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[5G] Cinqueggì #1 Prompt 1. Creepy - Un mistero profondo


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Ospite

1. Creepy. Ispiratevi a questa foto, scattata dal buon Matt.

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[Descrizione: Un buco nell'asfalto profondo. non si vede cosa c'è all'interno, è nero. I bordi sono irregolari. L'asfalto è rotto, presenta varie fratture di colore biancastro/marroncino e all'interno spunta qualche erbaccia. Sopra il buco si vede un piccolo condotto di scarico in pietra, con un foro al centro e altri quattro attorno. ]

 

 

 

«Hay, ragazzi!» Brandon aveva appena raggiunto gli amici nei pressi della vecchia zona industriale. Si ritrovavano sempre lì quando non avevano niente da fare.
«Ciao B... Pensavamo non venissi più, ormai.» Jasper gli tese la mano, mentre Ariel lo baciò sulle guance.
«Stavo per non farcela. Mio padre mi aveva messo in punizione e ho dovuto aspettare che si addormentasse sulla sua poltrona, prima di sgattaiolare fuori.» Brandon  tastò la sua giacca. «Merda! Nella fretta ho dimenticato le sigarette.»
«Tranquillo B, le ho io.» Jasper prese un pacchetto di Winston dalla tasca anteriore dei Jeans. Brandon lo osservò.
«Ma che diavolo gli è successo?» Il pacchetto era tutto abbozzato. Jasper strinse le spalle.
«Prendere o lasciare.» Brandon lo afferrò senza indugiare oltre, e cercò di dargli una forma più accettabile. 
«Ne vuoi una, Ariel?»
«No, grazie B. Da un po’ di tempo preferisco farmele da sola.» Ariel stava rollando del tabacco  seduta sul sedile passeggero della sua Smart. D’improvviso si udirono delle urla agghiaccianti provenire dalle fabbriche abbandonate.
«Avete sentito?» Ariel scesa in fretta dall’auto.
«Sentito cosa?» Domandò Jasper.
“Aaaaaah!”
«Questo!» Ariel si fece più vicina.
«Stavolta l’ho sentito anche io Jasper.» Brandon invitò  gli amici a zittirsi per sentire meglio.
«Andiamocene via» disse Ariel terrorizzata.
«Non possiamo andarcene così… e se qualcuno avesse bisogno di aiuto?» Coraggio Jasper, andiamo a vedere.»
«Non voglio  restare qui da sola!» Ariel si rannicchiò  nella giacca a tre quarti.
«Va bene, ma resta dietro di noi.» La ragazza annuì, accese la torcia del suo smartphone per non inciampare sulle radici che si facevano strada nel cemento spaccato. Brandon raccolse un bastone e tutti insieme si avviarono. Quando furono abbastanza vicini a una delle fabbriche, un altro urlo squarciò il silenzio. Questa volta più vicino, e angosciante.
«Andiamocene... Vi prego!» Ariel strinse il braccio di Brandon fino a fargli male. 
«Sta calma... Sembrava venisse da lì sotto, fa un po' di luce.» Brandon indicò un tratto di strada dove si trovava un grosso buco dai bordi irregolari: all'apparenza profondo, e così nero, da non poter scorgere nulla al suo interno. L'asfalto aveva varie fratture bianco/marroncine dalle quali spuntavano delle erbacce. Poco più in là, un piccolo condotto di scarico in pietra con un foro tondo al centro e altri quattro rettangolari disposti a croce. 
Brandon accese un fiammifero e lo gettò nel buco, poco dopo lo vide fermarsi su una superficie piana. “Non è così profondo” «C’è nessuno?» interrogò l’etere, ma le parole si spensero nel vuoto. «Dobbiamo scendere. Qualcuno potrebbe esserci caduto dentro ed essersi fatto male.»
«Io lì  non ci entro» disse Ariel.
«Certo che sei forte!» Sbottò Brandon «prima non volevi restare da sola e ora non vuoi venire!... D’accordo resta pure qui allora, ma se vedi o senti qualcosa di strano urla più forte che puoi e noi torneremo indietro in un baleno.» Brandon scese per ultimo.
«Ma che diavolo è questo posto?» Jasper roteava il cellulare a trecentosessanta gradi per guardarsi attorno. L’ambiente lì sotto era decisamente molto più ampio di ciò che si potesse immaginare da fuori. C’erano molti gradini che si snodavano verso il basso creando una spirale, e altrettanti tunnel tra un piano e l’altro che formavano un vero e proprio labirinto.
«Credo sia un pozzo a scale. Antiche civiltà li usavano per irrigare.» Brandon era appassionato di archeologia. Si addentrarono sempre di più  in quell'intricato dedalo di gallerie. 
«Hey, B, ma dove diavolo siamo finiti? Non riesco più a orientarmi… Qui sembra tutto uguale.»
«Hai ragione. Se fra poco non troviamo qualcuno sarà meglio tornare indietro.» Proseguirono ancora per un po’. Di colpo si udì un tonfo sordo e il buio li attanagliò. «Che diavolo succede! Perché hai spento il telefono Jasper?… Jasper… Guarda che se è uno dei tuoi stupidi scherzi...» Brandon accese la torcia del suo cellulare, ma l’amico non c’era più, solo lo smartphone e del sangue per terra. 
Fece qualche passo a ritroso per seguire le tracce ematiche,  e notò delle rientranze che nascondevano delle strane porte. Le tracce finivano proprio davanti a una di esse, provò ad aprirla, ma non vi riuscì. 
«Jaspeeer!» Strillò. Accostò un orecchio alla porta e udì qualcosa. “Tieni duro amico, sto arrivando” Brandon si scagliò contro la porta finché non la sfondò. «Santo Cielo!» Disse appena dentro: la cella era fatiscente, e Jasper era incatenato al muro con la bocca piena di sangue. 
Brandon provò a liberarlo, ma le catene erano ben salde. L’amico aveva gli occhi sbarrati, iniettati di sangue. Cercava di dire qualcosa, ma Brandon non lo capiva. Quando si rese conto che Jasper non aveva più la lingua e che il suo sguardo indicava un pericolo alle sue spalle, fu troppo tardi.

Ariel cominciava a preoccuparsi. Era passato troppo tempo da che i due amici si erano infilati in quel buco. “Ora che faccio?… Forse sarebbe  meglio chiamare la polizia, ma poi che dico… E se fossero in pericolo?... Non gli prende neppure il cellulare, accidenti!” Il rumore di un ramo spezzato la sorprese nei suoi pensieri. “Al diavolo” Si gettò nel buco.
Una volta all’interno cercò qualcosa che le indicasse una direzione da prendere, e per sua fortuna l’umidità del posto gliela fornì: le inconfondibili impronte degli scarponi di Brandon. Qualche passo dentro i tunnel, e Ariel udì nuovamente delle urla.
"Nooo!… Fermo!" Era la voce di Brandon questa volta, Ariel ne era certa. «Brandooon!» Gridò, ma non ricevette alcuna risposta. Qualche momento dopo vide una luce che si accendeva e si spegneva in lontananza. Si sentì sfiorare un piede e trasalì, ma era solo una pietra che raccolse per difendersi. Il cuore le batteva all’impazzata mentre si avvicinava a quella luce che d’improvviso si spense. Si sforzava di respirare più piano, ma senza successo. Con un braccio teso a illuminare e l’altro pronto a scagliare la pietra, si parò di colpo davanti alla cella. La scena fu raccapricciante: Il dito di Brandon premeva ancora sulla torcia, ma lui giaceva su una sedia con la testa mozzata. Poco più in là, il corpo di Jasper incatenato al muro privo anch’esso della testa. La pietra scivolò dalle dita di Ariel. All’improvviso un colpo di scure la sorprese alla tempia e la fece cadere a terra. L’indigeno le staccò la lingua per aggiungerla alla sua collana e la decapitò con un grosso coltello, poi, caricò il corpo ancora sanguinante sulle spalle possenti e si diresse verso il resto della tribù. Accesero un grande fuoco e intonarono canti fino al mattino. Qualche giorno più tardi il telegiornale riportò la notizia della clamorosa scoperta di un’antica tribù indigena sopravvissuta fino ai nostri  giorni nascosta nel sottosuolo della città. Furono rinvenute numerose teste umane ancora perfettamente conservate, grazie alle quali le autorità capirono che la tribù era responsabile delle misteriose sparizioni che portarono all’abbandono delle vecchie fabbriche, e dell’uccisione di tre ragazzi del luogo: Ariel, Jasper e Brandon.
 

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  • Ospite changed the title to [5G] Cinqueggì #1 Prompt 1. Creepy - Un mistero profondo

Eccomi ad esprimere il giudizio...

Un ottimo testo. Ho letto le vicende dei tre ragazzi con molta suspance. Hai tratteggiato gli elementi thriller davver bene, tanto da farmi ben immedesimare nelle scene più cupe. Mi è piaciuto molto anche il crescendo del pathos, che ha coinvolto i ragazzi ad uno ad uno verso l'abisso.

Proprio per questo motivo, ho avuto la sensazione che il finale sia stato un po' buttato lì: ossia, era così ben delineata l'azione, che la scoperta del finale mi ha lasciato quasi con un po' di amaro in bocca. Forse complice la necessaria brevità, è un testo che avrebbe meritato qualcosa in più verso la fine, magari sacrificando parte delle descrizioni horror per anticipare gli elementi sulla tribù e la sorpresa finale.

I voti:

-Originalità: 7 (thriller ben raccontato ma con pochi elementi di sorpresa)
-Aderenza alla traccia: 9 (rimanere aderenti a "un buco nell'asfalto" era difficile e premio il tuo tentativo)
-Gradimento generale del testo: 7 (peccato per il finale)

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Ospite

Ti ringrazio per il tuo commento costruttivo. Ne terrò conto in futuro, e grazie anche per il voto. In realtà  un piccolo indizio lo avevo seminato quando Brandon dice che si tratta di un pozzo a scale che usavano antihe civiltà  per irrigare. Forse avrei potuto aggiungere qualche indizio in più, ma avevo paura di giocarmi l'effetto sorpresa. 

 

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40 minuti fa, vinword ha scritto:

 In realtà  un piccolo indizio lo avevo seminato quando Brandon dice che si tratta di un pozzo a scale che usavano antihe civiltà  per irrigare.

Accidenti, sai che non avevo colto il collegamento?

Hai fatto bene a sottolinearlo!

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Ciao @vinword, hai scelto il mio stesso prompt, forse anche tu avrai avuto difficoltà a riportare la traccia nel topic :biggrin:

Ritornando alla storia passo a segnalarti alcune cose:

 

22 ore fa, vinword ha scritto:

ho dovuto aspettare che si addormentasse sulla sua poltrona, prima di sgattaiolare fuori.» Brandon  tastò la sua giacca.

Eviterei di usare l'aggettivo possessivo, specie in casi in cui sia difficile confondersi.

 

22 ore fa, vinword ha scritto:

«Tranquillo B

È un bel rischio chiamare un personaggio solo con la lettera iniziale del nome, perché, anche se si volesse farla passare per un'usanza giovanile, in caso di omonimia si potrebbe mandare in confusione il lettore.

 

22 ore fa, vinword ha scritto:

Il pacchetto era tutto abbozzato

 

Non credo che "abbozzare" sia il termine esatto, solitamente con questa parola si identifica qualcosa di appena accennato ovvero quando si vuole dare una prima forma a un opera e si ottiene una bozza. In questo caso, penso che tu avessi voluto scrivere "stropicciato" (passare più volte la mano, i piedi, o altro, sopra una superficie premendo più o meno fortemente).

23 ore fa, vinword ha scritto:

«Andiamocene via» disse Ariel terrorizzata.
«Non possiamo andarcene così… e se qualcuno avesse bisogno di aiuto?» Coraggio Jasper, andiamo a vedere.»

Manca un caporale prima di "coraggio".

 

23 ore fa, vinword ha scritto:

«C’è nessuno?» interrogò l’etere, ma le parole si spensero nel vuoto.

Trovo davvero insolito l'uso del termine "etere", che può distrarre con una parola così tecnica e da verificare quando possa essere appropriata. Io tenderei a eliminarla.

23 ore fa, vinword ha scritto:

«Hay, ragazzi!»

 

23 ore fa, vinword ha scritto:

«Hey, B, ma dove diavolo siamo finiti?

Non sono molto pratica di questi inglesismi, ma qual è la differenza tra "Hay" e "Hey", si poteva usare per entrambi "hey" più conosciuto?

 

23 ore fa, vinword ha scritto:

notò delle rientranze che nascondevano delle strane porte. Le tracce finivano proprio davanti a una di esse, provò ad aprirla, ma non vi riuscì. 

Le informazioni non mi appaiono chiare. Cosa si vuole intendere con l'espressione "nascondevano" delle porte? Che bisognava inoltrarsi in una galleri, la quale dopo averla percorsa per un breve tratto poi era chiusa da una porta? Proverei a descrivere meglio questa scena.

 

23 ore fa, vinword ha scritto:

Qualche momento dopo vide una luce che si accendeva e si spegneva in lontananza.

 

23 ore fa, vinword ha scritto:

Il dito di Brandon premeva ancora sulla torcia, ma lui giaceva su una sedia con la testa mozzata.

 

Con una testa mozzata non saprei proprio se un uomo possa accendere e spegnere una torcia. Onestamente, questa scena mi è poco chiara.

 

23 ore fa, vinword ha scritto:

Qualche giorno più tardi il telegiornale riportò la notizia della clamorosa scoperta di un’antica tribù indigena sopravvissuta fino ai nostri  giorni nascosta nel sottosuolo della città. Furono rinvenute numerose teste umane ancora perfettamente conservate, grazie alle quali le autorità capirono che la tribù era responsabile delle misteriose sparizioni che portarono all’abbandono delle vecchie fabbriche, e dell’uccisione di tre ragazzi del luogo: Ariel, Jasper e Brandon.

 Dovevano aspettare che morivano i tre ragazzi per accorgersi di questa tribù? Cosa aveva portato adesso alla loro scoperta?

Il finale non mi convince e lo trovo frettoloso.

 

Originalità 6 (una storia splatter che può trovare accoglimento in storie di genere)

Aderenza alla traccia: 8 (La buca è protagonista della storia così come vuole la traccia. Qualche punto in meno sulla questione della tribù che ha dei risvolti poco chiari, specie nel finale come evidenziato)

Gradimento generale: 6 (alcune cose sono poche chiare e ho riscontrato delle imprecisioni, riportate nei commenti precedenti). La storia ha delle buone basi e può essere ulteriormente migliorata).

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Ospite

Non ti è è sfuggito nulla eh? Si ho avuto qualche difficoltà  con l'inserimento del prompt. Guarda ci sono alcune cose che non condivido: abbozzato si usa anche dire come ammaccato (ammaccato perché  non ho scritto così?) E le funzioni del corpo anche dopo che si mozza una testa restano ancora attive per 8 secondi. Per hay e hey ho sbagliato a scrivere. Gli aggettivi possessivi li ho aggiunti dopo pensa che scemo all'inizio non li avevo messi. L'omonimia del personaggio non esiste perché  è  l'unico a chiamarsi così  ed è  fatto apposta. Comunque grazie per la tua recensione esaustiva e per il tuo voto.

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Dopo il commento di @Valente è difficile aggiungere altro riguardo alla forma. C'è qualche errore, ma sarà sicuramente dovuto alla fretta e i refusi sono umani (per questo ci vuole qualcuno che legga e non sia chi scrive).

Lo stile è piano, nessuno scossone, nessuna frase che resti particolarmente impressa...
Scorre tutto, come acqua. Che è bene e un male insieme, ma sono propenso a considerare le cose sempre dal lato positivo. Certo è peggio scrivere pasticci non chiari ;)
Mio limite personale: ho trovato la storia abbastanza scontata, le battute un po' banalotte e il finale... scusa me è un po' raffazzonato. Un appunto personale: Trovo molto irritante l'idea di usare sempre nomi stranieri, da serie TV americana. Un po' come la situazione proposta, con davvero troppi precedenti (e di buchi "mormoranti" è zeppo).

Originalità: 5
Aderenza alla traccia: 9
Gradimento del testo: 7

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Ospite

Grazie per i tuoi commenti ne terrò conto. Purtroppo avendo poco tempo e nonostante lo avessi riletto svariate volte degli errori mi sono sfuggiti. Comunque non dovresti rifarti a commenti di altri.

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Onestamente non mi è piaciuto, perdonami la franchezza, cercherò di spiegare quali sono i motivi, ma voglio sottolineare che come ogni giudizio personale prendilo per quello che rappresenta.

L'ambientazione e le interazioni mi sembra di averle lette già mille altre volte. Mi ha dato la sensazione di testo da serie tv dove alcuni dei dettagli che leggi sono solo ad uso e consumo dell'attore che dovrà portarli in scena.

Apprezzo lo sforzo che hai fatto per creare della suspance, ma purtroppo non mi è arrivato. Al primo urlo e all'idea di andare a vedere cosa succedeva ho pensato "questi schiattano tutti".

L'idea della civiltà sotterranea, la apprezzo ma allo stesso tempo essendo appassionata di questo tipo di narrazioni e ambientazioni anche in questo caso non ho trovato nulla di nuovo, anzi forse l'accenno alla conoscenza di un dettaglio archeologico buttato così un po' a caso mi ha infastidita.

La scena della carneficina non aveva il ritmo che mi sarei aspettata, mancava di respiro in alcuni passaggi e di claustrofobia in altri. 

Ultimo appunto (poi se mi mandi in culo hai ragione 100% eh) hai mescolato uno stile linguistico abbastanza basico con l'uso di termini più aulici in un modo che per me ha solo aumentato il senso di confusione e distaccamento dal testo.

Originalità: 5 

Aderenza alla traccia: 7 (perchè la foto del buco e il buco che racconti non si somigliano per niente)

Godimento generale: 4 (non voglio farmi odiare, ma non riesco a elogiare qualcosa che non mi è piaciuto)

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1 ora fa, vinword ha scritto:

Grazie per i tuoi commenti ne terrò conto. Purtroppo avendo poco tempo e nonostante lo avessi riletto svariate volte degli errori mi sono sfuggiti. Comunque non dovresti rifarti a commenti di altri.

Non mi sono rifatto al commento di altri in modo scorretto. Ho fatto presente che lei è stata esaustiva dal punto di vista tecnico quindi ripetere la "conta delle cose" era uno spreco di tempo.  Neanche sono incline a fare il pelo alle cose ma a dare un giudizio globale.

Ciao :)

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Ospite
54 minuti fa, Mattia Alari ha scritto:

Non mi sono rifatto al commento di altri in modo scorretto. Ho fatto presente che lei è stata esaustiva dal punto di vista tecnico quindi ripetere la "conta delle cose" era uno spreco di tempo.  Neanche sono incline a fare il pelo alle cose ma a dare un giudizio globale.

Ciao :)

Non volevo dire che fossi scorretto, ci mancherebbe 👍

1 ora fa, LadyGladia ha scritto:

Onestamente non mi è piaciuto, perdonami la franchezza, cercherò di spiegare quali sono i motivi, ma voglio sottolineare che come ogni giudizio personale prendilo per quello che rappresenta.

L'ambientazione e le interazioni mi sembra di averle lette già mille altre volte. Mi ha dato la sensazione di testo da serie tv dove alcuni dei dettagli che leggi sono solo ad uso e consumo dell'attore che dovrà portarli in scena.

Apprezzo lo sforzo che hai fatto per creare della suspance, ma purtroppo non mi è arrivato. Al primo urlo e all'idea di andare a vedere cosa succedeva ho pensato "questi schiattano tutti".

L'idea della civiltà sotterranea, la apprezzo ma allo stesso tempo essendo appassionata di questo tipo di narrazioni e ambientazioni anche in questo caso non ho trovato nulla di nuovo, anzi forse l'accenno alla conoscenza di un dettaglio archeologico buttato così un po' a caso mi ha infastidita.

La scena della carneficina non aveva il ritmo che mi sarei aspettata, mancava di respiro in alcuni passaggi e di claustrofobia in altri. 

Ultimo appunto (poi se mi mandi in culo hai ragione 100% eh) hai mescolato uno stile linguistico abbastanza basico con l'uso di termini più aulici in un modo che per me ha solo aumentato il senso di confusione e distaccamento dal testo.

Originalità: 5 

Aderenza alla traccia: 7 (perchè la foto del buco e il buco che racconti non si somigliano per niente)

Godimento generale: 4 (non voglio farmi odiare, ma non riesco a elogiare qualcosa che non mi è piaciuto)

Mi dispiace che non ti sia proprio piaciuto. Comunque grazie per la franchezza. Ci mancherebbe che ti mandi a quel paese per un giudizio sincero, assolutamente no. Considererò ciò  che mi hai detto e se lo reputo giusto ci lavorerò.

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Ciao vinword,

bel racconto. Non lasci spazio ai sentimentalismi, ammazzi tre protagonisti come fossero carne da macello e chi s'è visto s'è visto. Scelta discretamente coraggiosa ma per un racconto creepy ci sta tutta.

Il racconto è ben articolato e scorrevole, forse se non ci fosse stato il limite ai caratteri un po di show don't tell in più non avrebbe guastato. Personalmente avrei usato un'introduzione più breve o avrei preso i personaggi e li avrei posizionati già sull'orlo del buco per dare più spazio alla parte più interessante del racconto.

Originalità: 9 l'idea della tribù sotterranea è certamente insolita e abbastanza originale

Aderenza alla traccia: 9 c'è il buco e c'è la tensione

Gradimento generale del testo: 9 come detto sopra il testo è scritto bene ma per questo genere bisognerebbe ricreare meglio le immagini e le emozioni raccontate.

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11 ore fa, Russotto ha scritto:

Ciao vinword,

bel racconto. Non lasci spazio ai sentimentalismi, ammazzi tre protagonisti come fossero carne da macello e chi s'è visto s'è visto. Scelta discretamente coraggiosa ma per un racconto creepy ci sta tutta.

Il racconto è ben articolato e scorrevole, forse se non ci fosse stato il limite ai caratteri un po di show don't tell in più non avrebbe guastato. Personalmente avrei usato un'introduzione più breve o avrei preso i personaggi e li avrei posizionati già sull'orlo del buco per dare più spazio alla parte più interessante del racconto.

Originalità: 9 l'idea della tribù sotterranea è certamente insolita e abbastanza originale

Aderenza alla traccia: 9 c'è il buco e c'è la tensione

Gradimento generale del testo: 9 come detto sopra il testo è scritto bene ma per questo genere bisognerebbe ricreare meglio le immagini e le emozioni raccontate.

Grazie mille per i consigli e il voto. Sì, purtroppo la lunghezza breve e il tempo non mi hanno permesso di lavorare bene, ma del resto ho avuto il tempo che hanno avuto tutti e le parole che hanno avuto tutti, aimè.

Modificato da Ospite
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ciao @vinword

ho letto il tuo racconto e l'ho trovato interessante. Penso che la lettura sia scorrevole, e hai reso bene il senso di mistero.

Io non amo molto il genere, ma nonostante io non legga mai narrativa di questo tipo, penso sia scritto bene e ciò mi ha permesso di arrivare velocemente alla fine senza che mi annoiassi. Il racconto ha centrato il prompt e l'ho letto con interesse e quel senso di "angoscia" che probabilmente volevi trasmettere. Non amo i particolari splatter tipo lingue e teste mozzate, ma erano in linea con il genere creepy.

L'originalità del racconto penso sia mediamente gradevole, un buco in cui si celano misteri è un'idea buona da cui partire, ma comunque un classicone .

Il finale, sempre a mio parere, è stato un po' affrettato. Cerco di spiegarmi meglio: la trama del corpo iniziale e centrale è ben sviluppata, mente il finale è quasi come messo lì, sviluppato in poche righe, che mi sono parse sbrigative.  Ovviamente dovevi chiudere il racconto in poche battute.

Ripeto, impressione mia e forse anche dettata dalla mia non preferenza per il genere.

Poracci quei tipi, comunque.

voti generali

Originalità: 7

Aderenza: 10

Gradimento: 8 (per la mia non preferenza di genere)

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Ospite
1 ora fa, Francesca Penelope ha scritto:

ciao @vinword

ho letto il tuo racconto e l'ho trovato interessante. Penso che la lettura sia scorrevole, e hai reso bene il senso di mistero.

Io non amo molto il genere, ma nonostante io non legga mai narrativa di questo tipo, penso sia scritto bene e ciò mi ha permesso di arrivare velocemente alla fine senza che mi annoiassi. Il racconto ha centrato il prompt e l'ho letto con interesse e quel senso di "angoscia" che probabilmente volevi trasmettere. Non amo i particolari splatter tipo lingue e teste mozzate, ma erano in linea con il genere creepy.

L'originalità del racconto penso sia mediamente gradevole, un buco in cui si celano misteri è un'idea buona da cui partire, ma comunque un classicone .

Il finale, sempre a mio parere, è stato un po' affrettato. Cerco di spiegarmi meglio: la trama del corpo iniziale e centrale è ben sviluppata, mente il finale è quasi come messo lì, sviluppato in poche righe, che mi sono parse sbrigative.  Ovviamente dovevi chiudere il racconto in poche battute.

Ripeto, impressione mia e forse anche dettata dalla mia non preferenza per il genere.

Poracci quei tipi, comunque.

voti generali

Originalità: 7

Aderenza: 10

Gradimento: 8 (per la mia non preferenza di genere)

Grazie per la tua recensione e per i voti. Sì  purtroppo il finale l'ho dovuto un po' scremare più  che per le parole per il tempo, ho cominciato dopo 2 giorni a scrivere. Poracci davvero quei tipi (come direbbe anche mia moglie che è  romana) non ho mai scritto horror di solito scrivo thriller leggeri o fantasy. È  stata una bella prova.

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  • Amministratorə

Ciao! prima alcuni appunti:

 

Il 10/1/2021 at 13:11, vinword ha scritto:

Poco più in là, un piccolo condotto di scarico in pietra con un foro tondo al centro e altri quattro rettangolari disposti a croce

fa in modo che la voce venga sentita proprio dal quel foro, sennò sembra forzato

 

Il 10/1/2021 at 13:11, vinword ha scritto:

era appassionato di archeologia

Levalo, va benissimo senza, ci sta che qualcuno conosca qualcosa in più

 

Il 10/1/2021 at 13:11, vinword ha scritto:

Brandon accese la torcia del suo cellulare, ma l’amico non c’era più, solo lo smartphone e del sangue per terra. 

tutto ok fino a qui, ma questa parte la devi rendere sullo stesso tiro: serve qualcuno che urli e lo spavento generale, se sparisce in amico e c'è del sangue per terra è d'obbligo.

 

 

OK, allora, testo scritto bene, mi piace molto: bello lineare, corretto come scene, "reali" diciamo perché rispecchiano quello che dovrebbe succedere davvero. Mi è piaciuto molto, ovvio che con 10mila caratteri la tua storia risulta schiacciata, meriterebbe più spazio, infatti il finale dà un sprint enorme, ma non potevi fare altrimenti. Però mi è piaciuto, bel lavoro ;)

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12 minuti fa, Matt ha scritto:

Ciao! prima alcuni appunti:

 

fa in modo che la voce venga sentita proprio dal quel foro, sennò sembra forzato

 

Levalo, va benissimo senza, ci sta che qualcuno conosca qualcosa in più

 

tutto ok fino a qui, ma questa parte la devi rendere sullo stesso tiro: serve qualcuno che urli e lo spavento generale, se sparisce in amico e c'è del sangue per terra è d'obbligo.

 

 

OK, allora, testo scritto bene, mi piace molto: bello lineare, corretto come scene, "reali" diciamo perché rispecchiano quello che dovrebbe succedere davvero. Mi è piaciuto molto, ovvio che con 10mila caratteri la tua storia risulta schiacciata, meriterebbe più spazio, infatti il finale dà un sprint enorme, ma non potevi fare altrimenti. Però mi è piaciuto, bel lavoro ;)

Ti ringrazio molto. Trovo le tue osservazioni giustissime e ne terrò  conto. In effetti sono abituato a crivere cose più  lunghe e mi sono trovato un po' stretto. 

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9 minuti fa, Matt ha scritto:

Questi contest servono anche a quello, hai fatto un bel lavoro ;)

mi dice che la pagina non è disponibile

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Ciao @vinword

Letto e piaciuto. I personaggi, per quanto abbastanza comuni non mi sono dispiaciuti, il fatto che magari la situazione non sia originalissima e che ci siano altre storie con dei punti in comune non inficia il risultato. Se in tante serie TV ci sono ragazzi che si infilano in crepacci e fanno una brutta fine ci sarà un perché :asd:  semplicemente perché rendono bene. Il fatto che si presagisse già la dipartita dei tre curiosi malcapitati non è un dispregio, in ogni thriller si sa che se vai in cantina finisci male, ma ce li mandano sempre i protagonisti, fa parte del pacchetto.  

Un'unica piccola pecca, se vogliamo trovarla, è nel finale, sicuramente un po' frettoloso. Sembra un po' buttato lì, forse con qualche carattere in più e uno stacco di capoverso dal resto del testo, avrebbe funzionato meglio.

:ciaociao:

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2 ore fa, Mari ha scritto:

Ciao @vinword

Letto e piaciuto. I personaggi, per quanto abbastanza comuni non mi sono dispiaciuti, il fatto che magari la situazione non sia originalissima e che ci siano altre storie con dei punti in comune non inficia il risultato. Se in tante serie TV ci sono ragazzi che si infilano in crepacci e fanno una brutta fine ci sarà un perché :asd:  semplicemente perché rendono bene. Il fatto che si presagisse già la dipartita dei tre curiosi malcapitati non è un dispregio, in ogni thriller si sa che se vai in cantina finisci male, ma ce li mandano sempre i protagonisti, fa parte del pacchetto.  

Un'unica piccola pecca, se vogliamo trovarla, è nel finale, sicuramente un po' frettoloso. Sembra un po' buttato lì, forse con qualche carattere in più e uno stacco di capoverso dal resto del testo, avrebbe funzionato meglio.

:ciaociao:

😂 Mi hai fatto sorridere. Grazie della tua recensione, sul finale hai pienamente ragione i restava poco tempo per ultimarlo ormai e ho finito per sprecarlo.

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Ciao! Eccomi a commentare il testo.
La traccia è stata rispettata, il racconto è horror e inquietante. Le descrizioni funzionano, anche se dopo ti lascio qualche nota. Ti lascio qualche appunto di stile.

Il 10/1/2021 at 13:11, vinword ha scritto:

«Hay, ragazzi!»

La versione italianizzata è Ehi!

Il 10/1/2021 at 13:11, vinword ha scritto:

«Ne vuoi una, Ariel?»
«No, grazie B. Da un po’ di tempo preferisco farmele da sola.» Ariel stava rollando del tabacco  seduta sul sedile passeggero della sua Smart. D’improvviso si udirono delle urla agghiaccianti provenire dalle fabbriche abbandonate.

Una cosa che ho trovato rallentasse il racconto è la "parlata cinematografica": ovvero hai usato le frasi comuni nei film americani nel racconto. Però quel tipo di linguaggio non è reale, è un linguaggio creato per adattare lo slang americano al contesto italiano e anche per una questione di lip sync. Nessuno parla così. Inoltre nella vita reale è poco comune che le persone si chiamino per nome tre volte nello stesso dialogo, anche in gruppo.

Quando fai le descrizioni tendi a mettere molti aggettivi (nell'esempio sopra c'è "agghiacciante"). Ma non è necessario (o non dovrebbe esserlo) dire al lettore che un urlo proveniente da un posto abbandonato è agghiacciante. Non trarre le conclusioni per chi ti legge: descrivi e mostra. Gli aggettivi rendono pesante la lettura, quando molte delle descrizioni che hai inserito funzionano anche senza di essi.

Il 10/1/2021 at 13:11, vinword ha scritto:

Con un braccio teso a illuminare e l’altro pronto a scagliare la pietra, si parò di colpo davanti alla cella. La scena fu raccapricciante: Il dito di Brandon premeva ancora sulla torcia, ma lui giaceva su una sedia con la testa mozzata. Poco più in là, il corpo di Jasper incatenato al muro privo anch’esso della testa. La pietra scivolò dalle dita di Ariel. All’improvviso un colpo di scure la sorprese alla tempia e la fece cadere a terra. L’indigeno le staccò la lingua per aggiungerla alla sua collana e la decapitò con un grosso coltello, poi, caricò il corpo ancora sanguinante sulle spalle possenti e si diresse verso il resto della tribù. Accesero un grande fuoco e intonarono canti fino al mattino. Qualche giorno più tardi il telegiornale riportò la notizia della clamorosa scoperta di un’antica tribù indigena sopravvissuta fino ai nostri  giorni nascosta nel sottosuolo della città. Furono rinvenute numerose teste umane ancora perfettamente conservate, grazie alle quali le autorità capirono che la tribù era responsabile delle misteriose sparizioni che portarono all’abbandono delle vecchie fabbriche, e dell’uccisione di tre ragazzi del luogo: Ariel, Jasper e Brandon.

La tribù di cannibali è una cosa che ci sta a livello di originalità. Quello che però mi ha dato un po' fastidio nella lettura è l'improvviso cambio di pov da Ariel all'indigeno al narratore onnisciente che confonde. Io sto seguendo Ariel che sta cercando il suo amico, ha trovato i suoi corpi e poi viene decapitata e mi trovo a seguire un altro personaggio spuntato all'improvviso e poi un narratore esterno. Il finale è un po' accelerato rispetto al build-up, forse avrei tagliato un po' sui dubbi nell'andare o non andare e dedicato più tempo a questa parte.
Inoltre "All'improvviso" può essere sostituito con... niente o una descrizione dell'azione che sta succedendo. Se un personaggio è immerso nei suoi pensieri e poi lascia cadere la pietra che tiene in mano  per poi cadere e morire è abbastanza ovvio che sia una cosa successa all'improvviso.


Spero che questo commento ti sia stato utile. Alla prossima!

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