Vai al contenuto

[5G] Cinqueggì #1 - Prompt 1. Creepy - L'occhio nero


Recommended Posts

1. Creepy. Ispiratevi a questa foto, scattata dal buon Matt.

Spoiler

uphoto_2021-01-05_22-45-19.thumb.jpg.3da090cd43cac7a6d51412f7686d7446.jpg

[Descrizione: Un buco nell'asfalto profondo. non si vede cosa c'è all'interno, è nero. I bordi sono irregolari. L'asfalto è rotto, presenta varie fratture di colore biancastro/marroncino e all'interno spunta qualche erbaccia. Sopra il buco si vede un piccolo condotto di scarico in pietra, con un foro al centro e altri quattro attorno. ]

 

Lo chiamavano “L’occhio nero”.

Le persone che si erano avvicinate troppo al suo campo visivo erano sparite in circostanze mai chiarite. Nessuno aveva denunciato la loro scomparsa, si trattava di sconosciuti che erano stati notati in quelle vicinanze e le autorità non avevano indagato più di tanto. Nessuno aveva più osato spingersi oltre e non ne avevano avuto nemmeno l’esigenza, perché quel posto si trovava in una zona remota e si riteneva non portasse da nessuna parte. Restava un mistero cosa fosse quest’oculo e da dove provenisse. Più ipotesi erano state avanzate, ma alla fine se ne era accettata l’esistenza come qualcosa di inevitabile. Io che amavo occuparmi di fatti all’apparenza incomprensibili, venni risucchiato da questa storia, allo stesso modo di un esploratore giunto a nuoto sulle sponde di una terra agognata e cullato dalle onde finisca poi per sparire nei flutti marini, senza mai approdare. 

Avevo analizzato delle foto riguardanti “L’occhio nero” e si trattava, a uno sguardo più semplice e superficiale, di una grossa buca nell’asfalto. L’anfratto era così scuro che non se ne poteva stimare la profondità. Nelle prossimità c’era una lastra in pietra di forma circolare, al cui interno forse era rappresentata una croce templare con le linee forate, dalle quali si poteva scrutare un abisso buio. Quel simbolo richiamava alla memoria la croce nera dei cavalieri teutonici, tanto che alimentava in me ancor di più la curiosità.

Mi ero consultato, allora, con gli abitanti della cittadina vicina. Queste persone, vedendo la foto che gli mostravo, pensavano che vicino alla buca si trovasse un condotto di scarico, altre presumevano che quell’immagine si rifacesse alla croce celtica di Odino, ma solo uno fu capace di portarmi su un sentiero ancora poco battuto, mi disse che si trattava, senza dubbio alcuno, di una serratura.

«E cosa dovrebbe aprire?» chiesi morso dalla sete di conoscenza.

«Ah, ma una volta trovata la chiave, il problema non si pone» disse sorridendo languido.

«Mi dica, allora, come ottenerla».

«Giovanotto, lei vuole sapere troppo senza concedere nulla» mi allungò davanti ai miei occhi una mano tesa, che pretendeva qualcosa nell’atto di muovere anche le dita con gesti eloquenti.

«Potremmo accordarci, però, mi deve fornire maggiori prove» gli dissi mostrandogli il fianco in modo schivo.

«Va bene, ritorni qui fra un’ora e si ricordi di portare i soldi».

L’uomo era scappato lesto e così rimasi solo a fantasticare. La buca era grande, ma non mi ci potevo calare, pure quella pietra circolare non lasciava, una volta scoperchiata, grande spazio. Cosa ci avrei fatto, allora, con una chiave? Che attivasse qualche meccanismo? Dovevo rischiare di essere truffato? Non potevo morire senza provare oppure potevo provare ma morendo. Sì, che si potesse perire restava l’unica condizione certa. Questi dubbi amletici potevano paralizzarmi ed era meglio liberarmene. Io amavo il rischio e dovevo accettare questo ricatto.

Sì, ma quanto pagare?

Basta pensare!

Azione, solo azione, niente più pensieri.

Mentre meditavo assorto nelle mie riflessioni, quel tizio era ritornato mostrandomi una chiave da una forma particolare. Mai viste prima di simili.

«Tenete questa e nascondetela bene» mi disse porgendomi la mano.

«Bene, ma come mai voi non ne avete fatto uso?».

«Non amo l’avventura, ma farò il tifo per voi. Ora sganciate il dovuto».

«E quanto vorreste?».

«Oh, accetto un offerta a piacere».

Presi dalla tasca delle banconote e gliele diedi.

Era ancora giorno, così decisi di andare subito dove si trovava “L’occhio nero”. Camminai per un po’ su una stradina abbandonata e dissestata. Erbacce facevano capolino da ogni dove e dell’asfalto non ne restava molto. Poi lo vidi. Mi cercava da lontano. Che avesse qualche similitudine con “L’occhio di Sauron”? Sì, proprio quello presente nella storia di Tolkien. Le mie conoscenze da sole, però, non potevano risolvere l’arcano. Dovevo agire. Presi la chiave e mi avvicinai con circospezione. Stavo per raggiungerlo quando fui colpito alle spalle e caddi privo di sensi. Quando mi risvegliai ero seduto a terra con i polsi legati dietro alla schiena. Un losco figuro dalla pelle ricoperta di macchie violacee mi puntava un fucile contro.

«Ce ne hai messo di tempo per svegliarti?» mi chiese il tipo cacciando saliva dalla bocca.

«Dove siamo?».

«All’inferno. Ti piaceva “L’occhio nero”? Adesso te ne faccio uno uguale».

«Chi sei?».

«Sono io quello che ha organizzato tutto. Ti ho studiato. Ho creato la falsa notizia sul mistero legato a “L’occhio nero”. È stato facile. Tutte le notizie su quel posto ti sono arrivate grazie a uno spyware di mia invenzione, che hai scaricato navigando in Internet. Ti ho così inviato una pubblicità targettizzata» si era messo a ridere forte, tanto che aveva iniziato a tossire. Era come eccitato e ansimava. Asciugandosi la bocca con un braccio riprese a fissarmi.

«Ho fatto in modo che tu ti catapultassi da me, visto la tua smania di indagatore dell’occulto».

Si era seduto anche lui a terra continuando a stringere il fucile, faceva fatica a stare dritto. Girò la testa di lato e cadde stramazzato al suolo.

Era la mia occasione. Dovevo scappare.

Riuscì a rimettermi in piedi e corsi fuori da quella che sembrava essere una grotta. Non c’era nessun altro nei paraggi. Iniziai a correre finché non trovai un centro abitato.

Non seppi più nulla di quell’uomo. Rinunciai a occuparmi di tutti quegli avvenimenti fuori dall’ordinario, che così mi avevano appassionato. Mi tenni lontano da quelle notizie prive di tesi valide, quelle potenziali fake news, e andai a letto presto.

 

 

 

 

 

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Valente, esprimo il giudizio al tuo racconto.

MI è piaciuto molto il richiamo a un'ambientazione alla Indiana Jones o Lara Croft. Adoro questo genere di racconti e, nel caso, di film.
E' stato interessante anche vedere come hai costruito interesse attorno "al buco", la foto, lo studio, la ricerca. Trovo che la struttura sia stata ben congegnata.
Poi hai virato di colpo, aggiungendo l'elemento thriller (probabilmente prevedibile, ma comunque d'effetto).
Come nel testo di Mattia però, sento che manca un finale all'altezza. Hai condotto il lettore molto bene nella ricerca, l'hai accompagnato fino al momento culminante che però il protagonista non ha risolto. E' solo scappato dimenticandosene. Mi è un po' dispiaciuto e avrei preferito una risoluzione qualsiasi alla non soluzione.

I miei voti:

-Originalità: 7 (ambientazione dai facili richiami ma comunque una storia ben studiata)
-Aderenza alla traccia: 10 (bella tutta la ricerca attorno al buco)
-Gradimento generale del testo: 5 (mi è mancato completamente il finale. Scusa il voto punitivo ma avrei preferito un pizzico meno di ricerca a favore di un finale più studiato)

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alorigo, ti ringrazio per il commento. In realtà, il racconto si conclude scoprendo che la storia riferita a "L'occhio nero" è stata inventata da un sadico e solo perché costui accusa un malore (forse un infarto) il protagonista riesce poi a scampare il pericolo. Nel finale credo si possa ricercare anche una certa morale.

1 ora fa, Alorigo ha scritto:

E' solo scappato dimenticandosene.

Sì, esistono persone che reputano sia meglio mettersi il passato alle spalle, ma questo avviene solo fino a un certo punto, perché proprio il protagonista dopo quest'esperienza inizierà poi a comportarsi diversamente.

Grazie ancora.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La storia che hai creato si svolge in modo molto standard, è scritta bene ma non ha nessun elemento che mi faccia gridare dallo stupore. Onestamente dalla botta in testa in poi il tutto mi è calato a picco, nel senso che dopo un'introduzione che fa pensare ad un'ambientazione avventurosa un po' fuori dal tempo appare un omacccione che si inserisce perfettamente in quel tipo di narrazione ma si mette a parlare di targhettizazione e malware? Questi elementi hanno cozzato malamente nella mia testa e mi hanno letteralmente trascinata fuori dalla storia, come se qualcuno mi avesse cambiato canale mentre vedevo un film. 

Originalità: 7

Aderenza alla traccia: 8

Gradimento personale: 7

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sei molto più "sicura" nell'uso della lingua di molti altri che ho letto, ma hai forse una tendenza ad usare un registro un po' "forbito" che in certe ambientazioni non valorizza l'azione ma funziona quasi come elemento di disturbo. In genere penso che usare il termine più semplice potrebbe persino risultare più efficace, ma è il mio punto di vista.
Cerco di spiegarmi meglio (almeno ci provo, a quanto pare non sono granché a farlo):

Il 10/1/2021 at 12:12, Valente ha scritto:

Le persone che si erano avvicinate troppo al suo campo visivo erano sparite in circostanze mai chiarite

Perché "campo visivo" e non semplicemente " le persone che gli si erano avvicinate"? In realtà è una ridondanza che puoi superare con poco.

Il 10/1/2021 at 12:12, Valente ha scritto:

Restava un mistero cosa fosse quest’oculo

"restava un mistero cosa fosse". Chiarissimo, limpido. Anche la parola "oculo" è per me di troppo (in due sensi) visto che appena prima "Lo chiamavano l'occhio nero" dice già tutto e bene.

Il protagonista sembra il classico detective da serie TV un po' caricaturale e mi ha fatto pensare (non so se hai presente) a quello che il capitano Picard amava interpretare sul Ponte ologrammi dell'Enterprise (se non conosci StarTrek: TNG non preoccuparti) e proprio per questo, il modo in cui esordisce e lo strano tono da "l'antico vaso andava salvato" mi faceva pensare ad uno svolgimento più strambo. Purtroppo non è stato così.
Leggendo però sono rimasto colpito da cose tipo questa:

Il 10/1/2021 at 12:12, Valente ha scritto:

venni risucchiato da questa storia, allo stesso modo di un esploratore giunto a nuoto sulle sponde di una terra agognata e cullato dalle onde finisca poi per sparire nei flutti marini, senza mai approdare. 


e non capisco perché inserire qualcosa di quasi poetico in un contesto del genere.
Mi sembra di aver capito che a te piace la lingua "bella" e curata.
Ma sorridere "languidamente" non penso che sia molto appropriato, nella scena in cui accade. E lavorerei di più sugli scambi di battute, poco da "vero parlato". Non che siano male ma sono poco efficaci perché "più lenti" di quanto non avvenga nella realtà.
Come me <--- a volte litighi con le virgole (sono la mia bestia nera e non la sola) quindi in certi punti periodi sono molto lunghi e senza pausa. 

Come dicevo prima, la storia non è purtroppo molto originale nello svolgimento (ma non sarebbe un problema se non per il "voto originalità") e sono perplesso dalla caratterizzazione del protagonista ma anche (soprattutto!) da quella del personaggio della fine che non è molto riuscito sia per un modo di parlare molto "strano" (visto come viene presentato). La fine... si accartoccia tutta e rapidamente, troppo rapidamente.
Ho come l'impressione che sia stata un po' buttata e che la traccia del "buco" ti abbia messa sempre più in difficoltà di quanto avessi preventivato. Magari... più hai lavorato al racconto, meno ti ispirava la cosa (succede!).
Nonostante non trovi questo racconto "pienamente riuscito" vedo un certo gusto per la parola che, anche nell'eccesso, mi piace perché sintomo di belle cose che ti riguardano culturalmente e potenziale per un largo miglioramento.

Originalità: 6
Aderenza alla traccia: 8 (per me ce l'hai fatta, nonostante tutto)
Gradimento del testo: 7
 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie per il tuo commento @LadyGladia

@Mattia Alaridovrò riflettere su quanto mi scrivi... 

 

1 ora fa, Mattia Alari ha scritto:

Il protagonista sembra il classico detective da serie TV un po' caricaturale e mi ha fatto pensare (non so se hai presente) a quello che il capitano Picard amava interpretare sul Ponte ologrammi dell'Enterprise (se non conosci StarTrek: TNG non preoccuparti) e proprio per questo, il modo in cui esordisce e lo strano tono da "l'antico vaso andava salvato" mi faceva pensare ad uno svolgimento più strambo.

Mi dispiace, ma non lo conosco.

 

1 ora fa, Mattia Alari ha scritto:

Ho come l'impressione che sia stata un po' buttata e che la traccia del "buco" ti abbia messa sempre più in difficoltà di quanto avessi preventivato. Magari... più hai lavorato al racconto, meno ti ispirava la cosa (succede!).

Addirittura hai immaginato qualcosa che va oltre il testo e di come io abbia affrontato la traccia :XD:.

Ti ringrazio e cercherò di ripensare a quanto mi hai scritto per apportare delle migliorie.

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Faccio solo tre esempi: 1) in questo paragrafo faccio fatica a capire, un po' troppo laborioso, ma anche in altre parti ho trovato descrizioni ampollose.

Io che amavo occuparmi di fatti all’apparenza incomprensibili, venni risucchiato da questa storia, allo stesso modo di un esploratore giunto a nuoto sulle sponde di una terra agognata e cullato dalle onde finisca poi per sparire nei flutti marini, senza mai approdare. 

2) Avrei messo "in prossimità" e non "nelle prossimità" per la lastra bastava "una lastra di pietra circolare" e le linee forate non credo che rispecchino molto ciò  che è  nell'immagine.

Nelle prossimità c’era una lastra in pietra di forma circolare, al cui interno forse era rappresentata una croce templare con le linee forate

Anche i termini tipo: "spywere" li avrei evitati. E il finale è  la cosa che proprio non mi è  piaciuta.

Non capisco perché aspettasse proprio lui e mi sembra assurdo che uno stramazzi al suolo così. Comunque è  come sempre, solo un parere mio.

Originalità: 8 (la base dell'idea è  buona ma secondo me la potevi sviluppare meglio.

Aderenza alla traccia: 9 (il buco per quanto sia solo un buco è abbastanza centrale nella storia)

Gradimento generale del testo: 5 (perché  purtroppo non mi è proprio piaciuto il finale).

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

No, se dite che un personaggio simile al mio è stato usato con successo in altri programmi, non mi sembra offensivo, anzi.  Grazie  :flower:

 

@vinword, ti ringrazio per il commento e terrò presente i tuoi consigli in fase di revisione.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Commento anch'io che non sono in gara. 

Potrei dire che il racconto non mi è piaciuto, ma non è esatto. In realtà sono condizionato dal fatto che l'immagine proposta è scarsamente evocativa, sa troppo di acque reflue che erodono un fondo stradale mal costruito. Se guardo la foto, non vedo né oculi né croci di antichi cavalieri. Se cerco di dimenticarmene, allora posso anche apprezzare l'ironia che sottendono il linguaggio curato o il riferimento a Tolkien. Fosse andata così fino alla fine, mi sarebbe anche piaciuto parecchio. Invece, a un certo punto, lo scritto perde di coerenza dal punto di vista dello stile, vedi il "cacciare" di cui dico sotto e anche dal punto di vista della trama: la "pelle ricoperta di macchie violacee" prometteva un'evoluzione aliena, alla Lovecraft, ma il finale non mantiene la promessa.

Sotto segnalo un paio di errori formali, ma forse sono soltanto sviste.

 

Il 10/1/2021 at 13:12, Valente ha scritto:

Io che amavo occuparmi di fatti all’apparenza incomprensibili, venni risucchiato da questa storia, allo stesso modo di un esploratore giunto a nuoto sulle sponde di una terra agognata e cullato dalle onde finisca poi per sparire nei flutti marini, senza mai approdare.

Non mi pare che il periodo funzioni. Magari si potrebbe scrivere "allo stesso modo di un esploratore che giunto a nuoto sulle sponde di una terra agognata e cullato dalle onde finisca poi per sparire nei flutti marini".

Il 10/1/2021 at 13:12, Valente ha scritto:

L’uomo era scappato lesto e così rimasi solo a fantasticare. 

Non credo che "lesto" aggiunga qualcosa alla frase. Di solito si scappa in fretta.

Il 10/1/2021 at 13:12, Valente ha scritto:

mi chiese il tipo cacciando saliva dalla bocca.

Questo "cacciare" stride nettamente con il tono alquanto aulico della prima parte.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Valente,

credo che la storia che hai scritto sia stata penalizzata, forse, da un limite di tempo o, più probabilmente, di caratteri. Il personaggio che hai creato è molto credibile e anche la trama ma a mio avviso si percepisce una certa fretta nell'arrivare al dunque.

Anche io trovo che il finale smonti un po' l'atmosfera da thriller che hai creato prima, atmosfera che sarebbe ancora più intensa se ai vari dettagli dessi più spazio. Compreso il volpone che vende una chiave stranissima al protagonista. Questo inserimento pittoresco mi ricorda i giochi che faceva coni personaggi il buon David Linch sia nella madre di tutte le nuove serie TV "I segreti di Twin Peaks" che nel film "Mulholland Drive", dove personaggi apparentemente alieni a tutta la storia e al contesto facevano da contorno dando una nota di colore al resto della storia.

Leggendo una tua risposta a un altro commento mi pare di aver capito che il significato di fondo di questa storia sia: "Fatti i c***i tuoi che campi cent'anni!".

 Originalità: 7 (l'originalità non è certo il punto di forza di questa storia)

Aderenza alla traccia: 10 (quella c'è ed è innegabile)

Gradimento generale del testo: 7 (scritto bene,personaggi interessanti, ma il finale è troppo frettoloso e poco di impatto)

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, Russotto ha scritto:

si percepisce una certa fretta nell'arrivare al dunque.

Si può dire che per pura fortuna i problemi del protagonista trovano una rapida soluzione, cose che possono capitare una volta nella vita :XD:. In precedenza, però, c'era stato tutto un lavoro per preparare la trappola.

11 ore fa, Russotto ha scritto:

Compreso il volpone che vende una chiave stranissima al protagonista. Questo inserimento pittoresco mi ricorda i giochi che faceva coni personaggi il buon David Linch

 

Sì, adoro David Lynch. Ho anche un po' di libri che parlano delle sue storie e altri che dovrei leggere, non si finisce mai di imparare. Il "volpone" potrebbe, in effetti, essere uno dei suoi personaggi, ho pensato alla consegna di una chiave per dare l'idea di una "chiave della conoscenza", qualcosa che avrebbe dato accesso a chissà quali informazioni. La vittima non avrebbe mai potuto resistere a una simile tentazione.

Grazie.

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Valente

Ho letto il tuo racconto e ti indico le mie opinioni.

Non entro nel merito della lingua, punteggiatura e stile perché non sono un'esperta, ci sono un paio di cose che io avrei scritto diversamente, magari riformulando ma sono inezie assolutamente e oltretutto dettate dal mio stile personale. Quindi nulla di rilevante e non incide sulla mia valutazione finale, era giusto per andare punto per punto.

La storia è ben strutturata e riesci a creare un buon "effetto uncino" fino a poco prima della fine del racconto. L'interesse da parte mia in merito a quel misterioso buco nero, alla porta da aprire con la chiave, è man mano cresciuto.

Per questo poi il finale mi ha un po' "delusa". Non che sia magari la parola giusta ma, l'uomo che ha orchestrato tutto mi è parso più banale del resto della storia. Non so, è una sensazione che mi ha suscitato leggere la conclusione, come se avessi letto una storia a metà (o due differenti), non me ne volere.

Passo alla valutazione

Originalità: 7

Aderenza: 10

Gradimento: 6 (il finale non mi ha convinta)

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
  • Amministratorə

Ciao! Il tuo approccio rispetto a quelli che ho letto fino a ora è diverso, inizi con la storia e poi con le parti narrate, è interessante. C'è un buon inizio, dei presupposti che possono rendere il racconto interessante, l'usare il narrato all'inizio rendere più veloce la storia dando un background sommario per poter capire senza problemi quello che segue. Il problema però è lì, compare il tipo che gli dà la chiave praticamente per niente (molto strano) e poi il cacciatore che sta cercando proprio lui. Mi va bene, ci sta, ma manca il perché lo sta facendo, cosa lo ha spinto a portarlo fino a lì. il più non capisco come muore, gli si gira la testa e crolla a terra :sgrat: 

per me quello che devi fare è dare un senso al cacciatore, o toglierlo direttamente: potresti fare che il tipo della chiave ha inventato tutto, potrebbe essere un cannibale che adesca la gente con sta storia del buco, quindi sarà lui che lo colpisce alle spalle. Esempio. Altrimenti servono più info. La storia c'è ma a mio parere mancano delle parti essenziali ^_^

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 ore fa, Francesca Penelope ha scritto:

l'uomo che ha orchestrato tutto mi è parso più banale del resto della storia.

@Francesca Penelope.  Ti ringrazio, perché, con l'aiuto del tuo commento, sono riuscita a capire di aver centrato l'obiettivo che mi ero posta con questo racconto. Ci tenevo, quindi, a presentare un personaggio che con le sue ricerche, gli studi e ecc. poteva essere portato a ingigantire delle cose, dei fatti, che poi in realtà sono di una banalità sconcertante, da qui le fake news, che possono diventare molto pericolose. Lo sa bene anche il "cattivo" della storia e ne approfitta. Questo era il mio scopo scrivendo questo racconto, ora che possa o meno incontrare il gradimento dei lettori e una faccenda diversa. Io credo che sia più importante "il messaggio" e chi scrive non dovrebbe piegarsi a certi meccanismi. Bisogna, quindi, tener ben presente cosa si intende comunicare (magari senza mai dirlo chiaramente ai lettori, che devono essere liberi di poterlo interpretare) e provare a realizzarlo senza andare fuori tema o per compiacere un certo pensiero generalista, molto spesso occorre andare controcorrente.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Matt

2 ore fa, Matt ha scritto:

Il problema però è lì, compare il tipo che gli dà la chiave praticamente per niente (molto strano) e poi il cacciatore che sta cercando proprio lui. Mi va bene, ci sta, ma manca il perché lo sta facendo, cosa lo ha spinto a portarlo fino a lì. il più non capisco come muore, gli si gira la testa e crolla a terra :sgrat: 

 

La questione che mi poni è diversa da quanto volevo realizzare, qui, al limite, bisogna capire se esiste un "problema". La chiave non serve a nulla è però un'esca al quale il protagonista non sa resistere, perciò svolge un ruolo, magari diverso da quello che immaginavi. Cosa spinge questo "indagatore dell'occulto" fino a "L'occhio nero" è naturalmente la sete della conoscenza. Sapere poi che non esiste nessun "occhio nero", niente "croce dei cavalieri teutonici, il nuovo "occhio di Sauron" e ecc., comprendo che possa deludere (naturalmente, la cosa prende alla sprovvista anche il protagonista). La buca è solo una buca, magari utile per farci cascare qualcuno dentro.

Grazie. 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Valente Mi è piaciuto il tuo stile, le descrizioni sono accurate e dettagliate senza essere noiose, e il personaggio è caratterizzato benissimo. 

La storia mi ha coinvolta da subito e, con qualche carattere in più, sono sicura che avresti concluso con più incisività la storia.

In bocca al lupo per il contest .

Felice di averti letto, grazie.

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao! Eccomi a commentare questo racconto.

Il 10/1/2021 at 13:12, Valente ha scritto:

 

Le persone che si erano avvicinate troppo al suo campo visivo erano sparite in circostanze mai chiarite. Nessuno aveva denunciato la loro scomparsa, si trattava di sconosciuti che erano stati notati in quelle vicinanze e le autorità non avevano indagato più di tanto. Nessuno aveva più osato spingersi oltre e non ne avevano avuto nemmeno l’esigenza, perché quel posto si trovava in una zona remota e si riteneva non portasse da nessuna parte. Restava un mistero cosa fosse quest’oculo e da dove provenisse. Più ipotesi erano state avanzate, ma alla fine se ne era accettata l’esistenza come qualcosa di inevitabile. Io che amavo occuparmi di fatti all’apparenza incomprensibili, venni risucchiato da questa storia, allo stesso modo di un esploratore giunto a nuoto sulle sponde di una terra agognata e cullato dalle onde finisca poi per sparire nei flutti marini, senza mai approdare. 

Questo pezzo è troppo lungo. È l'inizio del racconto e questa spiegazione è troppo lunga. La descrizione della foto invece è molto efficace.

 

Il 10/1/2021 at 13:12, Valente ha scritto:

L’uomo era scappato lesto e così rimasi solo a fantasticare. La buca era grande, ma non mi ci potevo calare, pure quella pietra circolare non lasciava, una volta scoperchiata, grande spazio. Cosa ci avrei fatto, allora, con una chiave? Che attivasse qualche meccanismo? Dovevo rischiare di essere truffato? Non potevo morire senza provare oppure potevo provare ma morendo. Sì, che si potesse perire restava l’unica condizione certa. Questi dubbi amletici potevano paralizzarmi ed era meglio liberarmene. Io amavo il rischio e dovevo accettare questo ricatto.

Questo pezzo invece risulta pesante per via del registro non adeguato al contesto. Non c'è nessuna ragione per cui il protagonista durante un flusso di coscienza parli in un modo così forbito da complicare la lettura. È un problema che ho sentito anche in altri punti ed è un peccato perché le descrizioni e i dialoghi funzionano invece.

 

Il 10/1/2021 at 13:12, Valente ha scritto:

 

«Bene, ma come mai voi non ne avete fatto uso?».

In questo punto (il dialogo che sussegue anche) mi sfugge l'utilizzo del voi quando prima si davano del lei.

Il finale mi è parso un po' troppo affrettato per il build-up precedente ma i caratteri erano un limite in effetti. Avrei sperato in qualche difficoltà in più per il protagonista, considerando anche la preparazione "mentale" alla sfida, dove si dice pronto a morire per raggiungere il suo scopo.

Penso di aver detto tutto! Spero che questo commento ti sia stato utile. Alla prossima!

 

Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unisciti alla discussione!

Puoi scrivere ora e registrarti dopo. Se hai già un account collegati subito!

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy