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[5G] Cinqueggì #1 - Prompt 2. La situazione - Dal diario di un'oca perbene


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2. La situazione: Un'oca che parla. Uno sceneggiatore. Due che effettuano una "transazione economica" scambiando marijuana e soldi. Un Mc Donald's. Cinque minuti. [Ovviamente i cinque minuti sono parte della scena, non è il termine di consegna, è un elemento da inserire nella storia.]

 

Faceva schifo il terriccio di quel campo, avrei fatto meglio a spostarmi più in là oltre quella staccionata.

Alt, collo dritto, massima allerta. 

Un piccolo umano mi stava guardando incuriosito. Che inopportuno, non si guarda una signora mentre mangia!

Sapevo a cosa stesse pensando: non credeva che sarei mai riuscita a superare la staccionata, grassoccia com’ero! 

Fermi tutti.

Adesso vi spiego due cose: sono pur sempre un’oca, ma un’oca agile ok?

Ne ho le prove, prendete la mia famiglia.

Mia mamma riusciva a fare il giro completo dei i cinquanta metri quadrati dell’aia in, che so io, più o meno sette secondi. Credo. 

E poi mio padre, quella buon'anima di mio padre, sentite questa.

Lui riusciva serenamente a stare in piedi su una zampa per ore e inoltre faceva pure parecchio stretching col collo.

Ho i geni buoni, ve l’avevo detto.

Mi dispiaceva quasi deludere le aspettative di quel bambino, ma in un nanosecondo arrivai alla mia destinazione senza che mi si stropicciasse nemmeno una piuma.

La terra lì era più dolce, “Hmmm”, pensai, “che buoni vermicelli, piccanti e scroccarelli.”

Non mi sentivo ancora sazia, però. Alla fattoria mi avevano abituata a mangiar bene perché la nostra amata padrona, quella santa donna, ogni giorno ci serviva la qualunque. Sì, lo so che si trattava solo dei suoi scarti e di un po’ di mangime comprato in quel negozio di animali che frequentava, ma diamine, che robetta!

I ricordi in quel momento mi assalirono: non ero scappata apposta! 

Era ben lungi da me il desiderio di abbandonare quel confortevole nido chiamato aia. Ma, che potevo farci se mi ero spaventata per quel cagnaccio nero arrivato all’improvviso e che abbaiava così forte tanto da farmi rizzare le penne della coda dalla paura? Niente!

Mi ero perdonata per la scellerata fuga già un paio di giorni prima, ma caspita se mi mancava tutto di quel posto.

Le mie comari, la mia padrona, persino il ragno che stazionava da mesi dell’angolo delle scale.

Mi mancava ogni cosa terribilmente, sono un’oca sensibile. Da due giorni vagavo sconsolata, dormivo all’addiaccio, mangiavo beccando qui e là.

Accidenti… Quel bambino mi osservava ancora imperterrito.

Decisi di rendere pan per focaccia osservandolo altrettanto attentamente.

Utilizzai il mio becco più spaventoso, quello della carica improvvisa, starnazzai pure e lui fortunatamente girò i tacchi e si mise a correre entrando nell’edificio alle sue spalle.

In pochi istanti ebbi una geniale intuizione: quel posto lì era un ristorante!

So cosa sia un ristorante, ne vidi uno quella volta che ci caricarono sul camion e i miei padroni poi si assentarono per un’ora e mezza entrando in un edificio assolutamente uguale. Poi tornarono con gli avanzi di cibo, eh si, grande giornata fu quella!

Era un Mc Donald's! Riconoscevo la scritta perché l’oca anziana ci aveva insegnato l’alfabeto. Ve l’ho detto, le oche non sono stupide. Passano la vita in silenzio, sempre nello stesso posto ma nel frattempo osservano, studiano, imparano. Che ne sapete voi umani del mondo animale?

Decisi di avvicinarmi un po’ per vedere meglio. Anzi, sentivo che la fortuna mi avrebbe assistita! Forse qualche umano avrebbe avuto pietà di me mi avrebbe dato un passaggio per tornare all’aia o magari mi avrebbe adottata. 

Mi avvicinai al parcheggio, ne puntai due che si erano appena incontrati e decisi che sarebbero stati i prescelti.

“Buongiorno John” 

“Buongiorno Samantha”

Questi tizi si salutarono con cortesia, un punto a loro favore, pensai di potermi fidare. Lei sembrava molto a modo e lui, a giudicare dai vestiti, un tipo in carriera. Si spostarono a passo veloce verso il ristorante e si misero a sedere su un tavolino all’aperto, nell’angolo più remoto del giardino.

Pochi balzi, quattro passi di zampa ed ero riuscita ad avvicinarmi rimanendo però nascosta dietro ad una macchina rossa.

“Allora Sam, hai tutto? Ci sto uscendo pazzo, ne ho bisogno.” 

“Si John, tranquillo.”

“Prima ordiniamo da mangiare, daremo meno nell’occhio.”

La faccenda si faceva più lunga del previsto e io dovetti far ricorso a tutta la mia pazienza.

John si alzò dal tavolo e cinque minuti dopo tornò con il cibo. Cinque minuti che mi parsero un'eternità!

I due si misero a mangiare suscitando la mia invidia più sincera e poi lei mise un sacchettino con delle foglioline marroni e una lunga sigaretta dentro la scatola dell’hamburger. Lui fece altrettanto con delle banconote arrotolate infilandole nella propria e poi con un movimento repentino se le scambiarono.

Ero davvero confusa. Cosa potevano mai essere quelle foglie? Origano?

Origano scambiato per tutti quei soldi? Ma per favore, John, dal tuo aspetto ti facevo più furbo. E poi perché origano e sigaretta? Non avevo mai visto il mio padrone fumare l’origano. Non capivo davvero.

I due si alzarono per andare via.

Era il momento di entrare in scena, avevo appena deciso come procedere: agire davanti a tutti i clienti sarebbe stato estremamente sconveniente, toccava seguire uno dei due e salirgli in macchina con un balzo. A come mi sarei fatta capire ci avrei pensato più tardi, avevo ancora un po’ di tempo.

Quatta quatta e sempre con le auto a farmi da scudo decisi di seguire John poiché, vestito bene com’era, mi ispirava molta fiducia. Inoltre gli uomini sono più pratici, magari Samantha mi avrebbe portata al lago per liberarmi in preda ad un attacco di generosità che sarebbe stato da me poco gradito.

Lui aprì la portiera posteriore dell’auto per infilarci lo zaino e io approfittai di quei pochi secondi in cui si girò a salutare l’amica per balzargli in macchina e nascondermi sotto il sedile.

Ci vollero pochi attimi di attesa e John avviò il motore. Bene, toccava a me. Stavo per saltare sul sedile davanti del passeggero quando John decise di fare una telefonata.

“E che diamine Mike! No che non l’ho ancora finita di scrivere quella maledetta sceneggiatura. Ho il blocco dello scrittore, ma sereno, ho comprato una cosa che mi aiuterà, abbi fede.”

Con un rapido movimento di mano estrasse dalla scatola dell’hamburger che si era posizionato tra le gambe la sigaretta di Samantha. La accese e cominciò a fumare. Dallo specchietto retrovisore notavo la sua espressione via via rilassarsi.

Che profumino.

Anche io, per tutte le oche del mondo, stavo un gran bene! Che sensazioni ragazzi, che sensazioni pazzesche: mi sentivo leggera, mi sentivo pesante, volevo ballare, volevo ridere, volevo scappare, volevo mangiare, vedevo la macchina piena di oche, sentivo l’aria  piena di starnazzi. Si vola, si sfreccia, bruuuum, bruuuuuum! Daje John!

Mannaggia, ero l’oca più oca del mondo!

Era ora, sarei stata capace di fare qualsiasi cosa in quel momento. Saltai davanti con gli occhi aperti metà e John scoppiò in una fragorosa risata.

“E tu da dove sei uscita?”

“John non pensarci, mi riporti alla fattoria?”

“Si ma metti la cintura, baby.”

Ragazzi miei, che botta! Non sapevo che l’origano regalasse la parola ai pennuti.

Modificato da Francesca Penelope
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  • Francesca Penelope changed the title to [5G] Cinqueggì #1 - Prompt 2. La situazione - Dal diario di un'oca perbene

Racconto molto divertente e ben scritto, forse l'unica nota stonata è il "daje" molto romanesco e in disaccordo con l'americanità del resto del racconto.

Viva le oche, abbasso il foie gras!

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Francesca, hai scritto un piccolo gioiello.

Io forse sono di parte, perchè adoro il genere: così, un po' surreale, simpatico. E' quello con cui empatizzo di più.
Ma tu comunque hai realizzato un racconto molto equilibrato. introduzione al personaggio ben mescolata all'azione iniziale e ai pensieri.
La scelta del punto di vista direttamente sull'oca, che rende immediata l'immedesimazione: si parte e sei già al centro della scena.
La storia la si segue facilmente, pur senza grandi colpi di scena, l'azione è sempre attiva e mai noiosa.
Bello il finale: non accade nulla di particolare ma, a suo modo, è una conclusione, forse la degna conclusione di un racconto di questo tipo.
Vorrei trovare dei difetti, visto che sei una mia concorrente, ma sarebbero davvero piccolezze come qualche scelta di vocabolo o di punteggiatura. Cose davvero minime...
Quindi ahimè sono costretto a dire che è una figata, sto racconto. :mrgreen:

Voti:

-Originalità: 10
-Aderenza alla traccia: 10
-Gradimento generale del testo: 10

Bellissimo! Hai il mio voto per la vittoria finale

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@Alorigo Ti ringrazio davvero per le tue parole, mi strappi un sorriso! Molto contenta ti sia piaciuto e ti abbia fatto divertire.

Anche io sono  io un'estimatrice del genere surreale, mi diverte parecchio leggere e inventare possibili mondi paralleli, in cui succedono cose non immaginabili nel nostro.

In ogni caso, ieri notte mi sono letta i racconti in gara, appena chiudo al lavoro arrivo con le mie impressioni :power:

Modificato da Francesca Penelope
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Ospite

Allora. Ho apprezzato molto il punto di vista utilizzato per la storia, usare l'oca come protagonista è stata una buona scelta, tuttavia, si è intuito solo vagamente che John era uno sceneggiatore. Il finale mi ha lasciato un po' così, ne bene ne male. Non c'è stato alcun intoppo e seppur scritta bene l'ho trovata un po' piatta. Un'altra cosa che non torna è: come ha intuito l'oca che l'origano serviva per fumare? Nel McDonalds nessuno ha fumato quindi l'oca non poteva saperlo. Per il daje, aimè, non può coesistere col resto della storia, tolto il fatto che non lo avrei menzionato se fosse tato coerente, mia moglie è romana.

Originalità: 10

Aderenza alla traccia: 9 (lo sceneggiatore non viene menzionato, ma solo una sceneggiatura, e io devo essere coerente con altri giudizi che ho dato)

Gradimento generale del testo: 7

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Ciao @vinwordgrazie per il tuo tempo e per la tua opinione! 

 

Per quanto riguarda la domanda su come loca abbia intuito che l'origano si fumi: c'era anche una lunga sigaretta.. Quindi penso che l'oca abbia fatto 2+2 col suo cervellino. 😊 magari potevo argomentare meglio, grazie

Modificato da Francesca Penelope
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Amo il genere surreale ma non molto le favole, tuttavia penso che si possa sicuramente riconoscere un' ottima aderenza al genere che hai deciso di proporre.
Anche io sono stato colpito da "daje" ma te l'hanno già fatto notare.
Sei stata piuttosto piacevole da leggere e anche riposante, grazie. Scusa se il mio giudizio ti sembrerà generico e senza particolare attenzione, ma è solo che quando capisci che qualunque appunto tu possa fare ha solo a che vedere con il tuo limitatissimo gusto personale... Non sono certo che abbia senso esprimerlo, perché non è oggettivamente utile a migliorare (e utile in genere).

Orginalità: 8
Aderenza alla traccia: 8
Gradimento: 9

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Molto molto divertente, adoro i punti di vista alternativi e tu lo hai reso davvero benissimo. Ho apprezzato molto il ritmo della storia, che si è un pochino rallentato sulla scena del parcheggio, ma non certo in modo da inficiare la qualità generale.

Se non ci fosse di mezzo la droga ti direi trova un illustratore e fallo diventare un libro per bambini ASAP

Originalità: 9 soprattutto per il POV

Aderenza alla Traccia: 10 ci hai messo tutto e mi è piaciuto soprattutto come ce lo hai inserito

Godimento generale: 9

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Ciao @Francesca Penelope, ti segnalo un po' di cose che magari ti posso essere utile se vorrai rimettere mano al racconto:

 

22 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Adesso vi spiego due cose: sono pur sempre un’oca, ma un’oca agile ok?

Dopo agile manca la punteggiatura per introdurre la domanda.

22 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

il giro completo dei i cinquanta metri

Refuso

22 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

scroccarelli

Non so cosa significhi "scroccarelli" e non l'ho trovato sul dizionario... Fa parte di un dialetto? Strano perché non ho ancora trovato dei punti di riferimento in questo senso.

 

22 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Sì, lo so che si trattava solo dei suoi scarti e di un po’ di mangime comprato in quel negozio di animali che frequentava, ma diamine, che robetta!

Ti segnalo queste ripetizioni nel caso in cui vorresti riscrivere la frase.

 

23 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Mi ero perdonata per la scellerata fuga già un paio di giorni prima,

Qui compare troppo bruscamente un "salto temporale" di due giorni.

 

23 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Mi mancava ogni cosa terribilmente

Scritta così non mi convince questa frase

23 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

in pochi istanti ebbi una geniale intuizione: quel posto lì era un ristorante!

Trovare nei pressi di un aia un ristorante mi sembra un po' insolito, questa scelta mi sembra forzata per esigenze della traccia.

23 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Che ne sapete voi umani del mondo animale?

Qui sono rimasta un po' sorpresa, non solo perché viene rotta la "quarta parete", ma in quanto l'oca sia convinta che la sua storia la leggano degli umani... 

 

23 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Forse qualche umano avrebbe avuto pietà di me mi avrebbe dato un passaggio per tornare all’aia

Qui ho perso i punti di riferimento... La gallina si trovava inizialmente nell"aia: "Era ben lungi da me il desiderio di abbandonare quel confortevole nido chiamato aia" e da lì "Un piccolo umano mi stava guardando incuriosito". Ora l'oca voleva andare al McDonald's che il bambino aveva raggiunto "entrando nell’edificio alle sue spalle"... Raggiungendo il bambino, l'oca non sarebbe ritornata alla sua aia?

Credo di non aver ben inteso questi passaggi.

 

23 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Saltai davanti con gli occhi aperti metà

Refuso

Passo ai voti.

Originalità: 6 
Aderenza alla traccia: 9 (gli elementi della traccia sono presenti tutti) 
Gradimento generale del testo: 7 

Grazie e alla prossima.

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Ciao @Valente

Grazie per il tuo commento e per la segnalazione di refusi che ammetto essere il mio più grande incubo.

Noto in quello che hai scritto che la storia ti sia apparsa poco chiara, innanzitutto perché un ristorante  è poco plausibile che si trovi vicino ad un'aia. Ma.. non lo era!

Riformulo la trama, almeno nelle parti che non ti risultano chiare:

L'oca all'inizio del racconto è in mezzo ai campi e sta beccando qui e là. Un bimbo la fissa e lei fa altrettanto. Nel frattempo con un excursus l'oca spiega perché sta in mezzo ai campi: dice di essere scappata dall'aia un paio di giorni prima di quel momento poiché terribilmente spaventata da un cane.

Penso che la lettura sia risultata complicata poiché non ti era chiaro questo, o magari io non sono stata abbastanza specifica ;)

Grazie, a presto

Modificato da Francesca Penelope
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A redaje (siti ho citata :asd: ),

il primo era un commento a caldo e molto leggero; ora quello ufficiale legato al regolamento.

L'originalità c'è, se non altro per la scelta della voce narrante. C'è anche l'aderenza al prompt e una scrittura piacevole. Sei riuscita a fare leva sulla mia curiosità fino alla finale che è abbastanza pacato ma in linea con il resto del testo.

Originalità: 10

Aderenza alla traccia: 9 (a voler fare i pignoli hai fuso l'acquirente della marjuana con lo sceneggiatore che tra l'altro viene appena accennato)

Gradimento generale del testo: 10

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11 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Riformulo la trama, almeno nelle parti che non ti risultano chiare:

 

Ti ringrazio, effettivamente, l'ho trovata confusa e sto ancora ricostruendo dei pezzi. Quella sorta di flashback, secondo me, poteva essere evitato. Ad esempio:

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Mi ero perdonata per la scellerata fuga già un paio di giorni prima

 

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Da due giorni vagavo sconsolata

 

Io avevo inteso che "la fuga" fosse la corsa per superare la staccionata iniziale... Poi le frasi qui prima citate non mi sembrano coerenti... Diciamo che l'oca si era subito perdonata la fuga (due giorni prima, cioè appena era fuggita...) e dopo vagava sconsolata, che mi fa pensare che non si fosse poi così perdonata...

12 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

Grazie per il tuo commento e per la segnalazione di refusi

 

Ti ringrazio a mia volta e pensando di farti cosa gradita, in modo da poter ancora migliorare il testo, ti segnalo un refuso che in precedenza non avevo notato, ma considerando la traccia forse potrebbe essere importante:

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Mc Donald's

Io l'ho trovato tutto attaccato: "McDonald's".

Alla prossima.

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  • Amministratorə

Ciao! Questo racconto sa tanto da favola, è leggero e scorrevole, piacevole alla lettura. L'oca fatta è stata una bella idea, anche quella dell'origano :asd: Bel testo!

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Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Sapevo a cosa stesse pensando

Sapevo a cosa stava pensando. Il congiuntivo indica incertezza, qui ci vuole l''indicativo, perché il verbo "sapere" sottintende certezza. Sarebbe stato corretto se avessi scritto "Immaginavo a cosa stesse pensando".

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Alla fattoria mi avevano abituata a mangiar bene, perché la nostra

Di norma le proposizioni finali andrebbero separate da un virgola dalla principale.

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

I ricordi in quel momento mi assalirono: non ero scappata apposta! 

Questa frase non l'ho capita. Cosa intendevi dire? Che non eri scappata di tua volontà? Non è chiaro.

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Ma, che potevo farci se mi ero spaventata per quel cagnaccio nero arrivato all’improvviso e che abbaiava così forte tanto da farmi rizzare le penne della coda dalla paura? Niente!

Non serve la virgola prima del "che" (mentre serve dopo "farci" e  dopo "nero") e non serve neanche "tanto", perché bastava "così".

Potrei andare avanti con parecchi altri esempi, primo fra tutti l'assoluta mancanza della virgola prima di tutti i vocativi:

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

“Allora Sam, hai tutto? Ci sto uscendo pazzo, ne ho bisogno.” 

“Si John, tranquillo.”

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

“Buongiorno John” 

“Buongiorno Samantha”

Ricordo il celebre esempio che trasforma un bimbo educato in un cannibale:
"Vado a mangiare, nonna."
"Vado a mangiare nonna."

Non mi esprimo sul contenuto, perché quando le incertezze linguistiche cominciano a essere troppe, confesso di non riuscire a godermelo.

Modificato da Alexmusic
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Ciao @Alexmusic, grazie per aver letto il mio racconto per prima cosa.

Mi sa che devo lavorare un po' sulla competenza linguistica e sulla punteggiatura! Questo mi è giunto ben forte e chiaro. :::D

19 minuti fa, Alexmusic ha scritto:

Ricordo il celebre esempio che trasforma un bimbo educato in un cannibale:
"Vado a mangiare, nonna."
"Vado a mangiare nonna."

Questo mi ha fatta sorridere, perché si tratta più o meno dello stesso esempio che uso io a lezione quando introduco la pronuncia della H all'inizio delle parole inglesi.

I HATE MY GRANNY.

Alcuni dei miei alunni confessano di essere cannibali.

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Ciao! Eccomi a commentare (ti ricordo che il banner può essere messo nella firma come trofeo da mostrare agli altri! Il racconto è molto semplice e lineare dal punto di vista della trama. Funziona. Quando ho scritto il prompt non avevo pensato che a drogarsi sarebbe stato lo sceneggiatore stesso ma ci sta. Ho avuto qualche problema però con lo stile. La prima parte, ambientata in un campo, è un po' confusionaria: si mescolano flashback, pensieri e azioni e ho fatto un po' di fatica a districarmi. Ti lascio qualche nota stilistica.

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Un piccolo umano mi stava guardando incuriosito. Che inopportuno, non si guarda una signora mentre mangia

Sapevo a cosa stesse pensando: non credeva che sarei mai riuscita a superare la staccionata, grassoccia com’ero!

L'oca qui stava cercando di saltare la staccionata o stava beccando per terra? Il bambino la sta osservando beccare o saltare la staccionata?
 

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

 

I ricordi in quel momento mi assalirono: non ero scappata apposta! 

Qui poteva essere reso un po' meglio, fare in modo che la transizione sia più fluida e poi sia riportata indietro dall'azione di accorgersi che il bambino la stava ancora osservando (e da qui la decisione di "caricare").

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

Mi mancava ogni cosa terribilmente, sono un’oca sensibile. Da due giorni vagavo sconsolata, dormivo all’addiaccio, mangiavo beccando qui e là.

Accidenti… Quel bambino mi osservava ancora imperterrito.

Decisi di rendere pan per focaccia osservandolo altrettanto attentamente.

Utilizzai il mio becco più spaventoso, quello della carica improvvisa, starnazzai pure e lui fortunatamente girò i tacchi e si mise a correre entrando nell’edificio alle sue spalle.

Questo pezzo risulta un po' pesante da leggere. Quello che ho sottolineato può tranquillamente essere tagliato, appesantisce il testo senza aggiungere informazioni (sappiamo che il bambino sta fissando l'oca da un po', sappiamo che le manca la sua casa, e sappiamo anche che per le oche attaccare è una strategia di difesa. Però il tono lamentoso della seconda frase funziona.

 

Il 10/1/2021 at 23:03, Francesca Penelope ha scritto:

“Buongiorno John” 

“Buongiorno Samantha”

Questa parte di dialogo è pesante. In genere è raro che le persone si chiamino per nome (specie se stanno facendo qualcosa di illegale), inoltre si chiamano per nome anche alla battuta successiva ed è troppo. 

A me il daje e lo sceneggiatore fatto che accettano di riaccompagnare l'oca alla fattoria sono piaciuti. Sono in sintonia con l'assurdo del racconto. Forse (ma un problema è anche la mancanza di caratteri) è la risoluzione proprio sul più bello e sarebbe stato divertente leggere della scampagnata di quei due.


Penso di aver detto tutto (ho cercato di concentrarmi su quello che non era ancora stato detto). Alla prossima!
 

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6 ore fa, Purrpendicular ha scritto:

 

 

Ciao, grazie per la lettura e il tuo tempo! 

Per quanto riguarda la parte del bimbo che osserva. Nella mia testa, ha osservato l'oca sia mangiare che passare la staccionata.

 

Si, sarebbe stato divertente sviluppare meglio l'ultima parte. Magari, se rimetterò mai mano al testo, provero a lavorarci. 

Ripeto: scritto nei ritagli di tempo, niente di impegnativo o ricercato. 

È stato comunque un buon esercizio e terrò assolutamente in considerazione le "critiche" per potermi migliorare, soprattutto per quanto riguarda la linearità di alcuni passaggi, la punteggiatura e il lessico. 

Quindi grazie mille 😊

 

Cita


 

 

Modificato da Francesca Penelope
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