Vai al contenuto
Russotto

La storia di Rombo l'aquilone

Recommended Posts

Spoiler

 

Nel gruppo dei genitori dell'asilo di mio figlio hanno proposto di leggere delle storie, ma qualcuno ha subito avanzato dei legittimi dubbi riguardanti la SIAE e i diritti.

Quindi ho pensato bene di scriverne una. Spero vi piaccia.

E già che l'ho registrata per metterla sul gruppo vi sorbite anche l'audio :li:

 

Rombo era un aquilone molto colorato e molto vivace, era nato in una piccola fabbrica di giocattoli e amava volare. Be’ a tutti gli aquiloni piace volare ma a Rombo piaceva di più che a tutti gli altri. Già prima di uscire dalla fabbrica, quando lo provarono per vedere se volasse bene, non voleva mai scendere a terra.

Venne il giorno in cui Rombo finì sullo scaffale di un negozio assieme ad altri aquiloni e tutti aspettavano un padroncino, un bambino che li comprasse e li portasse a fare la cosa che più piaceva a tutti loro: volare.

Ma a Rombo, volare piaceva più che a tutti gli altri. E infatti parlava in continuazione e chiedeva: “Quand’è che mi vengono a prendere? Io voglio volare. Perché nessuno mi viene a comprare?”

Gli altri aquiloni non ce la facevano più, erano stanchi di sentire Rombo che si lamentava. Finché giunse un bambino che vide Rombo e disse: “Voglio questo”. Rombo fu felicissimo… e anche gli altri aquiloni.

Tra Rombo e il bambino nacque subito una bellissima amicizia, tutti i giorni il bambino prendeva Rombo e lo faceva volare; sempre più in alto. Rombo era felice, amava volare; dall’alto vedeva tutto il panorama e si sentiva libero.

Ci fu poi un giorno, uno come tanti, in cui Rombo e il suo amico erano in un prato e, come sempre, il bambino faceva volare Rombo ma quel giorno c’era un altro aquilone. Era più grande, colorato e… volava altissimo! Rombo non ci aveva mai pensato. Fino a quel giorno si era accontentato di volare ma quando vide quell’altro aquilone desiderò volare in alto come lui.

Passarono i giorni e Rombo cercava ogni volta di andare più in alto, si faceva spingere dal vento per andare sempre più in su ma il suo amico lo ritirava sempre indietro. Ogni tanto gli capitava di incontrare altri aquiloni, tutti tenuti dai loro amici umani. Un giorno chiese a uno di loro se non avesse mai provato a staccarsi dalla mano del suo amico.

“Sei pazzo?- rispose l’altro aquilone -Finiresti spiaccicato per terra e magari una macchina ti passa sopra e ti rompe! Non ci pensare nemmeno.”

Ma Rombo non riusciva a pensare ad altro, voleva volare più in alto, ora non si sentiva più libero perché c’era sempre quel cordino che lo teneva legato e alla fine lo costringeva sempre a tornare a terra. Un giorno vide un palloncino staccarsi dalla mano del bambino che lo teneva, lo vide volare sempre più in alto finché fu così lontano che non riuscì più a vederlo.

“Lui sì che è veramente libero adesso” pensò “potrei farlo anche io, dopotutto io so volare; mi farei un giro e poi tornerei dal mio amichetto.”

E così si decise a fare quello che ormai pensava da tempo. L’indomani, quando il suo amico lo portò in un prato per farlo volare lui si preparò, aspettò il vento migliore e si fece trascinare in alto talmente forte che il cordino scivolò tra le dita del bambino.

“Tranquillo amico mio, ritorno subito.” disse Rombo mentre cominciava a volare sempre più in alto. Quella era una giornata in cui c’era veramente tanto vento. Rombo arrivò così in alto che si sentì felicissimo e pensò che potesse bastare, e non vedeva l’ora di tornare tra le braccia del suo amico.

Però, quando decise di tornare giù, non ci riuscì. Il vento soffiava ancora fortissimo e lo portava sempre più in alto e più lontano. Ormai non vedeva più il suo amico e nemmeno il prato dal quale era partito. Cominciò a preoccuparsi e a sentire freddo.

“Voglio tornare a casa.” pensò impaurito.

Tutto d’un tratto il vento smise di soffiare e Rombo cominciò a precipitare. Mentre cadeva sbatté contro un muro, poi un camion che passava e infine arrivò a terra. Impaurito e preoccupato attese che il suo amico andasse a riprenderlo ma lui non c’era più.

Dopo poco tempo Rombo si sentì sollevare da terra. “È venuto a prendermi!” pensò; ma le mani erano quelle di un uomo adulto, non quelle piccole del suo amico. Inoltre, Rombo si accorse che qualcosa non andava, una delle bacchette che lo tenevano aperto si era spezzata.

Rombo fu messo nel baule di una macchina e, dopo qualche tempo, quando il baule si riaprì, Rombo venne portato in una casa.

In quel momento capì che non avrebbe più rivisto il suo amico e probabilmente lui stava piangendo adesso.

Mentre nella casa in cui era finito non c’era nessuno che lo facesse volare, anzi, venne riparato ma poi fu chiuso in un armadio e lasciato lì al buio.

Qualche tempo dopo l’armadio si aprì, Rombo sentì voci umane parlare di un giocattolo trovato per strada poi sentì una voce che gli sembrava di riconoscere, sì era il suo amico! Lo aveva ritrovato! La voce di un adulto disse che aveva letto il nome del bambino attaccato al cordino dell’aquilone e aveva chiamato i genitori.

“Per fortuna sono riuscito ad aggiustarlo- disse la voce -può volare ma dovrai fare molta attenzione a non farlo cadere più.”

Così Rombo tornò tra le braccia del suo amico che subito lo portò all’aperto e lo fece volare. Rombo si sentì di nuovo libero ma fece una promessa: “Non lascerò mai più la mano che mi tiene!”

La storia di Rombo l'aquilone.mp3

  • Like 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

tutti i giorni il bambino prendeva Rombo e lo faceva volare; sempre più in alto

Non mi convince molto il punto e virgola

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

c’era un altro aquilone

Aggiungere "anche" dopo c'era

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

Era più grande, colorato

"più" anche davanti a colorato?

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

Fino a quel giorno si era accontentato di volare

Forse aggiungerei "e basta" dopo volare

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

lo ritirava sempre indietro

Forse andrebbe meglio "tirava"

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

Finiresti spiaccicato per terra e magari una macchina ti passa sopra e ti rompe!

Usi "finiresti" e poi passi al presente, metterei tutto al condizionale

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

poi un camion

Contro un camion

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

Impaurito e preoccupato

Hai usato impaurito anche nella riga precedente

 

Il 25/4/2020 at 18:47, Russotto ha scritto:

più rivisto il suo amico e probabilmente lui stava piangendo adesso.

"più rivisto il suo amico, che probabilmente stava piangendo in quel momento" secondo me suonerebbe meglio

Che storia graziosa! Rombo è un po' scemotto e ingenuo, ma poverino, d'altronde è un aquilone con poca esperienza. Evidentemente quello che lo aveva avvertito era un aquilone di mondo :asdf: 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che bello, dopo tanto tempo pubblicare un racconto e ricevere un commento.

Mi manca questa vita.

Grazie @Ayame, sono d'accordo su tutti i commenti.

  • Like 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Ospite
Rispondi a questa discussione...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


×
×
  • Crea Nuovo...

Cookie, cookie e ancora cookie

Come saprai, usiamo dei cookies per garantire il miglior funzionamento del sito. Puoi leggere la cookie policy, oppure cliccare su "Accetto". Consulta anche la privacy policy completa. Privacy Policy