Vai al contenuto

Che cosa guardi in una casa editrice?


Recommended Posts

  • Amministratorə

Versione editoriale di "cosa guardi in un uomo/una donna?" :D 

La domanda è rivolta sia a chi scrive che a chi legge. 

Cosa vi colpisce in una CE? La cura che mette nei suoi libri? Se la trovate facilmente online? Se ha un bel sito o se invece vi fa scappare via, lontano mille km? 
Sbizzarritevi :li: 

  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Da lettrice

La prima cosa è sicuramente la cura. Questo sicuramente è dovuto in parte anche alla mia professione, ma se la grafica sembra quella del giornalino dell'oratorio mi aspetto che anche la cura del testo e la selezione sia allo stesso livello. Poi una certa consistenza di temi, va bene avere alcune collane diverse ma devono essere presentate dandomi l'impressione che non pubblichi proprio di ogni ma che ci sia una certa specializzazione. Inoltre, i nomi degli autori pubblicati: anche tra i piccoli, un po' ci si conosce... se pubblichi tizio che so che non riesce a scrivere neanche un post senza canare i tempi verbali, ho qualche dubbio a dare fiducia anche ai suoi colleghi, viceversa se pubblichi uno che mi piace magari penso che hai buon gusto.
Mi rendo conto che nessuno di questi criteri è "giusto", sono associazioni che la mia testa fa e bon. Poi, onestamente, seguivo molto di più l'editoria italiana anni fa, adesso magari ho qualche autore e editore che continuo a seguire dall'epoca ma esploro poco.

  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La casa editrice deve promuovere, perchè altrimenti il tuo romanzo può essere bello ma vende quaranta copie. La copertina dev'essere bella, perché se è brutta può essere un libro bello ma non ti si prenderà sul serio. L'editore o chi per lui deve saper confezionare un libro, altrimenti vengono gli spazi tripli tra le parole (e cose simili di cui per fortuna non so nulla).

Il sito bello si fa senza problemi e ormai ce l'hanno tutti. Importante che sul sito non ci sia scritto grosso così: "pubblica con noi, vedi realizzato il tuo sogno".

Su amazon in realtà un piccolo vende poco, ma è importante che il testo ci sia.

 

In genere l'editore deve essere un editore che vuole pubblicare libri e per farlo ci spende dei soldi.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
9 minuti fa, Giovanna23 ha scritto:

Su amazon in realtà un piccolo vende poco, ma è importante che il testo ci sia

Intervengo per smentire, dati alla mano, questa affermazione (delle altre questioni parlerò meglio in altre vesti). Se un piccolo editore riesce a diventare fornitore diretto di Amazon vende bene, eccome: direi almeno il doppio di quello che vende nelle librerie tradizionali. ma forse anche il triplo.

  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Adesso, Alexmusic ha scritto:

Intervengo per smentire, dati alla mano, questa affermazione (delle altre questioni parlerò meglio in altre vesti). Se un piccolo editore riesce a diventare fornitore diretto di Amazon vende bene, eccome: direi almeno il doppio di quello che vende nelle librerie tradizionali. ma forse anche il triplo.

La mia esperienza è che su amazon avrò venduto trenta copie. E avevo quasi due decine di recensioni.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 minuti fa, Giovanna23 ha scritto:

La mia esperienza è che su amazon avrò venduto trenta copie. E avevo quasi due decine di recensioni.

La tua esperienza, appunto. Io parlo del volume di vendite complessive di un editore su Amazon, non di un singolo libro. Un singolo libro può anche venderne meno di trenta, per una serie di ragioni che sarebbe lungo esporre in questa sede; ma complessivamente una piccola CE vende di più su Amazon rispetto a quanto vende nelle librerie, dove pure è distribuita. Ripeto però: solo a patto che sia fornitrice diretta di questa piattaforma, in modo che i libri possano essere reperiti molto velocemente e acquistati anche attraverso Amazon Prime.
Se Amazon, come succede nella maggior parte dei casi, deve reperire i libri attraverso altri circuiti, allora ti saluto velocità e ti saluto vendite.

 

Modificato da Alexmusic
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratorə
28 minuti fa, Giovanna23 ha scritto:

La mia esperienza è che su amazon avrò venduto trenta copie. E avevo quasi due decine di recensioni.

E a livello di marketing come ti sei mosso? 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Adesso, Ayame ha scritto:

E a livello di marketing come ti sei mosso? 

La casa editrice non ha fatto niente. Scritto io a chi recensisce. Ma si parla di un libro vecchio (ho risolto il contratto).

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratorə
Adesso, Giovanna23 ha scritto:

La casa editrice non ha fatto niente. Scritto io a chi recensisce. Ma si parla di un libro vecchio (ho risolto il contratto).

Sì, avevo intuito non parlassi di un'esperienza particolarmente recente. Il marketing online è fondamentale, temo. 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Discussione interessante, che potrebbe essere paragonata a un'altra simile, che avevamo aperto on the other side qualche anno fa, subito dopo l'inizio della nostra attività. Lì la domanda era rivolta soprattutto agli autori, ai quali chiedevamo in buona sostanza cosa si aspettavano che un piccolo editore non a pagamento facesse per loro e la risposta fu, nella maggior parte dei casi, tutto: rispondere sempre all'invio di manoscritti (motivando anche i rifiuti), editing strutturale, editing di rifinitura, correzione bozze, impaginazione, realizzazione dell'immagine di copertina, distribuzione capillare (con libri presenti sugli scaffali delle librerie anche in mancanza di ordini specifici) e, da ultima ma non ultima, la tanto agognata promozione. Tutto, insomma, e anche di più.
In quell'occasione ci rendemmo conto come, in campo editoriale come nel resto della società, le mezze misure siano una specie in via d'estinzione. Dal pagare cifre spropositate in cambio di servizi inesistenti pur di essere pubblicati, si è passati al volere, in alcuni casi al pretendere, tutto, magari anche il panettone a Natale.
La cosa ci lasciò basiti, anche perché noi, da autori, non ragionavamo e non ragioniamo nello stesso modo. Qui è opportuno fare una precisazione, sulla quale - lo diciamo subito - onde evitare equivoci, saremo costretti a tornare più e più volte: la nostra CE è costituita in forma di cooperativa, fondata e formata in prevalenza da autori, che, dopo alcune esperienze negative in campo editoriale, hanno deciso di fornire ad altri scrittori la possibilità di pubblicare alle migliori condizioni possibili. Come autori, dunque, da una piccola casa editrice ci aspettavamo impegno, serietà, correttezza e trasparenza  (che non abbiamo avuto); come editori ci sforziamo di dare prima di tutto queste quattro cose e poi molto altro. Per citare un cartello che ogni tanto si vede appeso in qualche ufficio e in qualche negozio: "il possibile lo facciamo sempre, l'impossibile anche, per i miracoli ci stiamo attrezzando".
Ciò premesso, pensare che una piccola casa editrice free possa fornire ai suoi autori un "pacchetto completo", chiamiamolo così, di elevata qualità è pura utopia, perché tale pacchetto a volte non lo offrono nemmeno le CE medio grandi. Il rientro in termini economici a livello di vendite è basso, in Italia è infimo, e con tale rientro è necessario fare i conti, se non si vuol fallire o chiudere nel giro di pochi mesi. La coperta, insomma, è sempre troppo corta e bisogna decidere quale parte conviene lasciare al freddo e quale invece proteggere.
Facciamo un esempio. Da lettore a me disturba tantissimo ritornare su una frase mal scritta o trovare in un testo incongruenze e contraddizioni mostruose; mi disturba un po' meno incappare in un refuso. Quindi da editore, dovendo scegliere, investirò di più sull'editing, rispetto alla correzione bozze. Altro esempio. Sempre da lettore, quando mi interessa un libro, voglio averlo tra le mani il prima possibile. Da editore pertanto preferirò affidarmi a una piattaforma in grado di far arrivare il libro in fretta al cliente, piuttosto che a un circuito distributivo, che, a dispetto del nome famoso, si sta rivelando lentissimo nella gestione degli ordini.
Di esempi se ne potrebbero fare molti altri ed è anche giusto far sapere agli autori che le scelte di una CE non sono e non devono essere fisse e immutabili: in un mercato in continua evoluzione, bisogna essere in grado di modificare in fretta tattiche e strategie.
Noi sappiamo quali sono i nostri punti di forza come editori e anche quali sono quelli deboli. L'obiettivo è quello di mantenere i primi ed eliminare un po' alla volta i secondi, ma per farlo occorrono tempo e pazienza. A chi decide di entrare nella nostra squadra, oltre a far esaminare il contratto, noi cerchiamo di spiegare per bene, con dovizia di particolari, quali sono le sfide che dovrà affrontare prima e dopo la pubblicazione. Non facciamo mai promesse che sappiamo di non poter mantenere e preferiamo dipingere la realtà con tinte più scure del necessario, per evitare delusioni. Perché è bello sognare, ma è meglio farlo coi piedi per terra.

Modificato da Aporema Edizioni
  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratorə

Capisco bene ciò che dici, @Aporema Edizioni, tuttavia penso sia lecito aspettarsi il pacchetto completo, come lo chiami tu; o, quantomeno, qualcosa che ci vada vicino.

So fin troppo bene che arrivare negli scaffali delle librerie è pressoché impossibile, o quasi, e che in generale il problema distributivo è consistente. Per una piccola CE internet è una risorsa fondamentale e come tale va sfruttata bene, quindi per compensare, diciamo così, il problema distribuzione, il piccolo/medio editore si deve concentrare sulla promozione. Sul marketing, chiave di volta per tutto, al giorno d'oggi. 

Quindi è giustissimo ciò che dici: l'autorə non può avere un triliardo di pretese o aspettative troppo alte (è un po' come se lavorando in una pmi ci si aspettassero i benefit del lavoro in una multinazionale, per fare un paragone). 
Tuttavia, anche l'autorə ha le sue ragioni: ci sono case editrici, e lo sai meglio di me, che una volta pubblicato il libro non fanno niente
Non hanno un sito decente, non lo aggiornano, non hanno il catalogo, in alcuni casi manco hanno il sito; o non hanno una pagina Facebook, o ce l'hanno ed è abbandonata da due anni, non organizzano una presentazione nemmeno sotto la sede della CE, non inviano mezzo comunicato stampa... Non penso di star dicendo nulla di nuovo. 

Ovvio che non mi riferisco a voi, con questi esempi, non dovrebbe essere nemmeno necessario specificarlo... Ma meglio spendere due parole in più che due in meno ;) 

  • Love 2
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 ore fa, Ayame ha scritto:

Non hanno un sito decente, non lo aggiornano, non hanno il catalogo, in alcuni casi manco hanno il sito; o non hanno una pagina Facebook, o ce l'hanno ed è abbandonata da due anni,

Non capisco però perché un autore dovrebbe inviare una sua proposta a una casa editrice del genere... o molti aspiranti autori non fanno un minimo di ricerca sulle ce a cui inviano?

  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratorə
3 minuti fa, Riccardo per Tempesta Edit ha scritto:

Non capisco però perché un autore dovrebbe inviare una sua proposta a una casa editrice del genere... o molti aspiranti autori non fanno un minimo di ricerca sulle ce a cui inviano?

Quando una persona cerca lavoro difficilmente fa selezione, e molti autori intraprendono la loro ricerca con una vena di disperazione, spesso. 

  • Triste 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
17 ore fa, Ayame ha scritto:

Quando una persona cerca lavoro difficilmente fa selezione, e molti autori intraprendono la loro ricerca con una vena di disperazione, spesso. 

Scusami, non voglio sembrare polemico e/o puntiglioso, ma se qualcuno pensa che pubblicare equivalga a trovare un lavoro ha perso in partenza. Comunque fare invii senza selezione e/o conoscenza della ce a cui ci si propone è uno dei sistemi peggiori di approccio...

  • Love 2
  • Grazie 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace questa discussione. Rispondo pure io ^_^.

 

  • Per prima cosa controllo il catalogo: se non trattano i generi che scrivo io, è inutile che faccio perdere loro del tempo ed è inutile che lo perda io.
  • Poi guardo il distributore: se leggo che la distribuzione è diretta con alcune librerie di fiducia o che i loro libri sono soltanto su Amazon o hanno un distributore microscopico, allora passo oltre.
  • Controllo i social per vedere quanti follower hanno e quanti like hanno in media ai post e quanto spesso pubblicano post: se hanno meno follower della mia pagina autore (e ne ho pochini) o se hanno pagine abbandonate, non fanno per me. Comunque li seguo per mesi prima di decidere se valga la pena oppure no.
  • Esamino tutte le copertine: se sono foto prese da internet o sembrano disegnini dei bambini delle elementari, allora ciao. Io giudico i libri dalle copertine, ebbene sì. Ma se poi la trama non mi piace, allora sempre ciao.
  • Mi accerto che i libri siano presenti anche su Amazon: spesso li trovo su tutti gli store tranne Amazon. Solo Amazon non va bene, ma tutti tranne Amazon non fa per me.
  • Sul sito si rivolgono agli scrittori e non ai lettori: una casa editrice deve occuparsi di vendere libri o no? Mi spaventano quelle che vogliono guadagnare soltanto sul povero aspirante scrittore. Paura, tanta paura.
  • Sul sito non si trova il catalogo: vedi punto precedente. Al posto del catalogo trovo "Vuoi pubblicare il tuo libro? Siamo noi ciò che cerchi!" e magari poi ti chiedono qualche soldino. Se vendi libri, mettili in vetrina! Piango.
  • Hanno collane con nomi strani e non capisco quali generi trattino: collana uva spina, collana fragolina di bosco, collana pino mugo, collana betulla purpurea. E allora leggo le trame dei libri e non capisco comunque a quale genere appartengano. Non basterebbe scrivere collana uva spina - thriller? Voglio morire.
  • Il sito non esiste: Trovi la pagina Facebook e non il sito. Li contatti su Messenger e ti dicono che hanno deciso di non avere sito perché tanto hanno i social. Io scappo via subito! Lontano.
  • Il sito non è aggiornato: la selezione dei manoscritti è sospesa fino a gennaio 1946 e siamo nel 2021. Aiuto!
  • Sui forum e su internet ne parlano male: dipende da quanti sono a parlarne male. Ma già non si presentano bene. Indaghiamo.
  • Leggo alcuni loro libri: ne compro uno o più di uno per vedere se ci sono errori, per esaminare la qualità dei testi, per capire se mi piacerebbe vedere un mio libro in mezzo ai loro. A questo punto ci arrivo solo dopo che hanno superato tutti gli altri punti. Se è tutto ok, allora si può provare a inviare un manoscritto. Evviva!

 

 

 

Modificato da Ngannafoddi
Avevo dimenticato un punto
  • Love 5
  • Grazie 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Concordo con i punti enumerati da @Ngannafoddi, anche se uno è più difficile da valutare. 

19 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:
  • Poi guardo il distributore: se leggo che la distribuzione è diretta con alcune librerie di fiducia o che i loro libri sono soltanto su Amazon o hanno un distributore microscopico, allora passo oltre.

Ovviamente, se una CE si affida alla rete Messaggerie - e in più magari ha un promotore come PDE - è un conto, ma quando si tratta di distributori più piccoli, pur non microscopici, spesso è peggio che andar di notte, la promozione è pari a zero e la presenza in libreria resta un miraggio. Di contro, ci sono editori di fascia media (come SUR) che effettuano distribuzione diretta e sono ottimamente distribuiti in tutta Italia. Quindi bisogna valutare caso per caso. Una cosa è la distribuzione diretta a livello locale di un piccolo editore, una cosa è una distribuzione diretta a livello nazionale di un editore ben conosciuto e inserito sul mercato, che si è fatto un nome e una sua rete. 

Inoltre, aggiungo altri due elementi di valutazione personale: 

- Presenza di opere straniere nel catalogo: questa è per l'autore una certezza del fatto che l'editore pubblica a rischio d'impresa, compra diritti, paga traduttori, quindi il denaro fluisce nella direzione giusta, dall'editore all'autore, e non viceversa come nella vanity press. 

- Presenza di una voce Wikipedia: le CE con meno di quindici anni alle spalle in genere non ce l'hanno, e l'assenza non vuol dire niente, ma la sua presenza resta comunque un valore aggiunto, in quanto indica che c'è un minimo di "consensus gentium" su un editore, che ha raggiunto alcuni traguardi. 

Infine, un requisito che potrebbe sembrare paradossale: 

- Assenza del logo "No-EAP": per i motivi che ho spiegato altrove, non essendoci alcun controllo sull'uso di questo logo, ormai è stato abusato da troppi editori, ed è diventato per gli autori più un campanello d'allarme che altro, una "excusatio non petita, accusatio manifesta" di certa piccola editoria che, dietro la facciata "No-EAP", nasconde proprio dinamiche EAP. 

 

Modificato da Wanderer
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratorə
14 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Ovviamente, se una CE si affida alla rete Messaggerie - e in più magari ha un promotore come PDE - è un conto

Mah, in caso di piccole CE Messaggerie non lavora proprio benissimo, ma immagino dipenda anche dal referente di zona.

15 minuti fa, Wanderer ha scritto:

- Assenza del logo "No-EAP": per i motivi che ho spiegato altrove, non essendoci alcun controllo sull'uso di questo logo, ormai è stato abusato da troppi editori, ed è diventato per gli autori più un campanello d'allarme che altro, una "excusatio non petita, accusatio manifesta" di certa piccola editoria che, dietro la facciata "No-EAP", nasconde proprio dinamiche EAP. 

Tuttavia non è automatica. Ci sono molte CE che espongono il logo NO EAP che sono, a tutte gli effetti, NO EAP. 

  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Ayame ha scritto:

Mah, in caso di piccole CE Messaggerie non lavora proprio benissimo, ma immagino dipenda anche dal referente di zona.

Sì, vero, ma non credo dipenda da Messaggerie. Dipende dal fatto che i librai prendono decine di copie di un libro pubblicato da un editore più blasonato e una o due copie del libro di un piccolo editore, pur essendo affidati allo stesso distributore. Messaggerie Libri inoltre in sé non fa promozione, quindi dipende anche se l'editore ha un promotore o meno. Spesso nei fatti i due ruoli a livello locale sono rivestiti dalla stessa figura (in quanto PDE e Messaggerie sono consorziati, e molti agenti Messaggerie sono ex-PDE, come quello che c'è dalle mie parti), ma sicuramente alcuni editori hanno una corsia un po' più preferenziale rispetto ad altri, specie nelle librerie appartenenti alle catene della grande distribuzione. 

Cita

Tuttavia non è automatica. Ci sono molte CE che espongono il logo NO EAP che sono, a tutte gli effetti, NO EAP. 

Qui però torniamo al punto: cosa è "NO EAP"? Cosa è "free"? Se indica editoria di qualità, allora dovrebbe essere editoria a rischio d'impresa. Tuttavia, non è tutta "free" quella che luccica, e molta editoria "free" è a zero rischio d'impresa, funziona secondo le stesse dinamiche - inevitabilmente poco trasparenti - della vanity press, e i suoi clienti restano gli autori, e al massimo i suoi amici e parenti, e non i lettori. Quindi, non c'è alcuna differenza sostanziale con la EAP, se non nel fatto che l'EAP chiede i soldi in anticipo, mentre la CE pseudo-free li trattiene in anticipo (per contratto) dalle royalties, fa vendere copie al posto suo, e fa lavorare gratis per conto dell'editore. L'unica differenza è che questo secondo tipo di editoria al giorno d'oggi "accalappia" autori proprio grazie al fatto di spacciarsi come "free", dato che va di moda tra gli esordienti dei vari forum dire di aver pubblicato "gratis" (cosa che peraltro può fare chiunque anche su Amazon). Tuttavia, la vera editoria è un'altra cosa, ed è quella che non ha bisogno di dichiarare di essere "No EAP", perché quella è solo una condizione necessaria e non sufficiente, ed è requisito così minimo che non è indice di nulla, e per un buon editore non sorge nemmeno il dubbio che non vi sia quel requisito. Qualcuno potrebbe mai immaginare il sito di Adelphi o Marsilio - ma anche di editori più piccoli, tipo Nottetempo, NN, Nutrimenti - con il logo "No EAP"?

Modificato da Wanderer
  • Love 1
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Discussione interessante ma aggiungerei una cosa.

Se da autore devi fare tutte le belle cose che avete detto (sacrosante) aggiungerei anche il fatto che devi considerare chi vi è dietro la CE. E la sua reputazione personale.
Ci sono piccoli editori eroici, un po' anarchici, persone che in quello che accettano... credono davvero. La loro storia la dice lunga su chi sono e cosa hanno fatto e case editrici medio piccole sono spesso quelle che pubblicano piccoli "difficili" gioielli.
E poi io guardo sempre DA CHI una casa editrice accetta proposte (e se pretende già la mediazione di un agente letterario). Perché molte case editrici medio piccole vogliono qualcuno "già venduto" tagliando a priori e anche questo, secondo me, la dice lunga su chi vi è dietro.

  • Love 2
Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla discussione!

Puoi scrivere ora e registrarti dopo. Se hai già un account collegati subito!

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy