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Lollo

Domenica de derby

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Davanti ‘no specchio: sguardo cattivo,
e  muscolo scorpito:  mejo de’n divo
corpo tatuato senza arcuna eleganza,
riccontavano la storia della sua  militanza.

E ‘n  testa  la scena de Robert De Niro:
“You Talking To Me?, Maledetto bastardo?
te levo dar monno te torgo er respiro!”
sera de derby e de botte: senza riguardo.

De fronte  lo stadio coi fratelli tifosi,
torvi come li corvi, brutti e  astiosi, 
canne rollate e  bira  a secchiate
sputi pe’ tera e spranghe ‘mbertate.

E drento lo stadio la squadra  tifava 
co’ n’unica voce er coro s’arzava,
e mentre a quer flusso se univa ‘nvasato
se sentiva più vivo se sentiva rinato!

Armeno quer giorno era lui er cattivo,
e nun penzava più alla sua vita spezzata,
alla moje arcolista e alla fija malata,
ar lavoro perso senza ‘n vero motivo,

alla  fine der mese sempre rosso sparato,
allo strozzino cor quale s’era già ‘ndebitato:
c’erano solo la squadra er coro ancestrale
e de fronte l’opposta fazione: er  vero rivale.

Ma odio e rabbia so come foco cor vento:
fu un rigore avversario a decretare er momento
ce fu granne silenzio dopo quer goal rigalato:
tutto lo stadio guardava, trannenennose er fiato.

Ma fu solo un seconno de energia trattenuta,
poi er boato avversario esplose esartato,
er tifoso, ‘n mezzo ai fratelli, urlava ‘ncazzato:
“Maledetti bastardi ‘sta  partita è vennuta!”

E da perdente se trasformò in condottiero,
indicò gli avversari che urlavano ‘nsurti
caricò come si fosse n’antico gueriero
dietro de lui i fratelli tifosi, tra grida e sussurti.

E se ‘ncotrorno ‘n mezzo li sparti, in un botto:
le opposte fazioni co li vorti  de odio distorti,
carci, pugnii e testate: quarche naso fu rotto
e poi spuntaron  cortelli: a sfidare le sorti.

Ar tifoso nell’occhio, ‘n velo roscio era sceso
sbuffava, lottava e quarche grugno spaccava
senza più squadre, senza più santi menava
e stava da iddio: bene come mai s’era ‘nteso.

Fu ‘na sensazione de gelo a spezzà quell’incanto
‘n dolore sordo e ‘mprovviso,  mai prima sentito
se mise le mano sur ventre restanno basito
le vide de  rosso macchiate, cristo iddio santo.

S’aritrovò ‘n gionocchio: sguardo de  dolore velato,
‘n mezzo a ‘na battajia che già lo aveva scordato 
bocca spalancata, un grido perso in quer fragore
cadde de fianco, artijo proteso verso er Creatore.

E cominciò piano a fluttuare  verso l’arto, 
vedennose steso ‘n posizzione fetale
er sangue suo che scoreva sullo  sparto
je sembrava come ‘n cordone ombelicale

che lo aveva nutrito de  odio e frustazione
rendenno  er tifo pe’ ‘na squadra religgione,
ebbe appena er tempo pe’ rammaricasse, 
d’avè buttato la vita pe’ quei fottui fuoriclasse.

E continuava a salire verso l’arto, leggero,
insino a che l’ommini diventorno sassolini    
li vedeva movese, scontrasse: come boccini
e nun ne capiva più er senso in su ner cielo.

E salendo ner buio frale stelle, ammirato se sorprese: 
dallo spazio se spizzava i continenti, er blu der mare
se sentiva leggero in questo suo trasumanare
cor penziero se congedò dalla famiglia e infin s’arese.

S’aritrovò ner voto dello spazio siderale, 
er terore fu l’urtimo umano sentimento, 
nun c’era nulla: manco er nulla ad aiutare
e poi  divenne solo ‘na scintilla ‘n movimento.

 

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Il 29/1/2020 at 17:47, Lollo ha scritto:

tutto lo stadio guardava, trannenennose er fiato.

Forse volevi dire "trattenennose".

 

Il 29/1/2020 at 17:47, Lollo ha scritto:

E salendo ner buio frale stelle, ammirato se sorprese: 

Non conosco il dialetto romanesco quindi azzardo a dire che "frale" dovrebbe essere "fra le"

 

Avevo già apprezzato un tuo componimento e qui rinnovo il piacere di leggerti. Anche se qualcosa già dall'inizio mi induceva a pensare a un probabile finale drammatico, quel finale l'ho atteso leggendo con avidità ogni singolo verso.

Ho sempre pensato che un buon scrittore riesce a emozionare e rendere visibile nella mente del lettore una scena con poche semplici parole, tu lo fai in versi e rima. Hai tutta la mia ammirazione.

Complimenti.

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Intanto grazie della tua attenta lettura, fa molto piacere ricevere un parere. Si hai ragione sono refusi e le tue correzioni corrette, forse sono usciti con il copia incolla ma ora controllo il file originale. Spesso si legge uno scritto talmente tante volte che gli errori li si salta.

Ancora grazie e a presto se ti fa piacere

 

Lollo

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