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Guest Gemini

John Fante - Chiedi alla polvere

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Nella California degli anni Trenta si svolge la tormentata vicenda d'amore tra Arturo Bandini (alter ego di Fante che comparirà in altri tre suoi romanzi), scrittore in cerca di nuova ispirazione per un prossimo romanzo e la cameriera messicana Camilla Lopez, sensibilmente diversa da lui e in realtà innamorata di un terzo protagonista (Sammy). Una vicenda intricata, nella quale il protagonista, attraverso la scoperta di un legame sentimentale che desidera, che rifiuta non appena sembra poterlo ottenere, che soggioga la sua vita e che, comunque, mai sembra realmente abbandonarlo, schiude uno spiraglio su se stesso, sul desiderio di mostrarsi migliore di quanto in realtà sia, sul rifiuto di un'indole apparentemente fragile e remissiva assai dissimile da quella che il contesto sociale circostante sembra celebrare, sulla fallace costruzione di un'immagine quanto più "vincente" possibile, su quell'esitazione esistenziale (frutto del contrasto tra maschera e indole reale), destinata a paralizzare la vita di Arturo nella stessa, sterile impasse che caratterizza molti dei personaggi di Fante.

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Ammetto di avere sempre visto John Fante con sospetto: ogni tanto penso che dovrei provare a leggerlo (nello specifico questo libro di cui parli), ma poi mi dico che non fa per me. Così, a pelle. Sarà anche il fatto che non sono un fanatico della letteratura statunitense, che frequento ma con parsimonia.

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Guest Gemini
3 minuti fa, Gigiskan ha scritto:

Ammetto di avere sempre visto John Fante con sospetto: ogni tanto penso che dovrei provare a leggerlo (nello specifico questo libro di cui parli), ma poi mi dico che non fa per me. Così, a pelle. Sarà anche il fatto che non sono un fanatico della letteratura statunitense, che frequento ma con parsimonia.

Gigiskan, confesso che anch'io ero assai scettico in merito agli autori statunitensi. Però, vincendo la mia ritrosia iniziale e dedicando un po' del mio tempo a vagliarne gli autori, ho fatto piacevoli scoperte. Magari non esistono autori che prediligo in assoluto (come mi capita con Hesse o Hugo, ad esempio), ma ritengo alcune opere degne di stima e anche di nota. Steinbeck, ad esempio, ma anche Fante, Poe, Melville, Whitman, Fitzgerald. Ma va sempre a gusti. E anche a momenti.

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