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Il blocco dello scrittore non esiste


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Mi capita spesso di sentire scrittori e pseudo tali che si lamentano di avere il blocco dello scrittore. Ma in cosa consiste questo blocco?

Io me li immagino pietrificati davanti allo schermo del PC, con lo sguardo perso nel vuoto, le mani atrofizzate, il cervello ibernato e un filo di bava che gli cola giù dalla bocca. :bavone:

Perché questi tizi si bloccano durante la scrittura? Non hanno idee? Non hanno fantasia? Forse hanno scelto il mestiere (o l'hobby) sbagliato? Forse non sono convinti di ciò che stanno facendo? 

Proprio non capisco. :gratt:

Io semmai ho il blocchetto dello scrittore, sul quale scrivo le migliaia di idee che compaiono nella mia mente durante la giornata. Sono così tante che non riuscirò a vivere abbastanza per poterle sviluppare tutte in racconti e romanzi. Magari saranno idee che agli altri non piacciono, ma si sa che io scrivo per me stesso e che sono l'unico che compra i miei libri.  :icon_cheesygrin:

 

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Concordo in pieno, @Ngannafoddi, e cito, a conferma della tua e della mia tesi, Francis Scott Fitzgerald:
"Non si scrive un libro perché si vuole dire qualcosa; si scrive un libro perché si ha qualcosa da dire."
Se non avete idee o non sapete come scriverle, dedicatevi ad altro: la vita è colma di occupazioni interessanti e divertenti.
 

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1 ora fa, Ngannafoddi ha scritto:

Io semmai ho il blocchetto dello scrittore, sul quale scrivo le migliaia di idee che compaiono nella mia mente durante la giornata. Sono così tante che non riuscirò a vivere abbastanza per poterle sviluppare tutte in racconti e romanzi. Magari saranno idee che agli altri non piacciono, ma si sa che io scrivo per me stesso e che sono l'unico che compra i miei libri.  :icon_cheesygrin:

Seriamente... vendile! :fuma:

Proponiti come fornitore di idee a gettone. Io ho avuto più di una volta questo blocco: parto spedito, scrivo o disegno e poi, a un certo punto... :Zap:

Luce spenta! Non mi viene più nulla.
Succede più spesso di quel che si creda e sono convinto sia tu quello strano :asd:

 

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Beh, umorismo a parte, il blocco dello scrittore può essere causato da molti motivi e sicuramente esiste (a vari livelli). Riguarda molte persone di talento e contemporaneamente brocchi con pretese professionali. Ma purtroppo i brocchi sono spesso molto meno bloccati e quindi siamo invasi di porcherie perché purtroppo, molto spesso, una grande sicurezza in sé stessi coincide con l'essere peggio che mediocri.
Le persone molto prolifiche (metto me in mezzo, che scrivo in continuazione) possibilmente sono persone che vivono la scritura senza ansia di prestazione (ad esempio) e il fatto di non essere pressati da aspettative nei confronti della propria opera, libera parecchio la mente da tutti quegli ostacoli emotivi che possono portare al blocco.
Alcune volte degli scrittori si fissano su storie che arrivate ad un certo punto non riescono a portare avanti per molti motivi, incluso il fatto che non hanno "controllo" della faccenda e lasciano sviluppare le cose molto liberamente (una cosa sbagliata anche quando hai una spontanea ispirazione). Molte persone si buttano nell'impresa di scrivere un testo troppo lungo e ancora non hanno la maturità di gestirlo oppure corto e non hanno capacità di sintesi...
Le motivazioni al blocco (o blocchetto) sono parecchie e tutte valide. Anche un forte legame con ciò che si sta scrivendo può portare delle persone a bloccarsi e avere una "crisi".
Ci sono poi persone che si scoraggiano moltissimo e partendo dal presupposto che vorrebbero scrivere (ma dubitano di avere talento) cercano di forzare il blocco che non li farebbe partire e ci riescono, ma il blocco è forte e finisce per inseguirli e alla fine ... Stenderli.

 

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4 ore fa, Alorigo ha scritto:

Seriamente... vendile! :fuma:

Le mie idee sono fuori di testa :smillone:, credo che siano pochissimi gli scrittori che vorrebbero usarle per scrivere un romanzo. Io, per esempio, non scriverei mai un giallo o un poliziesco, perché non mi piacciono e non leggo questi generi. E poi sono molto geloso delle mie idee :LOL:. Magari qualcuno le userà dopo la mia morte. A meno che nel frattempo qualcun altro non scopra la fonte della vita eterna :::D.

 

4 ore fa, Alorigo ha scritto:

Luce spenta! Non mi viene più nulla

Ti capita prima di iniziare a scrivere una storia o mentre la scrivi? Il segreto per evitare questo spegnimento, secondo me, è la progettazione della storia stessa. Io trascorro settimane a progettare per filo e per segno personaggi, ambientazione, vicende e capitoli prima di iniziare a mettere tutto nero su bianco. Prima di scrivere io so già cosa andrà nel capitolo sette e cosa nel capitolo ventinove. Inizio, fine e svolgimento devono essere ben delineati su un file o su un quaderno, e non soltanto nella mente. :^^:

 

4 ore fa, Alorigo ha scritto:

sono convinto sia tu quello strano :asd:

Anch'io ne sono convinto :follia:.

 

4 ore fa, Mattia Alari ha scritto:

Alcune volte degli scrittori si fissano su storie che arrivate ad un certo punto non riescono a portare avanti per molti motivi, incluso il fatto che non hanno "controllo" della faccenda e lasciano sviluppare le cose molto liberamente (una cosa sbagliata anche quando hai una spontanea ispirazione). Molte persone si buttano nell'impresa di scrivere un testo troppo lungo e ancora non hanno la maturità di gestirlo oppure corto e non hanno capacità di sintesi...

Vale la stessa cosa che ho detto a Alorigo: se si progetta la storia prima di cominciare a scriverla, non c'è motivo di bloccarsi.

Io conosco molti scribacchini che si mettono davanti al PC e di punto in bianco iniziano a scrivere un romanzo. E che ci vuole? Così mi disse una volta un tizio. Quel tizio ha iniziato a scrivere il suo "libro" (così lo chiama) dieci anni fa e non lo ha ancora finito. :patt2:

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Non sono affatto convinto della cosa. Per niente. Detto da chi non ne ha mai sofferto e ha il problema opposto (io sono grafomane e lo riconosco).
Non voler considerare che altre persone possano avere meccanismi mentali differenti dai nostri, non è poi molto promettente per uno scrittore: teoricamente, chi scrive dovrebbe allenarsi alla comprensione del mondo, per essere capace anche di ricreare qualcosa di molto lontano dalla sua esperienza personale.
Quindi, perdonatemi, ma chi sostiene che si blocca solo chi non ha nulla da dire, semplicemente non ha considerato le ragioni di altre persone, stimandole addirittura "sciocchezze" o scuse. E' un punto di vista troppo limitato e anche un po' arrogante.

Per me il blocco esiste eccome. E farei anche la differenza tra il blocco "dello scrittore" e il blocco di quello "che ci prova ma non ci riesce". Quella è stitichezza creativa cronica e anche incapacità di fare una cosa che si pensava molto più facile di quanto in realtà non sia.
Nella mia limitata esperienza però, noto che uno scrittore più è scarso più è prolifico. Ho detto che sono un grafomane, quindi non faccio alcun riferimento ad altre persone.
E' solo una mia (anche preoccupata) considerazione personale.

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@Mattia Alariio rispetto il tuo pensiero, ma tu prova a fare come ti ho detto: progetta ogni dettaglio prima di metterti a scrivere. Se hai già una scaletta da seguire, niente può fermarti. Il mio è un consiglio. Posso capire la frustrazione di chi vorrebbe scrivere e resta fermo con la penna in mano e mi piacerebbe che tutti riuscissero a realizzare i propri progetti senza grossi problemi (quelli piccoli ci saranno sempre, ma si superano con un saltello).

A me, a volte, capita una giornata in cui non ho voglia di scrivere, però mi obbligo a farlo. Mai fermarsi! Io scrivo nove ore al giorno, tutti i giorni, domeniche, Natale, Pasqua, compleanno inclusi. Ho una media di cinquecento parole al giorno. Non sono migliore di altri, ho soltanto studiato un metodo efficace per me stesso. Credo che ognuno debba sforzarsi di trovare il giusto meccanismo per scrivere senza fermarsi. Secondo me, scrivere un milione di parole al giorno (tutto ciò che ci viene in mente), come un fiume in piena, è sbagliato e controproducente. Meglio poche parole ma buone.

 

Ah, comunque, per chi non lo sapesse (chi non mi ha già conosciuto sul WD), io sono la persona più antipatica e odiata al mondo :P

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1 ora fa, Ngannafoddi ha scritto:

Ah, comunque, per chi non lo sapesse (chi non mi ha già conosciuto sul WD), io sono la persona più antipatica e odiata al mondo :P

Mettiti in fila, @Ngannafoddi, e rispetta la precedenza :-):Vai un po' a contare le freccette rosse che mi son piovute addosso e poi ne riparliamo.
 

9 ore fa, Mattia Alari ha scritto:

E farei anche la differenza tra il blocco "dello scrittore" e il blocco di quello "che ci prova ma non ci riesce".

Questa è una distinzione che mi pare sensata; ma in ogni caso - sia che non si abbia nulla da dire, sia che lo si abbia, ma si difetti dei mezzi tecnici per esprimerlo - credo che a quel punto uno dovrebbe interrogarsi se la strada della scrittura sia davvero quella giusta per lui (o per lei).

Modificato da Alexmusic
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1 ora fa, Alexmusic ha scritto:

Mettiti in fila, @Ngannafoddi, e rispetta la precedenza :-):Vai un po' a contare le freccette rosse che mi son piovute addosso e poi ne riparliamo.

Non è giusto, uffa! :rotol: Tu però hai il vantaggio di essere anche editore e gli editori hanno più motivi per essere odiati :yum:.

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2 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Non è giusto, uffa! :rotol: Tu però hai il vantaggio di essere anche editore e gli editori hanno più motivi per essere odiati :yum:.

Separa le due cose.
La battaglia per la casa editrice l'ho fatta perché alcuni utenti erano arrivati a mistificare la realtà, dicendo che sul nostro sito avevamo scritto questo e quello, mentre chiunque poteva controllare che non era vero. Quando abbiamo minacciato di tutelarci legalmente, apriti cielo, perché è del tutto normale, secondo certa gente, che un editore in quanto tale debba ascoltare o, peggio ancora, veder scritte sul proprio conto le più colossali minchiate senza reagire.
Ma la battaglia per l'abolizione dei punti di reputazione negativi e per giunta anonimi, l'ho condotta tutta a titolo personale e mi è costata la chiusura del mio profilo personale. In quell'occasione ho ricevuto più freccette io del generale Custer a Little Big Horn. Il bello è che il gruppo degli illuminati frecciatori seriali si è spostato in massa in un luogo dove col cavolo che hanno pensato di reinserire i punti di reputazione negativi: quando si dice la coerenza, eh?
P.S. Ora però chiudiamo la questione, o parliamone altrove, per non andare fuori argomento. Torniamo al blocco dello scrittore. 

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4 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

@Mattia Alariio rispetto il tuo pensiero, ma tu prova a fare come ti ho detto: progetta ogni dettaglio prima di metterti a scrivere. Se hai già una scaletta da seguire, niente può fermarti. Il mio è un consiglio. Posso capire la frustrazione di chi vorrebbe scrivere e resta fermo con la penna in mano e mi piacerebbe che tutti riuscissero a realizzare i propri progetti senza grossi problemi (quelli piccoli ci saranno sempre, ma si superano con un saltello).

A me, a volte, capita una giornata in cui non ho voglia di scrivere, però mi obbligo a farlo. Mai fermarsi! Io scrivo nove ore al giorno, tutti i giorni, domeniche, Natale, Pasqua, compleanno inclusi. Ho una media di cinquecento parole al giorno. Non sono migliore di altri, ho soltanto studiato un metodo efficace per me stesso. Credo che ognuno debba sforzarsi di trovare il giusto meccanismo per scrivere senza fermarsi. Secondo me, scrivere un milione di parole al giorno (tutto ciò che ci viene in mente), come un fiume in piena, è sbagliato e controproducente. Meglio poche parole ma buone.

 

Ah, comunque, per chi non lo sapesse (chi non mi ha già conosciuto sul WD), io sono la persona più antipatica e odiata al mondo :P

Forse non sono stato chiaro quando ho scritto che sono un grafomane e il problema non mi riguarda.
Io parlavo di comprensione per situazioni differenti dalla tua e per persone diverse da te.
Io non ho un metodo come il tuo, ad esempio. Faccio diversamente. E non ho mai quantificato esattamente quanto "produco" perché io non ho la psicologia del calcolatore ma dello stratega, cosa leggermente diversa. Diciamo che so, perché lo vedo, di scrivere circa 20/25 pagine al giorno di verie cose (molto diverse). Se non mi va di fare una cosa (e non devo farla per forza) passo ad altro. Non ho il blocco dello scrittore ma capisco perfettamente il blocco dell'ispirazione (che è legata al mio lavoro) e mi sta molto preoccupando per vari motivi.
Per tornare alla scrittura però, ci sono anche "tentativi", prove, progetti, che poi restano dove sono. Io ne ho mollati molti e ne mollerò parecchi altri senza nessun senso di colpa o sconfitta. Il blocco è però diverso, ti ammazza la creatività anche se ce l'hai e ne hanno sofferto grandi scrittori. Dire che non esista è arrogante (come la pretesa di avere soluzioni o di essere con tante ottime idee di cui si è "gelosi").
Ma si sta parlando di troppe cose diverse e generalizzando troppo.
E' comunque evidente che io, diversamente da te, non penso di poter fornire soluzioni "pronto uso" e superfurbe perché le mie soluzioni non sono buone per altri quindi che le pubblicizzo a fare?

E per il resto, davvero, mettiti in fila per il premio "più odiato". C'è sempre l'egocentrico che è convinto di essere "il più odiato" (e quindi superconsiderato) e poi è semplicemente nel mucchio dei poco gradevoli generalmente ignorati da tutti. Per essere "antipatici" ci vuole molta sostanza e perseverare in opinioni DAVVERO impopolari, magari anche motivandole in modo urticante MA DIFFICILE da smontare.
Io non ti conosco, non ti conoscevo nel WD e al momento sei assolutamente neutro. Non è che sia male, eh?

4 ore fa, Alexmusic ha scritto:

Questa è una distinzione che mi pare sensata; ma in ogni caso - sia che non si abbia nulla da dire, sia che lo si abbia, ma si difetti dei mezzi tecnici per esprimerlo - credo che a quel punto uno dovrebbe interrogarsi se la strada della scrittura sia davvero quella giusta per lui (o per lei).

Continuo a sostenere che vi sbagliate nel pensare che il blocco riguardi solo chi non ha talento o qualcosa da dire.
La crisi è qualcosa che periodicamente devi passare, se sei un vero creativo, e può avere cento ragioni. Giudicare il blocco come una situazione da principianti, da sprovveduti, da mezzetacche o tante altre cose imparentate, è ignorare totalmente l'esperienza umana di moltissimi artisti che si sono fermati per anni (ad esempio) e non perché non avessero nulla da dire, ma perché non riuscivano a dirlo come avrebbero voluto. Questo è paralizzante e succede. Succede mentre ti evolvi, ad esempio.
Secondo me consideriamo "blocco dello scrittore" (ma dell'artista in genere, perché è molto comune nelle arti) molte differenti cose.
"Blocco" vuol dire che in qualche modo sei partito (secondo me). E se si parla di "scrittori" non è certo 'mpare Pinuccio che ha deciso di scrivere il romanzo della sua famiglia ambientato in campagna o Kikka2001 che scrive la sua autobiografia di giovane superqueer che ha fatto cose e ora è tanto stanca della vita ma può elargire perle di saggezza all'umanità intera.
Questi sono due comunissimi esemplari umani che si definiranno "scrittori" prima di altri e immagino tu ne abbia conosciuti parecchi così, o no?
 

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Per fare qualsiasi cosa bisogna allenarsi. Se ti metti lì e scrivi cinquecento volte al giorno parole casuali, frasi e abbozzi di storie, migliorerai. Questo non toglie che c'è chi ha passione e si mette lì e scrive e chi aggiunge una parola al giorno in una tesi di cento pagine (esempio reale da conoscenza in ambito universitario). Se non è la tua cosa puoi comunque riuscire, basta allenarsi, ma non tutti siamo uguali. Non è necessario darsi le martellate sulle mani perché non ti esce una storia; chiudi word e fai altro.

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Ecco... io non credo affatto che si possa "allenare" qualcosa che non si ha. A mio parere queste scuole di scrittura che si propongono di "creare gli autori" illudono molta gente, soprattutto senza talento, di poter fare la qualunque. Io credo che al massimo si possa aiutare un disordinato a organizzarsi ma... il resto no.
 

Modificato da Mattia Alari
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Per esperienza personale, il "blocco" può verificarsi quando si hanno troppe idee, troppe suggestioni, troppe intuizioni, che non hanno ancora assunto una veste cosciente, e che non si sa come incanalare in una forma letteraria. Non necessariamente perché non si abbia la capacità di farlo, ma perché, per qualche motivo, non si è ancora pronti a farlo. Il blocco è come l'argine di quello che è un fiume in piena. Questo avviene soprattutto nella fase preliminare di alcuni generi letterari - come la poesia, ma non solo - in cui la componente inconscia è spesso prevalente rispetto a quella che viene immessa in modo consapevole. Tuttavia, a volte basta buttare giù la prima frase, o addirittura una sola parola, e il flusso dei pensieri comincia a prendere forma, superando tutto d'un tratto la fase del "blocco". 

 

Modificato da Wanderer
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