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https://ultimapagina.net/forum/topic/976-ancora-cinque-minuti/?do=findComment&comment=14165

Seduto dietro la scrivania del grande ufficio sobriamente arredato, Xiu Yan premette un tasto. Una donna alta e segaligna, un militare dalla corporatura massiccia e un vecchietto con barba bianca e occhi spiritati entrarono e sedettero dalla parte opposta del tavolo.
«Compagno Ai Zheng, è tutto pronto?», chiese Xiu.
«Tutti gli aspetti del piano sono stati definiti con cura, compagno Segretario», rispose sorridendo l’uomo più anziano. «La compagna Ling Ding ha selezionato un vettore eccellente e il compagno Generale ha studiato gli aspetti logistici e individuato la provincia più adatta».

«Voglio capire meglio», disse il Segretario. «Compagna Ling, perché mai i nemici non dovrebbero comprendere che il virus è stato manipolato in laboratorio?».
«Perché non è stato manipolato, compagno Xiu», rispose la donna. «Abbiamo semplicemente lasciato che si evolvesse spontaneamente, in vitro e in cavie di molte specie diverse. Ogni volta abbiamo scelto, conservato i ceppi più convenienti e distrutto gli altri. Esattamente come fecero con i cani gli uomini del tardo Paleolitico, soltanto in modo più efficiente. Se puoi lanciare i dadi infinite volte, prima o poi troverai la combinazione vincente. Abbiamo scelto un betacoronavirus, una mutazione del vettore della SARS del 2003. R0 è intorno a 3.3, la letalità prossima al 5 per cento. All’inizio dell’epidemia, il numero di casi aumenterà ogni settimana di un fattore 10. Come per tutti i coronavirus, le mutazioni non sono particolarmente frequenti. Seguendo in vitro circa un milione di miliardi di eventi di riproduzione virale, abbiamo tuttavia trovato che in caso di pandemia emergeranno entro un anno nuove varietà, più contagiose e più letali. Il principale bersaglio saranno le cellule polmonari. I pazienti più gravi presenteranno polmonite e insufficienza respiratoria, avranno bisogno di ossigeno e ventilazione forzata. I reparti di terapia intensiva saranno presi d’assalto».
«Complimenti, compagna Ling. Il lavoro svolto da te e dalla tua equipe è impressionante. Ai Zheng, come potremo diffondere il contagio senza destare sospetti?».
«Infetteremo poche persone, una decina, al mercato del pesce di Wuhan. Nessuno noterà i primi casi, le polmoniti non sono certo rare. Lasceremo ai medici del luogo il compito di individuare la malattia. Prima che ci riescano saranno passate tre settimane e avremo superato il migliaio di casi. Se fosse necessario, manderemo dalla capitale qualcuno per aiutarli. Sequenzieranno l’RNA, elaboreranno test diagnostici. Tutte le informazioni prodotte a Wuhan saranno trasmesse all'Organizzazione Mondiale per la Sanità con la massima tempestività e trasparenza. A quel punto, qualche contagiato sarà già salito su un aereo diretto in Occidente. Dopo quattro settimane, con circa 10 mila casi, istituiremo il coprifuoco in tutto l’Hubei. Sigilleremo i confini, invieremo medici, attrezzature, ospedali da campo. Imporremo in tutta la provincia il più rigido distanziamento sociale. Stimo che riusciremo a fermare l’epidemia in due mesi. Secondo le mie simulazioni, alla fine avremo 100 mila contagi e 5 mila morti. Tutti i dati disponibili sull’epidemia e sul decorso della malattia saranno resi pubblici. All’estero invieremo i test molecolari e tutto l’aiuto possibile. Le frontiere rimarranno chiuse per evitare una seconda ondata».
«Quali saranno i danni per l’economia?»
«Per noi ben pochi, compagno Xiu. In Hubei vive soltanto il 3 per cento della nostra popolazione. Per quattro mesi tutto resterà fermo, ma poi la produzione ripartirà. Stimiamo un calo del PIL intorno al 5% nei primi tre mesi dall’evento. Poi, al massimo entro un anno, torneremo agli usuali livelli di crescita», rispose Ai Zheng, con il sorriso sempre dipinto sulle labbra.
«Ancora non capisco, compagno Generale, perché gli occidentali dovrebbero essere annientati, quando noi ci libereremo del virus tanto rapidamente. Non nasconderemo loro nulla. Perché non dovrebbero riuscire a copiare le nostre misure?».
«Compagno Segretario», iniziò il militare che fino a quel momento era rimasto in silenzio. «Il nostro Popolo è abituato alla disciplina e ai sacrifici, ad accettare la guida illuminata del Partito, a porre sempre il benessere della comunità al di sopra di quello dell’individuo. Quello che in Occidente chiamano libertà altro non è che la feroce dittatura di pochi gruppi multinazionali. Nulla è più importante del denaro, tanto meno le vite umane. Le multinazionali non permetteranno che si fermino fabbriche, trasporti e scuole. E quando pure i leader politici riuscissero a imporre il coprifuoco, ogni volta che vi fosse una pur minima diminuzione dei contagi, le lobby reclameranno la riapertura. La gente comune non vorrà mai rinunciare alla libertà di comprare e farà ressa nei centri commerciali per non perdere l’ultima promozione. Pretenderanno di andare a lavorare per poter comprare, vorranno le scuole aperte per potervi lasciare i bambini. Qualche terrapiattista scriverà che non c’è nessun virus, che è tutto un complotto per privare il popolo della libertà. Molti moriranno intubati in ospedale, convinti fino all’ultimo respiro di avere soltanto una banale influenza. Le compagnie aeree non accetteranno restrizioni ai voli, frotte di turisti si accalcheranno nelle spiagge e nelle discoteche. Nuove ondate della malattia si susseguiranno, ognuna più mortifera della precedente. I vaccini, se riusciranno a produrli, saranno rifiutati da molti. Quando cominceranno a vaccinarsi, saranno già emerse varianti resistenti del virus. Quando gli ospedali saranno così affollati da dover chiudere i battenti, quando le persone cominceranno a morire in strada, soltanto allora si renderanno conto. Ma sarà troppo tardi. I pochi sopravvissuti, si scaglieranno contro la classe dirigente, si uccideranno l’un l’altro, creeranno il caos. Ma a quel punto il capitalismo e il consumismo saranno già morti. Non dovremo far altro che attendere la vittoria che ci verrà servita su un piatto d’argento».
«Grazie. Basta così», disse Xiu. «Lasciatemi con Ai Zheng». A queste parole, il militare e la donna si allontanarono chiudendo la porta.
«Quanti ne moriranno, Ai?»
«Da quattro a cinque miliardi, il mondo sarà nostro».
«Neppure Hitler osò una cosa simile».
Per un istante Ai Zheng sembrò quasi perdere fiato e rabbuiarsi in viso. Ma poi riprese: «Certo che no, non ne aveva i mezzi». E, ritrovata la sua sicurezza continuò, senza trattenere una risata: «Non ci sporcheremo le mani col loro sangue. Saranno uccisi dal loro individualismo, a dispetto dei nostri buoni consigli. Faranno come i lemming. Sarà un suicidio di massa».
«Grazie, Ai. Puoi andare. Ti farò sapere quando cominceremo».

Quando il vecchietto uscì, Xiu premette un altro tasto sulla scrivania. Entrò il responsabile della sicurezza. 
«Arrestate le tre persone che erano nel mio studio. Teneteli in isolamento, non devono avere contatti con nessuno e nessuno deve saperne nulla. Soltanto io potrò interrogarli. Direte loro che sono accusati di alto tradimento».
Mentre usciva dal palazzo del Comitato Centrale, quando le guardie lo fermarono, Ai Zheng aveva già smesso di ridere.

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Ciao, zio! :flower:
Posso modificare il testo per rimuovere l'interlinea doppia tra una riga e l'altra se vuoi. A breve arriverà una guida per spiegarvi come postare senza (purtroppo non si può rimuovere).

Inserirei nel regolamento una regola per vietare di postare racconti che parlano di virus e soprattutto di certi virus :fuma:
L'idea del racconto non è originale (rubata ai complottari, lol), quindi tutto si dovrebbe giocare sulla forma. Apprezzo l'impostazione dialogica del testo, ma penso che si potrebbe inserire qualche intervento descrittivo in più (questione di gusti questa, però), magari restituendo al lettore l'ancoramento spaziale e temporale dell* personaggi* sulla scena. Sicuramente si può lavorare sulla resa dei dialoghi: modificare il ritmo per renderli maggiormente "mimetici" rispetto al parlato, differenziare il modo di parlare dell* personaggi*, fluidificare i passaggi "tecnici".
Alla prossima :flower:

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Ciao, @Gigiskan.

Grazie per la lettura del raccontino. Ti sarò poi ancor più grato se troverai il tempo per sistemare l'interlinea. L'idea del racconto era più o meno quella di rovesciare le tesi dei complottari, oltre che di spingere il lettore a ragionare su un fatto che nessun complottaro ha mai toccato (che io sappia, almeno), per dirla con le parole di Xiu: «Perché [gli occidentali] non dovrebbero riuscire a copiare le nostre misure?». Gli aspetti "tecnici" che tocco effettivamente sono tanti (la teoria dell'evoluzione, la storia dell'addomesticamento o dell'agricoltura, il concetto di casualità, il capitalismo e il comunismo del XXI secolo) e forse sono concetti troppo oscuri per il  «lettore quadratico medio» occidentale, cioè per la stessa ragione per cui il piano di Ai Zheng avrebbe potuto funzionare anche nella nostra realtà. 
In sintesi, ho fallito se non sono riuscito a rendere che quanto narrato nel racconto non è mai avvenuto nel nostro spazio e nel nostro tempo. E' avvenuto, invece, in un universo parallelo dove non c'é mai stata nessuna pandemia di COVID. 

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A me il racconto è piaciuto molto. Il fatto che il virus possa agire come arma solo se immesso nella quotidianità del nostro stile di vita mi sembra un ottimo elemento di riflessione. Fa pensare che la vera forza distruttiva sia proprio il nostro modo di vivere. Il virus lo vedo come un accelerante dell'esito delle dinamiche sociali in cui siamo immersi. Non vorrei essere frainteso. Non penso ai cinesi come a nemici, né mi auguro che le nostre società vengano sterminate.

  • Grazie 1
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Ho sistemato la formattazione :)

33 minuti fa, zio rubone ha scritto:

In sintesi, ho fallito se non sono riuscito a rendere che quanto narrato nel racconto non è mai avvenuto nel nostro spazio e nel nostro tempo. E' avvenuto, invece, in un universo parallelo dove non c'é mai stata nessuna pandemia di COVID. 

Era chiaro in realtà. Ho scritto che la trama non è originale perché hai preso una teoria del complotto e l'hai ribaltata: non c'è nessuna invenzione particolare. E questo non è un difetto, semplicemente il fulcro del racconto sta nella forma-rovesciamento anziché nel contenuto-rovesciato ^_^

  • Grazie 1
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I miei complimenti, @zio rubone. Racconto ben scritto, ottima prosa, dialoghi coerenti. Avrei aggiunto solo qualche piccolo particolare in più sulla fisicità dei personaggi e sull'ambiente che li circonda, tanto per aiutare il lettore a immergersi di più nella storia. 
Quando si cimenta in un racconto di fantapolitica all'autore è concesso di prendersi qualche licenza; tu te le sei prese, ma non ne hai abusato, pertanto all'interno del racconto non ho trovato incongruenze.
Sono tuttavia i presupposti esterni alla narrazione, a mio avviso, a essere deboli. Due in particolare.
Il primo è che ormai la Cina, a dispetto delle bandiere rosse, è in assoluto il Paese più capitalista del mondo, dove lo sfruttamento dei lavoratori è portato avanti con mentalità scientifica. che non è quella ottusa hitleriana, ovvero far lavorare le persone fino ad ammazzarle, ma quella di illuderle che, continuando a lavorare come muli, potranno migliorare le loro condizioni di vita (cosa che in effetti ogni tanto succede, ma non troppo spesso). Quindi viene a cadere la ragione pseudo ideologica che dovrebbe portare all'annientamento dell'avversario.
Il secondo è che non ha alcun senso che una nazione capitalista come la Cina voglia distruggere il resto dell'umanità e così privarsi del novanta per cento dei clienti dei prodotti che produce. Sarebbe come se un allevatore avesse cura della vacca che fa il latte per il suo formaggio, ma poi accoppasse nove dei dieci cittadini che vanno da lui a comprarlo. Si tratta di un paradosso  al quale mi riesce impossibile credere: sarei più propenso a ritenere reale la bacchetta magica di Harry Potter o la macchina del tempo.
Restano comunque le tue buone capacità di scrittore e la critica feroce al nostro modo di concepire la vita.

 

Modificato da Alexmusic
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Grazie per i complimenti, @Alexmusic. Sono abbastanza d'accordo con te circa le critiche che mi muovi, e me le muovevo da solo mentre scrivevo. Per questa ragione ho messo le mani avanti con i tag ucronia e distopia: ho raccontato di un altro spazio e un altro tempo. La Cina di cui narro è ideologicamente quella del presidente Mao, dove però forse la "banda dei quattro" non è stata completamente sconfitta nel 1976, ma tuttavia, pragmaticamente, si era deciso di smettere di mandare a zappare gli intellettuali e gli scienziati. Così si è mantenendo tutto il "cinismo" della politica del Grande Timoniere, ma la tecnologia si è potuta sviluppare. Ai Zheng somiglia a quel Mao che mise a disposizione di Kruscev tutte le sue armate perché si dichiarasse guerra alla "tigre di carta", gli USA.  Come sappiamo Kruscev rispose che la tigre di carta aveva denti d'acciaio e preferì rompere con Mao. Xiu è figlio della stessa ideologia maoista, ma non ha letto solo il "Libretto Rosso" e ricorda che il socialismo è un umanesimo. Non continuo, perché sennò faccio lo spoiler di un romanzo che ancora non ho cominciato a scrivere...

Aggiungo un'ultima cosa. La motivazione alla base del racconto era quella di ribaltare mettendole in ridicolo alcune delle "idee" dei complottisti oggi di moda, oltre che di servire al lettore un paio di pillole di "educazione scientifica", ché oggi ce n'è bisogno quanto al tempo di Galileo.

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  • 4 settimane dopo ...

Ciao zio!

Allora, allora. Condivido ciò che dice Gigiskan sull'impostazione del testo: è troppo dialogato e non si capisce sempre chi sta parlando. Un altro appunto è che i dialoghi sfociano nell'infodump e purtroppo risultano fastidiosi perché si tratta di argomenti che bene o male già conosciamo.

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22 minuti fa, Zinga Pore ha scritto:

Ciao zio!

Allora, allora. Condivido ciò che dice Gigiskan sull'impostazione del testo: è troppo dialogato e non si capisce sempre chi sta parlando. Un altro appunto è che i dialoghi sfociano nell'infodump e purtroppo risultano fastidiosi perché si tratta di argomenti che bene o male già conosciamo.

Sicuro di avere letto? 

Come fai a conoscere già fatti che non sono mai accaduti?
Ti ringrazio, comunque, per aver provato a leggermi.

 

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Certo. :)

I reparti di terapia intensiva pieni, la diffusione nel mercato di Wuhan, le variazioni del virus, le frontiere chiuse.... tutti eventi che citi nel racconto e che sono avvenuti nella realtà. Come diceva Gigiskan, poi, alcune modifiche comunque non suonano nuove perché circolate in ambienti complottisti.

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(modificato)
6 ore fa, Zinga Pore ha scritto:

Certo. :)

I reparti di terapia intensiva pieni, la diffusione nel mercato di Wuhan, le variazioni del virus, le frontiere chiuse.... tutti eventi che citi nel racconto e che sono avvenuti nella realtà. Come diceva Gigiskan, poi, alcune modifiche comunque non suonano nuove perché circolate in ambienti complottisti.

Non voglio fare polemica, ma gli eventi che tu dici sono avvenuti nella realtà, non certo nel mio racconto. Nel mio racconto è successa un sola cosa: tre persone sono state arrestate. Poi non ti risponderò più.

Modificato da zio rubone
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