alto) d'imbattersi in strafalcioni da campionario e pipponi noiosissimi in apertura, allora IoScrittore è da evitare. E' quello il discrimine, non tanto l'esperienza "da scrittore" ma quella "da lettore". Che poi è anche l'unico prezzo da pagare per la partecipazione: il tempo e i nervi di leggere aspiranti a caso.

Quest'anno ho avuto un'idea geniale. Tirerò fuori dal cassetto un mio vecchio manoscritto incompleto in cui avevo una scena di bondage sadomaso: la rimonto in apertura e ne faccio l'incipit. Tanto lo spirito è questo, no?

Modificato da Scrittosauro
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